Itinerario 25.07 - Panorama sulla Langhe dal belvedere de La Morra (© Roberto Pockaj - AlpiCuneesi.it)

25.07 Barolo - La Morra - Cappella del Barolo - Barolo

Barolo (292 m) - Castello della Volta (410 m) - Cappella di San Pietro delle Viole (408 m) - La Morra (515 m) - Cappella del Barolo (319 m) - Cerequio (327 m) - Barolo (292 m)

La parte più interessante, con parecchi spunti panoramici, risulta il tratto iniziale del percorso, tra Barolo e la Cappella di San Pietro delle Viole, passando per il Castello della Volta. L'arrivo a La Morra, spesso chiuso nel bosco, è più monotono e un poco meno agevole. Il rientro è più rilassante, su comodi sterrati o stradine asfaltate, passando per la piccola perla della Cappella del Barolo. Richiedono tempo per una visita approfondita i due bei borghi di Barolo, che ospita il WiMu (Museo del Vino), e La Morra, con il suo centro storico e il bellissimo belvedere sulle Langhe.

+443 / -443

Dislivello [m]

3:05 - 3:30

Tempo [h:mm]

10724

Distanza [m]

T 

Difficoltà

Tipologia

123456789101112

Periodo consigliato [mese]

Carta schematica - Itinerario 25.07 Barolo - La Morra - Cappella del Barolo - Barolo

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Scarica la traccia
GPS in formato GPX
(qualità alta )

L'utilizzo delle tracce GPX è consentito SOLO PER USO PERSONALE, non commerciale. Se vengono caricate su App o siti di terze parti, le tracce GPX NON DEVONO ESSERE ACCESSIBILI PUBBLICAMENTE.

Profilo altimetrico - Itinerario 25.07 Barolo - La Morra - Cappella del Barolo - Barolo
A Da Barolo (292 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Cappella di San Pietro delle Viole (408 m) +131 / -15 0:35 - 0:40 1736 T 307C
C La Morra (515 m) +345 / -122 1:45 - 1:55 5621 T (1) 307B » 307
D Cappella del Barolo (319 m) +346 / -319 2:15 - 2:35 7817 T 301 » =
E Barolo (292 m) +443 / -443 3:05 - 3:30 10724 T 301B » 301

(1) Un brevissimo tratto ha difficoltà E, specie in presenza di fango.

La partenza dell'itinerario è d'obbligo dal WiMu (Wine Museum), nel centro di Barolo (292 m) 6, ospitato nel Castello di Barolo 4521.

Le prime notizie di una fortificazione sulla collina che da Barolo si affaccia sulla Valle Talloria risalgono al X secolo. Atti duecenteschi testimoniano la cessione del castello al Comune di Alba, da cui lo rileva pochi anni dopo la famiglia Falletti, che qui insedia un ramo del casato. I lavori di ampliamento e ristrutturazione portati avanti subiscono una brusca fermata nel XVI, in seguito a guerre e saccheggi, che danneggiano gravemente il castello. Il castello poi viene ricostruito dai Falletti e, nell'Ottocento, diventa la residenza di campagna degli ultimi marchesi Falletti di Barolo, Carlo Tancredi e Giulia.
Alla morte di Giulia nel 1864, secondo le sue ultime volontà, viene istituita l’Opera Pia Barolo, ente morale incaricato di amministrare il patrimonio di famiglia finalizzandolo alla prosecuzione delle opere di bene compiute dai marchesi.
In quest'ambito rientra la trasformazione del castello in collegio: l'architettura è interessata da importanti rifacimenti che ne alterano la struttura originaria e le conferiscono l’aspetto odierno. Il collegio resta attivo dal 1875 al 1958, e sarà per anni l'unica opportunità di istruzione per i giovani della zona, anche meno abbienti, grazie ad apposite borse di studio.
Dopo un periodo di inutilizzo, nel 1970 il castello è acquistato dal Comune di Barolo grazie ad una sottoscrizione cui contribuiscono cittadini, aziende locali ed ex-allievi. Si effettuano lavori di risanamento e restauro; grazie ad alcuni volontari, pochi anni dopo si effettuano le prime visite alle sale del castello.

[WiMu Barolo, Il Castello di Barolo]

Già nel 1982 è allestita, nelle cantine del Castello di Barolo, l'Enoteca Regionale del barolo. Negli anni 2003-04 nasce il proposito di realizzare negli spazi del castello un Museo del Vino, e già nel 2010, viene inaugurato il Wine Museum, in breve WiMu, tra i più innovativi ed importanti in Italia e oltre.
Il museo è opera di François Confino, autore di allestimenti in tutto il mondo; «propone un viaggio interattivo ed emozionale nel mondo del vino, capace di accompagnare l'evoluzione di intere civiltà e plasmare il volto di interi territori». Nelle intenzioni di Confino, non c'è la creazione di un luogo che spieghi come su fa il vino, ma di un luogo che descriva il rapporto, millenario, tra uomo e vino.

[WiMu Barolo, Cos'è il WiMu]

Percorrendo prima Via Silvio Pellico fino a Piazza Castello, e poi Via Roma, si arriva sulla strada provinciale. Si va a destra (direzione Gallo d'Alba) e, poco oltre l'ingresso delle cantine dei Marchesi del Barolo, si imbocca a sinistra una capezzagna(*) in salita (segnavia 307C, indicazioni per Vergne).
Trascurata una diramazione a destra, la capezzagna prosegue l'ascesa, quindi piega a destra e, in minor pendenza, si immette su un'altra strada provinciale. Si va a destra per una cinquantina di metri, poi si prende un sentiero a sinistra Quasi subito ci si ritrova su una capezzagna che, dopo breve ripida salita, conduce di nuovo sulla strada provinciale. La si percorre verso destra per poche decine di metri, poi si imbocca un sentierino a sinistra (non segnalato).

A onor del vero, il tracciato del segnavia 307C si tiene sulla provinciale. Il percorso qui descritto, che si riunisce in pochi minuti a quello ufficiale, è decisamente più interessante (e meno pericoloso dell'asfalto). Tuttavia, seppure utilizzato da molti escursionisti, potrebbe attraversare terreni privati.

Anche in questo caso si arriva subito su una capezzagna, che fiancheggia, ancora in salita, le mura del Castello della Volta (410 m) 7. All'ingresso del castello si trova una strada sterrata, molto panoramica 89, che si segue a sinistra in leggera discesa e riporta sulla strada provinciale precedentemente abbandonata.

Si tratta di una fortificazione risalente al secolo XII, voluta da Manfredo di Saluzzo. La caratteristica costruttiva generale è però tre-quattrocentesca, goticheggiante, poco rimaneggiata nei secoli a venire, salvo adeguamenti alle funzioni rurali e residenziali. Nel 1944, bombardata dalle artiglierie tedesche, la struttura subì notevoli danni. Dal 1950 è di proprietà delle Cantine Marchesi di Barolo che, a partire dal 2016, hanno messo in atto importanti interventi di consolidamento e restauro.
Secondo gli attuali proprietari, il nome del maniero potrebbe risalire a tal Guglielmo Da Li Volta, menzionato tra coloro che giurarono fedeltà all’imperatore Federico II nel 1215; il Centro Studi Beppe Fenoglio attribuisce invece il toponimo al tragico avvenimento del crollo, nel 1307, della volta che sosteneva il pavimento del salone.
Per molti secoli il castello fu dimora dei Marchesi Falletti, Signori dei luogo. Le fonti consultate, però, sembrano non concordare nemmeno sul periodo di permanenza dei marchesi al castello: secondo gli attuali proprietari «nel XV secolo divenne proprietà della famiglia Falletti e rimase tale per quasi cinque secoli, fino alla morte della Marchesa Giulia di Barolo, sposa dell’ultimo discendente dei Falletti»; per il Centro Studi Beppe Fenoglio, «passò ai marchesi Falletti, ai quali restò fino al secolo XV». Dichiarando la mia incompetenza in materia, lascio agli storici decidere quale sia la versione corretta.
Il crollo della volta del salone (dandolo per assodato), dovuto evidentemente a qualche difetto di costruzione della struttura o a eccessivo sovraccarico, ha tuttavia colpito l'immaginazione della popolazione locale tanto da dar vita ad una leggenda. All'inizio del XIV secolo, per festeggiare la fine di una guerra, la famiglia Falletti decise di organizzare sontuosi festeggiamenti. Tra nobiluomini, nobildonne, cavalieri e servitù, si presentarono al castello centinaia di persone. Un improvviso temporale costrinse tutti a rifugiarsi nel salone: complici il vino, i vestiti bagnati e l'indescrivibile calca, si scatenò una lussuriosa euforia che richiamò altre persone dalla sala sottostante. L'ormai irrefrenabile eccitazione e il sovraccarico del solaio portarono infine al crollo improvviso della struttura che, forse per punizione divina, uccise sul colpo tutti i partecipanti. L'unico sopravvissuto, passò il resto della sua esistenza a vagabondare tra i paesi della Langa a raccontare l'incredibile storia, ed è grazie a lui se questi fatti sono stati tramandati fino ai nostri giorni.

[Centro Studi Beppe Fenoglio, Il Castello della Volta]
[Castello della Volta]
[anViagi, Il Castello della Volta]

Si segue la provinciale verso sinistra, sostanzialmente in piano: dopo circa 200 metri si ignora la capezzagna (segnalata) a sinistra per Novello e, poco dopo, in corrispondenza di un'area attrezzata per pic-nic (fontana) e della Cappella di San Pietro delle Viole (408 m, 0:35 - 0:40 ore da Barolo) 10, si imbocca a destra la Strada vicinale Sorello (segnavia 307B).

Questa piccola cappella, edificata nel XV secolo, è intitolata a San Pietro de Vignoleis (ovvero delle Vigne). Situata su una piccola e panoramica elevazione, oggi è più comunemente nota con il toponimo di Cappella di San Pietro delle Viole.

[Strada del Barolo, La Cappella di San Pietro delle Viole]

La strada vicinale è di fatto una capezzagna, che si biforca subito; si tiene la destra e, superato un cascinale, si sale tra i vigneti. Seguendo i segnavia alle successive ramificazioni, la capezzagna riporta sulla ormai nota provinciale per La Morra, presso un'altra piccola area per pic-nic. Percorsi solo pochi metri a destra, si svolta a sinistra in Via Sorello, piccola stradina asfaltata in salita.
La stradina stacca a sinistra una capezzagna per Novello (palina), poi raggiunge un modesto crinale, dove l'asfalto termina dividendosi in due capezzagne. Si va a destra (segnavia 307), in leggera salita, si passa a fianco di una presa dell'acquedotto e, subito dopo, si svolta ancora a destra su un'altra capezzagna.

Andando diritti qualche metro al bivio, la solita capezzagna volge a destra e, diventata stradina asfaltata, si ricongiunge al tracciato sotto descritto prima di arrivare a La Morra. Questa via è più agevole ma comporta un maggior tratto su asfalto.

Si scende leggermente tra i vigneti quindi, al primo bivio, si va a sinistra; qualche metro dopo, quando la capezzagna volge a sinistra, si continua diritti su una pista a fondo naturale che si addentra in un boschetto.
Appena fuori dal bosco, la pista si immette su una capezzagna, che si percorre a sinistra, fiancheggiando l'immancabile vigneto. La capezzagna piega a destra e contorna il vigneto, poi, quando volge ancora a destra, la si abbandona per il sentiero di fronte che rientra nel bosco. Il sentiero perde leggermente quota tra alberi e fitti arbusti, stacca una diramazione a destra e riprende a salite tra le querce, ampliandosi in una sorta di mulattiera.
Passato un tratto pianeggiante si tralascia la mulattiera che prosegue innanzi per Croera, e si imbocca il sentiero che compie uno stretto tornante a sinistra. Ripresa subito la precedente direzione di marcia (nord-est), ad un secco tornante a sinistra ci si innalza ripidi su una breve rampa scavata dall'acqua (corda fissa, utile in caso di fango).
Con un traverso nel bosco il sentiero sale fino a delle abitazioni, dove si prosegue su una carrareccia inerbita, mentre il panorama che si riapre nuovamente sulle Alpi. In breve ci si immette su una stradina asfaltata, e si va a destra. Dopo qualche metro si ignora a destra la diramazione asfaltata per la Cappella degli Alpini e si continua a diritti.
Si trascura a destra anche la stradina asfaltata per borgata Gnesotti e, quando la strada asfaltata curva a sinistra, si prende una capezzagna a destra (palina). Si scende ripidi sulla capezzagna 11, si arriva ad un posteggio e si prosegue su sterrato fino ad immettersi in Via Fontane, ai piedi del paese de La Morra.
Un breve tratto verso destra conduce alla strada provinciale, che si segue a sinistra. Ci si tiene sulla provinciale, in salita, fino ad imboccare a destra Via Garibaldi. Si volta quindi a sinistra in Via San Martino 1314, al termine della quale si va ancora a sinistra in Via Carlo Alberto. La strada termina in Piazza Castello 15, al bellissimo belvedere de La Morra (515 m, 1:10 - 1:15 ore dalla Cappella di San Pietro delle Viole).
Dopo la necessaria visita del centro storico, si ritorna sulla strada provinciale all'altezza dell'incrocio con Via Garibaldi. Si scende la provinciale, lasciando a destra, come all'andata, Piazza Vittorio Emanuele, e si ritorna all'incrocio con Via Fontane.

In fondo a Piazza Vittorio Emanuele si trova un'area giochi attrezzata con tavoli da pic-nic 12, Il luogo costituisce un notevole belvedere sull'arco alpino e può essere ideale per la sosta pranzo.

Qui si lascia la provinciale e si prosegue a sinistra in Strada Fontanazza (segnavia 301). La stradina asfaltata scende tra i vigneti, lascia a sinistra la capezzagna per Annunziata (segnavia 303A), dopodiché diventa sterrata 16. Al successivo bivio si segue la strada asfaltata a sinistra, lasciando di fronte lo sterrato per Cerequio (segnavia 301).
Con una ripida discesa la stradina attraversa le poche case di Fontanazza, stacca a destra la capezzagna per Barolo (segnavia 301B) ed infine arriva alla Cappella del Barolo (319 m, 0:30 - 0:40 ore da La Morra) 21317.

Nel 1914 viene edificata la Cappella della Santissima Madonna delle Grazie, con lo scopo di offrire un riparo dai temporali ai lavoratori delle vigne. Il fatto che la cappella, mai consacrata, fosse circondata da sei ettari del prestigioso vigneto di Brunate, le valse anche la denominazione di Cappella delle Brunate.
Nel 1970, la famiglia Ceretto acquista i vigneti (e la cappella); due decenni più tardi, Bruno Cerreto, patriarca della famiglia, decide di dare nuova vita alla cappella ed incarica due maestri dell’arte contemporanea mondiale, Sol LeWitt e David Tremlett, di trasformare il piccolo edificio in un'opera d'arte. I lavori, iniziati nel 1999, vedono LeWitt impegnato a decorare l'esterno, con forme geometriche e tinte accese; Tremlett concentrato sull'interno, che riempe di colori più caldi, con grandi campiture stese con il palmo della mano.
Quest'ultima trasformazione coincide con un'ulteriore denominazione: oggi la piccola chiesetta è nota universalmente come Cappella del Barolo, ed attira ogni anno decine di migliaia di visitatori.

[Corriere della Sera, La Cappella del Barolo]

Si torna indietro per qualche metro e si prende, ora a sinistra, la capezzagna per Barolo. Si traversa in diagonale tra le vigne poi si arriva ad un piccolo impluvio. Lo si aggira da destra a sinistra, con un brevissimo percorso a "U", per poi proseguire in discesa (non sulla bella capezzagna inerbita e pianeggiante che ci si trova davanti ed è sicuramente più invitante...). Volgendo a sud (destra), si attraversano in piano altri vigneti e si sbuca a valle di Cerequio (327 m), sul posteggio della struttura ricettiva qui presente.
Al fondo del posteggio si trova a destra la strada asfaltata che serve la borgata e a sinistra la capezzagna per Barolo (segnavia 301). Si continua dunque a sinistra, in discesa tra i vigneti. Si lascia una capezzagna di fronte e si piega a destra, per poi scendere ripidi fino a Cascina Merenda.
Qui si trova una strada sterrata, che si percorre verso sinistra. A sua volta la sterrata si immette su una stradina asfaltata, dove si prosegue a destra. Incomincia ora una risalita 18, ripida a tratti, che conduce, tralasciando ogni diramazione laterale, ad una strada provinciale. Si va a destra e, alla vicina rotatoria, si continua diritti, potendo ancora ammirare, a lato della strada, le installazioni artistiche del "Barolo Wall" 19.

Il "Barolo Wall" è un'installazione di street art che, come spiega il sito web del comune, «vuol promuovere l'Eguaglianza, il Rispetto, il Cambiamento Sociale». Dopo una fase sperimentale partita nel 2020, l'edizione 2024 vede come protagonisti personaggi storici piemontesi di prim'ordine. Figure come Giacomo Morra (Re del Tartufo e creatore della Fiera internazionale del Tartufo), Luigi Einaudi (primo Presidente eletto della Repubblica Italiana), i Marchesi Falletti (inventori del Barolo moderno), la Marchesa Giulia di Barolo (filantropa), Michelangelo Abbado (violinista), Adriano Olivetti (fondatore della prima fabbrica italiana di macchine da scrivere) e Paolo Desana (padre della D.O.C.).
I pannelli dell'installazione sono stati ideati dallo stesso Comune di Barolo e dall'urban artist Jargon, che dagli anni '90 realizza eventi ed iniziative che fanno riferimento a Pop Art e Street Art.

[Comune di Barolo, il Barolo Wall]

In pochi minuti si raggiunge infine il tratto di provinciale già percorso all'inizio dell'itinerario e si rientra a Barolo (292 m, 0:50 - 0:55 ore dalla Cappella del Barolo) 20.

Accessi

Dall'uscita dell'autostrada di Carrù, si prosegue per Monchiero e quindi Barolo. Ampi posteggi sono disponibili in Piazza Colbert e Via Roma.

Note

(*) La 'capezzagna' (o 'cavedagna') è una stradina sterrata di servizio agli appezzamenti coltivati adiacenti tra loro; tra vigneti e noccioleti, nelle Langhe, è spesso ripida, in genere percorribile solo con i trattori e in alcuni casi, dopo le piogge, talmente fangosa da rendere difficile perfino il passaggio pedonale. Se ne sconsiglia la percorrenza nei giorni successivi a precipitazioni.

Pernottamento

Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.

Cartografia

[Fra n.35]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Aggiornamenti

Ultimo sopralluogo: Inverno 2026
[Ultimo aggiornamento scheda: Inverno 2026]

QR code

Inquadra il QR code con il tuo smartphone per essere indirizzato a questa pagina web. QR Code - Itinerario 25.07 Barolo - La Morra - Cappella del Barolo - Barolo

AlpiCuneesi.it

Lascia per primo un commento per questo itinerario.

Commenta l'itinerario

11 - Veduta su La Morra (2026)
11 - Veduta su La Morra (2026)
12 - Panorama dall'area attrezzata in Piazza Vittorio Emanuele a La Morra (2026)
12 - Panorama dall'area attrezzata in Piazza Vittorio Emanuele a La Morra (2026)
1 - L'interno della Cappella del Barolo (2018)
1 - L'interno della Cappella del Barolo (2018)
13 - La Chiesa di San Martino a La Morra (2026)
13 - La Chiesa di San Martino a La Morra (2026)
10 - La Cappella di San Pietro delle Viole (2026)
10 - La Cappella di San Pietro delle Viole (2026)
2 - La Cappella del Barolo (2018)
2 - La Cappella del Barolo (2018)
6 - L'ex Confraternita di Sant’Agostino e la Chiesa di San Donato a Barolo (2026)
6 - L'ex Confraternita di Sant’Agostino e la Chiesa di San Donato a Barolo (2026)
16 - Strada Fontanazza, scendendo verso l'omonima borgata (2026)
16 - Strada Fontanazza, scendendo verso l'omonima borgata (2026)
3 - La Cappella del Barolo, particolare (2018)
3 - La Cappella del Barolo, particolare (2018)
7 - Il Castello della Volta (2026)
7 - Il Castello della Volta (2026)
15 - Piazza Castello a La Morra (2026)
15 - Piazza Castello a La Morra (2026)
19 - Uno pannello del 'Barolo Wall', dedicato all'invenzione del barolo moderno (2026)
19 - Uno pannello del 'Barolo Wall', dedicato all'invenzione del barolo moderno (2026)
8 - Il Monviso dai pressi del Castello della Volta (2026)
8 - Il Monviso dai pressi del Castello della Volta (2026)
4 - Il Castello di Barolo (2026)
4 - Il Castello di Barolo (2026)
17 - La Cappella del Barolo, particolare della facciata (2026)
17 - La Cappella del Barolo, particolare della facciata (2026)
20 - Barolo, scorcio (2026)
20 - Barolo, scorcio (2026)
21 - Il Castello di Barolo (2026)
21 - Il Castello di Barolo (2026)
18 - La risalita verso Barolo da provenendo da Cascina Merenda (2026)
18 - La risalita verso Barolo da provenendo da Cascina Merenda (2026)
14 - La volta della  Chiesa di San Martino a La Morra (2026)
14 - La volta della Chiesa di San Martino a La Morra (2026)
5 - Il Castello di Barolo, sede del WiMu (2026)
5 - Il Castello di Barolo, sede del WiMu (2026)
9 - La Chiesa della Natività di Maria Vergine a Bergera (2026)
9 - La Chiesa della Natività di Maria Vergine a Bergera (2026)
Un'escursione guidata non serve a farti trovare il sentiero, ma a farti osservare quello che si incontra lungo il cammino. Se vuoi provare, consulta il Calendario delle escursioni, iscriviti alla Newsletter oppure Contattami.