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Alta Via Alpi Mare

L'Alta Via Alpi Mare nasce nel 2014 come itinerario di scoperta di un territorio unico, posto a cavallo dell'arco alpino sud-occidentale. Si tratta di una vasta area, tutelata da ben quattro parchi: il Parc National du Mercantour in Francia, il Parco delle Alpi Marittime e il Parco del Marguareis in Piemonte, il Parco delle Alpi Liguri in Liguria.
Il trekking, in 16 tappe, svela un territorio selvaggio, poco antropizzato, ricco di contrasti forti, che permette di osservare il mare con gli scarponi ancora bagnati dalla neve. Un territorio dove l'esuberanza della natura si mostra nelle sue forme più disparate e consente di attraversare praticamente ogni tipologia di ambiente alpino e mediterraneo, sia dal punto di vista floro-faunistico che geologico.
Questo itinerario di indubbio fascino, promosso da una associazione di operatori turistici del territorio cui si spera si uniscano in futuro anche enti e istituzioni, è stato già descritto nel volume Dalle Alpi al Mare (Edizioni del Capricorno) e ad esso si è ispirato il numero 87 di Meridiani Montagne "Dal Monviso al Mare".

Segnavia: il trekking non dispone di una propria segnaletica verticale od orizzontale. Si appoggia su itinerari già esistenti, quali la Grande Traversata delle Alpi (GTA), l'Alta Via dei Monti Liguri (AVML, o semplicemente AV), la Grande Randonnée 52 (GR52) o il Sentier Valléen della Vallée de la Roya. Diverse tappe coincidono poi, del tutto o in parte, con il tracciato della Via Alpina (VA).

Traduzione in tedesco a cura di Karen Kloss.

Percorso
Carta schematica - Via Alpina del Mare
Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA
Tappe
Tappa AM.01

Sant'Anna di Valdieri, unico centro abitato in permanenza all'interno del Parco delle Alpi Marittime, è la località di partenza di questo affascinante trekking. Il percorso del primo giorno, breve e non impegnativo, dopo una ripida salita iniziale all'interno del bosco si snoda nell'ampio ed assolato Vallone della Meris. Un vero gioiello il Lago sottano della Sella, specchio d'acqua dalla forma quasi circolare, adagiato proprio di fronte al Rifugio Livio Bianco. La tappa può tranquillamente essere percorsa nel pomeriggio, sfruttando eventualmente la mattina per raggiungere Sant'Anna di Valdieri.

Dislivello totale: +910/-0 m; Tempo totale: 2:55 - 3:20 ore;
Distanza: 7390 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2016; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il toponimo "Vallone della Meris". Il toponimo "Chiot de la Sela". Il Rifugio Livio Bianco.

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Tappa AM.02

Spettacolare traversata, lunga e faticosa, che offre panorami mozzafiato lungo tutto il tragitto. Si comincia con la salita al Colle di Valmiana, ai piedi del Monte Matto, in ambiente totalmente detritico, tra distese di macereti a perdita d'occhio (attenzione alla neve, possibile lungo la salita al colle anche a inizio estate); si continua con il lungo traverso verso i Laghi di Valscura, a picco sul Vallone del Valasco e con il Massiccio dell'Argentera a fare da quinta; si termina su un'ardita mulattiera ex militare che ancora conserva tratti mirabilmente lastricati e conduce al Rifugio Questa. Quasi tutto il percorso si mantiene al di sopra dei 2200 metri di quota, e tocca innumerevoli laghi e laghetti alpini, ora incastonati tra vertiginose pareti rocciose ora adagiati su poggi panoramici o circondati da prati. Il Colle di Valmiana è il punto più elevato dell'intero trekking. Con la fortuna di incontrare bel tempo, una tappa che per spettacolarità non si dimentica facilmente.

Dislivello totale: +1513/-1015 m; Tempo totale: 7:00 - 7:50 ore;
Distanza: 19854 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2010; Commenti: 0;
Approfondimenti: I Baraccamenti di Valscura. La mulattiera ex militare "Baraccamenti di Valscura - Ricoveri di Fremamorta". Il Rifugio Questa.

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Tappa AM.03

Dal Rifugio Questa si risale la Val Morta fino al Colletto del Valasco. Qui, sempre seguendo l'incredibile mulattiera ex militare proveniente dalla Valscura, incomincia un affascinante percorso che offre paesaggi davvero superbi: a sinistra, sul versante opposto del Vallone della Valletta, si staglia il Massiccio dell'Argentera, così vicino che pare di poterlo toccare; a destra i Laghi di Fremamorta, dal colore blu intenso, disposti uno in fila all'alto quasi ad indicare la strada per l'omonimo colle. All'altezza del Lago mediano di Fremamorta una breve deviazione conduce al Bivacco Guiglia, spettacolare balcone panoramico sull'Argentera, mentre si consiglia la pausa pranzo sulle soffici sponde prative del minore dei due Laghi soprani di Fremamorta. La discesa, abbastanza lunga, diventa un poco monotona solo nel tratto finale, lungo la strada carrabile che conduce a Terme di Valdieri.

Dislivello totale: +476/-1496 m; Tempo totale: 5:20 - 5:55 ore;
Distanza: 18412 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Bivacco Guiglia. Il Ricovero Umberto I. L'Opera 274 del Vallo Alpino. Le Reali Terme di Valdieri.

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Tappa AM.04

La salita al Rifugio Morelli è lunga, ma non faticosa e abbastanza varia: dalla faggeta si passa al lariceto e si termina in mezzo a distese di macereti; durante l’ascesa si incontra il Lagarot di Lourousa, una piccola gemma turchese ai piedi dell'inconfondibile lingua di ghiaccio del Gelas di Lourousa. Raggiunto il Colle del Chiapous tra gli immancabili macereti, ci si cala piuttosto ripidi e sempre tra detriti nel Vallone della Rovina, avendo davanti agli occhi per tutta la discesa lo spettacolo offerto dall'invaso artificiale del Chiotas con il vicino Lago Brocan, quest'ultimo di origine glaciale; proprio in mezzo ai due specchi d'acqua, il Rifugio Genova Figari, meta di questa tappa. Assai interessante risulta l'attraversamento della Diga del Chiotas, con i suoi 130 metri di altezza, il cui coronamento è rimasto l'unica via escursionistica praticabile dopo che il bacino artificiale ha di fatto diviso in due il vallone.

Dislivello totale: +1277/-636 m; Tempo totale: 5:35 - 6:15 ore;
Distanza: 16074 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Lagarot di Lourousa. Il Gelas di Lourousa. Il Rifugio Morelli Buzzi. Il Bacino del Chiotas, la Diga della Piastra e il Lago della Rovina. La Centrale ENEL Luigi Einaudi. Il Rifugio Genova Figari.

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Tappa AM.05

Una tappa lunga, ma assai interessante e che non presenta difficoltà. Lasciati alle spalle il Bacino del Chiotas e il Massiccio dell'Argentera, al Colle di Fenestrelle appare la sagoma inconfondibile del Monte Gelas. Sul valico non è difficile imbattersi in piccoli gruppi di stambecchi. La discesa nel Vallone della Barra e la risalita al Colle di Finestra avviene su comode mulattiere, così come la discesa terminale su Madone de Fenestre. Numerosi i ruderi di opere militari che si incontrano intorno Colle di Finestra, uno dei valichi più agevoli della Val Gesso e per questo tra i più difesi durante la seconda guerra mondiale. Il colle è anche stato teatro dell'esodo dalla Francia di centinaia di ebrei, al seguito dei soldati italiani dopo l'armistizio dell'8 settembre. Con questa tappa si entra in Francia, all'interno dell'area protetta del Parc national du Mercantour.

Dislivello totale: +1206/-1307 m; Tempo totale: 6:00 - 6:55 ore;
Distanza: 15885 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Ricovero Fenestrelle. Il Ricovero Testata Gesso della Barra. La Casermetta difensiva Colle delle Finestre. Il Colle di Finestra. I Sentieri della Libertà. Il toponimo del Passo dei Ladri. Il Ricovero Lago delle Finestre, l'Opera 126 e l'Opera 127. Madone de Fenestre.

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Tappa AM.06

Traversata decisamente impegnativa, con lunghi tratti senza sentiero o in notevole pendenza: assieme alla tappa 13, è quella che presenta le maggiori difficoltà tecniche dell'intero trekking, sebbene si resti sempre nel campo dell'escursionismo. Il Pas du Mont Colomb è una stretta fessura nella linea dello spartiacque tra il Cayre Colomb e il Mont Ponset: la salita, nell'omonimo vallone, si svolge tra distese di colate detritiche; la discesa sul versante opposto è assai ripida, spesso tra grossi blocchi di roccia e decisamente faticosa. In presenza di neve, possibile anche ad inizio estate, possono risultare indispensabili piccozza e ramponi. Si consiglia la percorrenza con tempo stabile e buona visibilità, e si raccomanda di seguire attentamente i segnavia sul terreno.

Dislivello totale: +753/-429 m; Tempo totale: 3:25 - 3:55 ore;
Distanza: 5858 m; Difficoltà: EE;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il toponimo del Pas du Mont Colomb. Il Refuge de Nice.

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Tappa AM.07

Una bellezza fuori dal comune: c'è poco altro da aggiungere per questa traversata che si snoda al cospetto di numerosissimi laghi alpini. Prima nello splendido e selvaggio Vallon du Mont Chamineye, in un susseguirsi di balze e laghetti, poi i tre grandi laghi glaciali nell'alta Valmasque. La salita alla Baisse du Basto si presenta decisamente ripida nel suo tratto terminale e può richiedere l'uso di piccozza e ramponi in presenza di neve (possibile anche ad inizio estate). La discesa in Valmasque, seppur si svolga per lunghi tratti in pietraia anche senza sentiero, non comporta particolari problemi se il fondo non è innevato. Splendida la terrazza panoramica del Refuge de Valmasque, affacciata direttamente sul Lac Vert. Si consiglia la percorrenza con tempo stabile e buona visibilità.

Dislivello totale: +583/-582 m; Tempo totale: 3:15 - 3:40 ore;
Distanza: 8557 m; Difficoltà: EE;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Lac du Basto. Il Refuge de Valmasque. Le incisioni rupestri della Vallée des Merveilles.

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Tappa AM.08

La parte decisamente più accattivante di questa lunga tappa è compresa tra la il Refuge de Valmasque e la Bassa sovrana di Margheria. Dopo la piacevole discesa tra i larici nel Vallon de Valmasque si risale, su tracce di sentiero (non segnalate ma evidenti), fino allo splendido Replat du Sabion, oasi di dolci declivi prativi in mezzo a montagne severe, punteggiato da laghetti spesso asciutti nel periodo estivo e spoglio da vegetazione arborea. Godibilissimo, assai vario e molto panoramico il tratto che conduce al Fort de Giaure: a discapito del nome francese assunto dopo la revisione dei confini del 1947, si tratta di una fortificazione costruita dagli italiani sul finire dell'Ottocento, posizionata all'estrema destra dello schieramento del campo trincerato del Colle di Tenda. Dopo il grazioso Laghetto dell'Abisso, raggiunto con un'ardita quanto aerea mulattiera ex militare, la discesa su Limonetto, abbastanza ripida e non particolarmente accattivante, si svolge su sentieri ben poco frequentati e termina con un lungo tratto di strada sterrata, perlomeno chiusa al traffico privato.

Dislivello totale: +821/-1760 m; Tempo totale: 6:55-7:50 ore;
Distanza: 21207 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Fort de Giaure. Il Campo trincerato del Colle di Tenda. L'Alpe di Papa Giovanni. Limonetto.

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Tappa AM.09

Per tempo di percorrenza è la tappa più lunga del trekking, ma di grandissimo fascino. Il tracciato si snoda a lungo su vecchie mulattiere militari, tocca imponenti fortificazioni di fine Ottocento, ed è sempre estremamente panoramico. Dopo aver guadagnato quota, dal Colle di Tenda si segue da vicino la displuviale alpina fino alla Colla Piana di Malaberga, dove si entra nel territorio del Parco naturale del Marguareis. Nel tratto compreso tra il Colle della Boaria e il Passo del Duca si attraversa un ambiente carsico tra i più importanti delle Alpi, con doline, inghiottitoi e bianchissime rocce calcaree, senza che un solo albero né arbusto riesca a crescere in questo paesaggio quasi lunare. Estremamente piacevole anche il passaggio nel Vallone del Marguareis, ai piedi delle impressionanti pareti calcaree dell'omonimo massiccio, un vero angolo di Dolomiti in Valle Pesio. Qualche problema di orientamento può insorgere lungo il percorso in caso di scarsa visibilità.

Dislivello totale: +1752/-1080 m; Tempo totale: 8:40 - 9:50 ore;
Distanza: 24782 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: La Via Romana. Il Forte Colle Alto e la Caserma difensiva Centrale. La Cime du Bec Roux. La strada ex-militare 194. La Conca delle Cársene. La battaglia di Pasqua del 1944. La Stazione botanica Danilo Re. Il Rifugio Garelli. Il fitodepuratore (quasi) più alto d'Europa. La Stazione botanica Burnat - Bicknell.

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Tappa AM.10

Una tappa breve, facile, interessante, nella quale si aggira il Massiccio del Marguareis e si attraversano ben tre valli. Dalle distese di prati e pascoli di Porta Sestrera si scende al minuscolo quanto pittoresco Lago Rataira, con un singolare menhir infisso nei pressi delle sue sponde. Attraverso il Colle del Pas si accede quindi alla suggestiva conca carsica di Piaggia Bella, sede della Capanna Saracco Volante, un rifugio utilizzato dagli speleologi per l'esplorazione delle numerose grotte che si aprono in questa zona. L'ultima risalita conduce al Rifugio Don Barbera, situato a pochi metri dal Colle dei Signori e dal confine con la Francia. Con questa tappa ci si sposta sul versante esterno dell'arco alpino, dove gli influssi del clima marino iniziano ad essere sempre più evidenti.

Dislivello totale: +594/-481 m; Tempo totale: 3:00 - 3:25 ore;
Distanza: 7948 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Lago Rataira. Il toponimo del Colle del Pas. La Conca di Piaggia Bella. Il Rifugio Don Barbera.

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Tappa AM.11

Una entusiasmante cavalcata lungo lo spartiacque, sempre in bilico tra Italia e Francia, sempre sopra i 2000 metri di quota. Per ore la vista spazia tutt'intorno, quasi a 360 gradi, dalle Alpi, alla pianura, al mare. Il pizzico di fatica, causato dal continuo saliscendi che spezza il ritmo del cammino, è ampiamente ripagato dai panorami mozzafiato. Chi vuole compiere una brevissima digressione, può raggiungere la vetta del Monte Saccarello che, per la sua posizione dominante, è stato anche sede di una batteria di artiglieria risalente alla fine dell'Ottocento. La notte al Rifugio Sanremo, unico posto tappa non gestito dell'intero trekking, aggiunge ulteriore fascino alla tappa.

Dislivello totale: +929/-953 m; Tempo totale: 5:20 - 6:05 ore;
Distanza: 16572 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Colle delle Selle Vecchie. La Batteria del Monte Saccarello. La statua del Redentore. Il Rifugio Sanremo - Tino Gauzzi.

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Tappa AM.12

Dopo la bella discesa dal Monte Saccarello, la tappa si snoda quasi interamente su vecchie carrozzabili o mulattiere militari. Per quanto non manchino gli ampi scorci panoramici, il percorso risulta in alcuni tratti piuttosto monotono. Alla Bassa di Marta si attraversano i ruderi di vecchi baraccamenti militari: da qui è possibile ravvivare la tappa con una non breve deviazione fino alla vetta del Balcon de Marta, nelle cui viscere è stato costruito il più grande centro in caverna del Vallo Alpino delle Alpi occidentali. Con l'ingresso in Liguria si entra nel Parco naturale delle Alpi Liguri, la più giovane tra le aree protette attraversate dal trekking.

Dislivello totale: +593/-1103 m; Tempo totale: 4:55 - 5:35 ore;
Distanza: 16203 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Estate 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Complesso fortificato del Balcone di Marta. Il Rifugio Allavena.

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Tappa AM.13

Il "Sentiero degli Alpini" è conosciuto in mezza Europa: un piccolo capolavoro di ingegneria, aperto sulle dirupate pareti rocciose dei monti Pietravecchia e Toraggio, con diversi tratti in semi-galleria e la vista che spesso spazia fino al mare. Purtroppo l'asperità e la geologia dei luoghi hanno fortemente danneggiato l'originario tracciato e per questa ragione la parte iniziale della tappa è una delle due più impegnative dell'intero trekking, con numerosi passaggi esposti. Terminata la traversata del Sentiero degli Alpini (eventualmente aggirabile sul versante francese dello spartiacque con un più agevole percorso) non si incontrano ulteriori difficoltà, sebbene questa sia anche la più lunga tappa del trekking: un interminabile mezzacosta scende fino a La Madonina e poi ancora giù, verso Saorge, attraverso il Vallon de la Madonina e il Vallon de la Bendola. Sono pochi però i sentieri che danno l'impressione di attraversare luoghi selvaggi e lontani dalla civiltà al pari del tratto compreso tra La Madonina e il Pont de Castou, che si snoda tra fitti boschi e profondi orridi. Saorge, con le sue case abbarbicate alle pareti rocciose, è uno splendido borgo medievale che merita di essere visitato in tutta calma.

Dislivello totale: +739/-1770 m; Tempo totale: 7:30 - 8:25 ore;
Distanza: 25633 m; Difficoltà: EE;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il Sentiero degli Alpini. Storie di confini. Saorge.

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Tappa AM.14

Tappa di media durata, che presenta gli aspetti più interessanti nella seconda metà del percorso. La salita al Collet du Mont Agu è piuttosto lunga, a tratti ripida; seppur su buon sentiero, resta sempre chiusa nel bosco (garantendo perlomeno una certa frescura in estate) e non offre grandi scorci panoramici. Decisamente più varia la discesa su Breil-sur-Roya, con un susseguirsi di valloni, torrenti, bei panorami sulla media valle; interessanti alcuni tratti aerei del sentiero ed altri scavati nella roccia. Il bel centro medievale di Breil-sur-Roya merita senz'altro una visita.

Dislivello totale: +1044/-1269 m; Tempo totale: 5:25 - 6:15 ore;
Distanza: 12224 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Breil-sur-Roya.

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Tappa AM.15

Giornata di tutto riposo, se vogliamo una tappa di "trasferimento" in attesa dell'ultimo, lungo balzo fino al mare. Eppure questa tappa scorre via piacevolmente, forse stimolati dalla vicinanza alla meta: dopo brevi passaggi aerei su Breil-sur-Roya e un lungo mezzacosta sulle anse del Roya, ci si può permettere una lunga sosta nella graziosa piazzetta di Piène-Haute, vera terrazza panoramica, di fronte all'Eglise Saint-Marc e vicino al medievale Castello della Penna. Perfino la discesa su Olivetta, non proprio entusiasmante, serve ad abituarsi lentamente agli odori e ai profumi del Mediterraneo: pini e ulivi intorno, il mare all'orizzonte, ormai non più così lontano come appariva dalle Alpi. L'arrivo di buon ora a Olivetta lascia il tempo per tirar fuori dal fondo dello zaino il costume da bagno per il giorno seguente.

Dislivello totale: +529/-526 m; Tempo totale: 3:10 - 3:35 ore;
Distanza: 9553 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Da Penna a Piena a Piène. Il Castello della Penna. Il Comune di Olivetta San Michele.

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Tappa AM.16

La salita al Monte Grammondo è lunga ma non faticosa, e il panorama di cui si gode dalla vetta è decisamente mozzafiato: alle spalle le Alpi Liguri, di fronte il Mar Mediterraneo, con le coste liguri e francesi, le città di Ventimiglia, Menton, Monaco e, con il cielo terso, la Corsica all'orizzonte. La discesa dal Monte Grammondo si presenta decisamente ripida per lunghi tratti, ma offre anch'essa impagabili panorami: tra tutti, la vista che si apre d'improvviso sul mare dalla splendida pineta al Col du Berceau. Di fatto si scende su Menton tenendosi sempre sulla interminabile dorsale che si allunga fino al mare. L'arrivo nel centro storico di Menton, dopo il passaggio inevitabile sotto un viadotto autostradale, risulta anch'esso affascinante: dalla Basilique Saint Michel un'imponente scalinata conduce direttamente alla bellissima Plage des Sablettes, con la sua sabbia bianca e la fila di palme che la separa dal lungomare.

Dislivello totale: +1395/-1687 m; Tempo totale: 7:20 - 8:25 ore;
Distanza: 18774 m; Difficoltà: E;
Aggiornamento: Autunno 2014; Commenti: 0;
Approfondimenti: Il sentiero per il Passo Treittore durante la seconda guerra mondiale. Il SIC del Monte Grammondo - Torrente Bevera. Menton.

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