Itinerario 04.01

04.01 Bivio a monte di Stalla Rossa - Bivacco Cavarero - Bocchino dell'Aseo

Bivio a monte di Stalla Rossa (1088 m) - Gias Traversa (1380 m) - Sella Revelli (2000 m) - Bivacco Cavarero (2180 m) - Colletto Revelli (2309 m) - Bocchino dell'Aseo (2292 m)

+1344 / -140

Dislivello [m]

4:20

Tempo [h:mm]

9740

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Una volta raggiunta la Sella Revelli, questo itinerario, che rappresenta la via di accesso più comoda al Bivacco Cavarero, svela tutto il suo fascino. La traversata verso il Bocchino dell'Aseo offre spettacolari panorami, sia alle spalle sulla Conca Revelli ed il Pizzo d'Ormea, sia di fronte sulle pareti del Mongioie.

A Da Bivio a monte di Stalla Rossa (1088 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Gias Traversa (1380 m) +292 / -0
(+292 / -292)
0:50 - 0:55
(1:25 - 1:35)
2050
(4100)
T E06
C Sella Revelli (2000 m) +912 / -0
(+912 / -912)
2:30 - 2:55
(4:20 - 4:55)
5865
(11730)
E E06
D Bivacco Cavarero (2180 m) +1094 / -2
(+1096 / -1096)
3:05 - 3:30
(5:10 - 5:55)
6885
(13770)
E E06
E Bocchino dell'Aseo (2292 m) +1344 / -140
(+1484 / -1484)
4:20
(7:30)
9740
(19480)
E E06B

Al bivio a monte di Stalla Rossa (1088 m), presso lo slargo dove si lascia l'auto, si trascura il ponte sulla sinistra e si continua sulla strada sterrata (segnavia E06, da qui chiusa al traffico privato) che s'impenna decisa nella faggeta. Nel volgere di poche centinaia di metri si ignorano una pista sterrata a sinistra, una successiva pista sterrata a destra per l'Alpe Zucco ed infine una terza pista sterrata che si stacca a sinistra in discesa.
La pendenza della strada sterrata diminuisce e il cammino prosegue a lungo e monotono nel bosco, sostanzialmente con un lungo rettilineo verso sud interrotto solo da una coppia di tornanti. Dopo una prima radura, si esce dal bosco e si raggiunge l'ampia conca sede del Gias Traversa (1380 m, 0:50 - 0:55 ore dal bivio a monte di Stalla Rossa).
Superata la diramazione a destra che raggiunge il gias, la strada compie un tornante verso destra e stacca, di fronte, il sentiero per il Bivacco Cavarero (ex segnavia E06), ormai ben difficile da rintracciare.

Come detto, il sentiero versa ormai in condizioni decisamente malagevoli, ed è decisamente preferibile tenersi sulla strada pastorale. Se ne riporta comunque di seguito la descrizione per motivi di completezza.
Lasciata la strada, il sentiero (segnavia bianco rossi) si dirige ad attraversare il Torrente Corsaglia; il ponte pedonale risulta tuttavia crollato, ed il torrente deve essere guadato (il passaggio non presenta difficoltà in caso di poca acqua, e si suggerisce il guado poco a valle del ponte). Inizialmente poco evidente ma ben segnalato, il sentiero attraversa un tratto di versante rovinato da una valanga, con numerose ramaglie ed alberi ad ostacolare il cammino.
Dopo un tratto a fianco del torrente, il sentiero se ne allontana risalendo a tornanti lungo il versante destro orografico del vallone. Riavvicinatosi al torrente, a quota 1580 circa incontra ed attraversa la strada sterrata. Superata a stretti tornanti una balza 1, il sentiero entra in una conca pascoliva, lasciando a sinistra la Sella di San Biert (o Sella di Sambiet, locale seminterrato con volta a botte per la conservazione dei formaggi d'alpeggio) 2, presso l'omonimo Gias San Biert sottano.
Una traccia attraversa la conca tra una fitta vegetazione nitrofila quindi, in mezzo ad un'invadente vegetazione erbacea ed arbustiva, supera a tornanti una seconda balza. A quota 1730 circa il sentiero torna sulla sterrata, che si lascia però pochi metri dopo per imboccare a destra la traccia che, tra erba e pietrame, taglia una curva della sterrata. A quota 1745 circa il sentiero si ricongiunge definitivamente alla strada.

Si continua sulla sterrata, che prima s'innalza alle spalle del gias, poi incomincia un lungo traverso in salita verso sud attraverso pendii coperti da detriti e rada vegetazione arbustiva.
A quota 1570 circa (punto in cui si incrocia anche il vecchio sentiero) la strada guada con un ponte in cemento il Torrente Corsaglia, quindi si sposta in destra orografica e guadagna quota, ora spesso su fondo inerbito, con lunghi tornanti. Dopo aver toccato il vecchio sentiero altre due volte, la strada termina in un piccolo ripiano prativo tra rododendri e detriti 12.
Si continua su sentiero, risalendo una balza rocciosa a tornanti. Nel soprastante terrazzo, si guada il piccolo Rio di Revelli 3 e, con altri tornanti, si supera una seconda balza tra rocce montonate. Un'ultima impennata, con gli immancabili tornanti, consente infine di accedere alla bellissima Conca Revelli 4, dove si trovano, a sinistra del sentiero, i due edifici della Sella Revelli (2000 m, 1:40 - 2:00 ore dal Gias Traversa) 13.

Dalla fine della sterrata alla Sella Revelli il sentiero non è molto agevole, sale tra ciottoli e massi, talvolta è confuso con le tracce degli animali al pascolo, altre volte presenta tratti leggermente acquitrinosi, ma è vario, divertente, e la segnaletica orizzontale è sempre più che sufficiente.

Le due celle per la stagionatura dei formaggi che si trovano all'ingresso della Conca Revelli hanno una storia piuttosto lunga. A testimoniare la presenza dei due edifici seminterrati già da molto tempo, nel 1846 l'amministrazione comunale di Ormea riconosce lo stato di degrado delle porte delle celle e ne dispone il ripristino, affidando i lavori a tal Giovanni Antonio Bologna di Ormea. Nel 1868 si rende necessario il rifacimento del tetto di una di esse, che viene coperto con lose.
La decentrata posizione dei due edifici rispetto ai pascoli che servivano, estesi in buona parte a valle delle celle, a quote comprese tra i 1100 e i 2100 metri, dipende da una vecchia clausola contrattuale: tutti i latticini prodotti dovevano essere obbligatoriamente avviati al mercato di Ormea, ove venivano trasportati valicando la Colla del Pizzo. In epoche più recenti, come spiega una nota del 1956, i prodotti caseari iniziarono ad essere indirizzati al mercato di Mondovì, rendendo oltremodo scomodo l'utilizzo della Sella Revelli (i formaggi prodotti dovevano essere portati a stagionare fin quasi alla quota massima dell'alpe, i 2000 metri della Sella Revelli, quindi "ridiscesi" e portati a Mondovì). Per questa ragione si decise di spostare la stagionatura al Gias San Biert sottano, alla quota di 1400m circa, in posizione più centrale rispetto ai pascoli della zona.

[A muntoo d' l'olpe, pp.29-30]

All'imbocco della conca si lascia a sinistra la traccia per la Colla del Pizzo (segnavia E06A), e si prosegue verso destra in direzione del Bivacco Cavarero, guadando un piccolo rio spesso in secca durante l'estate. Il sentiero, che a questo punto si riduce a traccia poco evidente ma ben segnalata, sale i pendii pascolivi sul versante nord della Conca Revelli 14 (all'aumentare della quota si può notare come il pianoro pascolivo fosse in origine costituito da più bacini lacustri, ormai interrati, ad eccezione del piccolo Lago Revelli 11, che si scorge in lontananza).
La traccia, con un lungo traverso in diagonale, supera l'impluvio di un piccolo rio, passa tra i ruderi di una piccola costruzione e taglia anche un secondo rio. Si giunge così ad un terzo solco scavato dall'acqua, ben più ampio e profondo: lo si scende brevemente a guadare il piccolo rio che scorre sul fondo, quindi si risale sul lato opposto.
Il sentiero ora vira bruscamente a nord-ovest e s'innalza piuttosto deciso, con andamento pressoché rettilineo, seguendo il bordo occidentale dell'impluvio appena attraversato. Arrivati alla sommità del solco, qui ormai assai piccolo, lo si riattraversa in direzione opposta, giungendo in poche decine di metri al Bivacco Cavarero (2180 m, 0:30 - 0:35 ore dalla Sella Revelli) 15. Pochi metri prima del bivacco si trova una piccola fonte.
Si prosegue sui dossi inerbiti a O del bivacco, lungo una traccia segnalata che sale tra mirtilli e rododendri. Toccato un minuscolo laghetto 5, si piega a sinistra (S) per raggiungere un colletto. Quindi si traversa (OSO) a mezzacosta fino ad un successivo colletto 6, dove si piega a destra (NO) per salire la china prativa 10 del Colletto Revelli; qui appare improvvisa l'imponente sagoma del Monte Mongioie 8. Si ridiscende ripidi per prati, fino a q.2220 circa, dove bisogna piegare a sinistra (SO) lungo una traccia che taglia il pendio tra detriti e magra erba (attenzione perchè proprio dove si deve svoltare compare un evidente sentiero che scende verso valle). Con un percorso in costa a saliscendi il sentiero attraversa ora prati ora detriti fino a portarsi ai piedi del Bocchino dell'Aseo, dove riceve da destra il più marcato sentiero proveniente dal Lago Raschera (segnavia E1) 9. Con una breve salita si arriva infine alla prativa insellatura del Bocchino dell'Aseo 7.

Per questo valico sarebbe transitata una antica via di comunicazione, una delle numerose 'Vie del Sale', che avrebbe collegato la Liguria con Mondovì, attraverso la Colla della Balma in Val Maudagna. Sul versante meridionale del valico, il toponimo Pian dell'Olio avvalora tradizioni e leggende sul luogo ove pare avvenissero i pagamenti dei dazi e gli scambi commerciali. In alcuni documenti dei secoli XVII e XVIII il Bocchino dell'Aseo (pronunciato localmente 'Asìo'), era indicato con il toponimo Bocchin dell'Aceto, mentre una carta francese del 1795 lo cita come Bochin d'Asil.
Un'altra versione riconduce invece il toponimo alla parlata locale, ad indicare il tafano (forse conseguenza delle numerose mandrie al pascolo sui due versanti del valico).

[Alpi Liguri, p.440] [-]

Carta schematica - Itinerario 04.01

Mappa su base CTR Piemonte

Accessi

Da Torre Mondovì si risale la Valle Corsaglia fino a Bossea. Proseguendo per Fontane, al primo tornante verso destra si staccano sulla sinistra due rotabili sterrate: quella di sinistra conduce a Mottoni, quella di destra a Stalla Buorch e Stalla Rossa. Si percorre quest'ultima seguendo le indicazioni per Stalla Rossa e Bivacco Cavarero, trascurando quindi il primo ponte a sinistra sul Torrente Corsaglia ma attraversando il secondo ponte (Ponte del Murao) sempre a sinistra. Il ponte in effetti è una enorme cunetta in cemento sul torrente e può causare problemi alle autovetture basse con il passo medio-lungo. Superata la località Cané si arriva a Stalla Rossa (riconoscibile per la tinteggiatura rossastra del frontespizio); dopo qualche centinaio di metri si incontra una ulteriore biforcazione: a sinistra un ponte porta ad una abitazione, mentre di fronte la sterrata diventa interdetta al traffico privato. Qui è presente uno slargo ove è possibile posteggiare diverse auto. L'intero tratto sterrato è lungo poco più di 3 km.

Note

Il tratto tra il Bivacco Cavarero e il Bocchino dell'Aseo, sebbene segnalato, si svolge su traccia e in assenza di paline segnaletiche. Richiede un minimo di dimestichezza con le carte topografiche. Prestare attenzione in caso di scarsa visibilità.

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.22] [AsF n.3] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2018

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QR Code - Itinerario 04.01

zorro

lunedì 12 settembre 2011

[ 93.62.*.*]

I tempi di percorrenza sono a mio parere + lunghi, specie per la parte che si svolge sulla carrabile sterrata da stalla rossa al suo termine; piuttosto lunga a noiosa.

lidia

martedì 14 agosto 2018

[ 37.176.*.*]

Percorso compiuto solo in parte, per cercare una specie vegetale al Lago Revelli. E' stato a metà luglio 2018 sotto un sole implacabile. L'itinerario è decisamente ben descritto, e risulta piacevole soprattutto a partire dal tratto in prossimità della Sella Revelli, anche se la fitta vegetazione rende il tracciato non immediatamente individuabile. Non ci resta, la prossima volta, che ultimare il percorso raggiungendo i punti più panoramici dell'itinerario! Grazie

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6 - Il Bric di Conoia (o Bric Conolia), al centro, dai pressi del Colletto Revelli (2006)
6 - Il Bric di Conoia (o Bric Conolia), al centro, dai pressi del Colletto Revelli (2006)
7 - Al Bocchino dell'Aseo: nelle giornate limpide la vista spazia fino alla Valle d'Aosta (2006)
7 - Al Bocchino dell'Aseo: nelle giornate limpide la vista spazia fino alla Valle d'Aosta (2006)
10 - Carlina (<i>Carlina acaulis</i>) (2006)
10 - Carlina (Carlina acaulis) (2006)
2 - La Sella di San Biert, locale seminterrato per la conservazione dei formaggi, che si incontra lungo il sentiero (2006)
2 - La Sella di San Biert, locale seminterrato per la conservazione dei formaggi, che si incontra lungo il sentiero (2006)
11 - Conca Revelli, con i suoi bacini lacustri ormai interrati, e il piccolo Lago Revelli, dai pressi del Colletto Revelli (2009)
11 - Conca Revelli, con i suoi bacini lacustri ormai interrati, e il piccolo Lago Revelli, dai pressi del Colletto Revelli (2009)
9 - Il Monte Mongioie domina la conca del piccolo Lago Raschera (2006)
9 - Il Monte Mongioie domina la conca del piccolo Lago Raschera (2006)
12 - Panorama dal piccolo ripiano prativo nei pressi di dove termina la pista sterrata (2018)
12 - Panorama dal piccolo ripiano prativo nei pressi di dove termina la pista sterrata (2018)
14 - Un tratto di sentiero tra la Sella Revelli e il Bivacco Cavarero (2018)
14 - Un tratto di sentiero tra la Sella Revelli e il Bivacco Cavarero (2018)
5 - Il Pizzo d'Ormea (a sinistra) si specchia nel minuscolo laghetto a monte del Bivacco Cavarero (2006)
5 - Il Pizzo d'Ormea (a sinistra) si specchia nel minuscolo laghetto a monte del Bivacco Cavarero (2006)
1 - Il vallone presenta un susseguirsi di balze rocciose e piccole terrazze pianeggianti (2006)
1 - Il vallone presenta un susseguirsi di balze rocciose e piccole terrazze pianeggianti (2006)
4 - Sella Revelli, all'ingresso della Conca Revelli (2006)
4 - Sella Revelli, all'ingresso della Conca Revelli (2006)
3 - Il Rio di Revelli; in alto a destra, la Sella Revelli (2006)
3 - Il Rio di Revelli; in alto a destra, la Sella Revelli (2006)
15 - Il Bivacco Cavarero; alle sue spalle, Punta del Zucco (2018)
15 - Il Bivacco Cavarero; alle sue spalle, Punta del Zucco (2018)
13 - Sella Revelli (2018)
13 - Sella Revelli (2018)
8 - L'imponente parete NE del Monte Mongioie (2006)
8 - L'imponente parete NE del Monte Mongioie (2006)
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