Itinerario 14.11

14.11 Sentiero escursionistico dei "Ciciu del Villar": Villar San Costanzo, Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar - Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar

Sentiero escursionistico dei "Ciciu del Villar": Villar San Costanzo, Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar (640 m) - bivio Colle della Liretta (1010 m) - Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar (640 m)

+390 / -390

Dislivello [m]

2:30

Tempo [h:mm]

-

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Percorso ideale in autunno e primavera, per l'ottima esposizione ed il clima mite. Nella parte basa dell'itinerario si possono esservere decine di "Ciciu", curiose formazioni geologiche dovute a fenomeni di erosione.

A Da Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar (640 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B bivio Colle della Liretta (1010 m) +380 / -10 1:30 - E -
C Centro visite Riserva Naturale Ciciu del Villar (640 m) +390 / -390 2:30 - E -

Subito sotto al Centro Visita della Riserva (area pic-nic attrezzata) si prende la sterrata pianeggiante e si lascia subito sulla destra il bivio che segna l'inizio del percorso ginnico. Si trascura un secondo bivio a destra e si seguono, verso sinistra, le indicazioni per il percorso escursionistico dei "Ciciu del Villar".

La formazione dei "ciciu" (che in dialetto piemontese significa "pupazzo" o "fantoccio"), colonne di erosione 412 formate da materiale detritico sormontato da un blocco di gneiss, inizia ragionevolmente al termine dell'ultima era glaciale (la glaciazione di Wurm), circa 12000 anni fa. Grossi massi di rocce compatte (gneiss), staccatisi dalle pendici del Monte San Bernardo, si sono depositati sulla conoide detritica che il Rio Faussimagna stava costruendo con detriti alluvionali, alimentato dallo scioglimento dei ghiacci. Con il termine della glaciazione, ed il successivo innalzamento tettonico di tutta la piana cuneese, il Rio Faussimagna ha intrapreso un'azione opposta, questa volta erosiva, della conoide da lui stesso creata. Il processo erosivo ha iniziato a portare alla luce i grossi massi di gneiss che, oltre a rendere maggiormente compatte le colonne di terra sottostanti, hanno anche iniziato a proteggerle dall'azione degli agenti atmosferici, dando luogo alla progressiva formazione dei "ciciu".

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Una raccomandata digressione, con una breve rampa porta ad un bivio a sinistra verso un punto fotografico, che consente di raggiungere una posizione privilegiata per ammirare il gruppo di "ciciu" denominato "La Famiglia" 68. Ritornati sul sentiero principale, si prosegue in discesa ad attraversare un ruscelletto, addentrandosi in un bosco misto di latifoglie (con querce, castagni, aceri, robinia...). Si trascura un bivio sulla sinistra e si continua a scendere, lasciando subito dopo un altro bivio, sulla destra, nei pressi dei ruderi di un piccolo edificio. Attraversato un ruscelletto su passerella in legno, si incomincia una ripida salita, tra numerose colonne di erosione tra le quali spicca, con i suoi oltre 10m, la più alta di tutta la riserva, denominata "La Torre" 5. Si prosegue in salita, si trascura un bivio sulla sinistra e si raggiunge un piccolo boschetto di pino silvestre, dove si trovano un punto panoramico attrezzato 3 e, pochi metri più sopra, una fontana. Salendo ancora si arriva al bivio ove il sentiero turistico (a sinistra) ed il sentiero escursionistico (a destra) si dividono.

Di recente il percorso turistico è stato segnalato con il segnavia "CiciuVagando" 7. Lungo il percorso sono stati ristrutturati tre piccoli edifici rurali, un tempo ricoveri per attrezzi quando in zona era diffusa la presenza di vigneti. Arricchiti con pannelli informativi i tre edifici costituiscono ora, assieme al centro visita della riserva, punti di sosta per chi compie in autonomia la breve passeggiata.

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Si prende a destra, salendo ripidi tra latifoglie, e si attraversa un rio che poi si costeggia a tratti, con percorso faticoso, senza tornanti. Si passa nei pressi di un primo rudere, in mezzo a resti di terrazzamenti ormai invasi dal bosco, e si continua con un lungo traverso in salita fino ad un secondo rudere ed al bivio per il Colle della Liretta, a sinistra, e per le frazioni Foresti, Moira, e Rivoira, a destra. Si prosegue verso sinistra, su un tratto a mezzacosta finalmente pianeggiante. Si attraversa un area ricolonizzata da un bosco di robinia e betulla e, ben presto, si inizia la discesa. Una serie di stretti e ripidissimi tornanti fa perdere quota assai velocemente, in un bosco ora di querce e castagni. Proseguendo sempre con una discesa ripida si attraversano due rii e si trascurano due tracce in salita sulla destra. Quando ricompaiono alcuni piccoli "ciciu" si è ormai in vista del centro visite del parco, dove l'escursione aveva avuto inizio.

La tradizione riporta di un contingente di Legionari Romani reclutati "in natione thebea" (Egitto), ed inviati nel 286 dall'Imperatore d'oriente Diocleziano in aiuto delle truppe dell'Imperatore pagano d'Occidente Massimiliano, schierate nei pressi di Martigny, ed impegnate contro le popolazioni locali per reprimere il diffondersi del cristianesimo. La legione Tebea, composta interamente da soldati cristiani, si rifiutò di massacrare popolazioni inermi, e fu così passata per le armi. In realtà è più probabile che la legione fosse stata soltanto decimata, consentendo a molti legionari di fuggire e disperdersi nelle piccole borgate delle valli alpine, contribuendo alla evengelizzazione di queste zone. In Piemonte si contano almeno una cinquantina di questi legionari scampati al massacro. Di questi, molti finirono tuttavia vittime delle popolazioni locali, contrarie alla dottrina cristiana predicata dai legionari. Quanto questa versione sia fedele a quanto effettivamente accaduto non è dato sapere con certezza; sta di fatto che molti dei santi venerati nelle vallate alpine (quali San Magno, San Costanzo, San Besso) vengono spesso rappresentati con l'uniforme da legionario. Da questi eventi storici ha probabilmente origine la leggenda locale secondo la quale "i ciciu" sarebbero eretici del luogo pietrificati dall'intervento divino mentre si accingevano a linciare San Costanzo.

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Carta schematica - Itinerario 14.11

Mappa su base CTR Piemonte

Accessi

Da Dronero si seguono le indicazioni per Villar San Costanzo e la Riserva dei Ciciu. Un ampio posteggio si trova nei pressi del Centro Visita della Riserva Naturale dei "Ciciu del Villar".

Note

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Pernottamento

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Cartografia

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Ultimo aggiornamento

Primavera 2008

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once76

venerdì 17 luglio 2009

[ 193.203.*.*]

Lo spettacolo che si offre merita sicuramente. Facile, unica pecca la scarsa pulizia del sentiero più lungo. Se non si è adeguatamente vestiti non si può proseguire.

tony borgnino

domenica 29 luglio 2012

[ 2.36.*.*]

il percorso escursionistico dei ''Ciciu'' è una porcheria. Non si può proporre percorsi simili a chi viene a visitare la riserva. Si sale per mezz'ora senza poter godere di quel poco (o niente) che si potrebbe osservare: capo chino per la ripida e scomoda salita, sperando in un posto decente dove fermarsi un attimo con i figlioli. Poi si scende a rotta di collo con difficoltà. Chi ha creato un simile percorso?? Vergogna! Non avete idea di che cosa sia un itinerario. VERGOGNA!

RP

lunedì 30 luglio 2012

[ 151.71.*.*]

A parziale integrazione del commento precedente, ricordo solo che chi è interessato esclusivamente alla visita dei Ciciu dispone di un facile e breve itinerario turistico, sempre ad anello, con punto sosta attrezzato. Il punto in cui percorso escursionistico e turistico si separano è indicato nella decrizione.

Piacione

giovedì 08 novembre 2012

[ 95.74.*.*]

Bel sentiero con stupendi panorami e davvero caratteristico per via di queste stranezze della natura, i Ciciu, che davvero meritano di essere fotografati. Non troppo idoneo per chi non "passeggia" da tempo, ma fattibile.

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7 - Le nuove paline segnaletiche del sentiero 'CiciuVagando' (2008)
7 - Le nuove paline segnaletiche del sentiero 'CiciuVagando' (2008)
4 - Due 'ciciu' (2008)
4 - Due 'ciciu' (2008)
2 - Un 'ciciu' a sua volta appoggiato su un blocco di gneiss (2004)
2 - Un 'ciciu' a sua volta appoggiato su un blocco di gneiss (2004)
5 - 'La Torre', alta circa 10 metri (2008)
5 - 'La Torre', alta circa 10 metri (2008)
1 - Le colonne di erosione, chiamate 'Ciciu' (2004)
1 - Le colonne di erosione, chiamate 'Ciciu' (2004)
8 - 'La Famiglia' (2008)
8 - 'La Famiglia' (2008)
3 - Vista sull'arco alpino dal punto panoramico attrezzato (2004)
3 - Vista sull'arco alpino dal punto panoramico attrezzato (2004)
6 - 'La Famiglia' (2008)
6 - 'La Famiglia' (2008)
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