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Trekking 'Sui sentieri del Re'
11.16 Lo Viol di Tąit: Sant'Anna di Valdieri - Tetti Bariau - Sant'Anna di Valdieri
Lo Viol di Tąit: Sant'Anna di Valdieri (969 m) - Tetti Bartola (1103 m) - Tetti Bariau (1160 m) - Sant'Anna di Valdieri (969 m)
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14 - La sflilata in costume (2007)
14 - La sflilata in costume (2007)
Un interessante anello per entrare nella storia recente delle popolazioni che hanno vissuto in montagna. Si toccano due borgate di Sant'Anna, abitate fino alla metą del secolo scorso, in ciascuna delle quali č possibile osservare un edificio, ristrutturato dal Parco, con le originarie coperture dei tetti in paglia di segale. Il percorso č parte integrante dell'Ecomuseo della Segale, che prevede tre sedi espositive: la sede museale vera e propria a Sant'Anna, e le due abitazioni ristrutturate rispettivamente a Tetti Bartola e Tetti Bariau.
A Da Sant'Anna di Valdieri (969 m) a: Dislivello
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Dislivello A/R
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Tempo
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Tempo A/R
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Distanza
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Difficoltą Segnavia
B Tetti Bartola (1103 m) +137 / -3 - 0:25 - 0:30  -  870 T N34 » N33
C Tetti Bariau (1160 m) +262 / -71 - 0:55 - 1:05  -  2096 E N31A
D Sant'Anna di Valdieri (969 m) +262 / -262 - 1:15 - 1:30  -  3293 E N31A » N04 » N34
Profilo altimetrico - Itinerario 11.16
Descrizione: Dalla sede del Museo della Segale a Sant'Anna di Valdieri (969 m), si scende sulla strada asfaltata (segnavia N34) in direzione di Valdieri. Presso le ultime case, si imbocca a sinistra, la stradina con fondo in cemento (segnavia N33) che sale al cimitero (indicazione per Lo Viol, ma visibile solo per chi arriva da valle).
Lo Viol di Tąit
Lo Viol di Tąit (La via delle borgate) č intitolato a Mauro Rabbia, guardiaparco originario di Sant'Anna di Valdieri, travolto da una valanga nel 2010. A Mauro, profondo conoscitore e valorizzatore della cultura e delle tradizioni locali, si deve anche l'ideazione della Festa della Segale.
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Di fronte al cimitero, sulla sinistra, ha inizio il percorso vero e proprio (palina). Dopo pochi metri si incontra un bivio e si prende a destra, lasciando di fronte la mulattiera che ridiscende verso il paese. Si sale con pendenze moderate lungo una bella mulattiera selciata 8 in un fitto bosco misto di latifoglie (carpino bianco, faggio, frassino, nocciolo, acero, ...). Si passa un ruscello su passerella in legno e si prosegue a salire, nel piccolo Vallone della Sauma, in mezzo ai resti di antichi terrazzamenti. Dopo un tratto a mezzacosta in leggera salita e superato un piccolo rio, una breve ripida salita porta a Tetti Bartola (pr. Tetti Bartņla, 1103 m, 0:25 - 0:30 ore da Sant'Anna di Valdieri).
Avvicinandosi alla borgata si iniziano ad incontrare anche noci e ciliegi, a testimonianza dei tempi in cui questa frazione era abitata tutto l'anno ed anzi, visto il migliore soleggiamento invernale, veniva frequentata anche dagli abitanti di fondovalle.
A Tetti Bartola 79 (o Tąit Bartņla) si incontra una prima abitazione ristrutturata 456 con il caratteristico tetto in paglia di segale.
La costruzione di un tetto in paglia
La copertura del tetto in paglia di segale avveniva sovrapponendo mazzi successivi di paglia, in genere ricoprendo il tetto procedendo parallelamente alla linea di gronda. La prima operazione consisteva nell'orlare i bordi delle falde con mazzi fissati alla struttura portante del tetto (la cosiddetta "cordonata"). Quindi si posavano mazzi di paglia (di circa 40 cm di diametro) a file orizzontali, con le spighe rivolte verso l'alto, procedendo da sinistra verso destra. Per fissare la paglia alla sottostante orditura si usavano verghe di nocciolo o preferibilmente di castagno, fissate ai listelli di legno sottostanti con ciuffi di paglia o rametti di salice (solo dai primi del '900 si č incominciato ad usare filo di ferro). Terminata una fila si iniziava quella successiva avendo cura di ricoprire le verghe usate per il fissaggio della fila precedente. Ogni metro quadrato di tetto richiedeva circa 30 chili di paglia. Per la realizzazione del colmo si ripiegavano sulla falda opposta le punte dei mazzi di ciascuna falda, fissando anch'esse alla struttura sottostante.
[Tetti di Paglia][-]
Si sale a monte della borgata e, raggiunto il forno comune, si svolta sulla sinistra (segnavia N31A) trascurando la mulattiera che continua in salita. Si supera una fontana in legno, si oltrepassa una abitazione privata e, in lieve discesa, si attraversa nuovamente il Rio della Sauma su una passerella in legno (qualche problema in assenza della passerella, rimossa durante la stagione invernale). Dopo un tratto a mezzacosta in leggera salita, una lunga serie di tornanti abbastanza ripidi fa guadagnare quota fino a raggiungere una grossa sporgenza rocciosa, "lo Gorgąs", dalla quale si gode ottima vista su Sant'Anna di Valdieri e sulla valle 3.
I toponimi "Gorgas" e "Bariau"
Il curioso toponimo del posto, "lo Gorgąs", deriva dalla presenza di un ristagno d'acqua in una piccola concavitą della roccia. Tetti Bariau, invece, deve quasi certamente il suo nome alla sua posizione a ridosso di un ripido pendio roccioso: "bariao" č un termine occitano utilizzato per indicare una strettoia o un passaggio obbligato.
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Un altro mezzacosta e un'ultima breve salita, precedono la ripida discesa che, con alcuni tornanti, conduce a Tetti Bariau Tetti Bariau (o Tąit Bariau, 1160 m, 0:30 - 0:35 ore da Tetti Bartola); qui, scendendo sulla sinistra, si incontra una seconda abitazione ristrutturata dal Parco 1012.
Tetti Bariau e Tetti Bartola
Tetti Bariau, abbandonati definitivamente alla fine degli anni '70, accoglievano una trentina di persone ai primi del '900. Ben pił affollata era la borgata di Tetti Bartola, che all'inizio del secolo scorso contava circa sessanta persone; l'ultima se ne č andata nel 1960.
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Oltre Tetti Bariau si trascura un poco evidente sentiero sulla sinistra in discesa che conduce alla vecchia fonte della borgata; si continua a scendere, pił dolcemente, fino ad incontrare la mulattiera che rimonta il Vallone della Meris (segnavia N4). La si segue verso sinistra, scendendo piuttosto ripidi su fondo selciato fino a ritornare nell'abitato di Sant'Anna di Valdieri. Tra le case, la mulattiera si trasforma in una piccola stradina asfaltata: quando si biforca ci si tiene a sinistra, scendendo una viuzza pedonale che sbuca presso il vecchio ufficio postale di Sant'Anna di Valdieri (969 m, 0:20 - 0:25 ore da Tetti Bariau). Ci si ora trova poco a monte rispetto a dove si era incominciato il percorso: scendendo verso sinistra lungo la strada asfaltata si ritorna al Museo della Segale.
La festa della Segale
Ogni anno, la terza domenica di agosto, si tiene a Sant'Anna di Valdieri la Festa della Segale 18111213141516. Questa rievocazione in costume tradizionale, nella quale vengono riproposte antiche tradizioni quali la battitura a mano della segale, č dedicata ad un cereale che ha rappresentato per decenni una indispensabile fonte di sostentamento per le popolazioni di montagna.
La battitura era l'operazione svolta per recuperare la granella. La segale veniva battuta con il "correggiato" (o "cavalia") 17, un attrezzo composto da due bastoni di cui uno funziona da battacchio e l'altro da manico, uniti al centro da una correggia di cuoio. Nel caso gli steli fossero stati destinati alla copertura dei tetti, allo scopo di non rovinare gli steli, la battitura avveniva con lo "sbarbellour", una lastra di pietra o un tronco concavo sui quali venivano percosse le spighe. Fondamentale, soprattutto in questo caso, la completa rimozione dei chicchi, onde evitare che i topi, attirati dal cibo, infestassero il tetto.
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La segale
La segale č un cereale simile al frumento, rispetto al quale presenta steli pił robusti, foglie strette e corte e spiga lunga. Originaria degli altipiani dell'Asia centrale (Iran, Armenia, Turchia), ed inizialmente considerata un'infestante dei campi di grano e orzo, fu in seguito coltivata per la notevole adattabilitą alle condizioni climatiche e del suolo. La sua rusticitą faceva si che la segale si adattasse molto bene alle condizioni climatiche delle valli alpine. Per la copertura dei tetti, gli steli preferiti erano quelli lunghi e sottili, molto mineralizzati, cresciuti nei terreni pił poveri dove la segale veniva seminata proprio con questo proposito. La semina avveniva all'inizio dell'autunno e la maturazione delle spighe a partire dalla fine di giugno. Perché la paglia potesse essere utilizzata per i tetti, doveva essere mietuta con la falce, tagliando gli steli il pił possibile vicino al terreno. Dopo qualche giorno di essiccazione, i covoni venivano ritirati ed erano pronti per essere utilizzati.
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L'Ecomuseo della Segale
Nella primavera 2010 ha aperto i battenti a Sant'Anna la sede museale dell'Ecomuseo della Segale 1920, struttura espositiva che ricorda usi, tradizioni ed impieghi di questo prezioso cereale in Valle Gesso come nel resto del mondo.
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Carta schematica - Itinerario 11.16
Mappa su base © OpenStreetMap contributors - licenza CC-BY-SA [?]
[Scarica la traccia GPS in formato GPX]
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione di Valdieri, proseguendo poi per S.Anna di Valdieri, dove si lascia l'auto.
Note: Il percorso descritto č parte integrante dell'Ecomuseo della Segale, che comprende anche una sede museale ubicata nell'abitato di Sant'Anna. Lungo il percorso sono installati pannelli informativi. Per la visita del museo, rivolgersi alla Locanda I Bateur di Sant'Anna, dove č anche possibile il noleggio di una audio-guida. Alla data del sopralluogo, l'abitazione di Tetti Bariau era internamente in corso di ristrutturazione. Le coperture in paglia dei tetti hanno invece ceduto agli anni e alle intemperie e sono state temporaneamente (?) protette da teloni in plastica.
Ultimo aggiornamento: Estate 2014
19 - Un angolo dell'Ecomuseo della Segale (2010)
19 - Un angolo dell'Ecomuseo della Segale (2010)
11 - Ultime riflessioni prima della 'battitura'... (2007)
11 - Ultime riflessioni prima della 'battitura'... (2007)
16 - Signora in costume tradizionale (2007)
16 - Signora in costume tradizionale (2007)
18 - C'č qualcuno che da ancora del 'tu' alla segale... (2007)
18 - C'č qualcuno che da ancora del 'tu' alla segale... (2007)
4 - Tetti Bartola, particolare della cucina dell'abitazione riattata (2006)
4 - Tetti Bartola, particolare della cucina dell'abitazione riattata (2006)
20 - Ciotole piene di cereali... (2010)
20 - Ciotole piene di cereali... (2010)
15 - Particolare di un ombrellino parasole (2007)
15 - Particolare di un ombrellino parasole (2007)
8 - La mulattiera che sale a Tetti Bartola (2007)
8 - La mulattiera che sale a Tetti Bartola (2007)
10 - L'abitazione riattata a Tetti Bariau (2007)
10 - L'abitazione riattata a Tetti Bariau (2007)
13 - Un cesto di lavanda (2007)
13 - Un cesto di lavanda (2007)
5 - Tetti Bartola, la stalla (2006)
5 - Tetti Bartola, la stalla (2006)
7 - L'abitazione a Tetti Bartola con tetto in paglia di segale, riattata dal Parco nel 1999 (2006)
7 - L'abitazione a Tetti Bartola con tetto in paglia di segale, riattata dal Parco nel 1999 (2006)
12 - La fisarmonica semitonata (o 'semitun'), strumento tradizionale delle vallate occitane (2007)
12 - La fisarmonica semitonata (o 'semitun'), strumento tradizionale delle vallate occitane (2007)
9 - Il forno comunitario a Tetti Bartola (2007)
9 - Il forno comunitario a Tetti Bartola (2007)
1 - Tetti Bariau, decorazione sul soffitto dell'abitazione ristrutturata (2006)
1 - Tetti Bariau, decorazione sul soffitto dell'abitazione ristrutturata (2006)
2 - Tetti Bariau, interno dell'abitazione ristrutturata (2006)
2 - Tetti Bariau, interno dell'abitazione ristrutturata (2006)
6 - Tetti Bartola, la stalla con il letto e la gabbia per il maiale (2006)
6 - Tetti Bartola, la stalla con il letto e la gabbia per il maiale (2006)
3 - Panorama sulla Valle Gesso di Valdieri e sulle Cime dell'Asta dalla localitą Gorgąs (2006)
3 - Panorama sulla Valle Gesso di Valdieri e sulle Cime dell'Asta dalla localitą Gorgąs (2006)
17 - La battitura della segale con il 'correggio' (2007)
17 - La battitura della segale con il 'correggio' (2007)
Commenti all'itinerario 11.16
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marcella 60
giovedģ 09 agosto 2012
[ 95.74.*.*]

Mercoledi 8 agosto 2012. Abbiamo percorso l'itinerario delle borgate, molto belle caratteristiche le case col tetto in paglia di segale, sentiero pulito ben segnalato quasi tutto all'ombra ideale per una giornata calda com'era ieri.

anonimo
venerdģ 29 agosto 2014
[ 93.147.*.*]

Giovedì 28 agosto 2014 percorso l'itinerario sino a Tetti Bartola non proseguito per mancanza di tempo. Bel sentiero pulito, indicazioni e descrizioni molto complete. Da anni villeggiante ad Entracque non ho mai scoperto questo bellissimo itinerario, sarebbe da publicizzare meglio. Complimenti, al piu' presto spero di compiere tutto il percorso.

Pizzofinto
martedģ 28 luglio 2015
[ 5.90.*.*]

Fatto con bambino di 7 mesi. Bellissimo itinerario!

QR Code - Itinerario 11.16