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Trekking 'Sui sentieri del Re'
14.13 "La Scurcio": Frere - Viviere
"La Scurcio": Frere (1196 m) - Gheit (1372 m) - Chialvetta (1494 m) - Pratorotondo (1629 m) - Viviere (1713 m)
Itinerario classico (andata e ritorno) [Commenta l'itinerario] [Leggi i commenti (1)] [Stampa]
8 - Chialvetta (2005)
8 - Chialvetta (2005)
Una vecchia mulattiera risale il Vallone di Unerzio, attraversando piccole borgate splendidamente recuperate. Anche se la vegetazione erbacea crea qualche problema, specialmente a bassa quota, questa escursione risulta comunque sempre interessante e piacevole.
A Da Frere (1196 m) a: Dislivello
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Dislivello A/R
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Tempo
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Tempo A/R
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Distanza
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Difficoltà Segnavia
B Viviere (1713 m) +517 / -0 +517 / -517 2:15 3:45 - E -
Descrizione: Attraversato il ponte sul Torrente Unerzio si svolta subito a destra imboccando la strada sterrata in direzione della borgata Gheit. Si sale lungo il torrente tra frassini e ontani in leggera salita, addentrandosi nel Vallone di Unerzio. Passato un secondo ponte in legno, la sterrata diventa ben presto sentiero e sale decisa con alcune svolte. Si prosegue con un lungo traverso a mezzacosta che alterna tratti in salita ad altri in falsopiano. Pochi prima di giungere a Gheit, il sentiero incontra la strada asfaltata, subito a monte di un ponte, Seguendo la strada in salita, si incontra quasi subito sulla sinistra il vecchio forno della borgata 3, completamente ristrutturato.
Il forno comunitario di Gheit
Il forno della borgata Gheit 518 è rimasto attivo fino al 1956. Nella borgata la panificazione avveniva una volta l'anno, alla fine di ottobre, al termine delle operazioni di macinatura dei cereali. Per portare il forno in temperatura occorrevano svariati quintali di legna ed oltre 12 ore di tempo. In questa borgata la legna per il riscaldamento del forno era fornita in parti uguali dalle famiglie del paese. C'è da notare, tuttavia, che sia il numero delle volte all'anno in cui si procedeva alla panificazione, sia i criteri con cui veniva fornita la legna per l'accensione del forno od anche per la cottura del pane, variano da una comunità all'altra.
Scaldato il forno, ogni famiglia provvedeva quindi alla preparazione e alla cottura dei propri pani. Una volta cotti, i pani erano riposti nel fienile ad essiccare per tre settimane, quindi sistemati su apposite rastrelliere (in genere appese al soffitto perchè non fossero raggiunte dai topi) dove si potevano conservare fino all'anno successivo.
[La scurcio]
Attraversata la borgata 467, si passa un torrente su ponte in legno imboccando, sul lato opposto della strada, una mulattiera tra due muretti a secco. La mulattiera incrocia la strada una volta, quindi la raggiunge nuovamente una seconda volta. Si devono percorrere pochi metri su asfalto prima di imboccare, sulla destra, un'altra mulattiera, nota come "Vio del Furnas". Si costeggia per un tratto il torrente, quindi lo si attraversa su ponte in legno 19. Si prosegue in leggera salita tra bassi muretti a secco, ora costeggiando campi un tempo coltivati, ora attraversando freschi boschi. Giunti ad incontrare un altro sentiero, si segue quest'ultimo verso sinistra. Con percorso rettilineo e abbastanza pianeggiante si arriva a Chialvetta 2089, entrando in paese dopo essere passati a fianco del cimitero.
Il museo etnografico "La Misoun d'en bot"
A Chialvetta, alle spalle della "Trattoria della Gardetta" è stato allestito il museo etnografico "La Misoun d'en bot" (La casa di una volta) 16. Il museo, privato e ricavato nei locali di un vecchio fienile, contiene una raccolta di oltre 1500 oggetti, tutti recuperati nel Vallone di Unerzio: attrezzi da fabbro, da falegname, boscaiolo sono esposti a pian terreno, mentre oggetti ed arredi della vita quotidiana si possono osservare al primo piano. Per la visita bisogna rivolgersi alla "Trattoria della Gardetta".
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Alle spalle della chiesa della borgata si riprende il percorso (che qui coincide con un tratto della GTA) in direzione di Pratorotondo, lungo la "Vio ed le Meiros". Si segue il corso del Torrente Unerzio sulla sua sinistra orografica, mentre i larici compaiono sempre più numerosi. Si continua in leggera salita, si lascia a sinistra una traccia che scende ad attraversare il torrente su ponte in legno e, con pendenze leggermente maggiori, si supera sulla destra una sorgente arrivando, in breve, all'abitato di Pratorotondo 211021. Si attraversa l'intera borgata per incontrare, subito dopo, un bivio: a destra per Viviere e a sinistra per il mulino e la fornace. Seguendo il ramo di sinistra si raggiunge il vecchio mulino del paese 13, una costruzione isolata poco sotto al sentiero e ai margini di un rio.
Il Mulino di Pratorotondo
Come riporta la scheda all'ingresso, il Mulino di Pratorotondo 121117 è stato costruito ad inizio '900 ed è rimasto in attività fino al 1957. Con la sua macina, in granito estratto dalla zona del Colle Ciarbonet, era in grado di macinare al massimo 3 q.li di granella al giorno. Di tutti i mulini presenti nel vallone, quello di Pratorotondo era forse quello con le minori potenzialità, e per questo la macinazione, che aveva inizio ad ottobre, terminava sempre quando gli altri mulini avevano già terminato il lavoro. La macinatura era effettuata a turno dalle famiglie, in un ordine stabilito annualmente per sorteggio. Dopo la macinatura, la farina veniva setacciata con setacci più o meno grossolani, a seconda del ceto sociale delle famiglie: quelle più abbienti potevano permettersi una farina più pura, quelle meno abbienti tenevano una maggior quantità di cruschello. I cereali macinati, tutti coltivati in loco, erano grano, segale, avena e orzo.
Interessanti i dati tecnici calcolati: la velocità media del torrente, ad ottobre, era di circa 1 m/s. Un sistema di condotte, diviso in tre tratte per una lunghezza totale di 70m e con inclinazioni crescenti, faceva arrivare l'acqua alle pale ad una velocità di 2,25 m/s consentendo una velocità di rotazione della macina di circa 50 giri/min. Da notare come la macina fosse azionata con rotazione delle pale su un asse verticale, soluzione tecnica diffusa essenzialmente nei piccoli mulini di montagna.
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Superato il mulino, si arriva ad un secondo bivio: si prende a destra ed in pochi metri si raggiungono i ruderi della fornace per la preparazione della calce 14 (la costruzione, quasi completamente interrata, resta abbastanza nascosta alla vista).
La fornace di Pratorotondo
Per decenni la calce è stato l'unico legante con il quale si potevano realizzare costruzioni. Realizzata una fossa circolare nel terreno e rivestiti i bordi in pietra, si costruiva all'interno della stessa una volta in pietre calcaree, sulla quale venivano poi disposte altre pietre. Acceso il fuoco sotto la volta, si lasciavano a 'cuocere' le rocce per diversi giorni. Alla fine della cottura, la volta veniva fatta crollare e le rocce venivano bagnate con acqua. Questa operazione sbriciolava le rocce in fine polvere biancastra, la calce spenta, poi utilizzata come legante in una malta di acqua e sabbia.
[Civiltà dei Monti]
Tornati sui propri passi fin quasi a Pratorotondo, si imbocca questa volta il bivio in direzione di Viviere (segnavia S8), lungo la "Vio Veio". Con una malandata mulattiera su terreno aperto ed in moderata salita si raggiunge anche quest'ultima borgata 15, dalla curiosa disposizione delle abitazioni vagamente a ferro di cavallo.
Carta schematica - Itinerario 14.13
Mappa su base CTR Piemonte
Accessi: Da Dronero si risale la Valle Maira fin quasi ad Acceglio. Circa 500m prima di entrare in paese, si imbocca sulla sinistra il ponte che attraversa il Torrente Maira e conduce a Frere. Si costeggia la borgata fino a raggiungere un ponte in legno sul Torrente Unerzio, prima del quale si lascia l'auto.
Note: Vista la fitta vegetazione erbacea che invade per lunghi tratti le mulattiere, trasformandole in stretti sentierini, si consiglia di percorrere l'itinerario in primavera, subito dopo lo scioglimento delle nevi. Nel periodo estivo è conveniente percorrere su asfalto il tratto da Gheit all'imbocco della "Vio del Furnas".
A onor del vero, in occasione dell'ultimo rilevamento, la vegetazione era stata di recente tagliata lungo tutto il percorso.
Ultimo aggiornamento: Estate 2007
13 - Il Mulino di Pratorotondo (2005)
13 - Il Mulino di Pratorotondo (2005)
1 - La Capanna Sociale Unerzio a Pratorotondo (1994)
1 - La Capanna Sociale Unerzio a Pratorotondo (1994)
20 - La Parrocchiale di Chialvetta (2007)
20 - La Parrocchiale di Chialvetta (2007)
2 - L'abitato di Pratorotondo (1997)
2 - L'abitato di Pratorotondo (1997)
10 - Pratorotondo, un cane da pastore si gode il fresco alla finestra (2005)
10 - Pratorotondo, un cane da pastore si gode il fresco alla finestra (2005)
4 - Borgata Gheit (2005)
4 - Borgata Gheit (2005)
15 - Borgata Viviere (2005)
15 - Borgata Viviere (2005)
16 - Il museo etnografico 'La Misoun d'en bot' (2005)
16 - Il museo etnografico 'La Misoun d'en bot' (2005)
3 - Il forno comunitario di Gheit (2005)
3 - Il forno comunitario di Gheit (2005)
17 - Particolare delle pale del Mulino di Pratorotondo (2005)
17 - Particolare delle pale del Mulino di Pratorotondo (2005)
5 - L'interno del forno di Gheit; sulla destra, le assi su cui si posavano i pani da infornare (2005)
5 - L'interno del forno di Gheit; sulla destra, le assi su cui si posavano i pani da infornare (2005)
19 - Il torrente attraversato a monte di Gheit (2007)
19 - Il torrente attraversato a monte di Gheit (2007)
6 - Borgata Gheit, particolare (2005)
6 - Borgata Gheit, particolare (2005)
9 - Chialvetta, affresco votivo su una abitazione, datato 1809 (2005)
9 - Chialvetta, affresco votivo su una abitazione, datato 1809 (2005)
7 - Borgata Gheit (2005)
7 - Borgata Gheit (2005)
11 - La ruota, a rotazione su asse verticale, del Mulino di Pratorotondo (2005)
11 - La ruota, a rotazione su asse verticale, del Mulino di Pratorotondo (2005)
12 - L'interno del Mulino di Pratorotondo (2005)
12 - L'interno del Mulino di Pratorotondo (2005)
21 - Pratorotondo (2007)
21 - Pratorotondo (2007)
14 - I resti della fornace per la preparazione della calce a Pratorotondo (2005)
14 - I resti della fornace per la preparazione della calce a Pratorotondo (2005)
18 - Forno di Gheit: particolare delle palette per infornare (2005)
18 - Forno di Gheit: particolare delle palette per infornare (2005)
Commenti all'itinerario 14.13
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alain 62
mercoledì 30 maggio 2012
[ 87.14.*.*]

Trek non impegnativo fatto il 27 maggio 2012. Ritorno sotto la pioggia ma molto bello. Consigliato.