Itinerario 14.27

14.27 Cappella della Madonna delle Grazie - Bivacco Carmagnola - Buc Faraut

Cappella della Madonna delle Grazie (1990 m) - Bivacco Carmagnola (2840 m) - Buc Faraut (2911 m)

+923 / -2

Dislivello [m]

2:55 - 3:20

Tempo [h:mm]

8310

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Ad una quota di oltre 2900 metri, sulla displuviale tra le valli Maira e Varaita, il Buc Faraut si sale senza difficoltà e offre un notevole panorama. Per raggiungerlo, tuttavia, bisogna percorrere parecchi chilometri, un po' monotoni, di strada sterrata e un sentiero invero non sempre evidente. Poco prima della vetta, nei pressi del valico de La Colletta, si incontra il grazioso Bivacco Carmagnola.

Carta schematica - Itinerario 14.27


Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Profilo altimetrico - Itinerario 14.27
A Da Cappella della Madonna delle Grazie (1990 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Bivacco Carmagnola (2840 m) +850 / -0
(+850 / -850)
2:45 - 3:05
(4:50 - 5:30)
7775
(15550)
E T28 » T11 » T28 » =
C Buc Faraut (2911 m) +923 / -2
(+925 / -925)
2:55 - 3:20
(5:15 - 5:55)
8310
(16620)
E =

Dalla Cappella della Madonna delle Grazie (1990 m) 1 si continua lungo la strada sterrata che sale adagio sul versante sinistro orografico del vallone. Si trascura la diramazione di destra per le Grange Giacomarda 2 e subito oltre si attraversa il Rio Mollasco su un grosso ponte.

Prima del ponte si incontra il divieto di transito per le vetture private e diventa obbligatorio proseguire a piedi.

La strada si sposta sulla destra orografica e, dopo un lunghissimo tornante raggiunge le Grange Morletto (2232 m).

Appena prima delle grange, passando in mezzo a due piccole pozze, si stacca a sinistra una traccia di sentiero. Questa si ricollega ad un'altra traccia, anch'essa poco evidente (ma caratterizzata da segnavia T18) per il Colle di Rui, che origina, sempre a sinistra della rotabile, circa 600 metri prima delle grange.

L'ascesa della Valle di Traversiera continua un po' monotona 3; intorno a quota 2360 si trascurano due diramazioni: la prima, a destra, con una strada sterrata per il Gias Traversiera; la seconda, a sinistra, con una pista sterrata che raggiunge una vecchia cava. Giunti a quota 2490 circa, quando la sterrata volge a destra (nord-est), un unico segnavia a vernice su un masso segnala il bivio con il sentiero per La Colletta (segnavia T11).

Chi non se la sentisse di seguire il sentiero, può semplicemente seguire la strada sterrata, che conduce senza difficoltà alcuna fino al Bivacco Carmagnola. In questo caso il tempo complessivo per raggiungerlo si allunga solo di una decina di minuti, mentre la distanza aumenta di 1250 metri circa.

Abbandonata la strada, si segue il sentiero (invero una labile traccia) che sale per prati a fianco di una colata di detriti, poi svolta a destra diventa evidente. Il sentiero s'innalza brevemente con un paio di tornanti, poi, presso una sorta di pianoro, scompare nuovamente.
Le tracce più evidenti, fuorvianti, che portano a destra ad attraversare un piccolo impluvio, sono lasciate dal bestiame al pascolo; il sentiero invece piega a sinistra (nord-ovest, tacche bianco-rosse su un lontano masso) e, tornato evidente, dopo due tornanti inizia un lunghissimo diagonale tra sterminati pendii di magra erba.

Il terreno è piuttosto agevole, anche nel caso ci si sposti fuori dal sentiero. In caso di dubbi sulla direzione da seguire, si deve comunque rimanere sulla destra orografica del vallone, tenendo quindi alla propria destra il profondo solco nel quale scorre il Rio Mollasco.

Avvicinandosi alla testata del vallone, il sentiero diventa più ripido e sovente sale lungo la linea di massima pendenza. A tratti, seppur assai labile, appare il tracciato a tornanti di quella che forse era una vecchia mulattiera militare. I segnavia conducono quindi a destra, in direzione di una grossa colata di blocchi rocciosi verdastri (ofioliti). Una volta raggiunti i detriti, nonostante il tracciato della vecchia mulattiera che appare innanzi, non li si attraversa ma si sale a sinistra, senza percorso obbligato, fino ad immettersi sulla rotabile sterrata precedentemente abbandonata.
Si segue la strada verso sinistra e, dopo il primo tornante (tagliato anche da una breve scorciatoia), si ignora a sinistra il brevissimo sentiero per il valico de La Colletta (2830 m) 4.

La breve digressione al panoramico valico è consigliata. Qui si incontrano, da sinistra: il sentiero per il Monte Bellino (segnavia T28), il sentiero per il Colle di Bellino e il sentiero per le Grange dell'Autaret. A destra, invece, una evidente traccia unisce il colle al Bivacco Carmagnola.

Percorso un altro centinaio di metri, si imbocca a sinistra la deviazione per il piccolo Bivacco Carmagnola (2840 m, 2:45 - 3:05 ore dalla Cappella della Madonna delle Grazie) 57, ricavato dai ruderi di un vecchio edificio militare.
Ritornati sullo sterrato principale, si arriva quasi subito anche alla vecchia casermetta costruita a difesa del valico de La Colletta, fino a pochi anni fa utilizzata dal CAI di Carmagnola come Capanna Sociale e ora dismessa a favore del nuovo bivacco.
Oltre l'edificio, un buon sentiero si allunga sul crinale 6, superando una primo blocco in calcestruzzo di un'Opera del Vallo Alpino e raggiungendone un secondo.

La depressione dello spartiacque compresa tra i due blocchi d'armi era indicata come il valico de La Colletta, sia dalla vecchia segnaletica verticale (ancora in situ seppur molto danneggiata), sia da alcuna cartografia.

Proprio di fronte al malloppo in calcestruzzo si ignora il sentiero che si allunga a destra, tenendosi poso sotto lo spartiacque, diretto al Monte Faraut. Si aggira invece la fortificazione a sinistra e si segue, alle sue spalle, la più che evidente traccia 8 che sale sul Buc Faraut (2911 m, 0:10 - 0:15 ore dal Bivacco Carmagnola 9, seguendo fedelmente l'esile ma semplice crinale.

Accessi

Da Dronero si risale la Valle Maira fino ad Acceglio e Villar. All'uscita da Villar, si svolta a destra per Lausetto. Si superano le borgate Lausetto e Colombata; quando la strada diventa sterrata (piuttosto sconnessa), si lascia a destra il bivio per le Grange Serri e si continua innanzi. Dopo alcune centinaia di metri la strada torna asfaltata (seppure non in buone condizioni) per i successivi due chilometri, poi diventa definitivamente a fondo naturale e s'inerpica fino alla piccola Cappella della Madonna delle Grazie. Un piccolo slargo consente di posteggiare alcune auto.

Note

--

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.11] [AsF n.7] [IGC n.7 + IGC n.6]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo sopralluogo: Estate 2020

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6 - Panorama dal crinale verso il Buc Faraut (2020)
6 - Panorama dal crinale verso il Buc Faraut (2020)
4 - Il valico de La Colletta (2020)
4 - Il valico de La Colletta (2020)
2 - Le Grange Giacomarda (2020)
2 - Le Grange Giacomarda (2020)
8 - La displuviale Maira-Varaita dal crinale verso il Buc Faraut (2020)
8 - La displuviale Maira-Varaita dal crinale verso il Buc Faraut (2020)
9 - Panorama dalla vetta del Buc Faraut (2020)
9 - Panorama dalla vetta del Buc Faraut (2020)
5 - Il Bivacco Carmagnola (2020)
5 - Il Bivacco Carmagnola (2020)
7 - Il Bivacco Carmagnola e, seminascosta alle sue spalle, La Colletta (2020)
7 - Il Bivacco Carmagnola e, seminascosta alle sue spalle, La Colletta (2020)
3 - La lunga strada sterrata che risale la Valle di Traversiera (2020)
3 - La lunga strada sterrata che risale la Valle di Traversiera (2020)
1 - La Cappella della Madonna delle Grazie (2020)
1 - La Cappella della Madonna delle Grazie (2020)