Itinerario 11.43

11.43 Terme di Valdieri - Bivacco Varrone

Terme di Valdieri (1353 m) - Gias Lagarot (1917 m) - Bivacco Varrone (2235 m)

+902 / -20

Dislivello [m]

2:55 - 3:15

Tempo [h:mm]

7167

Distanza [m]

E/EE 

Difficoltà

Tipologia

Ad una lunga ed agevole salita tra faggi e larici fa seguito, una volta giunti presso il Lagarot di Lourousa, una serie di assolati tornanti su una conoide detritica. L'ultima parte del percorso si svolge di fatto in pietraia in assenza di sentiero, ma con abbondanti segnavia e senza particolari difficoltà. Il bivacco si trova ai piedi dell'imponente lingua di ghiaccio del Gelas di Lourousa.

Profilo altimetrico - Itinerario 11.43
A Da Terme di Valdieri (1353 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Gias Lagarot (1917 m) +572 / -8
(+580 / -580)
1:50 - 2:00
(3:05 - 3:25)
4553
(9106)
E N08
C Bivacco Varrone (2235 m) +902 / -20
(+922 / -922)
2:55 - 3:15
(4:55 - 5:30)
7167
(14334)
E/EE N08 » N09

Da Terme di Valdieri (1353 m circa) si segue l'Itinerario 11.07, che supera il Gias Lagarot (1917 m, 1:50 - 2:00 ore da Terme di Valdieri) 2 e raggiunge il bivio per il Bivacco Varrone.
Qui si abbandona innanzi il sentiero per il Rifugio Morelli Buzzi e si svolta a destra. Il sentiero attraversa il pianoro sede del Lagarot di Lourousa 6, poi incomincia una lunga serie di tornanti per rimontare la conoide detritica inerbita ai piedi del Canalone di Lurousa.
Intorno a quota 2050 un ruscelletto taglia il sentiero presso un tornante; ben più in alto, a quota 2115 circa, un altro piccolo rio che incrocia il sentiero costituisce l'ultimo punto di approvvigionamento d'acqua. Da qui il sentiero si snoda su fondo sempre più detritico, e i tornanti si fanno più stretti.
L'ultimo ripido tratto di salita si svolge in pietraia, tra blocchi accatastati e poco agevoli, ove bisogna farsi guidare dalle abbondanti tacche rosse di vernice. Lasciata a destra la traccia per il Passo del Souffi (riservata ad escursionisti esperti), le tacche rosse volgono a est sud-est 5 e conducono in breve al Bivacco Varrone (2235 m, 1:05 - 1:15 ore dal Gias Lagarot) 3, ben visibile già da lontano con la sua caratteristica colorazione arancione ai piedi del Gelas di Lourousa.

Il Gelas di Lourousa 1 è una impressionante lingua di ghiaccio di circa 900 metri, con pendenze che variano dai 45° ai 50°. Salito in parte dal Reverendo Coolidge durante la prima ascensione dell'Argentera, è ancor oggi ambita meta alpinistica, seppur abbastanza pericolosa. Il suo toponimo deriva da una storpiatura di "lou rouse", che significa perlappunto il ghiacciaio. Il Bivacco Varrone, posto proprio ai piedi del canale, e ben visibile dai pressi del Lagarot per la sua colorazione arancione, è base di appoggio per le salite. Anche il Gelas di Lourousa ha subito negli ultimi anni, come buona parte dei ghiacciai alpini, un certa contrazione e di frequente, in estate, la lingua di ghiaccio si presenta decisamente più corta che nei secoli passati.

[Alpi Marittime II, pp.187-188]
[Sentieri Meraviglie Alpi Marittime, p.37]

La notte del 20 marzo 1963 un enorme boato scuote la Valle Gesso: il quadrigetto Comet 4C, aereo personale del Re Saud d'Arabia, si schianta contro la Catena delle Guide, nel Vallone del Souffi, alle spalle del Bivacco Varrone. Nell'urto, violentissimo, l'aviogetto si disintegra, lanciando frammenti quasi in ogni direzione e uccidendo sul colpo le 18 persone a bordo. Le fitte nevicate incominciate subito dopo lo schianto impediranno il ritrovamento dei rottami del velivolo per quasi un mese, nonostante gli sforzi delle squadre di ricerca.
Voci, tra storia e leggenda, narrano che in questo lasso di tempo, alcuni montanari si siano avventurati nella zona dell'incidente per tentare di recuperare contanti e beni preziosi che si favoleggiava fossero nell'aereo. Ancora oggi, specie nel Vallone del Souffi, è possibile imbattersi in testimonianze dell'incidente: una posata, una scarpa o parti metalliche grosse ed ingombranti che non sono state trasportate a valle per essere rivendute come ferrivecchi o riciclate. Proprio nella pietraia alle spalle del bivacco sono rintracciabili ancor oggi i resti degli scarichi di due dei quattro motori a reazione del De Havilland Comet 4C 4.

[Ali spezzate, pp.177-242]

Carta schematica - Itinerario 11.43

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Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, alla rotatoria, si prosegue diritti per Sant'Anna di Valdieri ed infine per Terme di Valdieri. Proprio di fronte al cancello d'ingresso dell'Hotel Royal una breve discesa asfaltata conduce ad un posteggio sterrato (a pagamento in alta stagione). Lungo la discesa di accesso al posteggio, sulla destra, ha inizio il sentiero.

Note

L'ultimo tratto verso il Bivacco Varrone, pur non difficile, si svolge in pietraia praticamente in assenza di sentiero.

Pernottamento

--

Cartografia

[AsF n.5] [Fra n.15] [Blu n.1] [IGC n.113] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2017

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2 - Panorama dai pressi del bivio per il Bivacco Varrone; sullo sfondo al centro il Corno Stella e, poco a sinistra, il Canalone di Lourousa (2011)
2 - Panorama dai pressi del bivio per il Bivacco Varrone; sullo sfondo al centro il Corno Stella e, poco a sinistra, il Canalone di Lourousa (2011)
3 - Il Bivacco Varrone (2017)
3 - Il Bivacco Varrone (2017)
4 - Una parte di uno dei quattro motori a reazione del Comet 4C SA-R-7 del Re Saud d'Arabia (2017)
4 - Una parte di uno dei quattro motori a reazione del Comet 4C SA-R-7 del Re Saud d'Arabia (2017)
6 - Il Monte Matto dai pressi del Lagarot di Lourousa (2017)
6 - Il Monte Matto dai pressi del Lagarot di Lourousa (2017)
5 - Il tratto di pietraia che conduce al Bivacco Varrone (2017)
5 - Il tratto di pietraia che conduce al Bivacco Varrone (2017)
1 - Una vecchia foto del Gelas di Lourousa (1989)
1 - Una vecchia foto del Gelas di Lourousa (1989)
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