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Trekking 'Sui sentieri del Re'
11.20 Entracque, Chiesa di Sant'Antonio - Gorge della Reina - Colletto della Lausa - Entracque, Chiesa di Sant'Antonio
Entracque, Chiesa di Sant'Antonio (922 m) - Tetti Violin (1042 m) - Gorge della Reina (1190 m) - Tetti Stramondin (1228 m) - Colletto della Lausa (1305 m) - Entracque, Chiesa di Sant'Antonio (922 m)
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13 - Le bancate calcaree nelle quali si aprono le Gorge della Reina (2013)
13 - Le bancate calcaree nelle quali si aprono le Gorge della Reina (2013)
Semplice anello adatto alle mezze stagioni per la buona esposizione al sole dei versanti. Di indubbio fascino la stretta gola delle Gorge della Reina, la cui visita, da effettuare con un pizzico prudenza, è invece consigliabile in autunno, quando la neve che ivi si accumula si è completamente sciolta e le temperature lungo il percorso non sono torride. Degna di nota anche la piacevolissima discesa nel bosco di conifere dal Colletto della Lausa.
A Da Chiesa di Sant'Antonio a Entracque (922 m) a: Dislivello
[m]
Dislivello A/R
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Tempo
[h:mm]
Tempo A/R
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Distanza
[m]
Difficoltà Segnavia
B Tetti Violin (1042 m) +135 / -15 - 0:30 - 0:35  -  1454 T M30 » =
C Gorge della Reina (1190 m) +291 / -23 - 1:05 - 1:15  -  2998 E = » M30 » =
D Tetti Stramondin (1228 m) +351 / -45 - 1:25 - 1:40  -  4038 E = » M30
E Colletto della Lausa (1305 m) +469 / -86 - 1:50 - 2:10  -  5042 E M30
F Chiesa di Sant'Antonio a Entracque (922 m) +500 / -500 - 2:40 - 3:05  -  7583 E N30 » =
Profilo altimetrico - Itinerario 11.20
Descrizione: Dalla Chiesa di Sant'Antonio a Entracque (922 m) si percorre la strada asfaltata in direzione di Valdieri per una cinquantina di metri, poi si imbocca sulla destra una stradina sterrata (segnavia M30). La stradina si trasforma subito in mulattiera selciata e s'innalza nel bosco con un paio di svolte. La mulattiera taglia in costa il pendio, alta sulla forra scavata dal Rio Costabella, poi lo scavalca su un ponticello in pietra.
Subito oltre il ponte si ignora il sentiero a sinistra che si inoltra nel Vallone di Costabella (utilizzato per chiudere un anello più breve come indicato nel seguito) e si prosegue verso est in falsopiano, tra vecchi terrazzamenti ricolonizzati dal bosco 10. Si tralascia una diramazione a sinistra (non segnalata, ancora per il succitato vallone) e si prosegue in piano fino a una poco evidente biforcazione: trascurando il sentiero in piano a sinistra, ci si tiene sulla mulattiera che scende verso destra.
Si supera su un ponte in legno il torrente che scende dal Vallone delle Balme di Gherra e si risale brevemente, fino ad immettersi poco oltre su una pista sterrata. Si compie qui una prima deviazione dal percorso ad anello di questo itinerario: si segue la pista verso destra, raggiungendo in qualche minuto la graziosa borgata di Tetti Violin (1042 m, 0:30 - 0:35 ore da Entracque, fontana), con le case disposte in fila a massimizzare l'esposizione al sole.
Tornati sui propri passi fino all'ultimo bivio, si tiene la destra proseguendo lungo la pista sterrata. Quando questa si biforca, si lascia il ramo di sinistra e si sale a destra su un'ampia mulattiera, allargata per lavori di captazione idrica.
Lungo la salita, sul versante opposto del vallone, alle pendici di Punta Stramondin, si possono osservare i resti di una caratteristica balma, Tetto Couset 5, costruita interamente in una cavità della parete rocciosa.
La mulattiera sale tra bosco e piccole radure 2, a tratti delimitata da muretti a secco, e giunge all'ennesimo bivio, dove termina dividendosi in due sentieri. Si lascia a destra il ramo diretto al Pian dei Funs e ci si tiene a sinistra. Si attraversa un breve tratto tra ginepri e si entra in un bel bosco di faggio 11; con percorso pianeggiante il sentiero taglia ripidi pendii e sbuca ai piedi di imponenti pareti calcaree alla testata del vallone.
Volgendo a sinistra si attraversa un piccolo rio, si trascura una traccia che scende a sinistra e si riprende a salire lungo i fianchi della Punta Balmarossa. Si percorrono però solo pochi metri 4, fino ad un altro bivio, dove incomincia la seconda deviazione di questo itinerario: si segue il sentiero a destra, salendo ripidi verso l'imbocco della stretta, profonda e spettacolare gola delle Gorge della Reina (1190 m, 0:35 - 0:40 ore da Tetti Violin) 389.
Lo stretto intaglio roccioso 12 è percorso alla base da un piccolo rio, mentre dalle verticali pareti spesso gocciola acqua. Il fondo delle gorge è cosparso di detriti, tronchi e ramaglie. La neve può rimanervi fino a primavera inoltrata, nonostante la quota relativamente bassa. C'è il rischio che dall'alto delle pareti possano cadere sassi o altri detriti.
Ciò premesso, quando sgombro da neve, il fondo delle gorge è percorribile su una traccia di sentiero, che per brevi tratti attraversa o percorre il piccolo corso d'acqua (un minimo di attenzione alle pietre rese scivolose). Al termine della stretta forra le pareti rocciose si aprono a formare una sorta di enorme marmitta, dalla forma quasi circolare, dove scende una esile ma abbastanza alta cascatella.
Nel primo pomeriggio il sole riesce a penetrare nelle gorge, rendendo questo forse l'orario migliore per la visita. Il periodo consigliato è invece l'autunno, anche inoltrato, quando il fondo è sgombro di neve e l'ottima esposizione del sentiero permette di godere ancora di climi assai miti. Il percorso di andata e ritorno prevede circa mezz'ora (difficoltà E).
La Réino Jano
Il toponimo Gorge della Reina fa riferimento alla Regina Giovanna d'Angiò, salita al trono del Regno di Napoli nel 1343 alla morte dello zio Roberto, a soli 16 anni. La sua vita non eccessivamente fortunata (di quattro matrimoni, tutti terminarono con la morte del consorte) la portò solo sporadicamente a rifugiarsi in cerca di riposo e tranquillità nelle terre del cuneese, ma tanto bastò a farla entrare in miti e leggende con l'appellativo, decisamente più popolare, di "Rèino Jano".
In questo caso specifico, tradizione vuole che la Regina Giovanna abbia rifiutato di prendere in sposo il figlio del Re di Francia. Questi, adirato per il rifiuto, le mosse incontro con il suo esercito. La Regina si rifugiò allora a Roaschia, in attesa degli eventi. Le truppe del figlio del Re di Francia, schieratesi sulla cima del monte per guadagnare una posizione dominante prima di sferrare l'attacco, furono però fatte sprofondare dall'ira divina nell'abisso delle gorge, apertosi sotto di esse.
[Piemonte Parchi n.176, pp.46-47]
[La Guida del Parco Alpi Marittime, p.157] [I sentieri della Storia, pp.282-283]
Ridiscesi sul sentiero principale e svoltando a destra, si continua la ripida salita 13 alle pendici della Punta Balmarossa, poi si traversa in piano 67, si supera un modesto impluvio e infine si giunge al colletto prativo ove si trovano i pochi ruderi di Tetti Stramondin (1228 m, 0.20 – 0.25 ore dall'imbocco delle Gorge della Reina). Scendendo sul versante opposto, si incontra quasi subito un bivio: il sentiero di destra punta al Colletto della Lausa, mentre continuando diritti la discesa si ritorna a Entracque, chiudendo un anello più breve.
Seguendo il sentiero per Entracque, si discende il Vallone di Costabella, con qualche tornante in un bel bosco misto di latifoglie. Dopo un lungo traverso in discesa, un paio di svolte conducono ad una radura. Qui si ignora una diramazione a sinistra, pianeggiante, e ci si tiene a destra, andando ad intercettare, pochi metri più a valle, una vecchia mulattiera. Si segue verso sinistra la mulattiera e si scende a fianco del Rio Costabella, sulla sinistra idrografica, fino a tornare sul ponticello in pietra incontrato durante la salita (Dislivello: +0/-213 m; Tempo: 0:30 - 0:35 ore; Difficoltà: E; Distanza: 1454 m). Con percorso a ritroso di alcuni minuti si rientra quindi a Entracque.
Si svolta a destra, seguendo il bel sentiero (segnavia M30) che scende lentamente a mezzacosta nel bosco, supera un piccolo impluvio e torna a salire. Passato un secondo impluvio, su terreno più aperto 114, quando il sentiero si biforca si tiene la sinistra (il ramo di destra non è altro che una scorciatoia di qualche metro); una salita un poco più ripida, con pochi ampi tornati, conduce infine al Colletto della Lausa (1305 m circa, 0:25 - 0:30 ore da Tetti Stramondin) 15.
Sul modesto valico si trascura il sentiero di destra per il Passo di Costabella e il Passo del Van (segnavia N30), e si tiene invece la sinistra (ancora segnavia N30). Il comodissimo sentiero scende a stretti tornanti regolari in un fitto bosco di larici e abeti 16 (qualche bello scorcio sulle pareti della Cima della Lausa). Solo dopo aver perso quasi 150 metri di quota i tornanti si fanno più lunghi: il sentiero passa il letto di un piccolo rio, piega a sud e inizia un traverso in leggera discesa. Ormai fuori dal bosco, il sentiero passa un ulteriore rio, si trasforma in mulattiera inerbita e si allunga alle spalle delle case di Entracque 17.
Con un ultimo tornante la mulattiera si immette su una pista sterrata, che si segue verso sinistra. Solo pochi metri e si raggiunge una stradina asfaltata, via Caduti in Guerra. Si scende lungo la stradina (si ignorano le diramazioni sterrate a destra) e si arriva in Corso Francia. Si svolta a sinistra e si sale in Corso Francia fino a tornare alla Chiesa di Sant'Antonio (922 m, 0:50 - 0:55 ore dal Colletto della Lausa).
Carta schematica - Itinerario 11.20
Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA [?]
[Scarica la traccia GPS in formato GPX]
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri. Passato l'abitato di Valdieri, alla rotatoria, si svolta a sinistra per Entracque All'ingresso di Entracque si seguono le indicazioni a sinistra per Trinità e si arriva in Corso Francia, che si percorre fino alla Chiesa di Sant'Antonio. Disponibile un posteggio per diverse auto.
Note: -
Cartografia: [Fra n.15] [AsF n.4] [Blu n.1] [IGC n.113] [IGC n.8]
(i riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia).
Ultimo aggiornamento: Primavera 2017
1 - Asfodelo montano (<i>Asphodelus albus</i>) (2004)
1 - Asfodelo montano (Asphodelus albus) (2004)
2 - Orchidea sambucina (<i>Orchis sambucina</i>) (2004)
2 - Orchidea sambucina (Orchis sambucina) (2004)
3 - Le Gorge della Reina (2004)
3 - Le Gorge della Reina (2004)
11 - Il bosco di faggio poco a valle delle Gorge della Reina (2013)
11 - Il bosco di faggio poco a valle delle Gorge della Reina (2013)
12 - All'interno delle Gorge della Reina (2013)
12 - All'interno delle Gorge della Reina (2013)
5 - La caratteristica balma di Tetto Couset (2004)
5 - La caratteristica balma di Tetto Couset (2004)
14 - Rocce sedimentarie (in primo piano) e ignee (sullo sfondo) a confronto... (2017)
14 - Rocce sedimentarie (in primo piano) e ignee (sullo sfondo) a confronto... (2017)
6 - Il Monte Aiera dai pressi di Tetti Stramondin (2005)
6 - Il Monte Aiera dai pressi di Tetti Stramondin (2005)
8 - Le Gorge della Reina (2005)
8 - Le Gorge della Reina (2005)
15 - Al Colletto della Lausa (2017)
15 - Al Colletto della Lausa (2017)
7 - Il Vallone della Rovina dai pressi di Tetti Stramondin; in basso a destra la Diga della Piastra (2005)
7 - Il Vallone della Rovina dai pressi di Tetti Stramondin; in basso a destra la Diga della Piastra (2005)
4 - Il Monte Ray dai pressi delle Gorge (2004)
4 - Il Monte Ray dai pressi delle Gorge (2004)
9 - Le Gorge della Reina (2005)
9 - Le Gorge della Reina (2005)
16 - Nel bosco di conifere che si attraversa scendendo dal Colletto della Lausa (2017)
16 - Nel bosco di conifere che si attraversa scendendo dal Colletto della Lausa (2017)
17 - Panorama su Entracque (2017)
17 - Panorama su Entracque (2017)
10 - Un tratto della mulattiera per Tetti Violin (2013)
10 - Un tratto della mulattiera per Tetti Violin (2013)
Commenti all'itinerario 11.20
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Deny78
domenica 21 ottobre 2012
[ 84.222.*.*]

Abbiamo percorso il sentiero oggi, senza peró arrivare alle Gorge, e l'abbiamo trovato interessante e bello. Il parcheggio è comodo, buona parte del sentiero era al sole, anche noi che non siamo esperti abbiamo trovato facilmente le indicazioni. Saluti, Denise

QR Code - Itinerario 11.20