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11.16 Lou Viol di Tāit: Sant'Anna di Valdieri (970 m) - Tetti Bartola (1060 m) - Tetti Bariau (1150 m) - Sant'Anna di Valdieri (970 m)
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14 - La sflilata in costume (2007)
14 - La sflilata in costume (2007)

Un interessante anello per entrare nella storia recente delle popolazioni che hanno vissuto per secoli in montagna. Si toccano due borgate di Sant'Anna, abitate fino alla metā del secolo scorso, dove č possibile osservare due edifici ristrutturati dal Parco con le originarie coperture dei tetti in paglia di segale. Il percorso fa parte dell'Ecomuseo della Segale, che prevede tre sedi espositive: una a Sant'Anna (sede museale vera e propria), e le due abitazioni ristrutturate a Tetti Bartola e Tetti Bariau.

Itinerario ad anello
Da Sant'Anna di Valdieri (970 m) a: Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltā Distanza
Colletto non nominato (1200 m) +240/-10 m - 1:20 ore - E -
Sant'Anna di Valdieri (970 m) +240/-240 m - 2:00 ore - E -

Descrizione: All'inizio del paese si sale la strada che porta al cimitero. Qui, sulla sinistra, ha inizio il percorso vero e proprio. Quasi subito si incontra un bivio e si prende a destra, lasciando davanti la traccia che ridiscende in paese. Si sale con pendenze moderate lungo una bella mulattiera 8 in un fitto bosco misto di latifoglie (carpino bianco, faggio, frassino, nocciolo, acero, ...). Si passa un ruscello su passerella in legno e si prosegue a salire, nel piccolo Vallone della Sauma, in mezzo ai resti di antichi terrazzamenti. Dopo un tratto a mezzacosta in leggera salita e dopo aver incontrato un piccolo rio, una breve ripida salita porta a Tetti Bartola (pr. Tetti Bartōla). Avvicinandosi alla borgata si iniziano ad incontrare anche noci e ciliegi, a testimonianza dei tempi in cui questa frazione era abitata tutto l'anno ed anzi, visto il migliore soleggiamento invernale, veniva frequentata anche dagli abitanti di fondovalle.
A Tetti Bartola 79 (Tāit Bartōla) si incontra una prima abitazione ristrutturata 456 con il caratteristico tetto in paglia di segale.
La costruzione di un tetto in paglia
La copertura del tetto in paglia di segale avveniva sovrapponendo mazzi successivi di paglia, in genere ricoprendo il tetto procedendo parallelamente alla linea di gronda. La prima operazione consistiva nell'orlare i bordi delle falde con mazzi fissati alla struttura portante del tetto. Quindi si posavano mazzi di paglia (di circa 40 cm di diametro) a file orizzontali, con le spighe rivolte verso l'alto, procedendo da sinistra verso destra. Per fissare la paglia alla sottostante orditura si usavano verghe di nocciolo o preferibilmente di castagno, fissate ai listelli di legno sottostanti con ciuffi di paglia o rametti di salice (solo dai primi del '900 si č incominciato ad usare filo di ferro). Terminata una fila si iniziava quella successiva avendo cura di ricoprire le verghe usate per il fissaggio della fila precedente. Ogni metro quadrato di tetto richiedeva circa 30 chili di paglia. Per la realizzazione del colmo si ripiegavano sulla falda opposta le punte dei mazzi di ciscuna falda, fissando anch'esse alla struttura sottostante.
[Tetti di Paglia][-]
Si attraversa il paese e, raggiunto il forno comune, si svolta sulla sinistra trascurando la mulattiera che continua in salita. Si supera una fontana in legno, si oltrepassa una abitazione privata e, in lieve discesa, si attraversa una seconda passerella in legno. Dopo un tratto a mezzacosta in leggera salita, una lunga serie di tornanti abbastanza ripidi fa quindi guadagnare quota fino a raggiungere una grossa sporgenza rocciosa, "lo Gorgās", dalla quale si gode ottima vista su Sant'Anna di Valdieri e sulla valle 3.
I toponimi "Gorgas" e "Bariau"
Il curioso toponimo del posto, "lo Gorgās", deriva dalla presenza di un ristagno d'acqua in una piccola concavitā della roccia. Tetti Bariau invece, deve quasi certamente il suo nome alla sua posizione a ridosso di un ripido pendio roccioso: "bariao" č un termine occitano utilizzato per indicare una strettoia o un passaggio obbligato.
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Dopo l'ennesimo tratto a mezzacosta e un'ultima breve salita, si inizia una ripida discesa con numerosi tornanti fino a Tetti Bariau (Tāit Bariau) dove, scendendo sulla sinistra, si trova una seconda abitazione ristrutturata dal Parco 1012.
Tetti Bariau e Tetti Bartola
Tetti Bariau, abbandonati definitivamente alla fine degli anni '70, accoglievano una trentina di persone ai primi del '900. Ben pių affollata era la borgata di Tetti Bartola, che all'inizio del secolo scorso contava circa sessanta persone; l'ultima se ne č andata nel 1960.
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Oltre Tetti Bariau si trascura un poco evidente sentiero sulla sinistra in discesa e si continua a scendere, pių dolcemente, fino ad incontrare la mulattiera che sale nel Vallone della Meris (segnavia N4). La si segue verso sinistra fino a ritornare nell'abitato di Sant'Anna di Valdieri, ma pių a monte rispetto a dove si era incominciato il percorso.
La festa della Segale
Ogni anno, la terza domenica di agosto, si tiene a Sant'Anna di Valdieri la Festa della Segale 18111213141516. Questa rievocazione in costume tradizionale, nella quale vengono riproposte antiche tradizioni quali la battitura a mano della segale, č dedicata ad un cereale che ha rappresentato per decenni una indispensabile fonte di sostentamento per le popolazioni di montagna.
La battitura era l'operazione svolta per recuperare la granella. La segale veniva battutta con il "correggiato" (o "cavalia") 17, un attrezzo composto da due bastoni di cui uno funziona da battacchio e l'altro da manico, uniti al centro da una correggia di cuoio. Nel caso gli steli fossero stati destinati alla copertura dei tetti, allo scopo di non rovinare gli steli, la battitura avveniva con lo "sbarbellour", una lastra di pietra o un tronco concavo sui quali venivano percosse le spighe. Fondamentale, soprattutto in questo caso, la completa rimozione dei chicchi, onde evitare che i topi, attirati dal cibo, infestassero il tetto.
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La segale
La segale č un cereale simile al frumento, rispetto al quale presenta steli pių robusti, foglie strette e corte e spiga lunga. Originaria degli altipiani dell'Asia centrale (Iran, Armenia, Turchia), ed inizialmente considerata un'infestante dei campi di grano e orzo, fu in seguito coltivata per la notevole adattabilitā alle condizioni climatiche e del suolo. La sua rusticitā faceva si che la segale si adattasse molto bene alle condizioni climatiche delle valli alpine. Per la copertura dei tetti, gli steli preferiti erano quelli lunghi e sottili, molto mineralizzati, cresciuti nei terreni pių poveri dove la segale veniva seminata proprio con questo proposito. La semina avveniva all'inizio dell'autunno e la maturazione delle spighe a partire dalla fine di giugno. Perchč la paglia potesse essere utilizzata per i tetti, doveva essere mietuta con la falce, tagliando gli steli il pių possibile vicino al terreno. Dopo qualche giorno di essicazione, i covoni venivano ritirati ed erano pronti per essere utilizzati.
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L'Ecomuseo della Segale
Nella primavera 2010 ha aperto i battenti a Sant'Anna l'Ecomuseo della Segale 1920, struttura espositiva che ricorda usi, tradizioni ed impieghi di questo prezioso cereale in Valle Gesso come nel resto del mondo.
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Carta schematica - Itinerario 11.16

Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione di Valdieri, proseguendo poi per S.Anna di Valdieri, dove si lascia l'auto.
Note: Il percorso descritto č parte integrante dell'Ecomuseo della Segale, che comprende anche una sede museale ubicata nell'abitato di Sant'Anna. Lungo il percorso sono installati pannelli informativi. Per la vistia del museo, rivolgersi alla Locanda I Bateur di Sant'Anna, dove č anche possibile il noleggio di una audio-guida. Alla data del sopralluogo, l'abitazione di Tetti Bariau era internamente in corso di ristrutturazione.

Ultimo aggiornamento: Primavera 2010

19 - Un angolo dell'Ecomuseo della Segale (2010)
19 - Un angolo dell'Ecomuseo della Segale (2010)
11 - Ultime riflessioni prima della 'battitura'... (2007)
11 - Ultime riflessioni prima della 'battitura'... (2007)
16 - Signora in costume tradizionale (2007)
16 - Signora in costume tradizionale (2007)
18 - C'č qualcuno che da ancora del 'tu' alla segale... (2007)
18 - C'č qualcuno che da ancora del 'tu' alla segale... (2007)
4 - Tetti Bartola, particolare della cucina dell'abitazione riattata (2006)
4 - Tetti Bartola, particolare della cucina dell'abitazione riattata (2006)
20 - Ciotole piene di cereali... (2010)
20 - Ciotole piene di cereali... (2010)
15 - Particolare di un ombrellino parasole (2007)
15 - Particolare di un ombrellino parasole (2007)
8 - La mulattiera che sale a Tetti Bartola (2007)
8 - La mulattiera che sale a Tetti Bartola (2007)
10 - L'abitazione riattata a Tetti Bariau (2007)
10 - L'abitazione riattata a Tetti Bariau (2007)
13 - Un cesto di lavanda (2007)
13 - Un cesto di lavanda (2007)
5 - Tetti Bartola, la stalla (2006)
5 - Tetti Bartola, la stalla (2006)
7 - L'abitazione a Tetti Bartola con tetto in paglia di segale, riattata dal Parco nel 1999 (2006)
7 - L'abitazione a Tetti Bartola con tetto in paglia di segale, riattata dal Parco nel 1999 (2006)
12 - La fisarmonica semitonata (o 'semitun'), strumento tradizionale delle vallate occitane (2007)
12 - La fisarmonica semitonata (o 'semitun'), strumento tradizionale delle vallate occitane (2007)
9 - Il forno comunitario a Tetti Bartola (2007)
9 - Il forno comunitario a Tetti Bartola (2007)
1 - Tetti Bariau, decorazione sul soffitto dell'abitazione ristrutturata (2006)
1 - Tetti Bariau, decorazione sul soffitto dell'abitazione ristrutturata (2006)
2 - Tetti Bariau, interno dell'abitazione ristrutturata (2006)
2 - Tetti Bariau, interno dell'abitazione ristrutturata (2006)
6 - Tetti Bartola, la stalla con il letto e la gabbia per il maiale (2006)
6 - Tetti Bartola, la stalla con il letto e la gabbia per il maiale (2006)
3 - Panorama sulla Valle Gesso di Valdieri e sulle Cime dell'Asta dalla localitā Gorgās (2006)
3 - Panorama sulla Valle Gesso di Valdieri e sulle Cime dell'Asta dalla localitā Gorgās (2006)
17 - La battitura della segale con il
17 - La battitura della segale con il "correggio" (2007)

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