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11.17 Sant'Anna di Valdieri (978 m) - Lago sottano della Sella (1862 m) - Rifugio Livio Bianco (1890 m) - Lago soprano della Sella (2331 m) - Colle della Valletta (2480 m)

Escursione impegnativa, che offre il meglio dal Lago sottano della Sella al Colle della Valletta. Tre i laghi toccati, incluso il più esteso tra gli oltre cento presenti sul territorio del Parco. Chi non avesse intenzione di camminare a lungo, può comunque fermarsi al Rifugio Livio Bianco, in ottima posizione sulle sponde del Lago sottano.

Itinerario classico (andata e ritorno)
Da Sant'Anna di Valdieri (978 m) a:
Dislivello Dislivello A/R Tempo Tempo A/R Difficoltà Distanza
Rifugio Bianco (1890 m)
+912m / -0m +912m / -912m 2:40 ore 5:00 ore E  
Lago soprano della Sella (2331 m)
+1381m / -28m +1409m / -1409m 4:10 ore 7:40 ore E  
Colle della Valletta (2480 m)
+1530m / -28m +1558m / -1558m 5:00 ore 8:15 ore E  

Descrizione: Dal fondo del paese si imbocca il viottolo asfaltato che sale ripido tra le abitazioni. Passate le ultime case, ci si inoltra in un bosco misto di latifoglie (acero, frassino, nocciolo) su una ripida mulattiera (segnavia N4). Lasciato a destra il bivio per Tetti Bariau, la mulattiera piega per un breve tratto verso O dimunuendo la pendenza. Passati i ruderi di Tetti Bìaìsa, si prosegue la salita dominando dall'alto il Rio della Meris, che qui forma limpide pozze.
Il Vallone della Meris (pr. Vallone della Merìs: l'accento va posto sulla 'i', diversamente dalla pronuncia comune) deve il suo nome alla favorevole esposizione, "a merìs" (a meriggio, ovvero a mezzogiorno), di cui gode.
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Pochi tornanti e lunghi traversi portano in un fresco bosco di faggi ; superati i Tetti Paladin, si prosegue ora con pendenze più lievi fino ad uscire dal bosco, ove si tralascia sulla sinistra un sentiero che si ricongiunge con la mulattiera poco oltre. La salita prosegue monotona con un lungo mezzacosta sul versante sinistro orografico della valle fino a raggiungere l'ampio pianoro pascolivo di Gias del Prato (ruderi sparsi e un edificio ristrutturato). La mulattiera si inoltra sul fondo del vallone, tra pascoli e detriti, affiancata pochi metri più in basso da un sentierino parallelo con il quale si ricongiungerà più avanti. Percorrendo un altro lungo tratto si raggiunge un restringimento della valle, ove il Rio della Meris ha inciso più profondamente il fondovalle. Subito dopo si lascia a sinistra una mulattiera che scende a guadare il rio e si entra nel pianoro pascolivo di Gias del Chiot della Sella, ove si trova anche un casotto di sorveglianza del Parco .
Questa località, un tempo nota come Chiot de la Sela, deve il nome alla probabile presenza in passato di una "sella" (piccola costruzione in pietra con volta a botte, in genere parzialmente interrata, utilizzata per la conservazione degli alimenti). Al Chiot de la Sela furono costruite le Reali Case di Caccia, utilizzate dai Savoia durante le battute nel Vallone della Meris.
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Oltre il Gias, la mulattiera lascia a sinistra una traccia che scende al torrente per riprendere a salire più decisa tra bassi arbusti e detriti. Si passa un ruscelletto e si costeggia una cascatella per imboccare, sulla sinistra, un sentiero che taglia un tornante. Tornati sulla mulattiera si è ormai in vista della cascata formata dall'emissario del Lago sottano della Sella. A fianco del Gias del Lago, si lascia a destra il bivio (segnavia N25) per il Lago soprano della Sella e si attraversa il Rio della Meris su ponte in legno , raggiungendo in un paio di minuti il Rifugio Livio Bianco , affacciato sul Lago sottano della Sella in splendida posizione. Tornati al bivio, si sale lungo il segnavia N25 tagliando in diagonale il pendio detritico inerbito. Il sentiero raggiunge la base di una grande bastionata di rocce montonate e le supera sulla destra, con numerosi tornanti, molti dei quali lungo i resti della mulattiera che qui ricompare. Giunti al ripiano ove sorge il Gias Gros si può scorgere sulla sinistra il Lago mediano della Sella . Attraversato il pianoro erboso, si riprende a salire a tornanti tra detriti; la mulattiera quindi, con percorso tortuoso, supera un'altra bastionata di imponenti rocce montonate, raggiunge un'imposta di caccia e perviene ad un bivio proprio ai piedi della cascatella formata dall'emissario del lago soprano . Il ramo di sinistra (segnavia N17) attraversa l'emissario e sale al Colle di Valmiana; seguendo il ramo di destra (sempre segnavia N25 per il Colle della Valletta), invece, si raggiunge in breve il bellissimo Lago soprano della Sella , che con i suoi 123.000mq è il più esteso del Parco.
La mulattiera si addentra ora in uno stretto valloncello laterale, attraversa un antico ponte in pietra sull'immissario del lago, costeggia un laghetto e supera, con qualche tornante, un dosso roccioso. Il valloncello quindi si apre lasciando vedere la depressione del colle. Con un traverso tra erba e detriti e pochi ultimi tornanti, la mulattiera raggiunge un enorme ometto in pietra, visibile già da lontano, posizionato pochi metri prima del Colle della Valletta . Dal colle si gode di ampio panorama, sia sul versante della Valle Stura con il sottostante Lago soprano della Valletta, che sul versante della Valle Gesso, con l'imponente mole del Monte Matto.

Accessi: Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Gesso in direzione di Valdieri, proseguendo poi per Sant'Anna di Valdieri, dove si lascia l'auto.
Note: -

Ultimo aggiornamento: Estate 2008