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Escursioni e Sentieri
Le descrizioni degli itinerari presenti in questo sito sono da ritenersi puramente indicative. E' bene informarsi sempre sulle effettive condizioni dell'itinerario e sulle condizioni meteo previste per il giorno dell'escursione. Non affrontate mai una escursione senza un adeguato equipaggiamento e una preparazione fisica adatta all'itinerario scelto.
Accertarsi prima di incominciare l'escursione che l'itinerario sia adatto alle proprie capacità tecniche.
Ove presenti, leggete sempre i commenti agli itinerari: possono contenere informazioni utili ed aggiornate sullo stato di percorribilità.

Selezionare degli itinerari è sicuramente una impresa difficile ma delle scelte, decisamente soggettive, le ho dovute fare.
Gli itinerari proposti sono sicuramente itinerari ben conosciuti ai frequentatori abituali delle vallate Cuneesi. Il criterio principale nella scelta è stato prevalentemente l'aspetto paesaggistico, senza tuttavia trascurare itinerari tipici per il loro interesse naturalistico, storico o architettonico.
In molti di essi infatti, oltre alla descrizione del percorso, sono presenti inserti di botanica, zoologia, geologia, storia, architettura, in modo che l'escursionista possa approfondire un minimo le tematiche principali inerenti l'itinerario che sta percorrendo.

Durante la navigazione del sito, potete far riferimento alla pagina di aiuto [?] per provare a trovare una risposta alle domande che dovessero sorgervi.

Individuazione degli itinerari

In queste pagine, gli itinerari sono individuati da una coppia di numeri; il primo indica la valle, il secondo è progressivo all'interno della valle (quest'ultimo nulla ha a che fare con l'ubicazione geografica dell'itinerario ma serve solo ad individuarlo in maniera rapida e univoca).
All'interno di ogni valle, gli itinerari sono elencati in base al luogo di partenza, approssimativamente partendo dalla basse valle a salire, ma possono essere riordinati secondo molti criteri [?].
Per chi non fosse troppo pratico della provincia, la cartina stradale allegata, sebbene assai schematica, può agevolare la localizzazione delle valli e dei luoghi di partenza degli itinerari.

Carta stradale schematica della Provincia di Cuneo Localizzazione della Provincia di Cuneo

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Tipologie di itinerari

Gli itinerari proposti rientrano in tre possibili tipologie, come evidenziato da appositi simboli [?] nelle schede descrittive [?]:

• le traversate, in cui origine e destinazione non coincidono;
• gli anelli, in cui si parte e si arriva nello stesso luogo senza mai, o quasi, tornare sui propri passi;
• gli itinerari classici, nei quali si raggiunge una meta e si ritorna al punto di partenza seguendo il percorso di salita.

Da notare che molti itinerari condividono il luogo di partenza o di arrivo per consentire, con un pizzico di fantasia, di creare escursioni di più giorni semplicemente concatenando i vari itinerari.

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Dislivelli

Per le traversate e gli anelli viene indicato il dislivello per raggiungere le mete intermedie e finali dell'intero itinerario; sono esclusi quindi i dislivelli per l'eventuale andata e ritorno. In qualche caso, per le prime mete intermedie, sono riportati anche i dislivelli A/R, nel caso queste possano rappresentare una valida meta per una escursione più breve.
Per gli itinerari classici è indicato il dislivello dalla partenza alle mete intermedie e finale, sia per la sola andata che per il tragitto di andata e ritorno.

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Tempi di percorrenza

Assodato che i tempi di percorrenza sono estremamente soggettivi, quelli indicati nei vari itinerari sono un pò meno striminziti di quelli che si trovano abitualmente sulle guide o sulle paline segnaletiche; d'altra parte è probabile che buona parte di coloro che utilizzeranno le informazioni qui riportate non siano assidui frequentatori della montagna...
Per il resto, per i tempi di percorrenza vale quanto riportato per i dislivelli: per traversate e anelli viene indicato il tempo necessario a raggiungere le mete intermedie e finali dell'intero itinerario, per gli itinerari classici è indicato il tempo dalla partenza alle mete intermedie e finale, sia per la sola andata che per il tragitto di andata e ritorno

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Scala delle difficoltà

La quasi totalità degli itinerari proposti sono adatti ad escursionisti medi, classificabili come E nella scala delle difficoltà proposta dal CAI [?].
In qualche raro caso alcuni sentieri molto semplici sono stati classificati T, mentre alcuni altri sono stati classificati EE, sempre in riferimento alla scala del CAI. Anche in questo caso, alcuni itinerari indicati come E su alcune guide, sono stati qui indicati come EE, allo scopo di scoraggiare chi non è troppo esperto di montagna a percorrere certi itinerari.

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Impegno dell'escursione

Per favorire l'individuazione di una escursione adatta alle proprie capacità, a fianco della tabella riepilogativa [?] degli itinerari, sono riportati dei bollini colorati (verde, arancione e rosso) che riassumono l'impegno [?] richiesto per raggiungere la meta finale o una meta intermedia dell'escursione.
Il bollino colorato prova a dare una valutazione sull'escursione tenendo in conto sia il tempo di percorrenza, che il dislivello, che le eventuali difficoltà tecniche.

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Percorsi a tappe e anelli di valle

Sono ormai diversi anni che in molte vallate cuneesi sono stati tracciati dei percorsi a tappe da percorrere in più giorni. Essenzialmente consentono di percorrere i due versanti della vallata ove si snodano (I Percorsi Occitani, Lou Viage, La Curnis Auta, La Balconata di Ormea, ...) o di compiere un giro ad anello intorno ad una montagna particolarmente rappresentativa della valle (Giro di Viso, Giro del Marguareis), o di attraversare per la sua lunghezza un tratto di arco alpino (la Via Alpina, la Grande Traversata delle Alpi).
E' mia intenzione riportare in questo sito almeno l'elenco delle tappe di questi percorsi. Non è granché, ma nemmeno una cosa trascurabile visto che, per i percorsi di valle meno noti, è abbastanza difficile reperire del materiale. Tempo permettendo, comunque, proverò ad inserire in queste pagine anche la descrizione dettagliata delle tappe.

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Sicurezza

E' forse quasi superfluo ripetere i consigli che si leggono un pò su tutte le guide: scegliete itinerari adatti al vostro allenamento e alla vosta condizione fisica; ricordatevi che siete comunque in montagna, che le condizioni meteo possono cambiare in breve tempo: siate sempre ben equipaggiati, con indumenti antivento ed impermeabili, borraccia, occhiali da sole e, soprattutto, indossate sempre degli scarponcini da trekking. Se siete da soli, cercate di lasciare detto a qualcuno la meta della vostra escursione.

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Scorciatoie

Molti sentieri di montagna sono in più punti "tagliati" da scorciatoie. Abbandonare i sentieri per accorciare il percorso è una PESSIMA ABITUDINE che ha parecchie conseguenze.

• Innanzitutto le scorciatoie danneggiano il territorio agevolando l'erosione causata dalle acque meteoriche. Sono ripide, spesso rettilinee e tagliano quasi perpendicolarmente il tracciato dei sentieri: l'acqua le scava molto più facilmente e, nei casi peggiori, causa piccole frane e smottamenti che danneggiano tratti del sentiero principale nei punti in cui incrocia la scorciatoia. I sentieri devono poi essere ripristinati (se e quando ciò accade) con aggravio di costi per tutti.
• Quando diventano sufficientemente evidenti, le scorciatoie vengono utilizzate in vece dell'itinerario principale, causando negli anni la trasformazione di comodi sentieri a tornanti in faticosissime salite assai ripide che seguono quasi la linea di massima pendenza del versante. Se chi ha tracciato il sentiero ha in origine inserito dei tornanti lo ha fatto per mantenere le pendenze moderate e costanti, riducendo lo sforzo necessario alla salita.
• Le scorciatoie, quando non si capisce che sono tali, possono causare dubbi sul percorso da seguire e confondere gli escursionisti. Non tutti siamo esperti frequentatori della montagna: c'è chi percorre i sentieri solo occasionalmente e rischia di imboccare una scorciatoia difficile al posto del più facile sentiero principale.

Morale: corriamo già tutta la settimana; quando ci concediamo una giornata in montagna godiamoci il paesaggio anziché far di tutto per arrivare alla meta o alla macchina con qualche minuto di anticipo. Evitiamo le scorciatoie!

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Soccorso alpino

In Piemonte è attivo un unico numero telefonico per la chiamata del Soccorso Alpino, il 118.

Siccome il 118 gestisce anche le normali emergenze sanitarie, nel malaugurato caso in cui dobbiate farvi ricorso, specificate che state richiedendo un intervento di soccorso in montagna. Prima di chiamare, individuate meglio che potete la vostra posizione; cercate di capire il numero degli infortunati e, nei limiti del possibile, la gravità delle loro condizioni.
Nel caso non sia possibile comunicare con il telefono, esistono segnali internazionali di soccorso in montagna, invero non molto conosciuti: la chiamata di soccorso prevede l'invio di 6 segnali ottici o acustici in un minuto (uno ogni 10 secondi), intervallati da un minuto di pausa; la risposta prevede tre segnali al minuto (uno ogni 20 secondi) intervallati sempre da un minuto di pausa.
Nel caso che venga utilizzato l'elicottero per il soccorso, sappiate descrivere le condizioni meteo locali ed individuate un area per l'atterraggio lontana da cavi sospesi, ben visibile dall'alto, ampia (non devono esserci ostacoli alti come alberi o pali in un raggio di 100m), possibilmente sopraelevata e con fondo solido. Posizionatevi nel luogo prescelto per l'atterraggio, con il vento alle spalle e le due braccia alzate verso il cielo per indicare la necessità di soccorso. Se avrete scelto un luogo adatto, l'elicottero vi atterrerà davanti. Ricordate che il solo braccio sinistro alzato indica invece che non serve soccorso.

WayPoint: ok, confesso che non ne ho mai sentito parlare né ho mail letto nulla al riguardo. Tuttavia, in Valle Stura mi sono imbattuto per la prima (e per ora unica) volta in alcune targhette affisse lungo il sentiero (vedi foto sotto). Immagino che lo scopo sia quello di fornire un riferimento preciso sulla propria posizione nel caso si debba ricorrere all'elisoccorso o al Soccorso Alpino in genere. Sono comunque gradite ulteriori informazioni in merito: se ne avete, scrivetemi.

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Le sigle dei sentieri e i segnavia sul terreno

Nella descrizione degli itinerari è spesso riportata una sigla che identifica il sentiero che si sta percorrendo. La sigla è composta da una lettera e da un numero, ad esempio 'segnavia P5'. La lettera individua un versante di una delle vallate della Provincia, il numero è un numero progressivo che individua il sentiero. La sigla P5 indica il sentiero numero 5 sul versante destro orografico della Valle Stura, indviduato dalla lettera P.
Queste sigle fanno riferimento al "Catasto provinciale dei Sentieri" della Provincia di Cuneo. Esse sono utilizzate in Provincia da parecchie decine di anni, anche se diverse carte e guide talvolta le ignorano o non le menzionano nemmeno.
Di recente, la Provincia si sta adoperando per fare uscire dall'oblio le denominazioni adottate nel catasto, sebbene in questi anni anni i molti enti ed associazioni presenti sul territorio abbiano spesso adottato metodiche proprie di classificazione dei sentieri.
Sul terreno è dunque possibile incontrare, tra le succitate molteplici alternative, anche le sigle del catasto provinciale. La situazione è molto diversa valle per valle: se nelle vallate monregalesi di fatto le indicazioni inerenti il catasto provinciale sono quasi sconosciute, nelle altre vallate sono sempre più di frequente adottate.

La segnalazione dei sentieri sul terreno è invece regolata dal D.G.R. n.46 della Regione Piemonte, del 2 dicembre 2002, fatto proprio anche dalla provincia di Cuneo. Esso prevede:

• una segnaletica orizzontale (per capirci, le tacche di vernice) formata da segnavia bianco-rossi frequenti, intervallati più raramente da un rettangolo rosso-bianco-rosso riportante al centro la sigla del sentiero; ove non fosse possibile la tracciatura con vernice, sono previsti paletti infissi nel terreno riportanti le tacche segnavia o, al limite, ometti in pietra.
• una segnaletica verticale (le paline) realizzata in materiali resistenti alle intemperie, sempre con evidenti riferimenti bianco-rossi, ed uniforme per colorazione e dimensioni in tutta la regione (vedi figura sotto).

Una palina escursionistica

Tra la teoria e la pratica, come nel caso delle sigle dei sentieri, c'è una certa differenza e la speranza di vedere una segnaletica uniforme in tutta la Provincia è ancora lontana. Oltre alle tacche bianco-rosse ufficiali, sul terreno si trovano tacche arancioni, rosse e, più sporadicamente, blu o gialle, provenienti da tracciature dei sentieri precedenti l'adozione della nuova normativa.
A complicare le cose ci si mettono poi i percorsi a tappe, sorti in gran numero negli ultimi anni. La "Grande Traversata delle Alpi" (GTA, percorso a tappe lungo le Alpi piemontesi), ad esempio, aveva adottato come tacche segnavia proprio le tacche bianco-rosse ora da utilizzarsi per tutti i sentieri. "I Percorsi Occitani" ed il "Sentiero Roberto Cavallero" in Valle Maira utilizzano rispettivamente tacche gialle e rosso-blu, e via discorrendo.
Il risultato di tutto quanto elencato è che spesso su un singolo masso liscio si trovano le tacche bianco-rosse (nuova normativa), affiancate da una vecchia tacca arancione (vecchie tracciature) e da una tacca giallo-verde (ad indicare che si sta percorrendo un sentiero specifico, magari a tappe).
Per quanto riguarda la segnaletica verticale, invece, la situazione si presenta abbastanza a macchia di leopardo: a seconda della vallata si possono trovare le nuove paline segnaletiche bianco-rosse, le vecchie paline in legno, o paline che i botanici definirebbero un 'endemismo ristretto' (ovvero che trovate solo in un posto e basta!). Ancora una volta bisogna riconoscere che le vallate a nord della provincia sono quelle che più rapidamente si sono adeguate alla nuova normativa.

In questa babele di convenzioni, questo sito utilizza un nuovo ulteriore sistema per classificare i sentieri, formato da una coppia di numeri. Vi chiederete perchè? La risposta è semplice: in primo luogo la metodologia utilizzata dal catasto provinciale (lettera e numero) è indubbiamente valida, ma penso sia meno orientata "all'escursione". Mi spiego: per una escursione di un giorno spesso si percorre solo parte di un sentiero accatastato, o se ne utilizzano diversi 'concatenandoli'. Ho ritenuto dunque più pratico già organizzare gli itinerari 'tarati' sulle esigenze di una escursione, con un rifugio, un lago, una cima come meta, e fornendo in un'unica scheda tempi di percorrenza, disivelli, e quant'altro necessario.
In secondo luogo, sentieri e itinerari sono meno 'immutabili' di quello che si pensa: vi sono sentieri che spariscono e altri che compaiono dal nulla o ricompaiono dopo decenni di oblio. Molti di questi nuovi sentieri non rientrano ancora nel catasto provinciale, ed in questo sito era comunque necessario utilizzare delle sigle che individuassero in modo univoco un itinerario.
Ma attenzione: la convenzione utilizzata in queste pagine non la troverete in nessun'altra guida ne tantomeno sul terreno!

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Con i cani nei Parchi Naturali

Viste le numerose richieste, mi addentro in un terreno legislativo nel quale non mi trovo troppo a mio agio. Nei tre principali parchi della provincia (che insistono sull'arco alpino) sussistono differenti normative circa l'introduzione di cani al seguito degli escursionisti. Riporto di seguito la situazione di cui sono a conoscenza, aggiornata a fine 2007. Tenete presente che le normative cambiano in fretta ed è quindi consigliabile una verifica con gli enti preposti.
Ultima considerazione: sostanzialmente tutti i parchi dispongono di norme per la tutela della fauna selvatica. Pertanto, anche in assenza di norme specifiche, è vivamente raccomandato di introdurre sempre i cani al guinzaglio, onde evitare di incappare in altre sanzioni nel caso il vostro amico a quattro zampe decida di lanciarsi all'inseguimento di una marmotta...

Parco Naturale delle Alpi Marittime: si considera ancora in vigore la Legge Regionale 30 marzo 1987, n. 16 ("Norme per l'utilizzo e la fruizione del Parco naturale dell'Argentera"), questo nonostante la legge si riferisca al vecchio Parco dell'Argentera poi ampliatosi e diventato Parco delle Alpi Marittime nel 1995. In base all'art. 12 della succitata legge, "l'introduzione di cani di qualsiasi razza, anche al guinzaglio, e' vietata: sono esclusi dalla norma di cui al presente comma i centri abitati, le strade comunali e provinciali e le aree individuate e segnalate appositamente dall'Ente Parco. Lungo le strade comunali e provinciali e nelle aree individuate e segnalate appositamente dall'Ente Parco, i cani devono comunque essere tenuti al guinzaglio.".
Le aree individuate e segnalate dal Parco sono le strade:

• Terme di Valdieri - Piano superiore del Valasco
• Gias delle Mosche - Pian della Casa del Re
• Lago della Rovina - Rifugio Genova
• San Giacomo di Entracque - Rifugio Soria-Ellena
• San Giacomo di Entracque - Gias sott. del Vej del Bouc (Prà del Rasur)
• Loc. Piastra - q.1880 (M. Ray) - Gias sott. del Vej del Bouc (Prà del Rasur)
• Ponte di Porcera - Gias Valera sottano
• Palanfrè - Colle della Garbella
• Palanfrè - Passo della Mena
• Palanfrè - Passo di Ciotto Mien

Riassunto: per tranquillità, cani al guinzaglio solo dove apposita segnaletica del Parco lo consente.

Carta dei sentieri consentiti con cani al guinzaglio nel Parco delle Alpi Marittime

Parco Naturale del Marguareis, già Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro: qui è in vigore la Legge Regionale 4 settembre 1996, n. 63 ("Norme per l'utilizzo e la fruizione del Parco naturale Alta Valle Pesio e Tanaro"). L'art. 18 di questa legge sancisce che "l'introduzione di cani è vietata. Nelle aree attrezzate ovvero in appositi recinti e lungo i sentieri individuati e appositamente segnalati dall'Ente di gestione è consentita l'introduzione di cani purché tenuti al guinzaglio. [...]".
Al momento, non mi sono noti itinerari espressamente consentiti ai cani.
Tuttavia, un opuscolo dal titolo "Sentieri nel Parco" pubblicato proprio dal Parco, affronta esplicitamente la questione cani sostenendo che "l'introduzione dei cani è consentita purché tenuti al guinzaglio".
Riassunto: in teoria cani vietati, in pratica dovrebbero essere consentiti (o "tollerati"?) purché a guinzaglio (ma verificate...); per non incappare in rischi, restate sui sentieri.

Parco Naturale del Po, tratto cuneese: in mancanza di legge per l'utilizzo e la fruizione, non esistono vincoli.
Riassunto: cani dove volete; per non incappare in rischi, a guinzaglio.

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I cani da guardianía

Il ritorno del lupo ha riportato in auge metodi di difesa degli animali domestici che erano stati abbandonati da parecchi decenni. In particolare, sono ricomparsi in alpeggio i cani da guardianía, di grossa taglia e non sempre "socievoli". Di norma gli alpeggi dove si possono incontrare greggi e cani sono segnalati, lungo i sentieri, da appositi cartelli, anse se spesso un po' artigianali:

Un avviso sui cani da guardinìa

Nel seguito riporto un passo liberamente adattato dal sito del progetto LIFE WolfAlps (www.lifewolfalps.eu), che fornisce indicazioni su comportarsi in caso di incontri ravvicinati con cani da guardianía.

Può capitare durante le nostre escursioni di incontrare un gregge custodito da cani di grossa taglia (Pastori dei Pirenei, abruzzesi, maremmani): sono cani da guardianía, preposti alla difesa del gregge. Essendo potenziali predatori, i cani reagiscono rincorrendo la preda nel momento in cui questa si dà alla fuga. Quindi, quando questo grosso cane bianco ci viene incontro con un atteggiamento aggressivo, anche se siamo spaventati, non dobbiamo fuggire per nessun motivo. Anche se ringhia o abbaia, non dobbiamo mai (mai!) lanciare pietre, agitare bastoni o altro cercando di apparirgli minacciosi: la nostra situazione rischierebbe soltanto di peggiorare.
Stiamo calmi - se siamo in bicicletta scendiamo, prendiamo in braccio i bambini o teniamoli per mano - e aspettiamo il pastore, che di sicuro si è accorto della situazione e interverrà richiamando il cane.
In ogni caso, fermiamoci e lasciamo avvicinare il cane da difesa parlando tranquillamente, con fermezza, facendogli capire che non siamo una minaccia. Se il pastore non compare e il cane non sembra convinto delle nostre buone intenzioni, indietreggiamo lentamente e torniamo sui nostri passi senza giragli la schiena, poi troviamo un percorso alternativo per proseguire a distanza di sicurezza dal gregge o dalla mandria.
Adottando questo comportamento, in genere, le cose vanno a posto da sole e potremo proseguire la nostra escursione senza intoppi. In ogni caso, la cosa migliore per scansare i guai è non avvicinarsi agli animali, non cercare di attraversare il gregge, non tentare di accarezzare un capo: questo comportamento mette in allarme il cane da difesa: individuiamo se possibile, per tempo un percorso alternativo o aspettiamo con pazienza che il gregge o la mandria siano transitati.

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