Itinerario 11.24

11.24 San Giacomo di Entracque - Rifugio Soria Ellena

San Giacomo di Entracque (1226 m) - Piazzale dei Cannoni (1451 m) - Piano del Praiet (1790 m) - Rifugio Soria Ellena (1840 m)

+615 / -1

Dislivello [m]

2:10 - 2:25

Tempo [h:mm]

6774

Distanza [m]

T/E 

Difficoltà

Tipologia

Un'agevole salita, interamente su rotabile sterrata (con eventuali scorciatoie su sentiero) all'ameno Piano del Praiet. Ai margini dell'ampia piana pascoliva si trova il Rifugio Soria Ellena, base di partenza per numerose escursioni e traversate, molte delle quali si possono anche compiere in giornata partendo da San Giacomo.

Profilo altimetrico - Itinerario 11.24
A Da San Giacomo di Entracque (1226 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Rifugio Soria Ellena (1) (1840 m) +615 / -1
(+616 / -616)
2:10 - 2:25
(3:55 - 4:25)
6774
(13548)
T/E M11 » =

(1) Utilizzando le scorciatoie indicate nella descrizione la distanza percorsa scende a 5720 m, ed il tempo di salita diventa di 2:00 - 2:15 ore.

Da San Giacomo di Entracque (1226 m), poco oltre il rifugio escursionistico del Parco, la strada (segnavia M11) diventa sterrata e inizia a risalire con qualche tornante il Vallone della Barra 5 in un bel boschetto di faggi.

Una precisazione per i più pignoli: sebbene la segnaletica sul terreno indichi come M11 il segnavia del sentiero che sale al Colle di Finestra, il catasto regionale lo indica come M25 nel tratto compreso tra San Giacomo di Entracque e il bivio con il segnavia M10 per il Colle di Fenestrelle.

I faggi si diradano rapidamente e il paesaggio assume l'aspetto di ricchi pascoli punteggiati da radi arbusti. La strada prosegue con pendenze assai modeste con un lungo mezzacosta vicino al fondo idrico del vallone. Lasciato a sinistra il Gias Isterpis, ristrutturato, si continua sulla comoda sterrata di fondovalle 4.

Il Vallone della Barra è stato scelto come sede di rilascio nel progetto di reintroduzione del Gipeto barbuto sulle Alpi. Sterminato (pare che l'ultima uccisione risalga al 1913 in Valle d'Aosta) a causa della sua mole e dell'errata credenza che lo voleva implacabile predatore di ovini, dal 1986 è di nuovo presente sui cieli dell'arco alpino. Da quell'anno infatti ha preso inizio un importante progetto di reintroduzione che coinvolge Austria, Francia, Svizzera ed Italia. Oltre al Parco Nazionale dello Stelvio, in Italia è il territorio del Parco Naturale delle Alpi Marittime la sede prescelta per i rilasci. Dal 1994, con cadenza biennale (in alternanza con il confinante parco francese del Mercantour), viene rilasciata una coppia di giovani gipeti. I gipeti, non ancora in grado di volare, sono liberati in un nido artificiale in tarda primavera. Il nido viene sorvegliato e rifornito di cibo con discrezione (per non abituare i gipeti alla presenza umana) fino all'involo degli uccelli. Questi i nomi dei gipeti rilasciati nel Parco delle Alpi Marittime a tutto il 2015: Topolino e Mercantour (1994), Entracque e Valdieri (1996), Aisone e Vernante (1998), Sereno e Ciabrì (2000), Alpidoc e Paolo Peila (2002), Blangiar e Palanfrè (2004), CuneoBirding e MicheGabri (2006), Nonno Bob e Girasole (2008), Elena e Spelugue (2010), Schubert e Italia150 (2011), Malizia e Junior Ranger (2012), Erculis e Roman (2015). 1310.

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Il Gipeto barbuto (Gypaetus barbatus) 2, anche noto come Avvoltoio degli agnelli, è il più grosso uccello presente sulle Alpi. Ha un'apertura alare che può raggiungere i 285cm. ed un peso che può superare i 6kg. Eccezionale veleggiatore, in grado di sfruttare anche la minima corrente ascensionale, è un necrofago che si nutre solamente di carcasse di animali, in prevalenza ungulati selvatici e domestici. Divoratore di ossa, cartilagini e legamenti, trasporta in volo le ossa più grandi per frantumarle lasciandole cadere sulle rocce e potersene poi cibare. Monogamo e longevo (può arrivare a 20 anni di vita) il gipeto è solito nidificare sulle pareti rocciose tra i 1000 e i 2000m di quota.

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Palanfrè era nata il 17 febbraio 2004, a Vienna, in uno centri di riproduzione del progetto internazionale. Controllato a vista per 123 giorni nel nido artificiale nel Vallone della Barra, una volta preso il volo ha soggiornato per alcune settimane nella zona del rilascio, e si è poi spostata verso nord nelle valli Chisone e Susa. Negli ultimi anni la femmina di gipeto ha stazionato in prevalenza sulle le montagne attorno al Rocciamelone senza mai però formare una coppia. Soprannominata Neve per la particolare abitudine di non farsi bagni di fango e mantenere così candido il piumaggio, Palanfrè è stata trovata morta il 16 marzo 2018 nel Comune di Novalesa, ai piedi di un elettodotto che potrebbe essere stato la causa del decesso.

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Il traverso continua fino al cosiddetto Piazzale dei Cannoni, dove si trascura a sinistra la mulattiera inerbita che scende al Gias della Siula 9.

La denominazione di Piazzale dei Cannoni, o forse meglio Piana dei Cannoni, è verosimilmente dovuta alla presenza, nel secondo conflitto mondiale, della 181° Batteria di mortai da 210/8. Le piazzole dei pezzi si trovano poco a sud della strada sterrata, lungo il pendio, anche se non facilmente identificabili. Sul lato opposto del vallone, oltre il torrente, si rinvengono i resti di probabili locali logistici e perfino di una cucina all'aperto.

[Fortificazioni Valle Gesso, pp.91-92]

Al successivo tornante verso destra si presentano due alternative: la strada sale con un lungo tornante, mentre un'evidente traccia che si stacca sulla sinistra consente di accorciare di poco il percorso. La sterrata alterna traversi a diversi tornanti; intorno a q. 1650, ancora in corrispondenza di un tornante verso destra e alla base del salto roccioso noto come Passaggio di Peirastretta, un altro sentierino sulla sinistra, abbastanza evidente ma non molto agevole, evita alcune svolte della rotabile prima di ricongiungervisi definitivamente 8.
Il tratto più ripido è ormai quasi terminato: dopo aver trascurato a destra il sentiero per il Colle di Fenestrelle (segnavia M10) 6, ormai all'imbocco del Piano del Praiet, la sterrata guada il Torrente Gesso della Barra.
A piedi invece si evita il guado, e si attraversa il torrente su una passerella in legno posizionata a sinistra della strada, pochi metri prima del guado stesso. Subito oltre la passerella si trova un bivio, e ancora una volta si presentano due possibilità.
A sinistra, un sentierino quasi nascosto da invadente vegetazione nitrofila punta il Ricovero Praiet, lo lascia a sinistra e incomincia una breve ma ripida rampa scalinata che rimonta il dosso roccioso su cui si trova il rifugio.
A destra la pista sterrata si allunga verso sud nell'ampia conca pascoliva del Piano del Praiet e incontra nuovamente un ramo del torrente, proprio in corrispondenza del bivio a destra per il Colle di Finestra (segnavia M11) e per la Pera de Fener (segnavia M18); guadato anche questo corso d'acqua, la carrareccia inverte la direzione di marcia e raggiunge il Rifugio Soria Ellena (1840 m, 2:10 - 2:25 ore da San Giacomo di Entracque) 7.

Carta schematica - Itinerario 11.24

Scarica la traccia GPS in formato GPX

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, si prende la deviazione a sinistra per Entracque e, poco oltre, una successiva deviazione a destra per San Giacomo. Oltre la diga della Piastra, un ultimo bivio a sinistra porta alla piccola borgata di San Giacomo di Entracque (ampio posteggio, a pagamento nella stagione estiva).

Note

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Pernottamento

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Cartografia

[Fra n.15] [AsF n.5] [Blu n.1] [IGC n.113] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2016

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Klaud76

giovedì 25 agosto 2011

[ 213.215.*.*]

24-08-2011 Sentiero abbastanza semplice, con qualche tratto in pietraia nella parte finale. Direi adatto ad una prima uscita per "farsi" un po' le gambe!

rosalba

giovedì 01 agosto 2013

[ 151.18.*.*]

Escursione effettuata oggi in una splendida giornata di sole. Il percorso é agevole e molto ben segnalato. Si alternano sterrato e strada pietrosa. Sul percorso abbiamo incontrato alcuni camosci di cui 2 a distanza davvero ravvicinata. I tempi di percorrenza sono quelli indicati e le scorciatoie (ne abbiamo percorsi 2 tratti) sono fattibili. Il panorama dal rifugio è maestoso.

fede97

giovedì 01 giugno 2017

[ 93.39.*.*]

Camminata effettuata il 30/05/2017. Confermo quanto detto nei commenti precedenti sulla splendida vista dal rifugio. Siamo riusciti a vedere diversi camosci e pure un piccolo stambecco proprio a pochi metri dal rifugio, senza dubbio grazie al fatto che è ancora chiuso durante la settimana. Per chi fosse interessato, quando manca circa una ventina di minuti al rifugio c'è una deviazione sulla destra (segnalata) per il rifugio Genova (3 ore).

Cinzia77

lunedì 14 agosto 2017

[ 88.87.*.*]

Escursione fatta ieri 13 agosto 2017 percorso facile mai noioso abbiamo incontrato tante mucche e due simpatici asinelli tante famiglie con bambini grazie per le vostre descrizioni precise ci date tanti spunti interessanti

anonimo

lunedì 21 agosto 2017

[ 89.97.*.*]

percorso facile, appena più impegnativo nell'ultimo tratto fino al rifugio. per me che vengo dal mare fare queste escursioni è sempre una bella avventura!

Luca Andrea e Silvio

mercoledì 23 agosto 2017

[ 213.45.*.*]

Ottima escursione con cielo stupendo abbiamo visto molte marmotte prossima volta si arriva al colle delle fenestrelle

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7 - Il Rifugio Soria Ellena (2007)
7 - Il Rifugio Soria Ellena (2007)
8 - Il Piano del Praiet e l'alto Vallone della Barra si aprono a monte del Passaggio di Peirastretta (2007)
8 - Il Piano del Praiet e l'alto Vallone della Barra si aprono a monte del Passaggio di Peirastretta (2007)
5 - Il Torrente Gesso della Barra poco a monte di San Giacomo di Entracque (2006)
5 - Il Torrente Gesso della Barra poco a monte di San Giacomo di Entracque (2006)
3 - Pronti per il trasporto al nido: a destra, Michelangelo e Gabriella, volontari dai quali un gipeto ha preso il nome (2006)
3 - Pronti per il trasporto al nido: a destra, Michelangelo e Gabriella, volontari dai quali un gipeto ha preso il nome (2006)
6 - Il bivio per il Colle di Fenestrelle; sullo sfondo, l'intaglio del Colle di Finestra (2007)
6 - Il bivio per il Colle di Fenestrelle; sullo sfondo, l'intaglio del Colle di Finestra (2007)
2 - Particolare del becco adunco del gipeto (<i>Gypaetus barbatus</i>) (2006)
2 - Particolare del becco adunco del gipeto (Gypaetus barbatus) (2006)
10 - Il gipeto (<i>Gypaetus barbatus</i>) 'Elena' (2010)
10 - Il gipeto (Gypaetus barbatus) 'Elena' (2010)
9 - Il Vallone della Barra nei pressi del Gias della Siula (2007)
9 - Il Vallone della Barra nei pressi del Gias della Siula (2007)
1 - Il gipeto (<i>Gypaetus barbatus</i>) 'CuneoBirding' (2006)
1 - Il gipeto (Gypaetus barbatus) 'CuneoBirding' (2006)
4 - Il Vallone della Barra nei pressi del Gias Isterpis (2006)
4 - Il Vallone della Barra nei pressi del Gias Isterpis (2006)
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