
AlpiCuneesi.it |
12.11
Pietraporzio, loc. Pian della Regina (1461 m) -
Rifugio Zanotti (2144 m) -
Lago Mongioie (2470 m)
|
Facile escursione al Rifugio Zanotti, vecchio ricovero militare recuperato dal CAI.
Il Lago Mongioie richiede un'ulteriore salita che termina con un tratto fuori
sentiero in pietraia per raggiungere il Lago Mongioie.
Da Pietraporzio, loc. Pian della Regina (1461 m) a: |
Dislivello |
Dislivello A/R |
Tempo |
Tempo A/R |
Difficoltà |
Distanza |
| • |
Rifugio Zanotti (2144 m) |
+683m / -0m |
+683m / -683m |
2:30 ore |
4:00 ore |
E |
|
| • |
Lago Mongioie (2470 m) |
+1159m / -150m |
+1159m / -150m |
4:00 ore |
6:20 ore |
E |
|
Descrizione: Da
Pian della Regina
si prende la rotabile ex-militare (recentemente indicata con il segnavia P48,
già P29) che procede in direzione SO, in leggera salita, inoltrandosi nel
Vallone del Piz
all'interno di un bel bosco di larici.
Dalla metà di settembre è possibile ascoltare, nei dintorni di
Pian della Regina,
i tipici bramiti dei cervi emessi durante il periodo degli amori.
Il Cervo (
Cervus elaphus)
è un maestoso ungulato diffuso in zone boscate,
ricche di sottobosco e, ove possibile, che non presentino eccessivo innevamento
o versanti troppo scoscesi. Il peso varia dai 110kg medi di una femmina ai 180 dei maschi,
con un'altezza al garrese compresa tra i 95 e i 130cm. Il mantello è rossiccio in estate e
grigio-marrone in inverno. I maschi perdono il palco
tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre la formazione del
nuovo trofeo ricomincia quasi subito e si protrae per tre o quattro mesi.
Pascolatore, si nutre prevalentemente di erbe in estate e di vegetali semilegnosi
in inverno. I cervi formano branchi di femmine con i piccoli e branchi di soli
individui maschi. Nel periodo degli amori i maschi adulti raggruppano le femmine
e le difendono da altri maschi, sia con vocalizzi (bramiti) che con scontri diretti.
In questo periodo, un maschio può perdere fino a 20kg del proprio peso, a causa
del poco tempo dedicato all'alimentazione e degli sforzi sostenuti per deifendere il
proprio harem.
[I Selvatici delle Alpi Piemontesi] [-]
La strada prosegue con un lungo traverso in diagonale fino a raggiungere una
balza rocciosa che chiude la media valle, dove si trova anche un evidente
canale di captazione in cemento a servizio della centrale idroelettrica di
Pietraporzio.
Dopo aver superato lo sbarramento con alcuni lunghi tornanti
si raggiunge, ormai fuori dal bosco, un bel pianoro pascolivo
,
con sfasciumi e radi larici
sul versante sinistro orografico ed un lariceto più fitto sul versante opposto.
All'ingresso del pianoro si trovano due opere del vallo alpino. Subito a monte della
sterrata si vede il malloppo
dell'
Opera 156,
con mascheratura in pietra, armato
con una mitragliatrice. Sul lato opposto della valle, ormai seminascosto tra i larici,
si vede il malloppo
dell'
Opera 155,
anch'esso armato con una mitragliatrice.
[Valle Stura Fortificata]
Mantenendosi sempre sul versante sinistro orografico,
la strada supera il piccolo
Laghetto di Lausarel
.
Poco oltre il laghetto si incontrano sulla destra un larice secolare,
forse milllenario, denominato
"
Lou Merze Gros"
e, sulla sinistra, i resti di un altare militare.
[-]
Proseguendo, si lascia a sinistra il bivio (segnavia P27) per il
Passo di Rostagno
incontrando, subito dopo, la traccia di sentiero segnalata con ometti per il
Rifugio Zanotti.
L'itinerario percorso fino al bivio per il
Passo di Rostagno
ha seguito il tracciato della rotabile ex-militare 324,
realizzata tra il 1936 e il 1938, che collegava
Pietraporzio con il
Passo sottano delle Scolettas.
[Le strade dei cannoni]
La traccia si inerpica tra roccette, rododendri, e larici con percorso zigzagante
fino al piccolo ripiano ove si trova il rifugio
.
Dal rifugio bisogna ridiscendere lungo la stessa traccia
percorsa in salita fino a ritrovare la ex rotabile militare, che si segue
verso sinistra. Quasi subito però si dovrà lasciare la strada, che conduce al
Passo sottano delle Scolettas,
prendendo il sentiero sulla sinistra (segnavia P29) che sale al
Lago Mongioie e al
Passo di Tenibres.
Il sentiero risale ripido il pendio con numerosi tornanti,
tra erba, rododendri e detriti, fino a raggiungere un'ampia conca detritica nel
Vallone superiore del Piz.
Si prosegue ora con pendenze moderate fino ai resti di una casermetta, poco
sotto la quale si trova il
Lago Mongioie
,
raggiungibile attraversando per
qualche decina di metri la distesa ininterrotta di massi e detriti.
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle
Stura fino a Pietraporzio; si entra in paese e si prosegue su una
stretta strada asfaltata fino a Pian della Regina, dove si lascia l'auto (posteggio)
Note: -
Ultimo aggiornamento: Estate 2003