Tappa AM.06

AM.06 Madone de Fenestre - Pas du Mont Colomb - Refuge de Nice

Madone de Fenestre (1908 m) - Lac du Mont Colomb (2390 m) - Pas du Mont Colomb (2548 m) - Lac de la Fous (2190 m) - Refuge de Nice (2232 m)

+753 / -429

Dislivello [m]

3:25 - 3:55

Tempo [h:mm]

5858

Distanza [m]

EE 

Difficoltà

Tipologia

Traversata decisamente impegnativa, con lunghi tratti senza sentiero o in notevole pendenza: assieme alla tappa 13, è quella che presenta le maggiori difficoltà tecniche dell'intero trekking, sebbene si resti sempre nel campo dell'escursionismo. Il Pas du Mont Colomb è una stretta fessura nella linea dello spartiacque tra il Cayre Colomb e il Mont Ponset: la salita, nell'omonimo vallone, si svolge tra distese di colate detritiche; la discesa sul versante opposto è assai ripida, spesso tra grossi blocchi di roccia e decisamente faticosa. In presenza di neve, possibile anche ad inizio estate, possono risultare indispensabili piccozza e ramponi. Si consiglia la percorrenza con tempo stabile e buona visibilità, e si raccomanda di seguire attentamente i segnavia sul terreno.

Carta schematica - Tappa AM.06


Mappa su base © OpenStreetMap contributors - licenza CC-BY-SA

Profilo altimetrico - Tappa am.06
A Da Madone de Fenestre (1908 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Lac du Mont Colomb (2390 m) +519 / -37 1:40 - 1:55 2861 EE Via Alpina R145 | GR52
C Pas du Mont Colomb (2548 m) +677 / -37 2:05 - 2:25 3512 EE Via Alpina R145 | GR52
D Lac de la Fous (2190 m) +711 / -429 3:10 - 3:40 5127 EE Via Alpina R145 | GR52
E Refuge de Nice (2232 m) +753 / -429 3:25 - 3:55 5858 EE Via Alpina R145 | GR52

Dalla piazza di Madone de Fenestre (1908 m, fontana) 12, sul lato opposto al Refuge de la Madone de Fenestre, ha inizio il sentiero (Via Alpina, segnavia GR52) che scende lentamente tra prati, e oltrepassa un torrente su un ponte in legno. Appena oltre il ponte, si lascia a destra la Vacherie de la Madone, e si svolta a sinistra. Il sentiero sale ad attraversare su passerella in legno il rio che solca il Vallon du Ponset e, poco oltre, incontra un bivio: si trascura la diramazione di destra per la Baisse des Cinq Lacs e si imbocca il ramo di sinistra per il Pas du Mont Colomb.
Si supera subito dopo un altro rio su passerella in legno e si incomincia una ripida salita tra radi larici. Con il fondo piuttosto sconnesso, a tratti scalinato, il sentiero s'inerpica fino ad un ripiano erboso dove spiana per qualche decina di metri. Si ignora una traccia a sinistra segnata da ometti e si prosegue a destra, entrando nello sterminato macereto del Vallon du Mont Colomb 3. Tra detriti e blocchi accatastati si arriva ad un passaggio obbligato, che costringe a superare un salto di roccia di un paio di metri con l'aiuto delle mani.

Nei pressi del salto roccioso si incontrano alcune tracce che tentano di aggirare il passaggio di facile arrampicata: se ne sconsiglia tuttavia la percorrenza, sia per la pendenza del versante che per i detriti instabili.

Poco oltre, sempre in pietraia, il sentiero passa ai piedi di un gigantesco masso strapiombante quindi prosegue, con un traverso in diagonale ora più agevole, alle pendici del Caire Barel 4. Si rimonta un dosso roccioso, quindi si superano alcuni ripiani dove il sentiero riappare tra rocce, detriti e qualche ciuffo d'erba. Lasciato a sinistra il piccolo Lac du Mont Colomb (2390 m, 1:40 - 1:55 ore da Madone de Fenestre), ci si inerpica su una morena tenendosi sulla destra. Si attraversa la conca detritica soprastante, portandosi alla base del ripido canale terminale 8. Su traccia di sentiero si sale lungo il canale di terra e detriti fini, a tornanti sempre più stretti, fino allo stretto intaglio roccioso del Pas du Mont Colomb (2548 m, 0:25 - 0:30 ore dal Lac du Mont Colomb).

Il passo è in effetti diviso in due da uno spuntone di roccia; il punto di valico, largo non più di due metri, si trova a destra dello spuntone. Qui si lascia alle spalle il Vallon du Mont Colomb e si entra nel Vallon de la Gordolasque, entrambi valloni laterali della Vallée de la Vésubie.

Il toponimo pare derivare da un errore di trascrizione dal francese Col Long o dal provenzale Col Logn, con il significato di colle lontano.

[Sentieri e Meraviglie delle Alpi Marittime, p.92]

La discesa sul versante opposto avviene lungo un canale roccioso ripidissimo 9, ma non particolarmente impegnativo in assenza di neve. Il canale conduce in un vallone detritico, che si scende sempre con pendenze molto sostenute tenendosi sulla destra orografica, vicino alle pareti rocciose. Quando la pendenza diminuisce, ci si sposta verso il centro della conca 10, puntando ad un grosso masso.

Durante questa lunga ad impegnativa discesa si raccomanda vivamente di seguire con attenzione i segnavia bianco-rossi della GR52, vista la natura impervia del terreno e l'assenza di sentiero.

Oltre il masso, i segnavia conducono ancora un poco verso sinistra poi, usciti dalla conca, si riprende la ripida e lunga discesa, tendendo lentamente verso destra. Solo col diminuire della quota, il sentiero inizia ad essere evidente: giunti nei pressi dello sbocco del vallone, si piega decisamente verso sinistra (nord-est) e si raggiunge finalmente il sentiero di accesso al Refuge de Nice proveniente dal Pont du Countet.
Si percorre l'ampio sentiero verso sinistra, in leggera salita, incontrando quasi subito la diga che chiude il Lac de la Fous. Una breve risalita, a sinistra della diga, porta sulle sponde del Lac de La Fous (2190 m, 1:05 - 1:15 ore dal Pas du Mont Colomb) 56. Si costeggia la sponda occidentale del lago fino ad una biforcazione: la segnaletica conduce verso il ramo sinistra del sentiero, poiché il ramo di destra, sebbene più agevole, può trovarsi sommerso dall'acqua quando il livello del lago è alto.
Attraverso l'immancabile pietraia, il ramo di sinistra guadagna pochi metri di quota, stacca una traccia a sinistra, supera in successione alcuni rii (uno dei quali su passerella in legno) ed infine scende a ricongiungersi al ramo di destra. Poco oltre, rimontando la scalinata selciata che si stacca a destra, si giunge sulla sommità del dosso roccioso su cui sorge il Refuge de Nice (2232 m, 0:15 ore dal Lac de la Fous) 7.

Costruito dalla sezione Alpi Marittime del CAF nel 1901 e inaugurato il 14 luglio 1902, venne ricostruito nel 1947. Al vecchio rifugio fu affiancata una nuova costruzione, in origine destinata ad ospitare i lavoratori impegnati nella costruzione della diga dell'EDF del Lac de la Fous, poi utilizzata come rifugio. Di recente la struttura è rimasta chiusa per quattro anni, a seguito di radicali lavori di ampliamento ed ammodernamento, ed ha riaperto l'1 agosto 2009. La nuova struttura, quasi interamente rivestita in legno, ha inglobato nella sua planimetria il precedente rifugio, mentre lo storico edificio di inizio secolo è ora utilizzato come locale invernale.
Il Refuge de Nice è intitolato anche al Cavaliere Victor Spitalieri de Cessole, che per merito delle sue imprese si è guadagnato l'appellativo di "Signore delle Marittime". Nato a Nice nel 1859 da una famiglia benestante, si laurea ed esercita la professione di notaio. Erudito, ha molteplici passioni, ma non la montagna, alla quale si avvicina solo per consiglio del suo medico curante. Consiglio che prende molto sul serio: nel 1889 si iscrive alla locale sezione del CAF e ben presto si lancia alla conquista di molte cime fino ad allora inviolate: il Monte Clapier, il Monte Gelàs, la Cima della Maledia. Alla fine della sua carriera vanterà una novantina di cime mai salite prima e circa 120 nuove vie. Nelle sue imprese è accompagnato quasi sempre da due guide fidate, Jean Plent di Saint-Martin-Vésubie e Andrea Ghigo detto "il lup", di Sant'Anna di Valdieri; con loro nel 1903 compie quello anche che può essere considerato il suo capolavoro, la prima assoluta al Corno Stella, montagna fino ad allora ritenuta inviolabile tanto da aggiudicarsi il soprannome di Roc Inaccessible. Nell'occasione, Jean Plent, munito di scarponi chiodati, supera la placca nota come "mauvais pas", legato ad una corda di canapa e senza sapere cosa avrebbe trovato oltre l'ostacolo. A Victor de Cessole, presidente del CAF di Nice dal 1900 al 1932, va anche il merito di aver incentivato la costruzione dei primi rifugi nelle Alpi Marittime francesi, come il Refuge de Nice e il Refuge de Rabuons, e di aver promosso il turismo in una regione fino ad allora sconosciuta. Sul Massiccio dell'Argentera gli è stata intitolata la Punta de Cessole di cui, manco a dirlo, è stato il primo salitore.

[www.nicematin.com/article/cote-dazur/alpes-maritimes-refuge-de-nice-tout-beau-tout-neuf-et-pret-pour-le-1er-aout.21180.html]
[Alpi Marittime I, p.90]
[La Guida del Parco Alpi Marittime, pp.143-144]
[www.victordecessole.org]

Accessi

Da Nice si risale la Vallée du Var in direzione di Saint-Martin du Var. Appena oltrepassato Plan-du-Var si svolta a destra nella Vallée de la Vésubie, risalendola fino a Saint-Martin-Vésubie. Qui si imbocca a destra il bivio per Madone de Fenestre, situata alla testata dell'omonimo vallone. Il Refuge de la Madone di Fenestre si trova nel piccolo villaggio, a fianco del santuario.

Note

Accertarsi presso i gestori dei rifugi della presenza o meno di neve al Pas du Mont Colomb onde effettuare la traversata con l'opportuna attrezzatura.

Pernottamento

Refuge De Nice, refugedenice.ffcam.fr, prenotazione obbligatoria via sito web.

Cartografia

[IGN n.3741OT] [AsF n.4] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo sopralluogo: Estate 2014

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8 - Il pendio detritico terminale che adduce al Pas du Mont Colomb (2014, foto R. Safiullina)
8 - Il pendio detritico terminale che adduce al Pas du Mont Colomb (2014, foto R. Safiullina)
2 - L'interno del piccolo Sanctuaire de la Madone de Fenestre (2014)
2 - L'interno del piccolo Sanctuaire de la Madone de Fenestre (2014)
1 - Il piccolo borgo di Madone de Fenestre (2014)
1 - Il piccolo borgo di Madone de Fenestre (2014)
10 - La discesa tra le pietraie verso il Lac de la Fous (2014, foto R. Safiullina)
10 - La discesa tra le pietraie verso il Lac de la Fous (2014, foto R. Safiullina)
5 - Il Lac de la Fous ai piedi del Refuge de Nice (2014)
5 - Il Lac de la Fous ai piedi del Refuge de Nice (2014)
9 - Lo stretto e ripido canale roccioso che scende dal Pas du Mont Colomb (2014, foto R. Safiullina)
9 - Lo stretto e ripido canale roccioso che scende dal Pas du Mont Colomb (2014, foto R. Safiullina)
4 - La faticosa salita tra le pietraie del Vallon di Mont Colomb (2014)
4 - La faticosa salita tra le pietraie del Vallon di Mont Colomb (2014)
6 - Il Lac de la Fous (2014)
6 - Il Lac de la Fous (2014)
3 - Il sentiero si addentra tra le distese detritiche del Vallon di Mont Colomb (2014)
3 - Il sentiero si addentra tra le distese detritiche del Vallon di Mont Colomb (2014)
7 - Il Refuge de Nice (2014)
7 - Il Refuge de Nice (2014)