01.41 Pian di Fontana - Passo di Garlenda - Monte Fronté
Pian di Fontana (1532 m) -
Margheria sottana diTanarello (1658 m) -
Margheria soprana diTanarello (1729 m) -
Passo di Garlenda (2016 m) -
Monte Fronté (2152 m)
Il Monte Fronté non è una cima elevata, ma si trova in una posizione invidiabile:
nelle giornate fredde e limpide, offre panorami spettacolari su gran parte della costa ligure
a sud e sulle Alpi Liguri a nord.
La via di accesso qui descritta non è la più semplice, sebbene diretta: una parte del sentiero
è poco evidente e quasi per nulla segnalata, con possibili problemi di orientamento in caso di scarsa visibilità.
Da preferire il periodo immediatamente successivo allo scioglimento delle nevi o i primi freddi autunnali,
onde evitare di incrociare le numerose mandrie bovine al pascola nella zona.
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A pochi metri dal posteggio nei pressi del
Pian di Fontana
(1532 m) si imbocca una pista agro-pastorale che serpeggia a lungo
tra pascoli punteggiati di radi arbusti, salendo lentamente fino alla
Margheria sottana di Tanarello
(1658 m, 0:25 - 0:30 ore dal
Pian di Fontana)
1.
Presso la margheria, dove sembra terminare la pista agro-pastorale, si incontra una
miriade di tracce lasciate dagli animali al pascolo.
Alle spalle del grosso abbeveratoio, sulla destra, si rintraccia però la carrareccia che,
dopo una lunga curva verso destra, torna più evidente.
La pista agro-pastorale prosegue in salita
2,
sostanzialmente a mezzacosta, e raggiunge i ruderi della
Margheria soprana di Tanarello
(1729 m), dove si trovano altri abbeveratoi e la malandata carrareccia termina definitivamente.
Si ignorano delle tracce che si staccano a destra subito oltre i ruderi e si continua diritti su sentiero.
Dopo aver costeggiato il torrente nel fondovalle, tenendosi distanti una cinquantina di metri,
si arriva ad un bivio assolutamente non evidente e non segnalato: un ramo prosegue leggermente a sinistra,
l'altro di poco verso destra.
È decisamente da preferire l'opzione di destra, sebbene non sia facile individuare il bivio e la partenza
del tracciato.
Per completezza, si fornire anche la descrizione del ramo di sinistra.
La traccia taglia un ripiano pascolivo e prosegue fino ai piedi del pendio per il
Passo di Garlenda.
Appena inizia la salita, diventa molto difficile individuare il percorso: sono presenti tacche bianche,
ma poche, non sempre ben posizionate, e spesso non visibili l'una dall'altra.
Tra bassi arbusti, erba e roccette si rimonta abbastanza ripidi il pendio, piegando verso sinistra.
Intorno a quota 1900 la traccia volge bruscamente a destra: qui si riceve da destra il sentiero
principale, mentre si ignora un'altra traccia che si stacca a sinistra.
Si prende il ramo di destra
12,
più recente, che traversa i pascoli al margine di un piccolo pianoro e
si porta si piedi del pendio terminale che adduce al
Passo di Garlenda.
Con un lungo semicerchio da destra verso sinistra, in assenza di fatto di segnavia, il sentiero dal fondo
piuttosto dissestato risale il pendio
11
fino a ricongiungersi al vecchio tracciato, a quota 1900 circa.
Si svolta decisi verso a destra, continuando a salire con un semicerchio da sinistra a destra,
ostacolato nella parte finale da vegetazione erbacea ed arbustiva piuttosto invadente.
Quando si inverte ulteriormente la direzione di marcia, poche brevi svolte conducono al
Passo di Garlenda
(2016 m, 1:05 - 1:10 dalla
Margheria sottana di Tanarello)
34,
in prossimità di alcuni ruderi di ricoveri ex militari.
Sull'ampio valico prativo ci si immette su una mulattiera ex militare:
la si segue verso sinistra
56,
tenendosi nei pressi del panoramico crinale, fino alle pendici del
Monte Fronté.
Appena la mulattiera inizia a salire, la si abbandona per imboccare un sentierino sulla sinistra.
Il bivio non è segnalato ed è ben poco evidente, ma basta spostarsi di poco a destra della
mulattiera per individuare la traccia del sentiero.
Il sentiero, esile ma ben evidente
7,
s'innalza tenendosi pochi metri a sinistra
rispetto agli scoscesi pendii inerbiti che si affacciano sulla Liguria.
Sebbene abbastanza ripido, il sentierino conduce agevolmente fino alla vetta del
Monte Fronté
(2152 m, 0:25 - 0:30 ore dal
Passo di Garlenda)
810,
ove è stata eretta una statua alla Madonna
9.
La statua della
Madonna del Monte Fronté,
scolpita in marmo bianco di Pietrasanta, è alta 3 metri e pesa circa 17 quintali.
Con le braccia aperte verso est in segno di accoglienza, si affaccia sulle valli Arroscia e Argentina.
La statua, inaugurata nel 1955, ha subito in più occasioni danni dovuti alle intemperie:
gravemente danneggiata una prima volta da un fulmine nel 2009 e sottoposta a restauro,
lo stesso fenomeno si è ripetuto anni addietro, con i successivi lavori di ripristino datati al 2024.
Solo a titolo di curiosità, l'attuale toponimo della vetta deriva dalla contrazione della
precedente denominazione di
Monte Frontero.
Per la discesa dal
Monte Fronté
esiste una alternativa più comoda anche se leggermente più lunga.
Appena oltre la statua, si imbocca il sentiero che scende a sinistra; poco sotto la vetta,
ci si immette su una mulattiera ex militare, che si segue verso sinistra in direzione del
Passo Fronté
(a destra si andrebbe al più lontano
Colle del Garezzo).
In breve si arriva ad un altro bivio, presso una croce, dove la mulattiera si divide:
questa volta si lascia a destra il ramo per il
Passo Fronté
e si percorre il ramo di sinistra, che riporta comodamente al
Passo di Garlenda
(Dislivello: +0/-136 m; Tempo: 0:25 ore; Difficoltà: E; Distanza: 1422 m).
Accessi
Da Ceva si risale interamente la Valle Tanaro fino a Nava.
Qui si svolta a destra per la Colla San Bernardo, proseguendo per Monesi di Mendatica e
Monesi di Triora. A Monesi di Triora si va a sinistra in direzione Pian del Guscio
(Pian del Guso) e Limone Piemonte, salendo su una sconnessa stradina asfaltata.
A quota 1532, ai margini del Pian di Fontana, si incontra uno slargo a destra della strada
dove si possono posteggiare alcune auto.
Note
Ai piedi del versante che conduce al Passo di Garlenda, il sentiero tende a perdersi.
In realtà esistono (almeno) due tracce che rimontano la parte iniziale del pendio: una più evidente
ma priva di segnaletica e con la partenza difficile da individuare, l'altra meno evidente e,
seppur segnata con tacche bianche (mal distribuite), più difficile da seguire.
In questo tratto, in mancanza di validi punti di riferimento, è consigliabile affidarsi alla treccia GPS.
Pernottamento
Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle
escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.
Cartografia
[Fra n.19] [AsF n.3] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione
Bibliografia.
6 - Il Passo d Garlenda dalla mulattiera per il Monte Fronté (2025)10 - Panorama dal Monte Fronté (2025)3 - Palina segnavia al Passo di Garlenda (2025)5 - La mulattiera ex militare verso il Monte Fronté (2025)8 - La Valle di Capriolo dai pressi della vetta del Monte Fronté (2025)7 - La parte iniziale del sentiero di crinale per il Monte Fronté (2025)1 - I pascoli attorno alla Margheria sottana di Tanarello (2025)2 - La malandata pista agro-pastorale verso la Margheria soprana di Tanarello (2025)4 - Panorama verso la Liguria dal Passo di Garlenda (2025)11 - Il sentiero non segnalato per il Passo di Garlenda (2025)12 - Il bivio, quasi invisibile, tra i due sentieri per il Passo di Garlenda: il percorso consigliato è a destra (2025)9 - La statua della madonna sul Monte Fronté (2025)
Un'escursione guidata non serve a farti trovare il sentiero, ma a farti
osservare quello che si incontra lungo il cammino.
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