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15.08 Casteldelfino, Borgata Alboin (1484 m) - Lago Secco (1890 m) - Lago Bagnour (2017 m) - Rifugio Bagnour (2020 m) - Casteldelfino, Borgata Alboin (1484 m)

Una agevole passeggiata, vivamente raccomandata per i meravigliosi paesaggi che si attraversano. Ad arricchire il tutto spettacolari grange, tipici esempi di architettura alpina tradizionale in pietra, due accattivanti laghetti, ed il bel poggio assolato su cui sorge il Rifugio Bagnour.

Itinerario ad anello
Da Casteldelfino, Borgata Alboin (1484 m) a:
Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltà Distanza
Rifugio Bagnour (2020 m)
+536m / -0m - 2:00 ore - E  
Casteldelfino, Borgata Alboin (1484 m)
+586m / -586m - 3:40 ore - E  

Descrizione: Dalla piccola Borgata Alboin si seguono le indicazioni per le Grange Pralambert, il Lago Secco e il Lago Bagnour. Si prende subito a sinistra per il Bosco dell'Alevè, e poco oltre si trascura sulla destra il sentiero per Pian dal Kiot (Pian del Chiot).
Con una breve digressione, imboccando il sentiero per Pian dal Kiot, si perviene all'Opera 360 del Vallo Alpino, piccola opera fortificata di tipo "7000" ed armata con due mitragliatrici.
[Strade e sentieri del Vallo Alpino]
Si prosegue in lieve discesa; in corrispondenza di una balma (edificio addossato ad un grosso masso) si incontra sulla sinistra il sentiero che sale da Borgata Bertin.
Anche in questo caso, scendendo lungo sentiero per alcune decine di metri, si raggiunge l'Opera 360 bis , sempre di tipo "7000", armata con una mitragliatrice. In entrambe le Opere, il cui compito era di proteggere da eventuali aggiramenti le altre Opere di fondovalle, il presidio era ridotto a pochi uomini.
[Strade e sentieri del Vallo Alpino]
Percorsi pochi metri, si lascia a sinistra una mulattiera quasi pianeggiante per svoltare sulla destra (NO) ed iniziare a salire decisi tra larici e noccioli. La salita prosegue ripida per un discreto tratto, nel quale si trascurano alcune tracce sulla sinistra, fino a raggiungere un caratteristico masso utilizzato come posto di sosta per le slitte nel trasporto a valle dei materiali. La palina segnaletica che lo indica è anche l'unica indicazione che si incontra in questa parte di sentiero, dove parecchi bivi, sdoppiamenti e tracce varie possono confondere un poco. Continuando a salire si raggiungono i ruderi della Grangia Gamato, attraversando il lariceto che man mano si mischia alla cembreta; qui si svolta a sinistra per le Grange Pralambert e il Lago Bagnour, lasciando a destra il sentiero per Champanes.
Lungo l'itineraio proposto è impossibile non notare le ben note "Barbe di bosco" , curiosi ciuffi che colonizzano gran parte dei rami ormai spogli di larice e cembro alla base delle chiome.
Si tratta di licheni, organismi costituiti dalla simbiosi tra un fungo e un'alga o un cianobatterio. Il fungo si occupa di fornire un ancoraggio al substrato sul quale il lichene si sviluppa, l'alga di produrre tramite fotosintesi il nutrimento. I licheni (se ne conoscono circa 15.000 specie, 2.000 delle quali in Italia) si trovano di fatto in ogni ambiente e sono tra gli organismi viventi (al pari dei batteri) in grado di adattarsi alle condizioni più estreme. Tra gli innumerevoli utilizzi dei licheni (come bioindicatori, per la produzione di farmaci, di cosmetici, di coloranti,...), c'è stata anche la produzione di esche velenose per gli animali. La 'Letharia vulpina', tossica per ingestione nell'uomo ed in grado di irritare per contatto le mucose, presente nel bosco dell'Alevè, ha aspetto non dissimile dalle barbe di bosco, ma colore giallo intenso.
[Alla scoperta dei licheni] [I licheni delle Alpi Cuneesi]
Una altro breve tratto in salita permette di raggiungere le Grange Pralambert sottane , in splendida posizione panoramica ed assolata. Trascurata dopo le grange la traccia pianeggiante a sinistra, si prosegue la salita fino alle Grange Pralambert soprane , anch'esse in ottima posizione. Trascurato un nuovo bivio a destra per Pian dal Kiot, ci si tiene a sinistra per il Lago Bagnour e Castello. Sempre con salita decisa il sentiero supera dapprima il bivio a sinistra per le Grange Gheit e il Vallone di Vallanta, quindi raggiunge il Lago Secco , circondato dalla cembreta, qui quasi in purezza.
Il pino cembro (Pinus cembra), aghifoglia sempreverde con aghi raggruppati a ciuffi di cinque , è caratterizzato da radici robustissime, prima fittonanti poi ramificate, che gli consentono di ancorarsi al terreno resistendo alla neve e, contemporaneamente, svolgendo ruolo di consolidamento. Può raggiungere i 600 anni di età. Ha legno di grande pregio, non attaccato dai tarli, utilizzato per mobili e lavori di intaglio. I semi, detti pinocchini, sono più apprezzati dei ben noti pinoli ed utilizzati anche in pasticceria.
[Alberi, Funghi e Frutti] [Guida alle specie spontanee del Piemonte] [Alberi d'Europa]
Con pendenze ora più moderate, si lascia sulla destra il Lago Secco e, ormai nel cuore del Bosco dell'Alevè, si arriva al soprastante Lago Bagnour , sulle sponde del quale sorge l'omonimo Rifugio Bagnour .
Il Bosco dell'Alevè è tra i più importanti boschi italiani di pino cembro (il termine Alevè, in occitano, indica il pino cembro). Misto ad altre conifere a quote basse, sopra ai 2300/2400m si è mantenuto in purezza ed è oggi iscritto nel libro nazionale dei boschi da seme. Preservatosi in quanto bandito (dai tagli) con funzione di riparo dalle valanghe e da eventuali movimenti franosi, il bosco ha resistito fino ai giorni nostri anche perchè ubicato in versanti scoscesi che non lo rendevano appetito per una trasformazione a pascolo. Alcuni esemplari di cembro si spingono oltre i 2800m, una delle quote più elevate raggiunte sulle Alpi dalla vegetazione arborea.
[Boschi del Piemonte]
Per evitare di tornare sui propri passi, è possibile imboccare il sentiero molto battuto che, partendo davanti al rifugio, scende verso SO in direzione di Castello. Con discesa inizialmente ripida tra i pini, si superano la radura di Chiot Culet, un primo bivio a destra per il Rifugio Vallanta ed un secondo per le Grange Gheit e Castello via Vallone di Vallanta. Raggiunta una grangia (Peiro Grangetto), si abbandona definitivamente la discesa su Castello, e si piega decisamente verso SE, imboccando il sentiero a sinistra per il Lago Secco. Oltrepassati i ruderi di Grange Baciasot, sulle pendici di un ameno pendio prativo, e dopo aver perso ancora un poco quota, si risale fino al bivio incontrato nel percorso di salita subito a valle del Lago Secco. Svoltando a destra, in discesa, si ritorna alla Borgata Alboin.

Accessi: Da Costigliole Saluzzo si risale la Valle Varaita fin oltre l'abitato di Casteldelfino. Al secondo tornante dopo Casteldelfino si trova a destra la stradina che sale ad Alboin. La strada termina con un piccolo spiazzo per posteggiare.
Note: A Casteldelfino si trova il Centro Visita del Bosco dell'Alevè. Chi volesse visitarlo può informarsi presso il Parco del Po Cuneese sui giorni e sugli orari di apertura.

Ultimo aggiornamento: Estate 2006