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11.02 San Giacomo di Entracque (1213 m) - Gias sottano del Vej del Bouc (1437 m) - Rifugio Federici Marchesini al Pagarì (2627 m) - Passo di Pagarì (2819 m)

10 - Il Rifugio Federici Marchesini al Pagarì; sullo sfondo, la Cima della Maledia (2008)
10 - Il Rifugio Federici Marchesini al Pagarì; sullo sfondo, la Cima della Maledia (2008)

Una "classica" all'interno del Parco, la salità al Rifugio Pagarì si presenta lunga e abbastanza faticosa. Dopo aver attraversato il pianoro del Rasur, una infinita serie di tornanti guadagna quota fino a raggiungere il più alto rifugio delle Alpi Marittime. Per chi ha ancora voglia di camminare, un'ultima salita in pietraia conduce al Passo di Pagarì attraversato nel XV secolo da una arditissima Via del Sale.

Itinerario classico (andata e ritorno)
Da San Giacomo di Entracque (1213 m) a:
Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltà Distanza
Gias sottano del Vej del Bouc (1437 m) +239/-15 m +254/-254 m 1:15 ore 2:05 ore T 3730 m
Rifugio Federici Marchesini (2627 m) 1434/-20 m 1454/-1454 m 5:10 ore 8:50 ore E -
Passo di Pagarì (2819 m) +1626/-20 m +1646/-1646 m 6:00 ore 10:20 ore E/EE -

Descrizione: Da San Giacomo di Entracque si raggiunge il Gias sottano del Vej del Bouc su strada sterrata lungo l'Itinerario 11.23.
Al Gias sottano del Vej del Bouc la sterrata di fatto termina. Si lascia sulla sinistra la mulattiera che sale al Lago del Vej del Bouc (segnavia M14) e si prosegue diritti. Subito dopo si attraversa il torrente di fondovalle su un ponte in legno; lasciato a destra il Gias Colombo, si prosegue sempre parallelamente al fondo del vallone, in leggera salita, su una mulattiera che si trasforma successivamente in sentiero. Dopo un lungo traverso in leggera salita, nei pressi di un grosso masso si lascia a destra il sentiero (segnavia M20) per il Bivacco Moncalieri, incontrando poco dopo il Rio Pantacreus che, in caso di piena, può essere attraversato sulla soprastante passerella in legno. Sempre a poca distanza, si deve trascurare una malandata mulattiera che si stacca sulla sinistra, percorrendo il fondo del Vallone di Moncolomb (si tratta del vecchio segnavia M15, per il Lago Bianco dell'Agnel; il tracciato, ora denominato M13b nella sola sua parte iniziale, è quasi completamente scomparso nel tratto più in quota). Oltre il bivio, la pendenza comincia ad aumentare e, con ampi tornanti, si inizia a risalire il fianco del vallone in direzione SO. La lunghissima serie di tornanti, a tratti abbastanza stretti e scalinati, prosegue in mezzo ad una fitta vegetazione arbustiva fino al Passo sottano del Muraion (o Passaggio del Muraion), poco oltre il quale il sentiero spiana leggermente e la vista si apre sul Vallone del Muraion e sulla testata della valle. Si prosegue ora tra rocce e praterie alpine, su terreno aperto , fatta eccezione per le formazioni di ontano verde che si incontrano nei pressi del Rio Pagarì . Attraversato il rio, si percorrono alcuni ripidi traversi fino a raggiungere il bivio (segnavia M13c) per il Lago Bianco dell'Agnel e il Passo dell'Agnel, che si lascia sulla sinistra. Da qui ricomincia una seconda lunga serie di tornanti, ampi e non eccessivamente ripidi, che risalgono in direzione SO il pendio ricoperto di rododendri.
Si tralascia a destra una traccia e si prosegue la salita a tornanti che si fanno mano a mano più stretti. Lasciato a destra il sentiero per il Lago Bianco del Gelas ed il Bivacco Moncalieri, ed a sinistra la traccia per il Passo di Pagarì e il Refuge de Nice, si è ormai in vista del Rifugio Federici Marchesini al Pagarì (ben più noto semplicemente come Rifugio Pagarì), che si raggiunge in pochi minuti.
Chi vuole può proseguire su traccia tra pietraie fino al Passo di Pagarì , ripercorrendo un frequentato valico di comunicazione per il commercio del sale utilizzato tra la seconda metà del 1400 e i primi decenni del 1500.
Il toponimo del passo prende il nome dall'impresario e finanziere Paganino Dal Pozzo, detto appunto Pagarì. Nel 1453, dopo aver realizzato o ripristinato numerose vie di comunicazione tra il Nizzardo e la Contea di Savoia, per consentire il transito del sale, ottenne di poter realizzare a proprie spese - in cambio della riscossione delle gabelle - una via ancor più breve di quelle allora disponibili. Il tracciato previsto dall'imprenditore prevedeva l'attraversamento di un colle ad oltre 2800 metri di quota, colle che poi fu battezzato Pagarì in suo onore. Vari fattori ambientali, primo tra tutti l'espansione del Ghiacciaio della Maledia, fecero investire al Pagarì tutti i propri averi nella manutenzione della mulattiera, che per contratto doveva restare aperta per nove mesi l'anno nonostante la quota. Diversi anni dopo la morte del Pagarì, e meno di un secolo dopo la sua costruzione, l'itinerario fu definitivamente abbandonato.
[La Guida del Parco Alpi Marittime] [-]

Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, si prende la deviazione a sinistra per Entracque e, poco oltre, una successiva deviazione a destra per San Giacomo. Oltre la diga della Piastra, un ultimo bivio a sinistra porta alla piccola borgata di San Giacomo di Entracque (ampio posteggio).
Note: Il percorso dal rifugio al passo si svolge traccia in pietraia ed è possibile la presenza di neve anche in estate. Per quanto non presenti difficoltà particolari, è preferibilmente riservato ad escursionisti esperti.

Ultimo aggiornamento: Estate 2008

1 - Femmina di stambecco (<i>Capra ibex</i>) nei pressi del Rifugio Federici Marchesini (1990)
1 - Femmina di stambecco (Capra ibex) nei pressi del Rifugio Federici Marchesini (1990)
8 - Panorama dal Rifugio Federici Marchesini in direzione del Lago Bianco dell'Agnel (2003)
8 - Panorama dal Rifugio Federici Marchesini in direzione del Lago Bianco dell'Agnel (2003)
4 - Al Passo di Pagarì (1992)
4 - Al Passo di Pagarì (1992)
12 - Vallone di Moncolomb ed il torrente che lo attraversa (2003)
12 - Vallone di Moncolomb ed il torrente che lo attraversa (2003)
5 - Piccolo di camoscio (<i>Rupicapra rupicapra</i>) nei pressi del Rio Pantacreus (2003)
5 - Piccolo di camoscio (Rupicapra rupicapra) nei pressi del Rio Pantacreus (2003)
7 - Una perla di saggezza offerta dal gestore del Rifugio Federici Marchesini (2003)
7 - Una perla di saggezza offerta dal gestore del Rifugio Federici Marchesini (2003)
6 - Il Vallone di Moncolomb e Pra del Rasur dal sentiero che sale al Rifugio Federici Marchesini (2003)
6 - Il Vallone di Moncolomb e Pra del Rasur dal sentiero che sale al Rifugio Federici Marchesini (2003)
2 - Stambecco maschio (<i>Capra ibex</i>) nei pressi del Rifugio Federici Marchesini (1990)
2 - Stambecco maschio (Capra ibex) nei pressi del Rifugio Federici Marchesini (1990)
9 - Il Vallone del Muraion dai pressi del Rio Pagarì (2003)
9 - Il Vallone del Muraion dai pressi del Rio Pagarì (2003)
11 - Camoscio (<i>Rupicapra rupicapra</i>) nei pressi del Rio Pantacreus (2003)
11 - Camoscio (Rupicapra rupicapra) nei pressi del Rio Pantacreus (2003)
3 - Panorama verso la Francia dal Passo di Pagarì (1992)
3 - Panorama verso la Francia dal Passo di Pagarì (1992)