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12.12
Aisone (840 m) -
Case Piron (1035 m) -
Castellar delle Vigne (1026 m) -
Borgata Le Vigne (1029 m) -
Grotte di Aisone (880 m) -
Aisone (840 m)
|
Questo breve percorso ad anello conduce dapprima attraverso piccole borgate
dove si possono ancora ammirare alcuni tetti in paglia di segale, quindi tocca
numerose grotte naturali utilizzate dall'uomo in epoca neolitica e, molto più di
recente, dai pastori locali come ricovero per il bestiame.
Da Aisone (840 m) a: |
Dislivello |
Dislivello A/R |
Tempo |
Tempo A/R |
Difficoltà |
Distanza |
| • |
Castellar delle Vigne (1026 m) |
+240m / -54m |
- |
1:20 ore |
- |
E |
|
| • |
Aisone (840 m) |
+308m / -308m |
- |
2:30 ore |
- |
E |
|
Descrizione: Lasciata l'auto, si imbocca la strada
sterrata che sale a
Case Piron,
che in questo tratto coincide con il segnavia P64 per
Case Piron e
Punte Chiavardine.
Si sale ai piedi di pareti calcaree, attraversando su ponti in cemento per
due volte consecutive lo stesso rio.
Lasciato a sinistra il sentiero che scende alle
Grotte di Aisone
(punto di rientro dell'anello), si continua sulla strada che, poco oltre e
per un breve tratto, diventa asfaltata.
Raggiunte ed attraversate le
Case Piron
,
si trascura il piccolo ma evidente sentiero che
scende sulla sinistra e si prosegue a mezzacosta entrando nella
Valletta del Rio Borbone
.
Lungo una vecchia mulattiera, ormai ridotta a sentiero, si continua in leggera salita
tra vegetazione di arbusti, latifoglie e qualche conifera. Poco prima dell'impluvio
della valletta, si lascia a destra il sentiero (segnavia P64) per
Punte Chiavardine
e si scende sulla sinistra verso
Castellar delle Vigne.
Attraversato il
Rio Borbone
su passerella in tronchi, si percorre un comodo
mezzacosta pianeggiante ai piedi del lariceto. Usciti dalla valletta, si attraversa
un assolato pendio
punteggiato di ginestra e rada vegetazione. Entrati in un boschetto di latifoglie
(querce, noccioli e sorbi) si comincia una leggera discesa fino alla borgata
Le Vigne.
Senza scendere nella borgata, si continua a mezzacosta fino allo spiazzo dove termina
la strada proveniente da
Castellar delle Vigne
,
solatia borgata raggiungibile in pochi minuti.
Tornati sui propri passi fino allo spiazzo, si imbocca a destra la traccia che conduce
questa volta tra le case della borgata
Le Vigne
.
Un occhio attento noterà la sporadica presenza di qualche vite
:
assieme ai toponimi delle borgate, esse costituiscono la testimonianza di
coltivazioni che, favorite da un clima più caldo e umido di quello attuale
oltrechè dall'ottima esposizione dei luoghi, erano abbastanza diffuse anche
a queste quote fino a non molti decenni or sono.
[-]
Scesi fino all'ultima abitazione del paese, si trova un
sentierino che prosegue deciso la discesa nel bosco. Si passano i ruderi di alcune balme
addossate a verticali pareti rocciose
e si continua con vari ripidi tornanti, perdendo
quota fino a raggiungere una piccola radura. Qui, tra caratteristici pinnacoli rocciosi
ed alcune case
,
si incontra una sterrata che sale da valle. La si segue in discesa per un breve
tratto, lasciandola per un sentiero che si stacca sulla sinistra in piano.
Trascurato un bivio a destra in discesa, si passa a monte di un roccione con ripida salita.
Ridiscesi, si traversa l'assolato pendio con continui saliscendi ai piedi delle pareti calcaree
nelle quali si aprono varie cavità. Lungo il sentiero si incontra una prima grotta
facilmente accessibile; superata una breve ma assai ripida rampa tra curiose formazioni
rocciose
si arriva ad una seconda grotta
e quindi, poco dopo, ad una terza.
La natura calcarea delle rocce ha di certi favorito la formazione delle
numerose cavità toccate da questo itinerario.
Nemerosi reperti portano ad affermare che le grotte, che si aprono con ottima
esposizione al sole ai delle strapiombanti pareti rocciose, sono state frequentate
già in epoca neolitica, approssimativamente dal 4700 a.C.
In epoche più recenti sono state utilizzate come riparo e ricovero dai
pastori.
[La Guida del Parco Alpi Marittime]
Un ultimo tratto riporta alla strada sterrata percorsa per salire a
Case Piron
e quindi alla partenza dell'itinerario.
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura
fino ad Aisone. Appena fuori dal centro abitato, sulla destra, si trova la deviazione per
Piron e, nei pressi, un piccolo slargo al margine della strada per posteggiare.
Note: Itinerario da percorrere preferibilmente in autunno, quando l'erba
nei prati è già stata tagliata, o allo sciogliersi delle nevi. Il clima assolato garantisce
ottime temperature anche nelle mezze stagioni.
Ultimo aggiornamento dati: Estate 2006