Itinerario 06.01

06.01 Porta di Pian Marchisio - Passo delle Saline - Cima delle Saline - Cima Pian Ballaur

Porta di Pian Marchisio (1634 m) - Passo delle Saline (2177 m) - Cima delle Saline (2613 m) - Cima Pian Ballaur (2603 m)

+1139 / -170

Dislivello [m]

3:50 - 4:25

Tempo [h:mm]

8157

Distanza [m]

EE 

Difficoltà

Tipologia

Percorso che si snoda tra pascoli e praterie alpine, sempre su terreno facile fino al Passo delle Saline. Evidenti le tracce di fenomeni carsici, dall'erosione dovuta alle acque di ruscellamento sulle rocce calcaree ai vari inghiottitoi che si possono scorgere durante il tragitto. Decisamente più impegnativa la Salita a Cima delle Saline, non tanto per le difficoltà tecniche, quanto per la notevolissima e costante pendenza; la fatica è comunque ripagata dall'ampio panorama. Chi ha ancora energie, può aggiungere all'escursione una seconda vetta altrettanto panoramica, la Cima Pian Ballaur; la discesa, in questo caso, può avvenire anche via Colle del Pas e Porta Biecai.

Profilo altimetrico - Itinerario 06.01
A Da Porta di Pian Marchisio (1634 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Passo delle Saline (2177 m) +561 / -18
(+579 / -579)
2:00 - 2:20
(3:30 - 4:05)
5679
(11358)
E G14 » G03
C Cima delle Saline (2613 m) +997 / -18
(+1015 / -1015)
3:10 - 3:40
(5:25 - 6:15)
6805
(13610)
EE A44
D Cima Pian Ballaur (2603 m) +1139 / -170
(+1309 / -1309)
3:50 - 4:25
(6:45 - 7:45)
8157
(16314)
EE =

Dalla Porta di Pian Marchisio (1634 m) si segue l'Itinerario 06.07, nella variante che percorre per intero la strada sterrata di accesso al Rifugio Mondovì De Giorgio fino al bivio per il Gias Gruppetti e altre destinazioni.
Lasciato dunque a destra il ramo della sterrata che sale al rifugio, si segue il ramo di sinistra (segnavia G03), andando subito ad attraversare un torrente su un ponte in cemento. La sterrata prosegue in piano 4 poi guada il corso d'acqua che scorre sul fondo del vallone, portandosi sulla destra orografica. La strada, sempre pianeggiante, presso un rudere stacca a sinistra una pista agro-pastorale; poco dopo, effettua un secondo guado e torna sulla sponda sinistra idrografica del corso d'acqua.

In caso di acqua abbondante, i due guadi, ed il primo in particolare, possono creare qualche problema. Si presentano allora due alternative.
Una possibilità consiste nel tenersi sul vecchio percorso per il Passo delle Saline nonché della GTA, precocemente abbandonato a favore della rotabile: si imbocca la traccia che si stacca a destra della strada appena prima del primo guado. La traccia passa subito alle spalle di un piccolo rudere e prosegue in piano lambendo più volte il corso d'acqua. Dopo un lungo tratto, e dopo aver superato il rudere di un gias, si può piegare verso sinistra per tornare sulla rotabile sterrata, che nel frattempo ha nuovamente attraversato il torrente tornando sulla sponda sinistra orografica della valle.
La seconda possibilità prevede di sfruttare il ponte il legno che si trova a sinistra della sterrata, qualche decina di metri prima del primo guado. Appena oltre il ponte si piega a destra seguendo la traccia che, in breve, riporta sulla strada. Si continua quindi lungo la sterrata come per l'itinerario principale, andando pertanto ad effettuare solo il secondo, meno problematico, guado.

Poco oltre il Gias Pra Canton, la sterrata rimonta con un paio di svolte una balza rocciosa 5, e raggiunge il bivio sulla destra con il sentiero per il Passo delle Saline (segnavia G03).
Si imbocca il sentiero 1, che prosegue nella risalita della balza in una sorta di canalino, e sbuca sul pianoro soprastante nei pressi dei ruderi di un gias e dell'Inghiottitoio del Tumpi (al fondo del quale si ode lo scorrere delle acque). Una traccia tra i prati (paletti segnavia) conduce a fianco di un lungo affioramento roccioso quasi rettilineo; dopo averlo tenuto sulla sinistra, lo si risale fino a tornare su ampie praterie alpine (fare un minimo di attenzione a non perdere i segnavia in caso di scarsa visibilità) 7. Evidenti in questo tratto del percorso i fenomeni di erosione calcarea sulle rocce affioranti.

In tutta la zona, senza grosso sforzo, è possibile rintracciare gli evidenti segni dei fenomeni carsici. Tra questi, riconoscibili anche dagli occhi meno esperti, vi sono i 'campi solcati' o 'campi carreggiati' 6, così comunemente chiamati perché ricordano vagamente i segni lasciati dalle ruote dei carri nel terreno fangoso. Si tratta di rocce calcaree letteralmente corrose dalle acque meteoriche di ruscellamento, che i geologi chiamano 'karren'. Le acque meteoriche, leggermente acide, sono in grado di attivare quei processi chimici tipici del carsismo in grado di sciogliere particolari tipi di rocce, dando luogo, tra le molteplici altre, anche a queste spettacolari conformazioni.

[Marguareis per viaggiatori, pp.22-23]

Il sentiero (ancora individuato da paletti segnavia) piega verso destra e rimonta il pendio dapprima con qualche svolta, poi con un ripido traverso. Un tratto pianeggiante porta ulteriormente verso destra (sud-ovest), andando ad attraversare un'ampia conca prativa fino ai piedi del Passo delle Saline.
L'attacco al pendio terminale è decisamente ripido, anche a causa di inopportune scorciatoie ormai divenute il tracciato principale. Solo nella parte finale della salita riappaiono dei più agevoli, seppur sempre pendenti, tornanti che conducono fino al Passo delle Saline (2177 m, 2:00 - 2:20 ore dalla Porta di Pian Marchisio) 2389.

Come suggerisce il toponimo, in tempi passati il Passo delle Saline ha costituito un frequentato valico di una importante "Via del Sale", percorsa per portare il prezioso bene dalla Liguria al basso Piemonte. La Via del Sale seguiva molto probabilmente il tracciato di una strada romana realizzata nel sec. I a.C. per collegare Alba ad Albenga (la "Via Pompea" dal nome del Console Pompeo Strabone che la volle realizzata), strada che sfruttava a sua volta il tracciato di percorsi (detti leys) utilizzati da popolazioni Celtiche e Liguri.
Il sale ha rappresentato per anni un elemento irrinunciabile, utilizzato per conservare i cibi e per la corretta alimentazione di alcuni animali da allevamento. Un deposito per la conservazione e lo stoccaggio del sale era situato nei pressi dell'abitato di Rastello, in Val Ellero, nella località adesso nota come 'Casa del Sale'.

[Il corso del fiume Ellero, pp.6-7]

Al valico si ignorano sia il sentiero che prosegue innanzi verso Carnino inferiore (segnavia A05), sia la traccia a sinistra per il Mongioie (segnavia G15). Si imbocca invece il sentiero che si stacca sulla destra (segnavia A44). In breve il sentiero si trasforma in traccia che si innalza estremamente ripida con strettissimi tornanti, tenendosi sempre non lontano dallo spartiacque 10. Intorno a quota 2350 circa, e solo per un breve tratto, la pendenza diminuisce leggermente, consentendo di rifiatare. La traccia, quasi sempre evidente anche se priva di fatto di segnaletica orizzontale (si scorgono qua e là vecchie tracce di vernice), rimonta a lungo il pendio tra fini detriti, roccette e ciuffi d'erba, fino alla base del ben evidente risalto roccioso che sembra sbarrare il cammino. Piegando leggermente a sinistra, invece, si sfrutta una sorta di ampia cengia che consente di superare le ultime decine di metri di dislivello che separano dalla vetta della Cima delle Saline (2613 m, 1:10 - 1:20 ore dal Passo delle Saline) 11121314.
Proprio qualche metro prima della croce di vetta (non fatevi ingannare da una seconda croce più lontana che si affaccia su Pian Marchisio), si individua a sinistra la traccia che scende in direzione sud-ovest verso il Vallone delle Masche. Qualche paletto segnavia e qualche rada tacca guidano nella discesa lungo il ripido ma agevole pendio prativo. Scavalcato un modesto dosso si continua a perdere quota (ora solo paletti segnavia) fino all'ampio pianoro sottostante. Presso un roccione affiorante 15 si lasciano a destra la traccia per il Rifugio Mondovì De Giorgio via Vallone delle Masche (attenzione, passaggi impegnativi per raggiungere il rifugio) e a sinistra la traccia per il Gias delle Saline.
Si prosegue innanzi e si comincia a salire il ripido versante orientale di Cima Pian Ballaur. A guidare la salita, di fatto in assenza di sentiero, sono rade tacche triangolari rosse (retaggio della segnaletica escursionistica della Liguria); tuttavia, se le tacche indicano un percorso di salita pressoché rettilineo, conviene rimontare il faticoso pendio zig-zagando. Se non ci si allontana dalle tacche segnavia, si sbuca infine propri pochi metri a sud della sommità di Cima Pian Ballaur (2603 m, 0:40 - 0:45 ore dalla Cima delle Saline).

Carta schematica - Itinerario 06.01

Scarica la traccia GPS in formato GPX

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Villanova Mondovì si risale la Valle Ellero fino a Roccaforte Mondovì. Si prosegue quindi a sinistra per Rastello, da dove si imbocca la "strada forestale Pian Marchisio". La strada sale asfaltata fino al Ponte Murato, oltre il quale prosegue per oltre 4 km, alternando tratti asfaltati a tratti sterrati con fondo moderatamente sconnesso (se ne consiglia la percorrenza con mezzi 4x4). Giunti alla Porta di Pian Marchisio, dove la strada è chiusa al traffico privato, è possibile lasciare l'auto in due ampi piazzali sterrati. L'accesso alla strada può essere a pagamento nei fine settimana estivi.

Note

Sebbene la salita alla Cima delle Saline non abbia difficoltà tecniche particolari, si svolge per oltre un'ora su un pendio di notevole pendenza media (vicina al 40%), motivo per cui si è ritenuto classificare la difficoltà come EE.

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.16] [AsF n.3] [Blu n.2] [IGC n.114] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2016

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5 - Panorama su Pian Marchisio dalla strada per il Gias Gruppetti (2014)
5 - Panorama su Pian Marchisio dalla strada per il Gias Gruppetti (2014)
12 - Cima Pian Ballaur (a sinistra) dai pressi della Cima delle Saline (2016)
12 - Cima Pian Ballaur (a sinistra) dai pressi della Cima delle Saline (2016)
1 - Il tratto di sentiero che si stacca dalla pista sterrata (2004)
1 - Il tratto di sentiero che si stacca dalla pista sterrata (2004)
3 - Cima delle Saline dal Passo delle Saline (2006)
3 - Cima delle Saline dal Passo delle Saline (2006)
2 - Al Passo delle Saline (2004)
2 - Al Passo delle Saline (2004)
8 - Cima delle Saline vista dal Passo delle Saline (2016)
8 - Cima delle Saline vista dal Passo delle Saline (2016)
13 - La seconda croce, che guarda verso Pian Marchisio, in vetta alla Cima delle Saline (2016)
13 - La seconda croce, che guarda verso Pian Marchisio, in vetta alla Cima delle Saline (2016)
7 - I pendii prativi attraversati dal sentiero per il Passo delle Saline (2016)
7 - I pendii prativi attraversati dal sentiero per il Passo delle Saline (2016)
10 - Il Mongioie dal sentiero per la Cima delle Saline (2016)
10 - Il Mongioie dal sentiero per la Cima delle Saline (2016)
4 - Cima delle Masche tra i rododendri in fiore (2014)
4 - Cima delle Masche tra i rododendri in fiore (2014)
6 - Campi solcati: fenomeni di erosione di rocce calcaree dovuti alle acque meteoriche (2016)
6 - Campi solcati: fenomeni di erosione di rocce calcaree dovuti alle acque meteoriche (2016)
9 - Al Passo delle Saline (2016)
9 - Al Passo delle Saline (2016)
14 - La croce di vetta sulla Cima delle Saline (2016)
14 - La croce di vetta sulla Cima delle Saline (2016)
15 - Il roccione affiorante presso il quale si incontra il bivio per il Rifugio Mondovì De Giorgio (2016)
15 - Il roccione affiorante presso il quale si incontra il bivio per il Rifugio Mondovì De Giorgio (2016)
11 - Il crinale a Cima delle Saline (2016)
11 - Il crinale a Cima delle Saline (2016)
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