Tappa AT.07

AT.07 Colle di Nava - Monte Ariolo - Passo di Prale - Rifugio Pian dell'Arma

Colle di Nava (939 m) - Monte Ariolo (1221 m) - Bocchino di Semola (1102 m) - Bric Castagnino (1215 m) - Passo di Prale (1267 m) - Rifugio Pian dell'Arma (1339 m)

+701 / -301

Dislivello [m]

3:05 - 3:35

Tempo [h:mm]

8223

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Quattro passi in Liguria. Questo potrebbe essere il riassunto di questa tappa, non tanto per questioni geografiche (si saltella al di qua e al di là del confine) quanto per gli aspetti paesaggistici: lunghi tratti di crinale al cospetto di monti arrotondati coperti di fitti boschi che digradano fino al mare. Preparatevi però frequenti e repentini saliscendi, sovente con pendenze notevoli sia in salita che in discesa.

Profilo altimetrico - Tappa AT.07
A Da Colle di Nava (939 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Monte Ariolo (1221 m) +302 / -20 1:10 - 1:20 3225 E Via Alpina R154 | AVML » =
C Bocchino di Semola (1102 m) +315 / -152 1:30 - 1:50 4299 E =
D Passo di Prale (1267 m) +538 / -210 2:20 - 2:45 6241 E A48A
E Rifugio Pian dell'Arma (1339 m) +701 / -301 3:05 - 3:35 8223 E Via Alpina R154 | AVML » Via Alpina R154 | AVML | A02 » Via Alpina R154 | A49

Al fondo del posteggio presso il Forte Centrale al Colle di Nava (939 m), si imbocca la piccola strada asfaltata che passa a fianco degli impianti sportivi.

La stradina permette di raggiungere l'abitato di Nava, evitando la trafficata strada statale, sebbene con percorso un poco più lungo. Può essere utilizzata da chi vuole recarsi a pernottare a Nava al termine della tappa precedente.

All'altezza del campo da calcio si lascia ignora un sentierino che si stacca a destra, e si continua sulla strada per circa mezzo chilometro. Alla prima biforcazione ci si tiene a sinistra, mentre alla seconda, poco oltre, si imbocca a destra una stradina asfaltata.
La stradina sale in breve a un maneggio, dove termina e prosegue verso destra come mulattiera (segnavia Via Alpina R154 e AVML), aggirando alle spalle le stalle. Si ignora subito una mulattiera che scende a destra, si passa un piccolo rio su un ponte e, non distante, si trascura anche un sentierino che si stacca a sinistra. La mulattiera s'innalza ripida nel bosco di pini, si trasforma in sentiero e si immette sulla strada asfaltata per la Colla San Bernardo.
Si lascia di fronte la continuazione del sentiero (minacciose scritte su blocchi in cemento millantano la presenza di chiodi a tre punte sul tracciato) e si segue la strada asfaltata verso destra. Al primo tornante si abbandona la strada che piega a destra (segnavia Via Alpina R154 e AVML) e si prosegue sulla strada sterrata che continua diritta verso il Monte Ariolo. L'ascesa nel bosco, ora misto di pini e abeti, è lunga e con pendenze modeste: prima si incrocia un sentierino usato come pista da discesa per le mountain bike, poi si arriva ad un piccolo slargo. Qui si riceve da destra il succitato sentierino, che lambisce la strada e se ne distacca, sempre verso destra, dopo qualche metro.
Lo si trascura, tenendosi sempre sulla carrareccia sterrata, che volge dapprima a nord poi, assecondando il pendio, piega a nord-est. Si ignora anche il successivo sentiero a sinistra e, poco dopo, si giunge ad un secondo slargo. Da destra si riceve una pista sterrata, la strada sterrata su cui ci si trova piega a sinistra, mentre proprio di fronte si stacca un sentierino. Lo si segue, in leggera salita, e si arriva in qualche minuto sulla vetta del Monte Ariolo (1221 m, 1:10 - 1:20 ore dal Colle di Nava) 19, preceduta da un crocifisso e un piccolo altare.
Una altrettanto breve discesa riporta sulla sterrata precedentemente abbandonata, pochi metri prima che questa termini. Si continua verso est, su un comodo e piacevole sentiero di crinale, in leggero saliscendi, con bellissimi panorami che spaziano fino al mare. Superata la quota 1199, ci si cala assai ripidi fino al sottostante Bocchino di Semola (1102 m, 0:20 ore dal Monte Ariolo).

Gli uccelli migratori compiono lunghi spostamenti tra i siti di nidificazione e i siti di svernamento. Molti migratori raggiungono l'Europa dall'Africa nel mese di marzo, utilizzando chi la posizione del sole e delle catene montuose come riferimento (migratori diurni), chi luna e stelle (migratori notturni). Il viaggio di rientro avviene nei mesi di settembre e ottobre. Il Bocchino di Semola costituisce un passaggio di notevole importanza nelle rotte migratorie che attraversano il confine tra Liguria e Piemonte.

[Pannello informativo in loco, testo di Fabiano Sartirana]

Al valico c'è un vero crocevia: a sinistra scendono un sentiero per Case Rocca e Cantarana e una pista sterrata sempre per Cantarana (segnavia A48); a destra transita una strada sterrata proveniente dalla Colla San Bernardo e diretta al Passo di Prale (prosecuzione del segnavia A48); di fronte, tra la strada e la pista sterrata, si diparte il sentiero ancora per il Passo di Prale (segnavia A48A).
Il sentiero rimonta assai ripido il crinale prativo, tra una miriade di tracce lasciate dagli animali, fino alla vicina vetta del Bric Castagnino (1215 m) 238.
Sull'arrotondata sommità si trascura a sinistra il sentiero diretto a Cantarana, e ci si cala assai ripidi fino al sottostante colletto, dove si ignora una traccia a sinistra (l'ampio pendio prativo sul versante meridionale dello spartiacque è indicato come Pian Preallo) 7. Si riprende la faticosa risalita per crinale fino alla successiva elevazione, dove ci si immette in una sorta di pista inerbita. Si va a destra, seguendo la pista nel suo continuo saliscendi al limitare del bosco di conifere, a sinistra, e con bei panorami verso il mare, a destra. La pista lascia a destra due pale eoliche e si porta al Passo di Prale (o Colle di Prale, 1267 m circa, 0:50 - 0:55 ore dal Bocchino di Semola) 4, dove termina il segnavia A48A.
Anche in questo caso ci troviamo ad un crocevia: la pista lambisce solamente la strada sterrata a destra, proveniente dal Bocchino di Semola (segnavia A48), e piega a sinistra. Tra la sterrata e la pista invece si imbocca il sentiero (nuovamente segnavia Via Alpina R154 e AVML) che in poche decine di metri raggiunge la strada asfaltata per il Colle di Caprauna proprio sul confine del Comune di Ormea.
Di fatto la strada si attraversa solamente: leggermente a destra infatti riprende il sentiero che entra nel bosco di larice e si riporta lungo il crinale. Poco sopra si ritrova la strada asfaltata, e questa volta la si segue verso sinistra per alcune decine di metri. Dopo un tornante, infatti, la si abbandona per il sentiero che si stacca a sinistra.
Il sentiero si immette quasi subito su una pista sterrata, che si segue verso sinistra. Si incontrano a questo punto due bivi ravvicinati: al primo, si trascura il ramo di sinistra e si continua a destra; al secondo, si abbandona la pista che prosegue innanzi e si svolta a sinistra su una sorta di mulattiera.
La mulattiera s'innalza ripidissima, con percorso rettilineo, fino ad immettersi sulla ben più comoda mulattiera inerbita proveniente dal Colle di Caprauna. La si segue verso sinistra, in direzione il Monte Armetta (segnavia Via Alpina R154, AVML, A02) per un brevissimo tratto fino al successivo bivio: qui la mulattiera stacca un ramo verso destra e un sentiero a sinistra per Alpisella. Si abbandona allora la mulattiera per il Monte Armetta e si prende il ramo di destra (segnavia Via Alpina R154, A49) per il Pian dell'Arma e l'omonimo rifugio. Dopo una breve discesa nel bosco misto, la mulattiera si riduce a sentiero; prima si riceve un sentiero da destra, poi si ignora un sentiero a destra ed infine, una lievissima discesa porta ad immettersi su una pista sterrata: il Rifugio Pian dell'Arma (1339 m, 0:45 - 0:50 ore dal Passo di Prale) 65 dista solo pochi metri, e si raggiunge seguendo la pista verso destra fino al piazzale antistante la struttura ricettiva.

Nelle grotte che si aprono nel Monte Armetta è segnalata la presenza del Geotritone 10. Si tratta di un anfibio adattatosi a vivere in zone poco luminose e umide: lo si trova quindi sovente, all'interno del suo areale di distribuzione, in grotte e anfratti nella roccia. Mancando di polmoni, respira attraverso la pelle, e vive di conseguenza solo in ambienti molto umidi (per questo motivo se doveste incontrarlo, non toccatelo con le mani!). Può superare i 12 cm di lunghezza e si nutre di insetti, di dimensioni tali da poter essere ingoiati, che cattura con la lunga lingua che proietta in avanti, come fosse un dardo, a colpire la preda.

[Anfibi e rettili della Val Tanaro, pp.38-39]

Carta schematica - Tappa AT.07

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Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Ceva si risale la Valle Tanaro superando Garessio ed Ormea, proseguendo poi in direzione Imperia fino al Colle di Nava. Ampio posteggio poco prima del valico, presso il Forte Centrale.

Note

--

Pernottamento

Rifugio Pian dell'Arma www.rifugiopiandellarma.it, cell. +39 337 1083410.

Cartografia

[Fra n.19] [AsF n.3] [IGC n.15]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Autunno 2016

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3 - Panorama dal Bric Castagnino verso il Monte della Guardia (2016)
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2 - Panorama dal Bric Castagnino verso la Liguria (2016)
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5 - Il Mar Ligure dal Rifugio Pian dell'Arma (2016)
5 - Il Mar Ligure dal Rifugio Pian dell'Arma (2016)
1 - Panorama verso il mare dalla vetta del Monte Ariolo (2016)
1 - Panorama verso il mare dalla vetta del Monte Ariolo (2016)
6 - Il Rifugio Pian dell'Arma (2016)
6 - Il Rifugio Pian dell'Arma (2016)
9 - Altare sulla sommità del Monte Ariolo (2016)
9 - Altare sulla sommità del Monte Ariolo (2016)
8 - Rocca Ferraira e l'alta Val Tanaro dai pressi di Bric Castagnino (2016)
8 - Rocca Ferraira e l'alta Val Tanaro dai pressi di Bric Castagnino (2016)
4 - Palina e pale eoliche al Passo di Prale (2016)
4 - Palina e pale eoliche al Passo di Prale (2016)
10 - Il Geotritone di Strinati (<i>Speleomantes strinatii</i>) (2017)
10 - Il Geotritone di Strinati (Speleomantes strinatii) (2017)
7 - Panorama dai pressi di Pian Preallo (2016)
7 - Panorama dai pressi di Pian Preallo (2016)
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