Descrizione: Dal fondo del paese si imbocca il viottolo asfaltato
che sale ripido tra le abitazioni. Passate le ultime case, ci si inoltra
in un bosco misto di latifoglie (acero, frassino, nocciolo) su una ripida
mulattiera (segnavia N4).
Lasciato a destra il bivio per
Tetti Bariau,
la mulattiera piega per un breve tratto verso O dimunuendo la pendenza.
Passati i ruderi di
Tetti Bìaìsa,
si prosegue la salita dominando dall'alto il
Rio della Meris,
che qui forma limpide pozze.
Il
Vallone della Meris
(pr.
Vallone della Merìs:
l'accento va posto sulla 'i', diversamente dalla pronuncia
comune) deve il suo nome alla favorevole esposizione, "a merìs"
(a meriggio, ovvero a mezzogiorno), di cui gode.
[-]
Pochi tornanti e lunghi traversi portano in un fresco bosco di faggi
;
superati i
Tetti Paladin,
si prosegue ora con pendenze più lievi fino ad uscire dal
bosco, ove si tralascia sulla sinistra un sentiero che si ricongiunge con la mulattiera
poco oltre. La salita prosegue monotona con un lungo mezzacosta sul versante sinistro
orografico della valle fino a raggiungere l'ampio pianoro pascolivo di
Gias del Prato
(ruderi sparsi e un edificio ristrutturato). La mulattiera si inoltra sul
fondo del vallone, tra pascoli e detriti, affiancata pochi metri più in basso
da un sentierino parallelo con il quale si ricongiungerà più avanti.
Percorrendo un altro lungo tratto si raggiunge
un restringimento della valle, ove il
Rio della Meris
ha inciso più profondamente
il fondovalle. Subito dopo si lascia a sinistra una mulattiera che scende a guadare
il rio e si entra nel pianoro pascolivo di
Gias del Chiot della Sella,
ove si trova anche un casotto di sorveglianza del Parco
.
Questa località, un tempo nota come
Chiot de la Sela,
deve il nome alla probabile presenza in passato di una "sella"
(piccola costruzione in pietra con volta a botte,
in genere parzialmente interrata, utilizzata per la conservazione degli alimenti). Al
Chiot de la Sela
furono costruite le Reali Case di Caccia, utilizzate dai Savoia
durante le battute nel
Vallone della Meris.
[-]
Oltre il Gias, la mulattiera lascia a sinistra
una traccia che scende al torrente per riprendere a salire più decisa tra bassi arbusti
e detriti. Si passa un ruscelletto e si costeggia una cascatella per imboccare, sulla sinistra,
un sentiero che taglia un tornante. Tornati sulla mulattiera si è ormai in vista della
cascata
formata dall'emissario del
Lago sottano della Sella.
A fianco del
Gias del Lago,
si lascia a destra il bivio (segnavia N25) per il
Lago soprano della Sella
e si attraversa il
Rio della Meris
su ponte in legno
,
raggiungendo in un paio di minuti il
Rifugio Livio Bianco
,
affacciato sul
Lago sottano della Sella
in splendida posizione.
Tornati al bivio, si sale lungo il segnavia N25 tagliando in diagonale il pendio
detritico inerbito. Il sentiero raggiunge la base di una grande bastionata di rocce montonate
e le supera sulla destra, con numerosi tornanti, molti dei quali lungo i resti della
mulattiera che qui ricompare. Giunti al ripiano ove sorge il
Gias Gros
si può scorgere sulla sinistra il
Lago mediano della Sella
.
Attraversato il pianoro erboso, si riprende a salire
a tornanti tra detriti; la mulattiera quindi, con percorso tortuoso, supera un'altra
bastionata di imponenti rocce montonate, raggiunge un'imposta di caccia e perviene
ad un bivio proprio ai piedi della cascatella formata dall'emissario del lago soprano
.
Il ramo di sinistra (segnavia N17) attraversa l'emissario e sale al
Colle di Valmiana;
seguendo il ramo di destra (sempre segnavia N25 per il
Colle della Valletta),
invece, si raggiunge in breve il bellissimo
Lago soprano della Sella
,
che con i suoi 123.000mq è il più esteso del Parco.
La mulattiera si addentra ora in uno stretto valloncello laterale, attraversa un
antico ponte in pietra sull'immissario del lago, costeggia un laghetto e supera,
con qualche tornante, un dosso roccioso.
Il valloncello quindi si apre lasciando vedere la depressione del colle. Con un traverso
tra erba e detriti e pochi ultimi tornanti, la mulattiera raggiunge un enorme ometto in
pietra, visibile già da lontano, posizionato pochi metri prima del
Colle della Valletta
.
Dal colle si gode di ampio panorama, sia sul versante della Valle Stura con il sottostante
Lago soprano della Valletta,
che sul versante della Valle Gesso, con l'imponente mole del
Monte Matto.
Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la
Valle Gesso in direzione di Valdieri, proseguendo poi per Sant'Anna di Valdieri,
dove si lascia l'auto.
Note: -
Ultimo aggiornamento: Estate 2008