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11.20 Entracque (895 m) - Colletto della Lausa (1322 m) - Gorge della Reina (1190 m) - Entracque (895 m)

Di indubbio fascino la stretta gola delle Gorge della Reina, l'intero anello costituisce un buon itinerario di inizio stagione, per la sua ottima esposizione al sole in buona parte del tracciato. La visita all'interno delle Gorge, da effetturare con prudenza, è invece consigliabile in estate, quando la neve che ivi si accumula si è completamente sciolta.

Itinerario ad anello
Da Entracque (895 m) a:
Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltà Distanza
Colletto della Lausa (1322 m)
+427m / -0m - 1:30 ore - E  
Entracque (895 m)
+502m / -75m - 3:15 ore - E  

Descrizione: Passate le ultime case, si prende sulla destra la mulattiera per il Colletto della Lausa. Si sale a tornanti tra resti di terrazzamenti ora invasi dalla vegetazione (biancospino, frassino, rosa selvatica). Si entra quasi subito in un bosco di conifere di origine antropica , a prevalenza di larice ma con presenza di abete rosso, pino silvestre, pino strobo e alcune latifoglie. La mulattiera, ormai trasformatasi in sentiero, sale inizialmente ripida con numerosi tornanti, che diventano più stretti mano a mano che si guadagna quota. Di tanto in tanto si aprono tra la fitta vegetazione bei panorami sul Vallone del Bousset , sulla Diga della Piastra e sulle pareti calcaree del Monte Lausa. In prossimità del colletto la salita si fa meno ripida ed i tornanti sono separati da lunghi traversi. Giunti al Colletto della Lausa bisogna uscire dal bosco e puntare in direzione ESE verso il colletto alle spalle di Punta Stramondin. Il sentiero perde quota con qualche tornante ed attraversa un costone prativo del Vallone di Costabella, tra rada vegetazione (betulla, ciliegio, salicone, ginepro). Un lungo mezzacosta in lieve discesa porta ad attraversare un piccolo impluvio. Si tralascia a destra una traccia che scende nel Vallone di Costabella quindi, con percorso ora pianeggiante, si entra in un giovane bosco e si supera un secondo impluvio. Una breve salita permette di raggiungere il sentiero che sale dal Vallone di Costabella. Lo si segue in salita verso sinistra e si raggiungono i ruderi di Tetti Stramondin e l'omonimo Colletto Stramondin.
Seguendo il sentiero verso destra, invece, si discende il Vallone di Costabella, in un bel bosco misto di latifoglie, con lunghi e comodi tornanti. Trascurata una evidente traccia sulla destra, e percorso un lungo traverso in discesa, alcuni tornanti portano ad una radura. Qui ci si sposta su traccia in direzione del letto del Rio Costabella, lungo la sponda sinistra orografica del quale si trova una vecchia mulattiera. Subito al di là del rio, un rimboschimento di abete rosso può essere utilizzato come punto di riferimento. Si segue la mulattiera in discesa fino ad arrivare al ponte in pietra che attraversa il rio, incontrando l'itinerario principale.
Si prosegue verso E a mezzacosta, lasciando poco oltre una traccia sulla destra che scende alla strada di servizio dell'ENEL e di qui a Tetti Violin. Passato un ruscelletto, si prosegue in piano tra ripidi costoni prativi punteggiati di ginepro, fino a raggiungere le Gorge della Reina (poco prima delle gorge un sentierino si stacca sulla sinistra e si addentra tra le strettissime e verticali pareti rocciose ).
Il toponimo Gorge della Reina fa riferimento alla Regina Giovanna d'Angiò, salita al trono del Regno di Napoli nel 1343 alla morte dello zio Roberto, a soli 16 anni. La sua vita non ecessivamente fortunata (di quattro matrimoni, tutti terminarono con la morte del consorte) la portò spesso a rifugiarsi in cerca di riposo e tranquillità nelle terre del cuneese, delle quali era originaria la famiglia.
Personaggio di indubbio fascino, la regina fu particolarmente amata dai suoi sudditi, tanto che numerose sono ancor oggi le leggende che vedono come protagonista la "Rèino Jano". In questo caso specifico, tradizione vuole che la Regina Giovanna abbia rifiutato di prendere in sposo il figlio del Re di Francia. Questi, adirato per il rifuto, le mosse incontro con il suo esercito. La Regina si rifugiò allora a Roaschia, in attesa degli eventi. Le truppe del figlio del Re di Francia, schieratesi sulla cima del monte per guadagnare una posizione dominante prima di sferrare l'attacco, furono però fatte sprofondare dall'ira divina nell'abisso delle gorge, apertosi sotto di esse.
[Piemonte Parchi, n.163] [La Guida del Parco Alpi Marittime]
Attraversati i due rii che scendono dalle gorge, si passa in un piccolo boschetto di faggio , oltre il quale si prosegue la discesa nel Vallone delle Balme di Gherra, in mezzo ai ginepri e, in primavera, a splendide fioriture di orchidee . Sul versante E di Punta Stramondin, costruita interamente in una cavità della parete rocciosa, si vedono i resti di una caratteristica balma, Tetto Couset . Si trascura il bivio a sinistra per il Pian di Funs e si prosegue la discesa lungo il sentiero principale (alcune tracce si dipartono da ambo i lati del sentiero). Il sentiero si trasforma dapprima in un tratturo aperto per i lavori ad una captazione idrica, quindi raggiunge una strada sterrata. La si segue verso sinistra fino ad un bivio: dritto si prosegue per Tetti Violin mentre verso destra si ritorna su Entracque. Imboccata quest'ultima direzione, si attraversa su ponte in legno il rio che scende dal Vallone delle Balme di Gherra. Tornati a questo punto su mulattiera e, tralasciando le varie traccie che portano ai terrazzamenti, si prosegue in lieve discesa per un lungo tratto, fino ad incontrare, sulla destra in corrispondenza di un ponticello in pietra, il sentiero che scende dal Vallone di Costabella. Poco oltre il ponticello la discesa si fa leggermente più decisa e, con qualche tornante, si raggiunge il paese di Entracque, in Corso Francia. Lo si segue in discesa fino ad incontrare Via dei Caduti, dove ha avuto inizio l'itinerario.

Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione Valdieri ed Entracque. Passato l'abitato di Valdieri, si prende la deviazione a sinistra per Entracque. All'ingresso di Entracque si seguono le indicazioni per Trinità e si arriva in Corso Francia. Il sentiero ha inizio in Via dei Caduti, una traversa di Corso Francia.
Note: -

Ultimo aggiornamento: Primavera 2008