Serralunga d'Alba (388 m) -
Case Mombello (365 m) -
Marenghi (470 m) -
Reale (448 m) -
Sinio (358 m) -
Serralunga d'Alba (388 m)
Se il borgo di Serralunga d'Alba, dominato dall'omonimo castello, è di indubbio fascino,
anche l'elegante architettura del Castello dei Marchesi Del Carretto a Sinio, si lascia apprezzare.
Ad unire i due paesi, un'alternanza di vignati, noccioleti, ampi panorami e
tratti di fondovalle in cui la vista è occlusa dalle colline.
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Di fronte al posteggio presso il belvedere di
Serralunga d'Alba
(388 m), si imbocca Via Garibaldi e si sale fino
ad immettersi in Via Roma
2.
Si va a destra per poche decine di metri, poi si
prende una viuzza a sinistra
21
che, divenuta pedonale, con percorso tortuoso e una scalinata si porta ai piedi del
Castello di Serralunga d'Alba182019.
Dopo essere stato acquistato nel 1190 da Manfredo di Saluzzo, il feudo pervenne ai
Falletti di Barolo, forse la più importante dinastia di Langa, che ebbe la giurisdizione
su oltre cinquanta feudi o comuni.
La loro storia si intreccia per oltre sei secoli con quella del castello: nel 1340
Petrino Falletti fa abbattere la torre che difendeva il borgo e fa erigere l’attuale castello.
Un documento del 1357, che registra un atto di vendita avvenuto nel palacium
del castrum, lascia supporre che in quella data l'edificio fosse terminato.
Più che un ruolo militare, il castello svolgeva una funzione di controllo delle attività
produttive locali: struttura slanciata, finestre bifore e archetti pensili sono elementi volti
a sottolineare il prestigio della famiglia Falletti.
Il
Castello di Serralunga d'Alba
è un blocco compatto, costituito da vaste sale sovrapposte,
una innovativa (per l'epoca) torre cilindrica, una torre quadrata e una piccola cappella con volta
a botte e affreschi databili alla metà del XV secolo raffiguranti il Martirio di Santa Caterina d’Alessandria.
All’interno si conservano alcuni camini di notevoli dimensioni e gli originali soffitti lignei.
Nel 1949 il castello è acquistato dallo Stato, che si fa carico dei primi importanti lavori di restauro.
[Ministero della Cultura, Castello di Serralunga d'Alba]
[Pannello informativo in loco]
Si scende sul lato opposto, di fatto compiendo mezzo giro attorno al castello,
e si scende nuovamente in Via Roma (che di fatto è un anello).
Questa volta si va a sinistra, quindi poi si svolta a destra sotto un archivolto.
La strada asfaltata lambisce la
Chiesa di San Sebastiano
e infine si immette sulla strada provinciale.
La si percorre verso destra, sul comodo marciapiede e, al primo bivio, si prende
la stradina a destra per la località
Cerrati
(segnavia 306 per
Sinio).
Alla data del rilevamento, i tempi di percorrenza per
Sinio,
riportati sulle paline segnavia, sono del tutto inaffidabili, oltreché errati.
Il consiglio è di non prenderli in considerazione.
Arrivati alla piccola frazione, si prosegue su una stradina sterrata; quando questa
termina, si trascura la capezzagna (*) di fronte e si imbocca
un sentiero a sinistra. Poco sotto, il sentiero torna sulla capezzagna,
che si segue in discesa a fianco della vigna
3.
Dopo una brusca curva a destra, quando
la pendenza aumenta, una palina segnala un bivio a sinistra con un sentiero 'in trincea'.
In poche decine di metri il sentiero ritorna sulla capezzagna, e questa volta si continua a destra.
Con un'ulteriore secca svolta a sinistra la capezzagna punta al fondo del vallone, dove
si immette su una pista agro-pastorale sterrata. Si prosegue a sinistra, paralleli al corso del
Rio Talloria di Sinio,
fino a guadarlo.
Sulla sponda opposta, una comoda strada sterrata conduce sulla strada provinciale,
che si incrocia in corrispondenza della
Cappella di Sant'Antonio di Padova4.
A sinistra della cappella si imbocca Via Sant'Antonio da Padova, e si comincia a salire.
Al primo bivio della stradina asfaltata si va a sinistra e, al successivo tornante,
si abbandona l'asfalto per la più ripida capezzagna a sinistra.
Quando questa spiana, al termine di un vigneto, si trova una biforcazione
(non segnalata!): si prosegue sulla mulattiera inerbita a sinistra a fianco di un noccioleto.
La mulattiera arriva alle
Case Mombello
(365 m),
dove si ritrova una stradina asfaltata.
Si va a destra per pochi metri, poi si lascia l'asfalto per passare tra i due cascinali
e continuare su una piacevole pista sterrata, che sale adagio circondata dai noccioleti
5.
Quando la pista incontra una capezzagna, quasi perpendicolare, si imbocca il sentiero di fronte.
Il sentiero, anche in questo caso in trincea, si eleva adagio chiuso da vegetazione in prevalenza
arbustiva, poi sbuca nell'ennesima capezzagna
6, che si percorre verso sinistra
(anche qui mancano le indicazioni!).
Poco dopo la capezzagna si divide in due rami, che si ignorano entrambi per un sentiero (segnalato)
proprio innanzi.
Una breve salita, chiusi tra gli arbusti, conduce a dei cascinali in frazione
Marenghi
(o Morenghi,
470 m, 1:15 - 1:20 ore da
Serralunga d'Alba),
dove si ritrova l'asfalto.
Quasi subito però la segnaletica manda a destra, su una stradina sterrata che si tiene pochi metri
più in basso di quella asfaltata, stacca una diramazione a destra e infine ritorna sull'asfalto.
Si va a destra e ci si immette su un'altra strada asfaltata
7,
in prossimità delle
Case Gabutto.
Ci si tiene di nuovo a destra, in discesa, per poi proseguire a sinistra al successivo vicino bivio
(indicazioni stradali per
Sinio).
Trecento metri dopo si svolta a destra in Via Sant'Antonio ma, dopo qualche decina di metri,
si imbocca a sinistra una capezzagna (questa volta inerbita e piacevole...).
La stradina, mentre attraversa quasi in piano bei noccioleti, stacca a destra due diramazioni,
che si ignorano, la prima delle quali per
Sinio
(adatta alle mountain-bike).
Si arriva così alle case di
Reale
(448 m), dove si trova una strada sterrata che si segue verso sinistra.
Al successivo bivio si prende a destra e si esce dalla piccola frazione.
Appena oltre l'ultima casa si svolta a destra su una capezzagna (segnavia 302)
8: si scende tra
vigneti e noccioleti, e, quando la stradina si biforca, ci si tiene a destra.
Poco sotto si raggiunge un'altra capezzagna, e si prosegue ancora a destra.
In breve si arriva su una bella strada sterrata, che si percorre a sinistra;
passati a fianco di un campo da calcio, ci si immette su una strada asfaltata
e si va di nuovo a sinistra.
Duecento metri dopo si svolta a destra in Via Cavour e si arriva in Piazza Marconi,
nel centro di
Sinio
(358 m, 0:30 - 0:40 ore da
Marenghi)
911,
ai piedi del
Castello dei Marchesi Del Carretto10.
Una incerta citazione del 1142 menziona un maniero all'apice del borgo di
Sinio.
Nella seconda metà del Quattrocento, su incarico dei Marchesi del Carretto, venne fatta erigere
l'attuale casaforte, a parziale sostituzione della precedente costruzione.
La facciata ovest del palazzo, in stile tardo-gotico, è arricchita da eleganti bifore e monofore,
da un grande arco sopra il portale d'ingresso con stemma del casato, e da i resti di un
affresco quattrocentesco a tema religioso.
Nel cortile svettava anche una torre quadrangolare, purtroppo demolita ad inizio Novecento
dai nuovi proprietari dopo la vendita da parte del Conte Carlo Vassallo di Castiglione Falletto.
[Pannello informativo in loco]
Chiesa parrocchiale di Sinio, è dedicata a San Frontiniano martire. Quasi totalmente
ricostruita tra il 1821 e il 1825 su iniziativa della Municipalità, del parroco don
Bartolomeo Loggero e dei marchesi Del Carretto (allora titolari dell’altare laterale di S. Carlo).
La sommità del campanile, forse basato ancora su una preesistente torre campanaria, venne rimodellata
nel 1828.
Edificato ove era ubicata la precedente chiesa della «villa», unisce stili neoclassici
nella facciata in mattoni a vista, con elementi interni tardo-barocchi.
[Love Langhe, Parrocchiale di San Frontiniano]
Spostandosi senza percorso obbligato a valle del paese, ci si ritrova Via Cavour,
e la si percorre in discesa fino a prendere a destra la scalinata Carlo Coccio
(segnavia 304C).
Al termine della scalinata si continua diritti, attraversando prima Via Alba,
poco dopo la strada provinciale, ed infine il ponte stradale sul
Rio Talloria di Sinio.
Oltre il ponte si sale sulla stradina asfaltata, lasciandola alla
prima curva a sinistra per una pista forestale che ci si trova di fronte.
Un'ascesa abbastanza decisa porta al pilone votivo della Madonna del Rosario
(tavolo da pic-nic, fontana), dopodiché la carrareccia si trasforma in capezzagna
e s'innalza ancora più ripida tra le vigne.
Un tavolo da pic-nic, molto panoramico, sotto una quercia isolata
12,
è davvero un ottimo punto per una sosta pranzo...
Raggiunti alcuni cascinali, si incontra una comoda strada sterrata che si segue verso destra.
Ora in piano, ora in lieve pendenza, la piacevolissima e panoramica carrareccia serpeggia
tra i vigneti su dolci pendii
1314
e raggiunge una stradina asfaltata.
La si attraversa e si continua sulla capezzagna proprio di fronte: con una impennata si supera
un cocuzzolo e, piegando a destra
15,
si scende sul lato opposto fin nei pressi di una abitazione.
Qui si torna su asfalto e si va a sinistra.
La stradina arriva a lambire la strada provinciale
1,
che tuttavia si lascia a sinistra per continuare sulla capezzagna a destra
16.
Si perde quota tra le vigne (possibile fango),
si lascia la prima diramazione a sinistra e, in fondo alla discesa, si piega a sinistra.
Si supera l'impluvio del
Rio Lirano
e, ignorando altre diramazioni secondarie, con un lungo diagonale sempre tra i vigneti
ci si porta sulla strada provinciale (altro tavolo da pic-nic).
Si va a destra (segnavia 304) e si ritorna al punto di partenza dell'itinerario
17
a
Serralunga d'Alba
(388 m, 1.05 - 1.15 ore da
Sinio).
Accessi
Dall'uscita dell'autostrada di Carrù, si prosegue per Farigliano, Dogliani e
quindi Serralunga d'Alba. Un posteggio è disponibile presso il belvedere, all'altezza di
Piazza Maria Cappellano.
Note
La descrizione del tratto Serralunga d'Alba - Sinio non è semplice per via dei
numerosi bivi. Si consiglia di utilizzare la traccia GPS in caso di dubbi.
(*) La 'capezzagna' (o 'cavedagna') è una stradina sterrata di servizio agli appezzamenti
coltivati adiacenti tra loro; tra vigneti e noccioleti, nelle Langhe, è spesso ripida,
in genere percorribile solo con i trattori e in alcuni casi, dopo le piogge, talmente fangosa
da rendere difficile perfino il passaggio pedonale.
Pernottamento
Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle
escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.
Cartografia
[Fra n.35]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione
Bibliografia.
1 - Vigneti attorno a Serralunga d'Alba (2025)4 - La Cappella di Sant'Antonio di Padova (2025)17 - Serralunga d'Alba (2025)3 - Vigneti oltre Cerrati (2025)18 - Il Castello di Serralunga d'Alba (2025)16 - I vigneti che circondano Serralunga d'Alba (2025)2 - Il concentrico di Serralunga d'Alba (2025)5 - Panorama dalla capezzagna dopo Mombello (2025)6 - Vigneti nei pressi di Marenghi (2025)7 - Serralunga d'Alba e il Monviso dai pressi delle Case Gabutto (2025)15 - Panorama su Serralunga d'Alba (2025)11 - La Chiesa di San Frontiniano a Sinio (2025)8 - La capezzagna che scende tra i vigneti verso Sinio (2025)21 - Il Castello di Serralunga d'Alba, sorcio della casa del custode (2025)12 - La quercia isolata tra i vigneti, con panorama su Sinio (2025)13 - La comoda strada sterrata tra le vigne (2025)14 - Panorama su Sinio dalla strata sterrata (2025)20 - Il Castello di Serralunga d'Alba, particolare di una bifora (2025)10 - Il Castello dei Marchesi Del Carretto a Sinio (2025)9 - Il centro di Sinio (2025)19 - Il Castello di Serralunga d'Alba in una foto aerea su un pannello informativo (2025)
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osservare quello che si incontra lungo il cammino.
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