Itinerario 01.34 - Affresco su pilone votivo a Chionea (© Roberto Pockaj - AlpiCuneesi.it)

01.34 Ormea - Chionea - Chioraira - Aimoni - Ormea

Ormea (741 m) - Rifugio Chionea (1107 m) - Chionea (1104 m) - Porcirette sottane (1094 m) - Case Rian (1103 m) - Chioraira (1097 m) - Colletta (1052 m) - Aimoni (1036 m) - Ormea (741 m)

Si tratta di una piacevolissima escursione ad anello, perfetta per le mezze stagioni. Dopo una salita piuttosto ripida su una vecchia mulattiera fino a Chionea, ci si sposta quasi in piano (fatta eccezione per il passaggio del Rio Chiapino) tra belle borgate e castagneti secolari. La discesa da Aimoni verso Ormea risulta un poco meno agevole, per via delle condizioni del sentiero, poco battuto e dal fondo rovinato, tuttavia evitabile se si è disposti a percorrere, in alternativa, la strada asfaltata.

+478 / -478

Dislivello [m]

3:15 - 3:40

Tempo [h:mm]

10256

Distanza [m]

E 

Difficoltà

Tipologia

123456789101112

Periodo consigliato [mese]

Carta schematica - Itinerario 01.34 Ormea - Chionea - Chioraira - Aimoni - Ormea

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Profilo altimetrico - Itinerario 01.34 Ormea - Chionea - Chioraira - Aimoni - Ormea
A Da Ormea (741 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Chionea (1104 m) +365 / -2 1:00 - 1:10 2053 T/E A20
C Chioraira (1097 m) +436 / -80 1:40 - 1:55 4405 T/E A20
D Colletta (1052 m) +449 / -138 2:00 - 2:15 5845 T/E A23
E Aimoni (1036 m) +469 / -174 2:20 - 2:40 7359 T/E A23
F Ormea (741 m) +478 / -478 3:15 - 3:40 10256 E A23B

Da Piazza della Libertà ad Ormea 111220 si percorre per pochi metri la SS.28 in direzione del Colle di Nava, svoltando quindi a destra in Via Fontanetta e, subito dopo, a sinistra in via Santa Lucia. La stretta viuzza termina con una scalinata e raggiunge la strada comunale per Chionea.
Attraversata la strada, si sale una ripida rampa in cemento e, dopo pochi metri, s'imbocca a sinistra un'altrettanto ripida mulattiera selciata. La mulattiera, vecchia via di collegamento tra Ormea e Chionea, s'innalza decisa nel bosco di latifoglie miste; giunti ad un bivio nei pressi di alcuni ruderi, si trascura la diramazione pianeggiante di fronte per continuare a salire a sinistra.
Tra muretti a secco, in molti tratti ancora perfettamente conservati, la mulattiera alterna rampe in forte pendenza e stetti tornanti; incrocia una prima volta la strada comunale per Chionea intorno a quota 915, poi diminuisce la pendenza e inizia ad addentrarsi tra castagneti in parte abbandonati.
Superati i ruderi di un seccatoio con un grosso pilone votivo sulla facciata (finché resiste al tempo...), oltre un rado rimboschimento di conifere, a quota 980 circa si ritrova la strada comunale asfaltata. La si segue verso sinistra per alcuni metri, imboccando quindi a destra la rampa in cemento che porta ad una struttura ricettiva dismessa.
La mulattiera riprende alle spalle della struttura, incrociando una terza volta la strada comunale a quota 1010 circa 13. Attraversando castagneti da frutto ben curati, si ignorano due diramazioni meno evidenti a sinistra, una a destra nei pressi di un pilone votivo, e si giunge infine al cimitero di Chionea. Da qui una stradina asfaltata conduce definitivamente sulla strada comunale, più volte incrociata: seguendola verso sinistra ed ignorando le diramazioni, si passa ai piedi del Rifugio Chionea e si arriva Chiesa di Santa Maria Assunta 14, al centro della graziosa borgata di Chionea (1104 m, 1:00 - 1:10 ore da Ormea) 510.

Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Chionea.

Il lunedì della settimana di Carnevale, gruppi di giovani provenienti dalle frazioni di Chionea e di Chioraira, indossando un cappello nero cui erano cuciti nastri colorati o travestendosi da donna con lunghe tuniche bianche e scialli, vagavano suonando, cantando e facendo la questua attraverso le varie frazioni di Ormea. Raccoglievano uova, vino e viveri dai residenti, trasportando il tutto a dorso di mulo. Gli Aboi, così venivano chiamati, erano ospitati dagli abitanti locali: durante il giorno organizzavano canti, balli e scherzi, mentre di notte trovavano riparo nei fienili. La domenica organizzavano un banchetto con quanto raccolto nei giorni precedenti. Questa antica tradizione, che trova affinità con le Baìo della Val Varaita, pare si ispiri ai festeggiamenti per la cacciata dei Saraceni dalla Val Tanaro nel X secolo. La festa, assai legata alle piccole frazioni piuttosto che al capoluogo Ormea dove simili manifestazioni non erano viste di buon grado dalle autorità civili e religiose, è caduta in disuso negli anni '50 del secolo scorso, a seguito dell'abbandono delle borgate. E' stata riproposta a partire dal 2005 grazie alle ricerche effettuate dalla locale sezione del CAI.

[Piemonte Parchi n.163 febbraio 2007, pp.36-37]

Si imbocca la strada asfaltata che scende a sinistra (ovest) a fianco della chiesa (segnavia A20).
Usciti dal paese, all'ultima casa isolata la strada diventa sterrata; al primo bivio (palina) bisogna seguire il tratturo sulla destra, proseguendo tra prati, castagneti da frutto 8 e ciliegi. Poco oltre, si riceve da sinistra un'altra mulattiera (chi proviene in senso inverso deve prestare attenzione a questo bivio) che, con percorso pianeggiante, supera un piccolo rio e raggiunge Porcirette sottane (1094 m, fontana, indicata talvolta Porzirette sulla segnaletica locale).
Tra le case della borgata si incontra un bivio: si ignora il ramo di destra per Porcirette soprane e si prosegue diritti, scendendo in poche decine metri ad un ulteriore bivio: si tralascia a sinistra la mulattiera che scende in paese e si prosegue diritti (anche in questo caso, fare attenzione al bivio per chi viene in senso inverso).
In breve, sempre in costa attraverso castagneti da frutto secolari 4, si giunge nei pressi della chiesa di Case Rian (1103 m) 6.
Prima dell'edificio religioso si svolta a sinistra, scendendo dapprima all'interno della borgata 7, quindi all'impluvio del Rio Chiapino, attraversato su una passerella in legno 15.

Durante l'alluvione del Novembre 2016, il Rio Chiapino ha allargato enormemente il suo letto e ha purtroppo compromesso lo storico ponte in pietra 3.

Oltre l'alveo (ancora dissestato dall'alluvione), una mulattiera selciata traversa ripida il versante opposto poi, con un paio di tornanti, si immette su un'altra mulattiera, pianeggiante e inerbita.
La si segue verso sinistra finché, a sua volta, si immette sulla stradina (un tempo) asfaltata che conduce al cimitero di Chioraira. Si segue la stradina verso sinistra e, in breve, si entra nella frazione di Chioraira (1097 m, 0:40 - 0:45 ore da Chionea, numerose fontane) 2116.

Decisamente interessante quanto racconta Domenico Bassi nella sua guida del 1896. Erano gli anni in cui Ormea godeva di un notevole benessere, con la presenza del Grand Hotel, dello stabilimento idroterapico e della sede distaccata del Casinò di Sanremo. A Chioraira tuttavia - scrive Bassi - giungeva ben poco di quel benessere: «Le abitazioni di questa borgata si trovano nelle peggiori condizioni antigieniche, e dai loro usci spuntano, ad ogni arrivo di forestiero, figure di uomini e di donne invecchiati anzi tempo, e come i loro bambini, un po' male in arnese.»

[Guida Grand'Hotel di Ormea, p.87]

Attraversando il paese, presso un pilone votivo si lascia a destra la diramazione sterrata per la località La Colma, quindi si trascura ancora a destra una seconda sterrata, più ampia, sempre per la La Colma. Continuando a scendere su asfalto in direzione di Ormea, si perviene ad un bivio a destra con un'altra stradina asfaltata (segnavia A23). La si segue perdendo lentamente quota fino all'impluvio del Rio Rava Grossa, ove termina l'asfalto.
Si prosegue allora per lungo tratto su una sterrata pianeggiante, ignorando un'unica diramazione minore a destra, e si arriva alla borgata Colletta (1052 m, 0:20 ore da Chioraira) 17, in ottima posizione rivolta a mezzogiorno.

Poco prima della borgata, un cartello apposto su un castagno secolare, ne attribuisce la messa a dimora a Napoleone nel 1804. Ben più imponente, tuttavia, il tronco di un castagno 9 incontrato a Porcirette sottane, verosimilmente presente ben prima del passaggio di Napoleone...

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Inizialmente in leggera discesa, poi in falsopiano, sempre trascurando le diramazioni laterali minori, la sterrata 21 prosegue con un altro lungo tratto nel bosco, passa ai piedi di una grossa struttura ricettiva e giunge sulla strada asfaltata che sale da Ormea. Si va a sinistra per pochi metri, poi si imbocca la stradina asfaltata a destra che entra ad Aimoni (1036 m, 0:20 - 0:25 ore da Colletta).
Proprio in corrispondenza delle prime case si prende la mulattiera che si stacca a sinistra in discesa. Si ignora subito una diramazione (apparentemente abbandonata) a sinistra, poi si inizia a scendere in un bosco d'invasione. Poco oltre un pilone votivo si abbandona la mulattiera che prosegue innanzi e si svolta a sinistra, su un'altra mulattiera di fatto ridotta a sentiero, pure un poco malagevole per il fondo acciottolato.
Si passa subito un piccolo rio, poi si traversa in discesa, si supera un secondo pilone votivo e si scavalca un secondo rio; subito dopo, oltre un breve tratto in frana (un pizzico di attenzione!), il sentiero si biforca: si ignora il ramo di sinistra in salita e si continua sul ramo di destra.
Giunti ad un terzo pilone votivo 18, e ai ruderi poco distanti, la discesa si fa decisamente più ripida, e il sentiero serpeggia in trincea su rocce friabili. Alla fine dei tornanti, un tratto tra prati (e vegetazione invadente) porta sulla strada asfaltata che, da Ormea, sale verso Aimoni.

Voci popolari e tradizioni narrano della presenza di circa 800 piloni votivi disseminati sul territorio comunale di Ormea. Cifra all'apparenza enorme ma che, alla luce di un censimento degli anni 2010-12, e soppesando opportunamente le notizie tramandate oralmente, non pare essere poi troppo lontana dalla realtà: in pochi anni sono state rinvenute quasi 300 opere, tra dipinti e piloni, con una netta prevalenza per questi ultimi. Molti purtroppo versano in grave stato di degrado; altri, dei quali si ha notizia dalle vecchie carte militari o dagli anziani residenti, sono scomparsi; tanti resistono ostinatamente allo scorrere del tempo, vuoi perché restaurati negli anni (anche se non sempre a regola d'arte...), vuoi perché costruiti con maggior perizia. Santi, Crocifissioni, Madonne dalla pelle chiara e dalla pelle nera, disegni pressoché identici e duplicati su più piloni, fanno capolino in ogni dove, nei paesi e lungo le vecchie mulattiere.
Tra i tanti "pintori" che hanno decorato i piloni ormeaschi, spicca senza dubbio, per la tecnica decisamente raffinata, Eugenio Arduino. Originario del luogo, nasce il 18 novembre 1846 da una famiglia modesta, padre calzolaio e madre contadina, primo di cinque figli; muore settantenne a Ormea, il 27 aprile 1917.
Studia pittura all’Accademia Albertina di Torino, che tuttavia pare abbandoni prematuramente per amore di una nobildonna. Trascorre la sua vita nel paese natale, salvo una parentesi in Egitto nel 1869, della quale, immancabilmente, si favoleggiò a Ormea: le voci narrano di un suo ritorno accompagnato ad una bella ragazza egiziana, i cui lineamenti pare siano stati modello per molte figure femminili dei suoi dipinti. Nella sua lunga carriera, realizza decine di opere, incluso il San Martino sulla facciata della Parrocchiale di Ormea e il Pilone delle Caranche, datato 1902 ma ancora discretamente conservato.
Andrea Gastaldi (famoso per il celebre dipinto di Pietro Micca mentre da fuoco alle polveri a Torino), di cui fu allievo, in una lettera del 1884 lo definsce “un artista provetto, non d’anni ma di sapere, di indole mite e laboriosa… con un ingegno tutto speciale per i soggetti religiosi… autore già di molte bellissime opere murali ed in tela ad olio, condotte con sicurezza di stile e con vera maestria di composizione e di dipinto”.
La sua arte, a quanto pare, è tuttavia meno apprezzata nella terra natia: tutti i suoi lavori, inclusi gli oltre cinquanta piloni affrescati, non gli hanno evitato di morire in assoluta povertà...

[Trucioli, Eugenio Arduino] [-]

Si va a destra e, dopo un solo tornante sulla strada asfaltata, si prende la vecchia mulattiera (palina) che scende a destra. Oltre l'ennesimo rio, la mulattiera sfila ai piedi del Santuario della Madonna delle Ciliegie 19 (deviazione a sinistra di pochi metri) e termina tra alcune case, trasformandosi in stradina asfaltata.

Il corpo principale della Chiesa della Madonna dell’Albareto, nota anche come Santuario della Madonna delle Ciliegie, è settecentesco, ma incorpora al suo interno parti di un nucleo più antico, risalente al XII secolo, come sembrerebbe testimoniare la presenza di tracce di un velario romanico nell’abside. L'abside conserva affreschi databili al XV secolo e, probabilmente, altri precedenti conservati in un strato più antico.
La chiesa è sovente elevata a rango di santuario, «si’ per la grande venerazione in cui essa è tenuta, come pei i miracoli che vi furono operati», come riportava lo storico Casalis. Ed in effetti, a metà del '600, si registrano ben due eventi prodigiosi presso l'edificio religioso: l'8 Settembre 1675, durante il canto del Vangelo, si sono visti spuntare e crescere fiori da un ciliegio, e perfino maturare una ciliegia tra due rami; scena analoga era già stata riportata il 16 agosto 1650.
In tempi più recenti, la chiesa è tornata all'onore delle cronache nel 2021, quando i Carabinieri del Nucleo patrimonio culturale di Torino hanno recuperato parte della pala d'altare rubata nel 1994, purtroppo tagliata per favorirne la ricettazione.

[La Gazzetta di Chionea, Madonna dell'Albareto, pp.3-18]

Si continua a scendere fino a giungere sulla strada statale. Si va a sinistra per circa 150 metri, poi si attraversa la statale per imboccare Via Orti, stradina asfaltata che si dirige verso il Fiume Tanaro. La stradina, tenendosi in sinistra orografica, passa al fianco di aree gioco per bambini e dell'area camper comunale; quando supera con un ponte il Torrente Armella, si imbocca a sinistra il passaggio pedonale che costeggia il corso d'acqua e conduce nel centro di Ormea (741 m, 0:55 - 1:00 ore da Aimoni), a pochi passi da Piazza della Libertà.

Accessi

Da Ceva si risale la Valle Tanaro fino ad Ormea dove e possibile posteggiare in Piazza della Liberta o nel parcheggio di fronte, a fianco del distributore di benzina.

Note

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Pernottamento

Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.

Cartografia

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I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Aggiornamenti

Ultimo sopralluogo: Inverno 2026
[Ultimo aggiornamento scheda: Inverno 2026]

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5 - Pittura murale nei pressi della chiesa di Chionea raffigurante la festa de 'J Aboi' (2009)
5 - Pittura murale nei pressi della chiesa di Chionea raffigurante la festa de 'J Aboi' (2009)
2 - Chioraira, con il campanile della Chiesa dei Santi Gioachino ed Anna, del XVII secolo (2005)
2 - Chioraira, con il campanile della Chiesa dei Santi Gioachino ed Anna, del XVII secolo (2005)
4 - La mulattiera che collega Porcirette sottane a Chionea (2005)
4 - La mulattiera che collega Porcirette sottane a Chionea (2005)
7 - Affresco a Case Rian (2009)
7 - Affresco a Case Rian (2009)
6 - La chiesa a Case Rian (2009)
6 - La chiesa a Case Rian (2009)
3 - Il ponte in pietra sul Rio Chiapino, ormai crollato (2005)
3 - Il ponte in pietra sul Rio Chiapino, ormai crollato (2005)
11 - Fontana in Piazza Nuova, a Ormea (2012)
11 - Fontana in Piazza Nuova, a Ormea (2012)
1 - La posizione ombreggiata e riparata su una abitazione di Chioraira ha conservato questo affresco datato 1815 (2005)
1 - La posizione ombreggiata e riparata su una abitazione di Chioraira ha conservato questo affresco datato 1815 (2005)
9 - Il castagno plurisecolare a Porcirette sottane (2009)
9 - Il castagno plurisecolare a Porcirette sottane (2009)
8 - Castagni secolari nei pressi di Chionea (2026)
8 - Castagni secolari nei pressi di Chionea (2026)
12 - Il Palazzo dei Signori a Ormea, particolare (2012)
12 - Il Palazzo dei Signori a Ormea, particolare (2012)
13 - Sulla mulattiera che collega Ormea a Chionea (2026)
13 - Sulla mulattiera che collega Ormea a Chionea (2026)
14 - La Chiesa di Santa Maria Assunta a Chionea (2026)
14 - La Chiesa di Santa Maria Assunta a Chionea (2026)
18 - Affresco su pilone votivo nella discesa verso Ormea (2026)
18 - Affresco su pilone votivo nella discesa verso Ormea (2026)
16 - Chioraira, scorcio (2026)
16 - Chioraira, scorcio (2026)
17 - Borgata Colletta (2026)
17 - Borgata Colletta (2026)
15 - La passerella sul Rio Chiapino che ha rimpiazzato lo storico ponte in pietra(2026)
15 - La passerella sul Rio Chiapino che ha rimpiazzato lo storico ponte in pietra(2026)
19 - La Chiesa della Madonna delle Ciliegie (2026)
19 - La Chiesa della Madonna delle Ciliegie (2026)
20 - Pittura murale a Ormea (2026)
20 - Pittura murale a Ormea (2026)
10 - 'J Aboi' (2012)
10 - 'J Aboi' (2012)
21 - La sterrata che collega Borgata Colletta ad Aimoni (2009)
21 - La sterrata che collega Borgata Colletta ad Aimoni (2009)
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