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11.06 Rifugio Genova Figari (2010 m) - Colle del Chiapous (2533 m) - Rifugio Morelli Buzzi (2351 m)

13 - La dorsale Ciamberline - Fenestrelle dai pressi del Colle del Chiapous e, in basso, il Bacino del Chiotas (2010)
13 - La dorsale Ciamberline - Fenestrelle dai pressi del Colle del Chiapous e, in basso, il Bacino del Chiotas (2010)

Breve traversata che consente di ammirare ottimi scenari sul Bacino del Chiotàs dal Colle del Chiapous. Il colle si raggiunge attravrsando il coronamento della Diga del Chiotàs, divenuto un passaggio obbligato dopo la costruzione del bacino. La breve discesa sul Rifugio Morelli è resa un poco malagevole dalla possibile presenza di chiazze di neve e detriti.

Traversata
Da Rifugio Genova Figari (2010 m) a:
Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltà Distanza
Colle del Chiapous (2533 m) +573/-50 m +623/-623 m 2:45 ore 4:50 ore E 7090 m
Rifugio Morelli Buzzi (2351 m) +584/-243 m +827/-827 m 3:25 ore 6:15 ore E -

Descrizione: Dal Rifugio Genova Figari si segue la strada sterrata che, con qualche saliscendi, costeggia il Bacino del Chiotas .
Il Rifugio Genova Figari è dedicato anche ad una figura storica dei primi del '900, Bartolomeo Figari. Alpinista e scialpinista, Presidente della Sezione Ligure del CAI, quindi Presidente Generale del CAI, ha di fatto istituito il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino, corpo al quale ha lasciato in eredità tutte le sue sostanze.
Costruito nel 1975 dall'ENEL ed inaugurato solo il 14 agosto 1981 causa il protrarsi dei lavori alla diga, il Rifugio Genova Figari ha mantenuto anche la denominazione del glorioso rifugio che andava a sostituire. I lavori di realizzazione dell'invaso del Chiotas hanno infatti resa necessaria la demolizione del vecchio Rifugio Genova, primo tra i rifugi delle Alpi Marittime, edificato nel lontano 1897 dalla Sezione Ligure del CAI nei pressi del Gias del Monighet a q. 1917m.
[Rifugi e Bivacchi della Sezione Ligure del CAI]
La sterrata giunge ad incontrare la strada asfaltata (privata dell'ENEL) che sale alla diga dal Lago della Rovina. La si segue verso sinistra (segnavia M9), si passa una breve galleria sotto il canale scolmatore, si attraversa l'intero coronamento della Diga del Chiotas (pr. Diga del Chiotàs) e ci si porta alla base del Vallone del Chiapous.
E' d'obbligo perdere alcuni minuti per osservare l'imponente muraglia della diga, dove spesso stormi di gracchi alpini giocano con le correnti ascensionali che ivi si creano.
Il Bacino del Chiotas è chiuso dalle due dighe del Chiotas e di Colle Laura. La Diga del Chiotas, ad arco-gravità , è alta 130 metri ed ha un coronamento di 230 metri. Il suo spessore varia tra i 37,5 metri alla base e i 5 metri alla cima. La Diga di Colle Laura, più piccola, è a gravità massiccia con andamento rettilineo. Ha un'altezza massima di 30 metri, con una lunghezza al coronamento di 70 metri.
Il Bacino del Chiotas è asservito alla centrale idroelettrica Luigi Einaudi. Intitolata nel 1999 al primo presidente eletto della repubblica italiana, è il maggior impianto idroelettrico italiano. Costruita tra il 1969 e il 1982, scavata interamente nella roccia, all'epoca della sua ultimazione risultava essere il maggior impianto del genere in Europa. Sfrutta di tre invasi, due totalmente artificiali (il già citato Chiotas e l'invaso della Piastra) ed uno ricavato con minori opere sul preesistente Lago della Rovina.
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La Centrale L. Einaudi è una 'centrale di pompaggio', che non rilascia l'acqua utilizzata per la produzione di energia ma la mantiene in circolo sfruttando gli invasi come giganteschi serbatoi. Durante il giorno, per soddisfare i picchi di richiesta, la centrale produce energia grazie ai 9 gruppi turbina/alternatore, azionati prelevando acqua dal Bacino del Chiotas. Durante la notte, la centrale consuma invece energia per pompare l'acqua, accumulata nel bacino della Piastra durante il ciclo di produzione, nuovamente nel Bacino del Chiotas. Senza questo accorgimento, le condotte forzate, che a pieno regime hanno una portata pari a quella media del Fiume Po a Torino, sarebbero in grado di svuotare i 27.300.000 mc di acqua dell'invaso del Chiotas in meno di una settimana.
L'energia utilizzata per il pompaggio è circa 1.4 volte maggiore di quella prodotta, ma il processo è comunque economicamente vantaggioso in quanto il costo dell'energia nelle ore diurne è circa 6 volte maggiore che nelle ore notturne.
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Una vecchia strada di servizio dell'ENEL, ormai ridotta a sentiero e quasi non più riconoscibile, costeggia ancora per un poco l'invaso artificiale , fino ad una biforcazione: una ramo della vecchia strada prosegue diritto, un'altro compie un tornante verso destra. Si segue quest'ultima direzione per poche decine di metri, quindi si abbandona la vecchia strada e si imbocca a sinistra un sentierino in pietraia (cartello su un masso). Il sentiero incrocia a sua volta l'altro ramo della vecchia rotabile, che attraversa, per proseguire la salita con ampi tornanti tra pietrame e detriti. Mantenendosi sulla sinistra orografica, si supera un tratto più ripido del versante con una serie di strette svolte, quindi si riprende la salita con pendenze meno accentuate e nuovamente lunghi tornanti. Tratti detritici e tratti erbosi si alternano durante il percorso, rendendo più o meno agevole il cammino; intorno a quota 2380 il sentiero compie un traverso verso sinistra (SO), si sposta sul versante destro orografico del vallone e riprende a tagliare a tornanti l'ultimo tratto erboso del pendio. Si giunge così nell'ampia valletta detritica che precede il Colle del Chiapous, dove è facile trovare neve fino a luglio inoltrato. Il sentiero si mantiene a sinistra, ai piedi delle ripidi pareti che scendono dall'Altopiano del Baus, lascia a sinistra la non molto evidente diramazione per il Passaggio del Porco e traversa quasi pianeggiante tra colate di sfasciumi fino al Colle del Chiapous .
Passato il colle, si entra nel Vallone di Lourousa. Il sentiero (segnavia N8) attraversa una piccola conchetta (anche qui è facile trovare neve fino a luglio) e scende con parecchie svolte, evidente ma malagevole, attraverso un'ampia pietraia (possibili anche in questo tratto passaggi su lingue di neve o tra grossi massi franati). In breve comunque si perde quota ed il sentiero migliora; alla prima biforcazione si prende il ramo di destra che sale al Rifugio Morelli Buzzi in pochi minuti.

Accessi: Il Rifugio Genova Figari è raggiungibile con l'Itinerario 11.05
Note: -

Ultimo aggiornamento: Estate 2010

11 - Il Bacino del Chiotas dal coronamento della Diga del Chiotas (2010)
11 - Il Bacino del Chiotas dal coronamento della Diga del Chiotas (2010)
10 - La Diga del Chiotas e il canale scolmatore dalla strada privata dell'ENEL (2010)
10 - La Diga del Chiotas e il canale scolmatore dalla strada privata dell'ENEL (2010)
14 - Il Bacino del Chiotas dall'imbocco della valletta che precede il Colle del Chiapous (2010)
14 - Il Bacino del Chiotas dall'imbocco della valletta che precede il Colle del Chiapous (2010)
12 - Il coronamento della Diga del Chiotas (2010)
12 - Il coronamento della Diga del Chiotas (2010)
6 - Panorama sul Vallone di Lourousa dal Colle del Chiapous; a sinistra, sullo sfondo, il Monte Matto (2010)
6 - Panorama sul Vallone di Lourousa dal Colle del Chiapous; a sinistra, sullo sfondo, il Monte Matto (2010)
15 - Il tratto di sentiero che costeggia il Bacino del Chiotas (2010)
15 - Il tratto di sentiero che costeggia il Bacino del Chiotas (2010)
2 - Il Rifugio Morelli Buzzi (2003)
2 - Il Rifugio Morelli Buzzi (2003)
5 - Panorama sul Vallone di Lourousa dal Colle del Chiapous (2010)
5 - Panorama sul Vallone di Lourousa dal Colle del Chiapous (2010)
7 - Panorama verso il Vallone della Rovina dal Colle del Chiapous (2010)
7 - Panorama verso il Vallone della Rovina dal Colle del Chiapous (2010)
4 - Il Bacino artificiale del Chiotas. Sulla sinistra, il vallone che porta al Colle del Chiapous (2005)
4 - Il Bacino artificiale del Chiotas. Sulla sinistra, il vallone che porta al Colle del Chiapous (2005)
1 - Il Rifugio Genova Figari in veste invernale (1988)
1 - Il Rifugio Genova Figari in veste invernale (1988)
8 - La valletta detritica che precede il Colle del Chiapous, ancora innevata a inizio luglio; sullo sfondo, da sinistra, Punta Ciamberline, Caire Ciamberline, Punta di Fenestrelle e il valico di Colle di Fenestrelle (2010)
8 - La valletta detritica che precede il Colle del Chiapous, ancora innevata a inizio luglio; sullo sfondo, da sinistra, Punta Ciamberline, Caire Ciamberline, Punta di Fenestrelle e il valico di Colle di Fenestrelle (2010)
9 - Un tratto del sentiero che sale nel Vallone del Chiapous (2010)
9 - Un tratto del sentiero che sale nel Vallone del Chiapous (2010)
3 - La Diga del Chiotas, ad arco-gravità, alta 130m. Sullo sfondo, il Colle del Chiapous (2005)
3 - La Diga del Chiotas, ad arco-gravità, alta 130m. Sullo sfondo, il Colle del Chiapous (2005)