Itinerario 03.01

03.01 Ponte della Marmorea - Capanna Sociale Manolino - Colla Bassa

Ponte della Marmorea (1058 m) - Pian Marlà (1440 m) - Capanna Sociale Manolino (1628 m) - Colla Bassa (1851 m)

+805 / -12

Dislivello [m]

2:30 - 2:50

Tempo [h:mm]

5757

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Il sentiero si snoda per buona parte all'interno di un fitto bosco, aprendosi soltanto nella bellissima conca pascoliva dell'Alpe di Perabruna, sede della Capanna Sociale Manolino. Salendo a Colla Bassa, ottimo punto di partenza per la salita al Monte Antoroto, ci si affaccia sulla Valdinferno, vallone laterale della Val Tanaro.

Profilo altimetrico - Itinerario 03.01
A Da Ponte della Marmorea (1058 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Pian Marlà (1440 m) +385 / -3
(+388 / -388)
1:10 - 1:20
(2:00 - 2:15)
2844
(5688)
E C01
C Capanna Sociale Manolino (1628 m) +575 / -5
(+580 / -580)
1:45 - 2:00
(2:55 - 3:20)
4134
(8268)
E C01
D Colla Bassa (1851 m) +805 / -12
(+817 / -817)
2:30 - 2:50
(4:10 - 4:55)
5757
(11514)
E C01

Si attraversa il Ponte della Marmorea (o Ponte della Marmorera per alcune guide, 1058 m) sul Rio di Moscardina (anche noto come Rio Moscardino o Rio di Valcalda) e, subito oltre, si trascura la strada sterrata (privata) che si dirama a destra. Si tiene la sinistra e si prosegue in leggera salita, sempre su strada sterrata (segnavia C01).
Si risale la Valcalda, tra faggi, noccioli e altre latifoglie a fianco della sponda sinistra orografica del Rio di Moscardina, che in questo tratto forma limpide pozze 8. Raggiunto un guado con fondo in cemento, presso una piccola costruzione per una centralina idroelettrica, la strada passa sulla destra orografica del rio e traversa in moderata salita 9.
Dopo due tornanti ravvicinati ed un ulteriore traverso, al successivo tornante a sinistra si abbandona la sterrata e si prosegue sul sentiero che si stacca a destra e si addentra nella fitta faggeta. Un breve tratto in salita ed una successiva lievissima discesa conducono ancora al Rio di Moscardina, che si supera su una precaria passerella in tronchi tornando sulla sponda sinistra idrografica 4.

Un occhio attento non mancherà di notare, in questo tratto iniziale del sentiero, alcune piazzole utilizzate un tempo dai carbonai per l'allestimento delle "carbonaie". Le carbonaie sono grosse cataste di legna, opportunamente preparate, che venivano fatte bruciare lentamente e senza fiamma allo scopo di produrre carbone. Le piazzole venivano realizzate sempre in prossimità di corsi d'acqua, onde poter intervenire rapidamente in caso di incendi, ed in genere nei boschi più impervi, dove era troppo faticoso il trasporto a valle della legna, che veniva quindi trasformata in carbone per ridurne il peso.

[Percorso naturalistico, quaderno di campo, pp.40-41]

Un breve tratto tra salita e falsopiano, all'interno di una splendida faggeta, porta ad un ulteriore attraversamento del rio, questa volta aiutati solo da una corda tesa tra le due sponde. Con qualche serpentina e quindi con una salita in costa non faticosa ma su sentiero un poco malagevole, si guadagna quota lungo il versante destro orografico del vallone, sempre nel fitto del bosco 5.
Il sentiero ritorna quindi sulla strada sterrata precedentemente abbandonata, ma la segue verso destra solo per poco: alcuni metri dopo il tornante a sinistra si riprende il sentiero che si stacca a destra. La salita continua fino ad immettersi ancora sulla strada sterrata, quando ormai ci si trova nell'ampia e bella radura di Pian Marlà 6 (o Pian Marta, 1440 m, 1:10 - 1:20 ore dal Ponte della Marmorea).
Si segue la strada verso destra, uscendo dalla radura; dopo aver attraversato il piccolo Rio di Perabruna, si abbandona innanzi la sterrata per il sentiero che si stacca a sinistra. Il sentiero però dura poco, e si torna sulla strada solo dopo averne tagliato un tornante. Si continua a sinistra, percorrendo la sterrata che prima s'innalza assai ripida, poi termina biforcandosi in due piste. Si prende a destra, trovandosi quasi subito su sentiero, ai margini della splendida conca pascoliva dell'Alpe di Perabruna 710.
Qui si esce definitivamente dal bosco; ora tra pascoli, il sentiero passa un piccolo rivolo, e aggira verso destra i ruderi di una grossa stalla tenendo, poco a monte sulla sinistra, la Cella bassa di Perabruna 2. Passata l'immancabile vegetazione nitrofila alle spalle della vecchia stalla, puntando a nord nord-ovest il sentiero attraversa l'ennesimo rio e si eleva lungo i fianchi di un arrotondato pendio prativo.

Le tracce del bestiame, le scorciatoie degli escursionisti che da qui vogliono raggiungere il rifugio direttamente, e perfino tacche segnavia posizionate su tratti di sentiero non più percorribili, complicano l'orientamento. Il rifugio, vicino e ben evidente, sarebbe in effetti raggiungibile direttamente senza percorso obbligato, ma si consiglia di cercare di seguire il sentiero segnalato, sebbene più lungo, onde evitare di contribuire al degrado del suolo.

Oltre il corso d'acqua si ritrovano le (rade) tacche segnavia, ma la traccia si fa labile e confusa con quelle delle mandrie al pascolo. Con ampio semicerchio fra prati verso sinistra il sentiero torna a dirigersi verso sud quindi, presso un enorme masso, si ritrova la traccia evidente. Con un paio di brevi traversi si risale quindi il panoramico poggio sopra il quale si staglia evidente la sagoma della Capanna Sociale Manolino (1628 m, 0:35 - 0:40 ore da Pian Marlà) 3.
Passando di fronte al rifugio, si imbocca la pista sterrata che sia allunga nella conca dapprima verso sud, poi verso sud-est, seguendo le ondulazioni del terreno. Una cinquantina di metri dopo che la pista volge a nord-est per dirigersi alla Bassa di Perabruna, bisogna individuare il sentiero che si stacca sulla destra e sale in direzione della Cella alta di Perabruna.

Alla data del rilevamento, la palina era adagiata a terra, ma sufficiente a segnalare la partenza del sentiero. In assenza di palina e con pochissime e sbiadite tacche segnavia, non è altrimenti facile trovare l'imbocco del sentiero, confuso tra le numerose tracce lasciate dalle mandrie. Tuttavia il sentiero si fa più evidente un poco più a monte; chi avesse problemi, lo può rintracciare alcune decine di metri ad ovest della Cella alta di Perabruna.

Il sentiero piega a sud-est, lascia a sinistra la Cella alta di Perabruna, quindi svolta deciso a sinistra ad attraversare un piccolo rio e raggiunge un modesto crinale. Ripreso l'andamento verso est sud-est, il sentiero risale ora il ripido pendio tra la fitta vegetazione arbustiva fino a giungere sulla Colla Bassa (1851 m, 0:45 - 0:50 ore dalla Capanna Sociale Manolino) 1.

Chi proviene dalla Valdinferno può avere alcuni problemi ad individuare l'imbocco del sentiero. Si devono trascurare le tracce che puntano sul versante destro orografico del Vallone di Perabruna, andando a trovare il sentiero per il rifugio sulla sinistra orografica, tra gli arbusti.

Carta schematica - Itinerario 03.01

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Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Torre Mondovì si prosegue per Pamparato, risalendo quindi la Valle Casotto fino all'abitato di Valcasotto. Verso la fine del paese, bisogna scendere sulla destra in direzione del cimitero e della borgata Tagliante. Presso il cimitero la strada diventa sterrata ma con buon fondo. Lasciati a sinistra il bivio per Cascina Biula e, più oltre, sulla destra il bivio per Tagliante, si prosegue fino a raggiungere il Ponte della Marmorea, in cemento con parapetti in pietra (circa 2 km da Valcasotto). Prima del ponte un minuscolo slargo consente di posteggiare un paio di vetture.

Note

Tutti i guadi del Rio di Moscardina possono presentare qualche problema con acqua abbondante.

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.22] [AsF n.3] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Autunno 2017

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ste

martedì 23 ottobre 2012

[ 151.90.*.*]

Salute a tutti gli amanti della montagna, voglio soltanto segnalare che nel mese di luglio 2013 nella radura di pian marlà ho avuto una brutta avventura con un cane pastore (un bestione bianco ) che mi ha assalito con notevole ferocia, mi sono salvato solo grazie al sangue freddo ed al fatto che non avevo moglie o figli al seguito. La domanda è : possibile che in un alpeggio attraversato dal sentiero per il manolino (paline bianche e rosse)non ci sia controllo da parte del pastore?

diego

venerdì 16 ottobre 2015

[ 5.96.*.*]

Escursione molto bella, soprattutto in autunno, quando i colori della faggeta sono stupendi! Il sentiero che, dopo il rif. Manolino, stacca a destra dalla sterrata (in corrispondenza dell'ampia curva) è ora segnalato da una palina in legno. Una volta presa questa traccia, dopo 5/10 min si guada un rio. Subito dopo il sentiero si biforca. Prendere la traccia che va a sinistra (non è subito segnata, ma dopo pochi min di cammino appaiono le tacche segnavia).

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10 - L'Alpe di Perabruna con la Capanna Sociale Manolino a sinistra (2017)
10 - L'Alpe di Perabruna con la Capanna Sociale Manolino a sinistra (2017)
9 - I boschi lungo il sentiero in Valcalda (2017)
9 - I boschi lungo il sentiero in Valcalda (2017)
7 - La Capanna Sociale Manolino e le Rocce di Perabruna (2010)
7 - La Capanna Sociale Manolino e le Rocce di Perabruna (2010)
1 - Alla Colla Bassa (2009)
1 - Alla Colla Bassa (2009)
8 - Una delle pozze formate dal Rio di Moscardina (2010)
8 - Una delle pozze formate dal Rio di Moscardina (2010)
6 - La radura di Pian Marlà prima dell'apertura della pista forestale (2010)
6 - La radura di Pian Marlà prima dell'apertura della pista forestale (2010)
5 - Il tratto di faggeta che precede Pian Marlà (2010)
5 - Il tratto di faggeta che precede Pian Marlà (2010)
4 - La passerella in tronchi che attraversa il Rio di Moscardina (2010)
4 - La passerella in tronchi che attraversa il Rio di Moscardina (2010)
2 - La Cella bassa di Perabruna (2006)
2 - La Cella bassa di Perabruna (2006)
3 - La Capanna Sociale Manolino. In alto a destra la Colla Bassa (2009)
3 - La Capanna Sociale Manolino. In alto a destra la Colla Bassa (2009)
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