Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Pian delle Gorre.
07.03 Il Giro delle Cascate: Pian delle Gorre - Pis del Pesio - Cascate del Saut - Pian delle Gorre
Pian delle Gorre (1032 m) - Recinto faunistico delle Canavere (1065 m) - Gias Fontana (1218 m) - Cascata di Gias Fontana (1241 m) - Pis del Pesio (1410 m) - Cascate del Saut (1222 m) - Pian delle Gorre (1032 m)
Una delle mete più note all'interno del parco, il Pis del Pesio è una spettacolare cascata dove l'acqua sgorga direttamente da una verticale parete rocciosa e compie un salto di oltre 20 metri. Il fenomeno è però tanto affascinante quanto effimero: si manifesta solo per alcune settimane l'anno, in primavera, quando l'abbondanza di acque dovuta al disgelo riempe le cavità ipogee fino a farle traboccare dal sifone terminale del Pis.
+543 / -543
Dislivello [m]
3:00 - 3:20
Tempo [h:mm]
9106
Distanza [m]
E
Difficoltà
Tipologia
Periodo consigliato [mese]
Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA
L'utilizzo delle tracce GPX è consentito SOLO PER USO PERSONALE, non commerciale. Se vengono caricate su App o siti di terze parti, le tracce GPX NON DEVONO ESSERE ACCESSIBILI PUBBLICAMENTE.
| A | Da Pian delle Gorre (1032 m) a: | Dislivello [m] | Tempo [h:mm] | Distanza [m] | Difficoltà | Segnavia |
|---|---|---|---|---|---|---|
| B | Recinto faunistico delle Canavere (1065 m) | +82 / -47 | 0:30 - 0:35 | 1786 | T | H10A » = |
| C | Gias Fontana (1218 m) | +243 / -57 | 1:00 - 1:05 | 2786 | E | H10 |
| D | Cascata di Gias Fontana (1241 m) | +267 / -58 | 1:05 - 1:10 | 3062 | E | H11 |
| E | Pis del Pesio (1410 m) | +447 / -69 | 1:35 - 1:50 | 4263 | E (1) | H11 » H10 » H10C |
| F | Cascate del Saut (1222 m) | +534 / -344 | 2:30 - 2:50 | 7453 | E | = » H10B |
| G | Pian delle Gorre (1032 m) | +543 / -543 | 3:00 - 3:20 | 9106 | E | H01 |
(1) Attenzione alla presenza di neve sul sentiero, possibile nel periodo primaverile in cui la cascata è attiva.
A Pian delle Gorre (1032 m) 6, sul lato destro dell'omonimo Rifugio Pian delle Gorre, si imbocca comoda mulattiera, in leggera discesa, che passa a fianco dell'ex cimitero partigiano e si dirige all'Osservatorio Faunistico delle Canavere (segnavia H10).
Nei giorni compresi tra il 7 e il 12 aprile del 1944, il comando tedesco mobilita
circa 1500 uomini per stanare gli oltre 170 partigiani della Banda della Valle Pesio
che, agli ordini del Capitano Cosa, fino ad allora si era resa protagonista
di numerose audaci azioni.
Da quella che resterà conosciuta col nome di Battaglia di Pasqua, che costò ai partigiani
12 vittime, 3 feriti e un prigioniero, scaturì l'impulso per la creazione di un cimitero
di guerra partigiano.
Come riporta una testimonianza del Comandante partigiano Aldo Sacchetti,
raccolta sul sito web del Comune di Chiusa di Pesio,
«la costruzione del Cimitero di guerra di
Pian delle Gorre
viene iniziata il 25 aprile 1944 per la sepoltura
provvisoria dei primi caduti della Battaglia di Pasqua.
I lavori sono intrapresi, su invito dei partigiani, dal Messo Comunale di
San Bartolomeo
in collaborazione con il becchino di
Chiusa di Pesio.
Il 20 luglio l'opera è condotta a termine e viene intitolata a Sabatino Raffaele.»
Il luogo della sepoltura era ubicato vicino all'allora
casotto dei boscaioli (ora
Rifugio Pian delle Gorre):
conteneva 24 tombe, allineate in due gruppi da 3 file ciascuno, separati
da un viottolo di accesso.
Nell'estate del 1945, solo pochi mesi dopo la fine della guerra, si diede inizio alla costruzione
del Cimitero partigiano - forse unico in Italia - della
Certosa di Pesio.
Realizzate le parti essenziali, l'opera venne consacrata il 3 novembre 1946
con l'inumazione delle prime salme, provenienti dal vicino cimitero di guerra di
Pian delle Gorre.
[Comune di Chiusa di Pesio, Guida Turistica]
[La Guida del Parco Alta Valle Pesio e Tanaro, pp.143-144]
La mulattiera e si allunga all'interno di un bosco
di abete bianco, passa su ponte in legno
il torrente che scende dal
Vallone di Serpentera
e raggiunge una pista forestale.
La si segue verso destra, per attraversare subito su un solido ponte in legno
il torrente che solca il
Vallone del Salto.
La carrareccia volge a nord nord-ovest e perde quota costeggiando il torrente.
Giunti ad uno slargo, la pista forestale cambia ancora direzione, piega a
sinistra (sud ovest) e risale con pendenze modeste.
Si ignora il sentiero a sinistra per il
Gias Fontana
e il
Pis del Pesio
(segnavia H10) e, subito dopo,
un altro grosso ponte in legno permette di scavalcare il
Torrente Pesio.
Il sentiero a sinistra sopra menzionato, accorcia leggermente la salita alla cascata del
Pis del Pesio,
evitando di passare per il
Recinto Faunistico delle Canavere;
se ne riporta la descrizione per completezza.
Il sentiero segue il corso del torrente, ai piedi di un bosco di faggio e
abete bianco (in un tratto si biforca: i due rami si ricongiungono in breve, ma conviene
quello di destra), dapprima con una lieve salita, poi con strappi più decisi e
andamento a mezzacosta. Passati alcuni rii, si arriva al bivio, sulla destra,
con il sentiero proveniente
all'Osservatorio Faunistico delle Canavere,
dove ci si ricongiunge con il percorso principale.
Poco oltre ci si immette su una bella strada sterrata, che si segue verso sinistra.
La strada si eleva nel bosco con qualche tornante e un lungo traverso ed arriva,
dopo aver staccato a destra una pista forestale, al
Recinto Faunistico delle Canavere
(0:30 - 0:35 ore da
Pian delle Gorre).
Si costeggia verso sinistra la recinzione fino al suo termine, quindi si prosegue
su bel sentiero nel fitto bosco. Si passa ancora una volta il
Torrente Pesio
su una passerella in legno e, con pochi ripidi tornanti, si raggiunge il sentiero
diretto per il
Gias Fontana
e il
Pis del Pesio,
già incontrato e menzionato in precedenza.
Con una ripida salita verso sud in faggeta, e diversi tornanti, ci si allontana dal
corso d'acqua; si passa su passerella in legno un ruscelletto e si giunge al
Gias Fontana
(1218 m, 0:50 - 1:00 ore da
Pian delle Gorre)
412.
In corrispondenza dei due piccoli gias si tralascia la traccia a destra
che scende alla vicinissima fontana e,
subito dopo, si prende a destra il sentiero sulla destra per il
Gias Vaccarile
e il
Passo di Baban
(segnavia H11).
Si tratta di una breve deviazione per poter vedere tutte le cascate presenti lungo
questo itinerario. Con pochi minuti in piano si arriva nuovamente nei pressi del
Torrente Pesio
9:
qualche decina di metri prima di attraversarlo grazie ad una bella passerella,
ci si sposta a sinistra (traccia evidente) e si arriva ai piedi della
Cascata di Gias Fontana
(1241 m circa, 0:05 ore da
Gias Fontana)
13.
Tornati sui propri passi all'ultimo bivio, si svolta ora a destra.
Si entra in uno splendido bosco di faggio
110
e si sale con traversi e ripide salite fino alla successiva biforcazione:
a sinistra si prosegue per il
Gias degli Arpi
e
Colle del Prel,
a destra per il
Pis del Pesio.
Si imbocca il percorso di destra, salendo con numerosi stretti e ripidi
tornanti su un sentierino non sempre agevole, fino ai piedi della cascata del
Pis del Pesio
(1410 m, 0:35 - 0:40 ore dal
Gias Fontana)
78.
Il sistema carsico di "Conca delle Carsene - Pis del Pesio" è il secondo più importante della zona. Le acque raccolte dalla Conca delle Carsene e dalla Conca di Plan Ambreuge (o Pian Ambrogio), orograficamente destinate a finire nel Mar Tirreno, si infiltrano nel terreno e vanno a sfociare nella risorgenza del Pis del Pesio, in Valle Pesio; da qui, attraverso il Po, raggiungono il Mar Adriatico.
[Alpi Liguri, p.80]
[La Guida del Parco Alta Valle Pesio e Tanaro, pp.40-41, 46-47]
[ALP Alpi Liguri, pp.32-34]
È dei luoghi più noti del Parco naturale del Marguareis nelle Alpi Liguri e, in primavera,
anche uno dei più frequentati. Convenzionalmente costituisce la sorgente del
Torrente Pesio
ed il significato toponimo non lascia dubbi ad interpretazioni.
Il
Pis del Pesio
non è altro che la valvola di "troppo pieno" di un vasto sistema carsico sotterraneo:
quando la sorgente posta ai piedi delle pareti rocciose del
Passo Baban
e della
Cima Murtel
non è in grado di smaltire l'eccesso di acqua, il sifone terminale si riempe e si attiva
una impressionante cascata che precipita dalla parete rocciosa stessa, da un'altezza di oltre 20 metri
23.
Fratture secondarie attivano altrettante cascate nei periodi di maggiore afflusso idrico.
La portata della risorgiva varia nel corso della giornata, raggiungendo il suo massimo nelle prime ore della
sera, risentendo sia delle precipitazioni, che del soleggiamento. Nei periodi di magra la
sorgente alla base della parete riversa 60 l/sec, mentre nei momenti di piena, con la cascata attiva,
può raggiungere i 5 mc/sec.
Il fenomeno è stato sommariamente descritto dal Nallino a fine '700, mentre la cavità da cui sgorga la cascata
è stata (parzialmente) esplorata la prima volta il 28 e 29 agosto 1905,
dall'avvocato torinese
Vittorio Strolengo
e dal dottor
Fritz Mader,
con l'aiuto della guida chiusana
Stefano Mauro
e del di lui nipote. Utilizzando una scala ricavata da un tronco di abete su
cui avevano inchiodati i gradini, gli intrepidi arrivarono fin sul margine del primo lago. Strolengo ritornò
nella grotta nel 1909 e, con l'ausilio di una zattera improvvisata, superò i primi laghi.
Le esplorazioni vere e proprie, con tecniche moderne, cominciate a partire dagli anni '60, hanno portato
al superamento di 3 sifoni per poi fermarsi di fronte ad un ambiente aereo.
La risorgenza del
Pis del Pesio
è si attiva tipicamente ad inizio primavera,
quando le acque di scioglimento riempono il sifone terminale.
[Piemonte Parchi, Il Pis del Pesio]
Ancora una volta si torna sui propri passi fino all'ultimo bivio incontrato, e si prosegue ora a destra, in direzione del Gias degli Arpi (segnavia H10). Si sale tra faggi ed abeti bianchi, si passa un ruscello e, non lontani dal Gias degli Arpi, ci si immette sulla mulattiera ex militare che unisce Pian delle Gorre con il Colle del Prel.
Ci si trova su un tratto della strada ex militare 194, che avrebbe dovuto collegare la Certosa di Pesio con il Colle della Boaria. Iniziata nel 1940, è tuttavia rimasta incompiuta in alcuni tratti. Da alcuni ritenuta di dubbia utilità strategica, se non addirittura in grado di agevolare una eventuale invasione da parte francese, da altri è invece ritenuta una strada realizzata allo scopo di aprire una direttrice di invasione italiana verso la Francia. A sostegno di questa ipotesi vi è la totale mancanza di opere fortificate difensive lungo la Valle Pesio, cosa abbastanza anomala se si considerano le decine di opere fortificate del Vallo Alpino realizzate in tutte le vallate confinanti con la Francia.
[Le strade dei cannoni, pp.219-224]
Si segue la mulattiera verso sinistra (segnavia H10B) in lieve ma costante discesa,
sempre all'interno di un bosco misto di faggio e abete bianco.
La pendenza contenuta consente di apprezzare appieno la qualità della strada, ancor
oggi in ottimo stato. Il lungo percorso aggira un costone e termina ben più a bassa quota,
nell'impluvio del
Vallone del Saut.
Qui, dopo aver passato un impetuoso torrente su una lunga passerella in legno,
si incontra un bivio:
si abbandona la vecchia mulattiera ex militare e si sale a destra su un evidente sentierino.
Si giunge in breve alla prima delle due
Cascate del Saut
(1222 m, 1:00 - 1:05 ore dal
Pis del Pesio)
115,
dove un balcone in legno consente di godere al meglio lo spettacolo.
Continuando l'ascesa, si arriva ad un altro ponte in legno e alla seconda cascata.
Dopo l'ultima breve risalita, il sentierino inverte la marcia, lascia a destra il raccordo con il
sentiero per il
Rifugio Garelli
e discende ripido fino a ritornare sulla mulattiera ex militare abbandonata poco prima.
Si continua sulla mulattiera verso destra, si ignora a sinistra il sentiero per
Pian delle Gorre
e si arriva al vicino slargo dove giunge da valle una comoda strada sterrata.
Qui si trascura a destra anche il sentiero per il
Rifugio Garelli
(segnavia H01)
e si prosegue in discesa sulla rotabile (sempre segnavia H01). Si superano un rio, una fontanella
di recente costruzione ed il bivio a destra per il
Pian del Creus
(segnavia H06),
poco dopo il quale si giunge a
Pian delle Gorre
(1032 m, 0:25 - 0:30 ore dalle
Cascate del Saut).
Accessi
Da Chiusa Pesio si risale la Valle
Pesio fino alla Certosa, da dove si prosegue sulla stretta strada asfaltata
che raggiunge Pian delle Gorre.
In estate, nei giorni di maggior affluenza, la strada per
Pian delle Gorre viene progressivamente chiusa con il riempirsi dei posteggi,
fino alla Certosa. I posteggi sono a pagamento.
Note
La cascata del Pis è in genere attiva per alcune settimane,
tra fine aprile e inizio maggio. In questo periodo è facile la presenza di neve,
a volte abbondante, sul sentiero. Le difficoltà del percorso descritto possono pertanto
aumentare.
Alla data del rilevamento era in vigore un divieto di transito
sugli ultimi metri del sentiero per il Pis del Pesio causa caduta pietre.
Pernottamento
Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.
Cartografia
[Fra n.16] [AsF n.3] [Blu n.2] [IGC n.114] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione
Bibliografia.
Aggiornamenti
Ultimo sopralluogo: Estate 2022
[Ultimo aggiornamento scheda: Estate 2026]
QR code
Inquadra il QR code con il tuo smartphone per essere
indirizzato a questa pagina web.

andrea silvio
domenica 22 maggio 2016
[ 79.40.*.*]
Anello sempre molto bello; spettacolare il Pis e le cascate.
Anonimo
lunedì 31 luglio 2017
[ 95.237.*.*]
Ho percorso ieri il sentiero Delle cascate della Certosa di Pesio e ho notato che manca la segnaletica subito tornando dal pis del pesio verso gias degli arpi in corrispondenza della discesa che indica il ritorno ad anello verso il rifugio passando per l osservatorio anzi poco più in là indica pian delle gure e in senso inverso cioè verso la strada più lunga
AlpiCuneesi.it
lunedì 31 luglio 2017
[ 87.13.*.*]
Confesso che il commento precedente non mi è chiarissimo. Non avendo lasciato alcun contatto, chiedo a chi lo ha inviato di spiegare un po' meglio il problema in modo che, nel caso, possa girare la segnalazione all'ente parco.
Massi71
sabato 25 luglio 2020
[ 151.38.*.*]
Anello stupendo, tutto nel bosco e quindi molto adatto alle giornate estive. Fatto pochi giorni fa, con due bambini, senza nessuna difficoltà. Consigliatissimo. Siccome, come previsto, il Pis era 'scarico', stiamo pensando di tornare a farlo la prossima primavera.
Marylena
lunedì 29 luglio 2024
[ 5.90.*.*]
Sentiero percorso a luglio 2024. Indicazioni e segnavia perfetti. Bellissima passeggiata praticamente tutta all'ombra.
Guido61
6 aprile 2025
[ 95.244.*.*]
Rifatta dopo circa 10 anni. Percorso sempre agevole, a tratti impegnativo per la pendenza. Molto bello il bosco, al bivio per la cascata ancora troppa neve per procedere senza ciaspole. Peccato! Ci riproveremo tra qualche settimana! Ritorno agevole su sterrata. Circa tre ore per l'anello.