Itinerario 07.07

07.07 Pian delle Gorre - Gias Madonna - Rifugio Garelli

Pian delle Gorre (1032 m) - Pian del Creus (1279 m) - Gias Madonna (1652 m) - Gias soprano di Sestrera (1847 m) - Rifugio Garelli (1966 m)

+1022 / -88

Dislivello [m]

3:15 - 3:45

Tempo [h:mm]

7885

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Traversata dal Vallone di Serpentera al Vallone di Sestrera, molto varia ed interessante, che tocca numerosi Gias. Notevoli i paesaggi e i panorami, incluso quello sulla parete Nord del Marguareis, che si alternano lungo il cammino.

Profilo altimetrico - Itinerario 07.07
A Da Pian delle Gorre (1032 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Pian del Creus (1279 m) +249 / -2
(+251 / -251)
0:45 - 0:50
(1:15 - 1:25)
1598
(3196)
E H06
C Gias Madonna (1652 m) +622 / -2
(+624 / -624)
1:45 - 2:00
(2:55 - 3:20)
3671
(7342)
E H06
D Gias soprano di Sestrera (1847 m) +903 / -88
(+991 / -991)
3:00 - 3:20
(5:15 - 5:55)
7209
(14418)
E H06
E Rifugio Garelli (1966 m) +1022 / -88
(+1110 / -1110)
3:15 - 3:45
(5:45 - 6:30)
7885
(15770)
E H08

Da Pian delle Gorre (1032 m, ove si trovano il Rifugio Pian delle Gorre e un'ottima fontana) 3 si prende la sterrata chiusa al traffico (segnavia H06) che si inoltra nel Vallone del Saut (o Vallone del Salto) in direzione sud-est, in un bosco misto di latifoglie ed abeti bianchi.
Si lascia una prima traccia (non segnalata e non evidente) a sinistra per il Pian del Creus, poi si passa un ponte in muratura a fianco di una fragorosa cascatella, si ignora una pista sterrata a destra e infine si imbocca sulla sinistra il sentiero (segnalato) per il Pian del Creus e Gias Madonna (segnavia H06).
Il sentiero, quel che resta di un'ampia mulattiera, si inoltra nel Vallone di Serpentera salendo abbastanza ripido a stretti tornanti in uno splendido bosco di abete bianco e qualche latifoglia 45. Quando il sentiero finalmente spiana, si è ormai giunti in prossimità di Pian del Creus. Si percorre un breve tratto pianeggiante fino a lambire il rio che scende il Vallone di Serpentera e subito ci si trova ai margini dell'ampia radura di Pian del Creus (1279 m, 0:45 - 0:50 ore da Pian delle Gorre) 78, alla cui estremità meridionale si trova il Rifugio Villa Soche 6, privato.
Appena entrati nella radura, si trascura il bivio a destra per il Rifugio Sestrera sottano (già Gias sottano di Sestrera) e si prosegue diritti per il Gias Madonna, il Gias soprano di Serpentera ed il Colletto Pellerina. Si attraversa la radura sul lato nord 9, a fianco del torrente che si attraversa poco oltre su ponticello in legno.
Il sentiero prosegue sempre a fianco del corso d'acqua, ora sulla sua destra idrografica 1011. Quando se ne allontana, si incomincia una salita a tornanti, tra molteplici tracce e scorciatorie, su un ripido crinale all'interno di un bel bosco misto di faggio e abete bianco. Sfiorata la Fontana del Mentras, dopo una radura e qualche altro tornante si esce fuori dal bosco, proprio ai piedi si un dosso prativo. Si risale il panoramico dosso a zig-zag sul versante settentrionale, sulla cui sommità sorge il Gias Madonna (1652 m, 1:00 - 1:10 ore da Pian del Creus) 1213. Presso il gias il sentiero si biforca: si trascura il ramo di sinistra per il Colletto Pellerina e la Cima Cars (segnavia H05) e si prosegue sul ramo di destra, per il Gias soprano di Sestrera (segnavia H06).
Con poche svolte si discende il dosso prativo sul suo lato meridionale. Passato un piccolo impluvio, si entra nuovamente nel bosco e si continua a scendere fino al più ampio impluvio della Comba Comune, dove si guadano in successione tre ruscelli. Con un ripido traverso scalinato su scoscesi pendii si riguadagna faticosamente la quota persa, per poi incominciare un lungo mezzacosta 15 con vari saliscendi, spesso nel bosco, a tratti tra vegetazione erbacea un poco invadente. Passato un rio, proprio ai margini di un rigoglioso arbusteto (che alterna maggiociondolo a ontano verde) si doppia un panoramico costone prativo, quindi si trascura sulla destra il sentiero che scende al Giaset e al sentiero per il Rifugio Garelli. Sempre a mezzacosta, ora su aperti pendii prativi, si passa un ulteriore rio e si giunge al panoramico Gias della Costa 14.
Si traversa in salita, superando altri due rii poco dopo il gias. Con qualche tornante si sale l'ampia displuviale che separa il Vallone di Serpentera dal Vallone di Sestrera e, con un semicerchio pianeggiante, si superano gli ennesimi due ruscelletti prima di arrivare all'ampio pianoro pascolivo sede del Gias soprano di Sestrera (1847 m, 1:15 - 1:20 ore dal Gias Madonna) 1. Qui ci si immette sul più frequentato sentiero diretto proveniente da Pian delle Gorre, e si svolta a sinistra. Tra pascoli e bassa vegetazione arbustiva, anche con alcune svolte, si supera infine il centinaio di metri di dislivello che separa il gias dal soprastante Rifugio Garelli (1966 m, 0:15 - 0:25 ore dal Gias soprano di Sestrera) 2.

Sandro Comino, tra i fautori della riscoperta alpinistica del Gruppo del Marguareis, alla fine del secondo conflitto mondiale si fece promotore del progetto di realizzazione di un rifugio che agevolasse le salite nel massiccio. Coinvolgendo la sezione del CAI di Mondovì e un gruppo di amici fidati, il progetto prese piede grazie ad alcune strutture metalliche recuperate tra i residuati bellici. All'inizio di settembre del 1949, trasferito a dorso di muli il materiale fino al Pian del Lupo, sede scelta per il nuovo rifugio, ebbero avvio i lavori. In una quindicina di giorni, il gruppo di volontari coadiuvati da un unico muratore di Prea, portò a termine il nuovo rifugio. Fu inaugurato il 18 giugno 1950. Nel 1962, causa alcuni cedimenti strutturali, il rifugio venne consolidato ed ampliato, aumentando la capienza originaria che era di 18 posti.
Tuttavia, la notevole frequentazione del rifugio rese evidente come, anche con l'ampliamento appena effettuato, la capienza fosse sempre insufficiente. Incominciò quindi ad emergere l'ipotesi di una totale ristrutturazione, che prevedeva però, per desiderio del Comino, di conservare il vecchio rifugio inglobandolo in quello nuovo. Questa volta il materiale da costruzione giunse a Pian del Lupo grazie alla spola incessante di un elicottero. Ben cinquanta volontari si adoperarono per la nuova struttura, 80 posti letto e tutti i servizi necessari, che fu inaugurata il 22 settembre 1968. La sorte tuttavia aveva in serbo un triste destino: un devastante incendio distrusse completamente il rifugio nel 1987, a neanche vent'anni dall'inaugurazione.
Superato lo sgomento, e racimolate con fatica le necessarie risorse finanziarie, venne costruito un nuovo moderno rifugio, dotato di ogni comfort e dalle linee accattivanti, che richiamano il profilo del Massiccio del Marguareis. Il rifugio è stato inaugurato il 13 ottobre 1991.
Sin dalla prima costruzione, il rifugio fu dedicato alla figura di Pier Mario Garelli, noto a tutti solo come Piero, avvocato, compagno di cordata di Sandro Comino. Presidente del CAI di Mondovì, subito dopo l'armistizio entra nella Resistenza, aggregandosi alla III Divisione alpina operante in Val Casotto. Arrestato a Mondovì, fu inizialmente rinchiuso a Torino. Il 25 maggio 1944 fu trasferito nel campo di concentramento di Fossoli, quindi a Bolzano ed infine nel lager di Mauthausen. Morì nel sottocampo di Gusen, poco prima della fine delle ostilità.

[www.caimondovi.it/index.php/rifugi/rifugio-garelli]
[www.anpi.it/donne-e-uomini/pier-mario-garelli/]

Tra il 2013 e il 2014 è stato realizzato al Rifugio Garelli un fitodepuratore per il trattamento delle acque reflue. Il progetto, finanziato grazie al Programma Europeo ALCOTRA, aveva come obiettivo la messa a norma della depurazione delle acque reflue di due strutture ricettive localizzate in ambienti di grande valore naturale e paesaggistico. La sperimentazione mirava a sviluppare tecniche di fitodepurazione in alta quota in grado di riprodurre artificialmente i naturali processi autodepurativi di zone umide come stagni, laghi e habitat ripariali dei corsi d'acqua.
Il Parco del Marguareis ha scelto come beneficiario della sperimentazione il Rifugio Garelli, con la costruzione di 5 vasche di decantazione delle acque del rifugio al cui interno sono state messe a dimora alcune specie di piante autoctone, selezionate dopo una preliminare attività di ricerca e di sperimentazione per valutarne l'efficacia di depurazione. L'azione delle piante, infatti, insieme a quella dei microrganismi presenti sulle radici e nel suolo, favorisce il naturale riciclo della sostanza organica e la depurazione dell'acqua proveniente dagli scarichi umani del rifugio. Nel corso dell'estate 2014 il sistema è stato sottoposto a un attento monitoraggio, sia nel suo funzionamento tecnico che negli effetti depurativi sulle acque, mediante una serie di puntuali analisi batteriologiche. Il risultato è stato all'altezza delle aspettative: le piante messe a dimora prima dell'inverno si sono mantenute e sviluppate come da programma, e gli scarichi del rifugio - delle cucine così come dei servizi igienici - sono stati depurati in modo naturale e riconsegnati alla terra nella migliore della loro condizione.
Un sistema che il Parco del Marguareis mette al servizio anche di altri progetti di intervento su insediamenti umani non serviti da reti fognarie, perché sostenibile, a basso costo di realizzazione e funzionamento, a consumo energetico praticamente nullo e capace di garantire la rinaturazione e il recupero di zone umide in aree di pregio biologico e paesaggistico.
Per gli amanti delle statistiche, il primato di fitodepuratore più alto d'Europa se lo aggiudicherà l'impianto di Plan des Fontainettes, località turistica a 2.093 metri, presso il Lac du Mont Cénis, in Francia, realizzato nell'ambito dello stesso progetto.

[www.parcomarguareis.it/notizie/FITODEPURAZIONE_IN_ALTA_QUOTA/161/index.aspx]

Carta schematica - Itinerario 07.07

Scarica la traccia GPS in formato GPX

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Chiusa di Pesio si risale la Valle Pesio fino alla Certosa, da dove si prosegue sulla stretta strada asfaltata che raggiunge Pian delle Gorre.
In estate, nei giorni di maggior affluenza, la strada per Pian delle Gorre viene progressivamente chiusa con il riempirsi dei posteggi, fino alla Certosa. Posteggi a pagamento in alta stagione.

Note

Visti i numerosi sentieri che raggiungono il Rifugio Garelli, la discesa può essere effettuata sia lungo il Vallone di Sestrera (via più breve) che per il Vallone del Marguareis.

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.16] [AsF n.3] [Blu n.2] [IGC n.114] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2016

QR code

Inquadra il QR code con l'apposita App del tuo telefonino per essere indirizzato a questa pagina web.

QR Code - Itinerario 07.07

anna74

lunedì 18 giugno 2012

[ 94.163.*.*]

Itinerario per il rifugio Garelli veramente bello, un pò faticoso visto anche il caldo ma che merita. Dal rifugio Garelli ho proseguito per il laghetto del Marguareis, sono scesa al Gias soprano del Marguareis, Gias sottano di Sestrera e in fine al Pian delle Gorre, il giro fatto così si può fare in meno di sei ore comode. Ringrazio per la descrizione sempre dettagliata e per chi cura il sito. P.S. nota negativa le tante mosche e zanzare, veramente troppe!

Giac

domenica 14 luglio 2013

[ 87.8.*.*]

Dopo il Gias della Madonna, attraversato il bosco e giunto nell'arbusteto il sentiero si perde e non sono riuscito a raggiungere il Gias della Costa, dove ho sbagliato?

RP

domenica 14 luglio 2013

[ 80.104.*.*]

Caro Giac, difficile dirti dove hai perso il sentiero! Di solito il punto meno evidente è presso il Gias Madonna, ma se da lì hai imboccato il sentiero giusto, per arrivare al Gias della Costa bisogna praticamente tenersi in quota, con un mezzacosta in leggera salita, che arriva dritto al gias.

Commenta l'itinerario 07.07

12 - Panorama sulla Valle Pesio dal Vallone di Serpentera (2006)
12 - Panorama sulla Valle Pesio dal Vallone di Serpentera (2006)
8 - La radura di Pian del Creus; sullo sfondo, a destra, Punta Labiaia Mirauda (2006)
8 - La radura di Pian del Creus; sullo sfondo, a destra, Punta Labiaia Mirauda (2006)
7 - Punta Bartivolera domina la radura di Pian del Creus (2006)
7 - Punta Bartivolera domina la radura di Pian del Creus (2006)
10 - Il torrente che scende lungo il Vallone di Serpentera (2006)
10 - Il torrente che scende lungo il Vallone di Serpentera (2006)
6 - Il Rifugio Villa Soche (2006)
6 - Il Rifugio Villa Soche (2006)
15 - Il pianoro ove sorge il Gias soprano di Sestrera dal sentiero per il Gias della Costa; sullo sfondo, la parete N del Massiccio del Marguareis (2006)
15 - Il pianoro ove sorge il Gias soprano di Sestrera dal sentiero per il Gias della Costa; sullo sfondo, la parete N del Massiccio del Marguareis (2006)
4 - Il fitto bosco di abete bianco (2006)
4 - Il fitto bosco di abete bianco (2006)
2 - Il Rifugio Garelli (2003)
2 - Il Rifugio Garelli (2003)
9 - Ai margini della radura di Pian del Creus (2006)
9 - Ai margini della radura di Pian del Creus (2006)
11 - Il tratto di sentiero che sale da Pian del Creus a Gias Madonna (2006)
11 - Il tratto di sentiero che sale da Pian del Creus a Gias Madonna (2006)
13 - Gias Madonna (2006)
13 - Gias Madonna (2006)
5 - L'abetina, mista a latifoglie, che si attraversa salendo a Pian del Creus (2006)
5 - L'abetina, mista a latifoglie, che si attraversa salendo a Pian del Creus (2006)
3 - Pian delle Gorre e il Rifugio Pian delle Gorre (2006)
3 - Pian delle Gorre e il Rifugio Pian delle Gorre (2006)
1 - Il Vallone di Sestrera e la Valle Pesio viste dal Gias soprano di Sestrera (1994)
1 - Il Vallone di Sestrera e la Valle Pesio viste dal Gias soprano di Sestrera (1994)
14 - Gias della Costa (2006)
14 - Gias della Costa (2006)
×