Itinerario 01.12

01.12 Barchi, Case Breo - Torre dei Saraceni - Barchi, Case Breo

Barchi, Case Breo (664 m) - Barchi, Borgata Chiesa (773 m) - Torre dei Saraceni (894 m) - Barchi, Case Breo (664 m)

+268 / -268

Dislivello [m]

1:45

Tempo [h:mm]

-

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Una lama di roccia quarzitica sulla cui sommità si ergono i resti di una torre di avvistamento: un breve percorso per toccare con mano le vestigia di un lontano passato. E' necessario prestare attenzione all'ultimo tratto prima della torre, un poco esposto, mentre la discesa avviene su sentieri per nulla segnalati.

A Da Case Breo (664 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Torre dei Saraceni (894 m) +268 / -38 1:15 - T/E (1) -
C Case Breo (664 m) +268 / -268 1:45 - E -

(1) E il breve tratto di sentiero che sale l'ampia cengia che porta all'ingresso della torre

Dalla Chiesa della Madonna del Carmine, alle Case Breo di Barchi, si sale a prendere la strada asfaltata che, piegando verso sinistra (SO), raggiunge il cimitero (in questo tratto si trascurano le deviazioni sulla sinistra che attraversano il Rio Barchi). A fianco del cimitero ha inizio una sterrata, con fondo selciato, che si addentra nel bosco misto di latifoglie mantenendosi sulla sinistra orografica del rio. Presso un piccolo slargo la strada si biforca. Il ramo di destra sale in poche decine di metri a Borgata Chiesa 1, dove molte abitazioni sono state ben ristrutturate e che merita una breve visita.
Diritti invece si prosegue a fianco del Rio Barchi con un lungo traverso in salita. Al primo tornante della strada, verso destra, si stacca sulla sinistra una diramazione che, seguita, conduce in breve ad attraversare il rio su ponte in pietra 2. La sterrata, non più selciata, oltre il ponte inverte con un tornante la direzione di marcia puntando ora verso N, sempre però traversando in salita nel bosco 3. Tralasciata a destra la mulattiera che sale a Villaretto, si prosegue in mezzo a vecchi terrazzamenti, ormai quasi cancellati dalla vegetazione, finchè la strada dapprima spiana e poi inizia una leggera discesa. Si raggiungono così Case Zitta 4, piccola borgata con alcune abitazioni recuperate che si aggirano sul lato a valle.
Si continua la discesa ora su comoda mulattiera ignorando, appena dopo le case, una diramazione verso destra in salita. Quando la mulattiera termina e si biforca in due sentieri, si sale sul ramo di destra. In pochi metri il sentiero spiana e prosegue in leggero saliscendi fino ai piedi della cuspide rocciosa sulla quale si staglia la torre. Il sentiero termina 5 e si prosegue su facili roccette 6, protetti verso valle da paletti e catenelle (attenzione ad alcuni paletti divelti, non fateci affidamento), fino all'ingresso della Torre dei Saraceni 789.

Sebbene la tradizione attribuisca la costruzione della torre alle bande di predoni saracene, è assai più verosimile collocare la realizzazione della torre in epoca tardo romana, con funzioni di avvistamento e protezione delle vie di accesso verso la Liguria. Non è escluso invece che le bande di predoni abbiano utilizzato la torre come ricovero e base di partenza per le loro scorrerie.

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Nell'anno 889 alcune avanguardie saracene si attestarono a Frassineto, località distante una ventina di km dall'attuale Saint Tropez, giungendo via mare. Dalla loro fortezza di Frassineto, i Saraceni iniziarono una serie di incursioni e razzie in tutto il Piemonte e nell'entroterra ligure-piemontese in genere. Alcune teorie sostengono che gruppi dei questi predoni abbiano stabilito insediamenti stabili anche nelle terre lontane dal mare, ma la realtà storica potrebbe essere differente. Ai predoni Berberi, infatti, si univano sovente ed in gran numero furfanti e delinquenti italiani e francesi che appofittavano della situazione. Tale era il terrore delle popolazioni nei confronti di queste bande, che nell'immaginario collettivo divennero "Saraceni" indistintamente tutti coloro che compivano razzie, che venivano da terre lontane o avevano una fede religiosa non cristiana. Ecco allora come si spiega l'eventuale presenza stabile di "Saraceni" un po' ovunque menzionata, e come siano loro attribuiti i più svariati manufatti e rifugi (torri, balme, grotte). Le scorribande proseguirono per quasi un secolo fino a quando, dopo il rapimento di San Maiolo Abate di Cluny, Guglielmo d'Arles guidò una vera e propria crociata contro i Saraceni, conquistando la loro roccaforte di Frassineto nel 980 (o nel 985 secondo altre fonti).

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Il percorso di ritorno prevede di tornare sui propri passi fino all'ultimo bivio incontrato, imboccando questa volta il sentiero che scende sulla sinistra. Lasciato quasi subito a sinistra un vecchio seccatoio, con ampie svolte all'interno del bosco si perde quota velocemente. Raggiunti i primi coltivi, un lungo traverso in discesa punta decisamente verso Barchi. Attraversate le Case Ganè si torna alla Chiesa di Barchi, a Case Breo, ove aveva avuto inizio l'itinerario.

Carta schematica - Itinerario 01.12

Mappa su base CTR Piemonte

Accessi

Da Ceva si risale la Valle Tanaro fino a Garessio per proseguire poi in direzione di Ormea. Al bivio per Barchi si svolta a sinistra, si sottopassa la ferrovia e si passa il ponte sul Fiume Tanaro. Subito oltre il ponte, sulla destra, si trova un posteggio per alcune auto.

Note

Le ultime decine di metri per arrivare al sentiero sono su facili roccette, un po' esposte. Verso valle è presente una protezione, utile anche per agevolare la salita, con paletti in metallo e catene.
All'epoca del rilevamento, tuttavia, lo stato di manutenzione lasciava a desiderare, ed un paletto risultava divelto, lasciando alcuni metri privi di protezione.

Pernottamento

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Cartografia

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Ultimo aggiornamento

Estate 2007

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1 - Uno scorcio della Borgata Chiesa di Barchi (2007)
1 - Uno scorcio della Borgata Chiesa di Barchi (2007)
7 - La Torre dei Saraceni (2007)
7 - La Torre dei Saraceni (2007)
3 - La sterrata che attraversa il bosco misto di latifoglie (2007)
3 - La sterrata che attraversa il bosco misto di latifoglie (2007)
6 - L'ultimo tratto del percorso sale un po' esposto tra rocce quarzitiche (2007)
6 - L'ultimo tratto del percorso sale un po' esposto tra rocce quarzitiche (2007)
4 - La sterrata nei pressi di Case Zitta (2007)
4 - La sterrata nei pressi di Case Zitta (2007)
5 - Il pannello informativo alla fine del sentiero, ai piedi della Torre dei Saraceni (2007)
5 - Il pannello informativo alla fine del sentiero, ai piedi della Torre dei Saraceni (2007)
9 - Panorama in direzione di Garessio dalla Torre dei Saraceni (2007)
9 - Panorama in direzione di Garessio dalla Torre dei Saraceni (2007)
2 - Il ponte in pietra e cemento sul Rio Barchi (2007)
2 - Il ponte in pietra e cemento sul Rio Barchi (2007)
8 - L'ingresso della Torre dei Saraceni (2007)
8 - L'ingresso della Torre dei Saraceni (2007)
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