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12.06
Bivio diga Vallone di Riofreddo (1150 m) -
Batteria Serziera (1242 m) -
Casermetta difensiva della Sources (1350 m) -
Batteria del Piroat (1402 m)
|
Una breve escursione che offre l'opportunita di osservare da vicino parte dello schieramento
fortificato di Vinadio, realizzato sul finire dell'800. Il fossato di protezione della Batteria
Serziera, ancora praticamente intatto, ha conservato dai vandalismi il forte che resta uno dei più
begli esempi di architettura militare del XIX secolo che si incontrano in provincia.
Un vero peccato che il passare degli anni, e lo stato di abbandono in cui versa, avranno prima o
poi ragione delle secolari mura.
Da bivio diga Vallone di Riofreddo (1150 m) a: |
Dislivello |
Dislivello A/R |
Tempo |
Tempo A/R |
Difficoltà |
Distanza |
| • |
Batteria del Piroat (1402 m) |
+252m / -0m |
+252m / -252m |
1:30 ore |
2:30 ore |
T |
|
Descrizione: Arrivati al bivio per la diga del
Vallone di Riofreddo,
si prosegue a piedi lungo la strada asfaltata di accesso alla diga.
Si sale un poco e, poco sopra ad un piccolo nucleo di edifici rurali con
il tetto in lamiera, si imbocca una strada sterrata che sale con lieve pendenza
in direzione N, lungo le pendici di
Cima Trent e
Punta Crosa.
La strada, che attraversa un bel bosco di faggio, prosegue più avanti
con percorso quasi pianeggiante. Usciti dalla faggeta, si attraversa un denudato
pendio franoso
prima di entrare in un boschetto di abete rosso e pino silvestre.
Lasciato alle spalle il fresco boschetto di conifere, ci si trova innanzi
la massiccia mole della
Batteria Serziera
.
Le opere toccate in questo itinerario, erano atte ad impedire al nemico
il posizionamento di artiglierie a distanza di tiro dal
Forte di Vinadio
.
Il progredire delle artiglierie infatti, aveva messo in seria crisi i sistemi
difensivi della seconda metà dell'800, basati fino ad allora sulla semplice
resistenza di enormi murature in pietra.
La
Batteria Serziera,
realizzata tra il 1885 e il 1887, in posizione dominante sulla
Piana di Roviera e Pratolungo,
ma anche sugli sbocchi del
Vallone di Sant'Anna e del
Vallone di Riofreddo,
era armata con 4 pezzi all'aperto "in barbetta" e altri 4 in casamatta
.
Sul versante sinistro orografico, in posizione quasi simmetrica
rispetto al
Forte di Vinadio,
era invece posizionata la
Batteria Neghino
,
dalla curiosa pianta ellittica.
[Valle Stura Fortificata]
Sul versante SE del forte, si imbocca la rotabile ex-militare che continua
a salire il pendio, questa volta in direzione S, con due lunghi traversi
divisi da un unico tornante. Alla fine del secondo traverso, una traccia si
stacca sulla destra e conduce direttamente alla
Casermetta difensiva della Sources.
Tuttavia, è forse preferibile continuare sulla rotabile ex-militare che,
con breve percorso, raggiunge prima la truna del posto di guardia e quindi la
casermetta.
La
Casermetta difensiva della Sources
,
realizzata intorno al 1890, conteneva il distaccamento che avrebbe
dovuto impedire eventuali aggiramenti della
Batteria Serziera.
Per il tipo di costruzione, infatti, oltre ad ospitare i soldati, poteva essere
utilizzata come postazione difensiva. Era in grado di ospitare fino a 160 uomini.
[Valle Stura Fortificata]
Qui si trascura sulla sinistra la rotabile che sale dal fondo della
Valle Stura, e si prosegue invece in salita, sempre su rotabile.
Superati due edifici alle spalle della casermetta, si percorrono ancora pochi
tornanti (alcuni dei quali con i muri a secco di sostegno in ottimo
stato di conservazione
)
e si perviene alla
Batteria del Piroat.
La
Batteria del Piroat
,
del 1897, armata con 6 pezzi "in barbetta", aveva di fatto
la stessa funzione e lo stesso campo di tiro della sottostante
Batteria Serziera.
Lo schieramento difensivo sul versante destro orografico della Stura
era completato anche da un gruppo di trune in grado di
ospitare truppe a
Cima Trent e dalla
Casermetta difensiva di Testa Rimà, con trinceramenti annessi.
[Valle Stura Fortificata]
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la
Valle Stura fino a Vinadio. Poco oltre Vinadio si prende il bivio a sinistra
per il Colle della Lombarda e S. Anna di Vinadio. Qui, dopo numerosi
tornanti, si prende nuovamente a sinistra per il Vallone di Riofreddo.
Si risale il Vallone su una stretta strada asfaltata fino ad incontrare
sulla sinistra il bivio con la strada di servizio della diga (chiusa al
traffico privato), dove si lascia l'auto.
Note: Sebbene ancora in discreto stato di conservazione,
la visita delle fortificazioni toccate in questo itinerario comporta
sempre dei rischi ed è sconsigliata.
Ultimo aggiornamento: Autunno 2009