Itinerario 11.01

11.01 San Giacomo di Entracque - Lago del Vej del Bouc

San Giacomo di Entracque (1209 m) - Gias dell'Aiera (1342 m) - Gias sottano del Vej del Bouc (1437 m) - Lago del Vej del Bouc (2042 m)

+867 / -34

Dislivello [m]

2:50 - 3:15

Tempo [h:mm]

8112

Distanza [m]

E 

Difficoltà

Tipologia

123456789101112

Periodo consigliato [mese]

Si tratta di una delle classiche escursioni all'interno del territorio del Parco. La salita non è brevissima, ma nemmeno mai eccessivamente faticosa, per via dei numerosissimi tornanti che mantengono le pendenze sempre agevoli. Ottimi prati lungo le sponde del lago, circondato anche da caratteristiche rocce montonate.

Carta schematica - Itinerario 11.01

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

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Profilo altimetrico - Itinerario 11.01
A Da San Giacomo di Entracque (1209 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Gias dell'Aiera (1342 m) +133 / -0
(+133 / -133)
0:25 - 0:30
(0:45 - 0:55)
1333
(2666)
T M14
C Gias sottano del Vej del Bouc (1437 m) +253 / -25
(+278 / -278)
1:05 - 1:15
(2:00 - 2:15)
3601
(7202)
T M14
D Lago del Vej del Bouc (2042 m) +867 / -34
(+901 / -901)
2:50 - 3:15
(5:05 - 5:45)
8112
(16224)
E M14 » M14B

Qualche decina di metri a valle di San Giacomo di Entracque (1209 m), si attraversa il ponte sul Torrente Gesso della Barra. Lasciati a sinistra l'area attrezzata per pic-nic ed il bivio per il Ponte della Rovina e Trinità di Entracque (segnavia M22), si prosegue fino al Gias sottano del Vej del Bouc (1437 m, 1:05 - 1:15 ore da San Giacomo di Entracque) in comune con l'Itinerario 11.23.
Nei pressi dei ruderi del gias la strada sterrata di fatto termina. Si lascia sulla destra la mulattiera che prosegue per il Rifugio Federici Marchesini al Pagarì ed il Bivacco Moncalieri (segnavia M13) e si imbocca a sinistra la mulattiera inerbita che sale al Lago del Vej del Bouc (segnavia M14). La mulattiera risale gradatamente a tornanti il fianco del vallone, entrando per due volte all'interno di un bel boschetto di faggio 1, e raggiunge l'imbocco del Vallone del Vej del Bouc.
Ormai su sentiero, si traversa in direzione sud-est, si supera un rio (possibili problemi di guado in primavera o inizio estate per l'acqua abbondante) e si riprende la lunghissima serie di ampi tornanti che rimontano l'assolato costone erboso 2.
Intorno a quota 1840, presso un tornante verso sinistra, si trascura la traccia a destra (ometto in pietra) e ci si tiene sul sentiero principale.

Si tratta di un sentiero provvisorio creato per sopperire ad un movimento franoso che, nell'inverno 2008/09 e successivamente nell'inverno 2013/14, aveva danneggiato tracciato originario. Alla data del rilevamento risultava ancora percorribile, sebbene un poco invaso dalla vegetazione e con segnavia sbiaditi. Se ne fornisce per completezza la descrizione.
Il sentiero si tiene abbastanza vicino al torrente che origina dal lago, attraverso pendii prativi alternati a tratti detritici. Serpeggiando in moderata salita in direzione sud-est, circa a quota 2015 il sentiero si ricongiunge al tracciato originario ora ripristinato.

Dopo qualche altra svolta, si percorre un lungo diagonale verso sud-est, interrotto solo da due brevi tornanti. Ricevuta da destra la variante provvisoria di cui sopra, si incontra poco oltre un bivio. Non si prende a destra (segnavia M14B), come vorrebbe il tracciato originario, perché la passerella sull'emissario del lago è stata distrutta dall'alluvione del novembre 2020; ci si tiene invece a sinistra, in direzione del Colle del Vej del Bouc e del Passo di Monte Carbonè (segnavia M14).

Ancora una volta si fornisce per completezza la descrizione del tracciato originario, nel caso venga riattata la passerella. Prendendo a destra all'ultimo bivio, si attraversa su passerella in tronchi (ora mancante!) l'emissario del lago, e si riprende la vecchia mulattiera, che qui torna evidente 3.
Con un paio di tornanti la mulattiera conduce attraverso un curioso intaglio tra le rocce, oltre il quale si accede alla conca che ospita il lago.

Dopo qualche minuto il sentiero di divide ancora: si lascia a sinistra il ramo per il Colle del Vej del Bouc (segnavia M14) e si svolta a destra sulla diramazione aperta di recente. La traccia perde leggermente quota e inverte la direzione di marcia per andare ad attraversare a guado su pietre l'emissario del lago. Una breve risalita conduce attraverso un curioso intaglio tra le rocce e a ritrovare il tracciato della mulattiera originaria.
Si continua a sinistra e si ignora a destra la traccia per la Cima del Tor; si piega poi ancora a sinistra, si passa di fronte al casotto di sorveglianza del Parco e si arriva al Lago del Vej del Bouc (2042 m, 1:45 - 2:00 ore dal Gias sottano del Vej del Bouc) 46.

Al lago è associata la leggenda del Vej del Bouc ("il vecchio del caprone"), che narra di un vecchio saggio ritiratosi a vivere quassù, in compagnia di un caprone, dopo una agiata vita in città. Morto l'animale, unico amico e conforto, poco dopo si spense anche il vecchio. Il Torrente Gesso, impietosito dai due corpi inanimati, li ricoprì con le sue acque dando origine al lago. Ed in effetti fece un bel lavoro, considerato che il Lago del Vej del Bouc è uno dei più estesi della Valle Gesso di Entracque, con una lunghezza di oltre 450 metri ed una larghezza massima di 200 metri.
Più plausibile risulta l'interpretazione di Michelangelo Bruno: partendo dal toponimo Vello del Bocco trovato su una antica carta, egli ipotizza che si tratti di una storpiatura dell'originario Vaìi dal Buk, traducibile con "recinti in pietra della montagna", con evidente riferimento ai pascoli e agli alpeggi presenti in quest'area fin da tempi remoti.

[Sentieri e meraviglie delle Alpi Marittime, pp.132-133]
[Le Alpi Marittime e le Meraviglie, p.276]
[Alpi sud-occidentali, p.150]

Sulle rocce montonate 5 intorno al lago, fino a non molto tempo fa, erano rintracciabili alcune incisioni rupestri. Oggetto di una indagine della Soprintendenza archeologica del Piemonte negli anni 1989/90, sono state individuate incisioni raffiguranti corniformi, armi e figure geometriche. Dovrebbero essere riconducibili a quelle ben più famose e numerose del vicino Monte Bego, e risalire alla seconda metà o alla fine del IV millennio a.C. Oggi sono di fatto scomparse.

[La Guida del Parco Alpi Marittime, p.210]

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, si prende la deviazione a sinistra (rotatoria) per Entracque e, poco oltre, una successiva deviazione a destra per San Giacomo. Oltre la diga della Piastra, un ultimo bivio a sinistra porta alla piccola borgata di San Giacomo di Entracque (ampio posteggio, a pagamento nella stagione estiva).

Note

--

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.15] [AsF n.4] [Blu n.1] [IGC n.113] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo sopralluogo: Estate 2021

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QR Code - Itinerario 11.01

RP (alpicuneesi.it)

sabato 25 luglio 2009

[ 91.80.*.*]

A metà luglio 2009 la situazione del sentiero vede un breve tratto in frana a circa q.1730m, ma con traccia evidente già battuta; un più ampio tratto in frana tra quota 1820 e 1910m circa, con alcuni tratti meno evidenti e malagevoli; assenza della passerella per accedere al Lago del Vej del Bouc e difficoltà di attraversamento dell'emissario finché non diminusce la portata.

Klaud76

venerdì 05 luglio 2013

[ 213.215.*.*]

Escursione effettuata ieri fino al lago. Percorso non impegnativo e lago molto bello. Aggiornamento sul percorso: non sono presenti tratti di frane, a 1600mt circa però è necessario fare un guado un po' malagevole. Come indicato nella descrizione è assente la passerella per accedere al lago, quindi conviene prendere la deviazione per il colle e poi scendere al lago.

pierrin

giovedì 22 agosto 2013

[ 95.233.*.*]

Effettuata ieri la camminata da San Giacomo fino al lago, il percorso non presenta più nessun impedimento. Escursione molto bella ! Complimenti a chi effettuato i lavori di sistemazione della frana e posizionato il guado dove c'era il ponte !

alessandro

domenica 31 agosto 2014

[ 151.16.*.*]

Percorso oggi il sentiero fino al lago, alcuni tratti franosi vengono evitati grazie alla tracciatura di un nuovo percorso ben segnato che si ricongiunge al sentiero principale poco sotto il lago.

RP (alpicuneesi.it)

domenica 31 agosto 2014

[ 91.80.*.*]

Grazie ad alessandro per la segnalazione. Mi ha anticipato di poco: ero appena stato al lago ed oggi ho aggiornato la descrizione dell'itinerario.

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5 - Le rocce montonate, uno dei segni più evidenti della presenza dei ghiacciai (2007)
5 - Le rocce montonate, uno dei segni più evidenti della presenza dei ghiacciai (2007)
2 - Il Vallone di Moncolomb e Pra del Rasur dal sentiero che sale al Lago del Vej del Bouc (2007)
2 - Il Vallone di Moncolomb e Pra del Rasur dal sentiero che sale al Lago del Vej del Bouc (2007)
6 - Il Lago del Vej del Bouc (2009)
6 - Il Lago del Vej del Bouc (2009)
1 - Il boschetto di faggio attraversato dal sentiero (2007)
1 - Il boschetto di faggio attraversato dal sentiero (2007)
4 - Il Lago del Vej del Bouc (2007)
4 - Il Lago del Vej del Bouc (2007)
3 - La mulattiera riappare proprio nei pressi del lago (2007)
3 - La mulattiera riappare proprio nei pressi del lago (2007)