Itinerario 03.09

03.09 Colla della Navonera - Monte Baussetti

Colla della Navonera (1422 m) - Colla del Giassetto (1572 m) - Cima Robert (1819 m) - Monte Baussetti (2002 m)

+630 / -50

Dislivello [m]

2:05 - 2:25

Tempo [h:mm]

5786

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Un sentiero poco noto, ma ancora in buono stato, conduce alla modesta sommità del Monte Baussetti. Adatta alle mezze stagioni per le quote poco elevate, costituisce una piacevole escursione che si snoda a lungo all'interno di boschi di faggio e termina attraversando l'ampia dorsale pascoliva di Cima Robert. Magnifiche le fioriture di rododendro in primavera e panorami di tutto rispetto. In questa zona si possono ancora osservare le ridotte costruite dal Regio Esercito Piemontese durante la guerra contro la Francia repubblicana del 1792-96.

Profilo altimetrico - Itinerario 03.09
A Da Colla della Navonera (1422 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Cima Robert (1819 m) +441 / -44
(+485 / -485)
1:30 - 1:45
(2:45 - 3:05)
4228
(8456)
E E23 » E22
C Monte Baussetti (2002 m) +630 / -50
(+680 / -680)
2:05 - 2:25
(3:50 - 4:20)
5786
(11572)
E E22 » E21

Una pista sterrata (segnavia E23, sporadicamente "Via dei Cannoni") parte dal posteggio della Colla della Navonera (1422 m) in direzione sud, lascia a destra la Cappella della Madonna delle Nevi della Navonera, e si innalza assai ripida sul versante della Valle Corsaglia lungo le pendici della Punta delle Rocchette.

La Colla della Navonera è raggiunta anche da una buona rotabile sterrata proveniente da Valcasotto. Grazie a questa strada la Cappella della Madonna delle Nevi della Navonera è meta di una discreta frequentazione da parte dei fedeli: al suo interno si trovano numerosi ex-voto e, cosa singolare, fiocchi rosa ed azzurri lasciati dai genitori per invocare la protezione della Madonna sui figli appena nati.
In passato alla colla era presente solo un grosso pilone votivo, il Pilone della Navonera 6, eretto nel 1933 da Antonio Roà di Pra di Roburent, in ringraziamento per uno scampato pericolo. Una singolare storia lega il pilone ad una giovane ragazza, Antonella, deceduta improvvisamente a soli dodici anni per emorragia cerebrale. Dopo la morte, Antonella comincia a comunicare ripetutamente dall'aldilà con il cugino di lei, Mario, rivelandogli alcuni segreti e invitandolo a prendersi cura dell'ormai diruto Pilone della Navonera, senza tuttavia modificarne in alcun modo la struttura; lo invita anche a far diventare quel luogo una meta di culto e venerazione, auspicando anche che il pilone venga in futuro inserito in una struttura più ampia in grado di dare riparo al pilone stesso ed ai pellegrini. Mario esegue le indicazioni della cugina e restaura completamente il pilone tra il 1977 e il 1978.
Antonella, alla cui intercessione verso la Beata Vergine sono attribuite numerose grazie, è morta il 29 maggio, stesso giorno e mese in cui era venuto a mancare il signor Roà. La festa della Madonna della Neve cade il 5 agosto, stessa data di nascita del signor Roà. Il Pilone della Navonera è stato poi effettivamente inglobato all'interno del piccolo santuario visitabile ai giorni nostri.

[Il Pilone della Navonera]

Superata questa modesta elevazione, una leggera discesa conduce ad un trivio: si trascurano le due piste da esbosco sulla sinistra, e si prosegue sull'ampio sentiero sulla destra che si addentra nella faggeta (unica indicazione una freccia blu su un faggio). Il sentiero, che si fa sempre più piccolo ma mai malagevole e sempre evidente, taglia in piano tra faggi 5 e rododendri le pendici occidentali della Cima del Nascio.
Giunto ad una minuscola radura sul colletto tra Cima del Nascio e Cima Suriot, il sentiero si sposta a est della displuviale (lato Valle Casotto) e continua in leggera discesa. In breve si arriva ad una seconda radura, presso la Colla del Giassetto (1572 m). Dopo averla attraversata, il sentiero rientra nel bosco ed incomincia una ripida salita lungo il crinale.

Si tratta in realtà di una scorciatoia "diventata" il sentiero principale: taglia infatti i numerosi tornanti un tempo presenti e ancora visibili, ma non più percorribili a causa della vegetazione.

Una terza piccola radura preannuncia un cambio nella vegetazione arborea: il sentiero supera un piccolo rivolo e prosegue tra faggi e abeti bianchi. Si arriva così ad un'ulteriore, ben più ampia radura, coperta di arbusti di varie specie (mirtillo, rododendro, sorbo degli uccellatori, ontano verde, ...) e anch'essa solcata da un piccolo rio. Il sentiero supera anche quest'ultima radura, rientra brevemente nel bosco e lo abbandona definitivamente 1 quando si è ormai alle pendici di Cima Robert, poco marcata elevazione ricca di pascoli e rododendri.
Nei pressi di una roccia isolata affiorante tra i prati ci si immette sul sentiero che collega il Monte Baussetti al sottostante alpeggio dell'Alpe di Robert: lo si segue verso sinistra (sud-est, segnavia E22), iniziando a rimontare l'ampio crinale spartiacque noto anche come Pian dell'Accampamento o Pian Robert.

Percorrendo il sentiero a ritroso, utilizzare la roccia isolata come riferimento per svoltare a destra e ritornare verso la Colla della Navonera senza farsi ingannare dalla traccia che prosegue la discesa fino all'alpeggio.

Questa arrotondata dorsale prativa è letteralmente coperta da rododendri, che nel periodo di fioritura offrono uno spettacolo eccezionale 9. Il sentiero raggiunge in breve la modesta elevazione di Cima Robert (1819 m, 1:30 - 1:45 ore dalla Colla della Navonera), che si riconosce solo per la recente installazione dedicata ai fatti d'armi qui avvenuti alla fine del Settecento.

La guerra iniziata nel 1792 tra la Francia repubblicana e gli alleati austro-piemontesi, all'inizio dell'estate del 1795 versava in una sorta di stallo da quasi due anni. Gli austro-piemontesi decidono di passare all'offensiva, ed una battaglia ha luogo proprio nei pressi del Monte Baussetti.
Qui di fatto passava la linea del fronte. I Francesi erano trincerati sulla displuviale Monte Antoroto - Pizzo d'Ormea, con ridotte alla Punta dei Termini, alla Cima Ferrarine e alla Cima Ciuaiera (allora nota come Cima Garassin), e con pezzi di artiglieria su due modeste elevazioni quotate 2022 e 1964, situate tra il Monte Baussetti e la Colla dei Termini, nella zona oggi nota come Zottazzo soprano (chiamata all'epoca Plateau de Termini dai Francesi e La Coera dai Piemontesi). Una vecchia mulattiera, verosimilmente realizzata per posizionare le artiglierie, si rintraccia ancor oggi con partenza dalla Colla dei Termini.
Per canto loro i Piemontesi avevano le ridotte sul Monte Baussetti e la Cima Robert.
Il 25 giugno, i granatieri al comando del Marchese di Bellegarde assaltano il Colle dei Termini. Le batterie al Monte Baussetti danneggiano gli affusti e rendono inservibili due pezzi francesi, ma non il terzo, fuori dalla loro gittata, sicché il Bellegarde, anche per il mancato supporto di altre due colonne avvisate in ritardo dell'operazione, si vede costretto a ripiegare. Da notare che durante l'assalto al Plateau de Termini, difeso da tre balze rocciose a semicerchio, i soldati Piemontesi conquistano la prima balza e si lanciano all'assalto della seconda, tra le grida e gli applausi dei Francesi, ammirati da quell'audace - ma ritenuto impossibile - tentativo.
Il 27 giugno, al comando del generale De La Tour, 2000 uomini e 2 cannoni assaltano ancora il Colle dei Termini, difeso da 5 battaglioni francesi. Il De La Tour riesce a portare un battaglione oltre il colle, fino a Cascine, ma l'arrivo di due pezzi d'artiglieria francesi lo fa ripiegare.
Il terzo tentativo ha luogo il 5 luglio: al comando di Latour, Montafia e Solaro, tre colonne con 1000 uomini e due pezzi di artiglieria ciascuna puntano sempre il Colle dei Termini; Bellegarde e 1500 uomini tentano di forzare il Col d'Inferno (ora Colla Bassa) e altri 600 vengono impegnati in un diversivo a Viozene. Ma a parte furibondi scontri, le posizioni sul campo non mutano, e la notte spegne le ostilità.
Un intervento del G.A.L. Mongioie ha di recente riproposto in quest'area una sorta di ambientazione degli avvenimenti sopra narrati, con sagome in metallo di fanti e cannoni disposte sia nei resti - ancora sufficientemente visibili - della ridotta di Cima Robert, sia lungo la salita al Monte Baussetti 78.
La consultazione di carte e testi d'epoca, tuttavia, lascia in chi vi scrive non pochi dubbi circa il posizionamento dell'installazione di Cima Robert, dove il cannone nella ridotta piemontese non sembra puntare verso le postazioni francesi ma verso le linee amiche...

[Storia militare del Piemonte, pp.527-541]
[Campagnes dans les Alpes 1794-96, pp.272-276,285-288]

Alla base di Cima Robert, si aprono gli ampi prati denominati "l'Accampamento" o Pian dell'Accampamento. Fonti che non ho potuto verificare (sito web poi chiuso) sostengono che nella primavera del 1792 il Generale Robert si attestò, con 4.000 uomini al seguito, proprio alle pendici del monte che avrebbe poi "preso" il suo nome. Robert, generale di brigata francese inquadrato nella prima divisione al comando di Laharpe, stando alla stessa fonte di cui sopra, rimase in quella strategica posizione per ben 4 anni, durante i quali meditò il bombardamento della città di Mondovì con cannoni appositamente progettati.
Di certo c'è invece che, nel 1795, sul crinale tra Cima Robert e il Monte Baussetti passava la prima linea dello schieramento piemontese.

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Passate le sagome metalliche, il sentiero lascia a sinistra la poco evidente traccia per il Gias della Valletta, quindi (ora segnavia E21) volge lentamente verso sud, sempre tra prati e rododendri, 34, e si porta ai piedi della vetta. Con un'ultima breve ma ripida salita 2 conduce infine sulla sommità del Monte Baussetti (2002 m, 0:35 - 0:40 ore da Cima Robert) 10.

Sulla vetta si trovano, a breve distanza, due croci, la prima in legno e la seconda in metallo (con annesso libro di vetta). Tra esse si rinvengono altri trinceramenti settecenteschi.

Carta schematica - Itinerario 03.09

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Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Torre Mondovì si prosegue per Pamparato e Valcasotto. A Valcasotto si imbocca una piccola strada asfaltata che scende a destra (indicazioni Pilone della Navonera), tenendosi ancora a destra alla successiva e vicina biforcazione. La stradina s'inerpica lungamente, passa Case Selvatici e diventa sterrata, con fondo in discrete condizioni. Si superano ancora Case Borgne e la piccola Chiesetta di San Lorenzo, oltre la quale si incontra un bivio: si trascura il ramo di sinistra della sterrata per la Capanna Sociale Manolino e si prende a destra. Dopo qualche metro si lascia, sempre a sinistra, la diramazione per Le Stalle e si continua a salire fino alla Colla della Navonera, dove è situato il piccolo omonimo Santuario (posteggio per diverse auto).

Note

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Pernottamento

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Cartografia

[Fra n.22] [AsF n.3] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2018

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10 - La piccola croce in legno in vetta al Monte Baussetti (2018)
10 - La piccola croce in legno in vetta al Monte Baussetti (2018)
1 - La testata della Valle Corsaglia dal sentiero per il Monte Baussetti (2011)
1 - La testata della Valle Corsaglia dal sentiero per il Monte Baussetti (2011)
9 - Rododendri in fiore sull'ampia ed arrotondata dorsale pascoliva di Pian Robert (2018)
9 - Rododendri in fiore sull'ampia ed arrotondata dorsale pascoliva di Pian Robert (2018)
4 - Pian Robert (2011)
4 - Pian Robert (2011)
5 - Un tratto di sentiero che attraversa la faggeta (2011)
5 - Un tratto di sentiero che attraversa la faggeta (2011)
6 - Il Pilone della Navonera prima della costruzione della cappella (foto da: [Il Pilone della Navonera]) (antecedente 1984)
6 - Il Pilone della Navonera prima della costruzione della cappella (foto da: [Il Pilone della Navonera]) (antecedente 1984)
7 - Sagome in metallo di un soldato all'ingresso della ridotta di Cima Robert (2018)
7 - Sagome in metallo di un soldato all'ingresso della ridotta di Cima Robert (2018)
3 - Rododendri in fiore alle pendici di Cima Robert; sullo sfondo, il Monte Alpet (2011)
3 - Rododendri in fiore alle pendici di Cima Robert; sullo sfondo, il Monte Alpet (2011)
2 - L'ultimo tratto del sentiero che sale al Monte Baussetti, al centro della foto (2011)
2 - L'ultimo tratto del sentiero che sale al Monte Baussetti, al centro della foto (2011)
8 - La sagoma in metallo di un pezzo di artiglieria nella ridotta di Cima Robert (2018)
8 - La sagoma in metallo di un pezzo di artiglieria nella ridotta di Cima Robert (2018)
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