BO.02 Villaro - Valdarmella - Colla di Chionea - Chionea
Villaro (1038 m) -
Lunghi (1081 m) -
Airola (1111 m) -
Perondo sottano (1196 m) -
Valdarmella (1045 m) -
Colla di Chionea (1223 m) -
Chionea (1104 m)
Anche questa tappa, che si svolge con dislivelli contenuti fino a Valdarmella,
tocca numerose borgate molte delle quali, purtroppo, in completo stato di abbandono.
Bei castagneti a Villaro e Valdarmella, e ampi panorami alla Colla di Chionea.
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Dalla
Chiesa della Santissima Trinità e di San Matteo
a
Villaro
(1038 m),
2
ci si immette sulla strada asfaltata e si svolta a destra.
Dopo solo qualche metro si imbocca una stradina, sempre asfaltata, che si stacca sulla destra
ai margini del castagneto
12;
al primo tornante si prosegue dritti in salita su una mulattiera che entra nel bosco,
passa un piccolo rio si entra in borgata
Lunghi
(1081 m circa, fontana)
3.
Tra le case della borgata si incontra un bivio:
si prende a sinistra la mulattiera che, in breve, riporta sulla strada comunale asfaltata
proprio in corrispondenza del cimitero.
Si segue la strada verso destra per diverse centinaia di metri, fino al primo tornante,
dove la si abbandona per proseguire a sinistra su una carrareccia sterrata.
Lasciato a sinistra il sentiero per
Ormea,
si sale cosi alle poche case di
Airola
(1111 m, 0:20 - 0:25 ore da
Villaro).
Tra le case si ignora la mulattiera a destra per
Cascine
e si continua innanzi. Si inizia a scendere su una mulattiera, e ci si tiene
a destra ad un bivio nei pressi di un pilone votivo. Al successivo bivio, si
lascia a sinistra una vecchia mulattiera invasa dagli arbusti per proseguire
a destra su un sentiero pianeggiante.
Il sentiero taglia in costa un bel querceto in direzione nord nord-ovest,
quindi si immette su una pista inerbita che sale da
Ormea.
La si segue verso destra, raggiungendo una fontana ed un bivio.
Si prende a destra, in salita, si passa alle spalle delle
Case Gialatti
e, ignorando diramazioni minori, giunti su un panoramico costone si tocca il
Pilone delle Caranche4,
edicola votiva la cui ampia volta a botte costituisce un possibile
riparo in caso di maltempo.
Voci popolari e tradizioni narrano della presenza di circa 800 piloni votivi
disseminati sul territorio comunale di
Ormea.
Cifra all'apparenza enorme ma che, alla luce di un censimento degli anni 2010-12,
e soppesando opportunamente le notizie tramandate oralmente, non pare essere poi
troppo lontana dalla realtà: in pochi anni sono state rinvenute quasi 300 opere,
tra dipinti e piloni, con una netta prevalenza per questi ultimi.
Molti purtroppo versano in grave stato di degrado; altri, dei quali si ha
notizia dalle vecchie carte militari o dagli anziani residenti, sono scomparsi;
tanti resistono ostinatamente allo scorrere del tempo, vuoi perché restaurati negli anni
(anche se non sempre a regola d'arte...), vuoi perché costruiti con maggior perizia.
Santi, Crocifissioni, Madonne dalla pelle chiara e dalla pelle nera, disegni pressoché
identici e duplicati su più piloni, fanno capolino in ogni dove, nei paesi e lungo
le vecchie mulattiere.
Tra i tanti "pintori" che hanno decorato i piloni ormeaschi, spicca senza dubbio,
per la tecnica decisamente raffinata,
Eugenio Arduino.
Originario del luogo, nasce il 18 novembre 1846 da una famiglia modesta, padre calzolaio
e madre contadina, primo di cinque figli; muore settantenne a
Ormea,
il 27 aprile 1917.
Studia pittura all’Accademia Albertina di Torino, che tuttavia pare abbandoni
prematuramente per amore di una nobildonna.
Trascorre la sua vita nel paese natale, salvo una parentesi in Egitto nel 1869,
della quale, immancabilmente, si favoleggiò a Ormea: le voci narrano di un suo ritorno
accompagnato ad una bella ragazza egiziana, i cui lineamenti pare siano stati modello
per molte figure femminili dei suoi dipinti.
Nella sua lunga carriera, realizza decine di opere, incluso il San Martino sulla facciata della
Parrocchiale di Ormea
e il
Pilone delle Caranche,
datato 1902 ma ancora discretamente conservato.
Andrea Gastaldi (famoso per il celebre dipinto di Pietro Micca mentre
da fuoco alle polveri a Torino), di cui fu allievo, in una lettera del
1884 lo definsce “un artista provetto, non d’anni ma di sapere, di indole mite e
laboriosa… con un ingegno tutto speciale per i soggetti religiosi… autore già di molte
bellissime opere murali ed in tela ad olio, condotte con sicurezza di stile e con
vera maestria di composizione e di dipinto”.
La sua arte, a quanto pare, è tuttavia meno apprezzata nella terra natia:
tutti i suoi lavori, inclusi gli oltre cinquanta piloni affrescati,
non gli hanno evitato di morire in assoluta povertà...
[Trucioli, Eugenio Arduino] [-]
La salita prosegue traversando in costa tra boschi di latifoglie
fino ad un poco evidente bivio a quota 1180 circa, dove si trascura una diramazione a destra.
Si scende invece sul sentiero a sinistra, in direzione dell'impluvio del vallone
e, dopo aver passato un croce metallica in memoria di Pietro Peirano, si attraversa il
Rio Conche
su due consecutivi ponticelli in legno.
Si continua sul versante opposto, con percorso in falsopiano: si traversa dapprima a mezzacosta
tra noccioleti, quindi tra vecchi terrazzamenti. Si superano i ruderi della
Chiesa di San Maurizio,
la cui facciata resiste ostinatamente al tempo e alla vegetazione, e si entra nella borgata di
Perondo sottano
ormai completamente diruta.
Si attraversano i ruderi della borgata, abbandonando poco dopo sulla sinistra
la mulattiera e piegando a destra su un sentierino (prestare un
minimo di attenzione a questo bivio non troppo evidente) che traversa in
leggero saliscendi tra querce e castagni
5.
Si giunge così ad un panoramico costone roccioso, in corrispondenza del quale ci si immette
sulla vecchia mulattiera selciata che sale da
Valdarmella
diretta a
Perondo soprano
(segnavia A09).
La si segue verso sinistra, scendendo con lunghi tornanti in bei castagneti da frutto
7.
Ignorata una diramazione a destra per
Case Bensi,
si passa alle spalle di alcune abitazioni
(resti di un vecchio tetto in paglia),
e si immette su una pista sterrata che si segue verso destra.
Si attraversa un rio su ponticello in cemento e, subito dopo, lo si riattraversa
verso sinistra su un ponte in legno.
In breve si scende fino alla strada comunale asfaltata
6,
poche decine di metri a monte della cappella della frazione
Valdarmella
(1045 m, 1:15 - 1:20 ore da
Airola).
Si percorre la strada verso destra, in salita, tralasciando svariate diramazioni
su ambo i lati. Al primo tornante si lascia l'asfalto per una
sterrata che prosegue diritta; dopo pochi metri però, si deve abbandonare a destra anche la
sterrata per continuare innanzi su una mulattiera. Ancora alcune decine
di metri e si incontra un ulteriore bivio: si lascia la mulattiera a destra per il
Borgo di Cuni
e si prende a sinistra il sentiero che scende ad attraversare il
Torrente Armella
su ponte in legno.
Oltre il ponte si trova una mulattiera selciata dalla quale si staccano varie
diramazioni: seguendo i segnavia non è difficile però seguire l'itinerario principale,
che passa accanto ad alcuni ruderi di
Case Galvagni.
La mulattiera diventa quasi subito sentiero e incomincia una salita abbastanza
ripida in un fitto bosco di noccioli
8.
Superato un costone, dopo un tratto a mezzacosta in leggero saliscendi seguito da
un lungo traverso in modesta salita, interrotto solo da qualche stretto tornante,
il sentiero si immette su una inerbita mulattiera.
La si segue verso destra (in salita) per pochi metri, giungendo alla
Colla di Chionea
(1223 m, 0:45 - 0:55 ore da
Valdarmella)
91.
Nel crocevia di sentieri che partono dal modesto valico, si deve imboccare la
mulattiera selciata, chiusa da muretti a secco, che scende ripida sulla sinistra
(sud sud-est).
Senza curarsi delle diramazioni che conducono ai terrazzamenti attorno, si
giunge fino alla sottostante stradina asfaltata.
Svoltando a sinistra, si passa tra le case dei
Tetti Soprani
di
Chionea
e,
continuando la discesa, si giunge fino alla
Chiesa di Santa Maria Assunta,
al centro di
Chionea
(1104 m, 0:20 ore dalla
Colla di Chionea, fontane)
11.
Da alcuni anni, presso la chiesa, è allestito un piccolo museo etnografico, il Museo dei Ricordi
10,
che raccoglie centinaia di oggetti di uso quotidiano nei decenni passati: attrezzi, arredi,
vestiti e tanti altri piccoli cimeli.
[-]
Il
Rifugio Chionea
(1107 m) si trova scendendo alcune decine di metri verso
Ormea,
in alto a sinistra della strada asfaltata.
Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del
Rifugio Chionea.
Accessi
Da Ceva si risale la Valle Tanaro
fino ad Ormea dove, poco prima del distributore di benzina, si imbocca uno
slargo sulla destra (Piazza della Libertà). Al fondo dello slargo, a destra,
si prende la piccola strada asfaltata che sale a Valdarmella, svoltando poi a destra
per Villaro. Si sale fino a Villaro dove, a fianco della strada poco oltre le case, è
possibile posteggiare alcune auto.
1 - Chionea e i terrazzamenti a monte della borgata (2008)11 - Chionea (2009)12 - I castagneti intorno a Villaro (2024)3 - Borgata Lunghi (2009)2 - La Chiesa della Santissima Trinità e di San Matteo a Villaro (2009)7 - La bella mulattiera che scende attraverso il castagneto a Valdarmella (2009)10 - Il Museo dei Ricordi a Chionea (2009)6 - Valdarmella (2009)9 - Alla Colla di Chionea (2009)5 - Il sentierino che traversa in direzione di Valdarmella (2009)4 - Dipinto di Eugenio Arduino, datato 1902, all'interno del Pilone delle Caranche (2009)8 - Il tratto di sentiero in mezzo ai noccioli (2009)
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