Itinerario 12.11

12.11 Pian della Regina - Rifugio Zanotti

Pian della Regina (1469 m) - Rifugio Zanotti (2144 m)

+694 / -19

Dislivello [m]

2:05 - 2:20

Tempo [h:mm]

5277

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Facile escursione al Rifugio Zanotti, vecchio ricovero militare recuperato dal CAI. Il Lago Mongioie richiede un'ulteriore salita che termina con un tratto fuori sentiero in pietraia per raggiungere il Lago Mongioie.

Profilo altimetrico - Itinerario 12.11
A Da Pian della Regina (1469 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Rifugio Zanotti (2144 m) +694 / -19
(+713 / -713)
2:05 - 2:20
(3:35 - 4:05)
5277
(10554)
E P48 » P27 » P27C

Da Pian della Regina (1469 m) si prende la rotabile ex militare (recentemente indicata con il segnavia P48, già P29) che procede in direzione sud-ovest, in leggera salita, inoltrandosi nel Vallone del Piz all'interno di un bel bosco di larici.

Dalla metà di settembre è possibile ascoltare, nei dintorni di Pian della Regina, i tipici bramiti dei cervi emessi durante il periodo degli amori.
Il Cervo (Cervus elaphus) 4 è un maestoso ungulato diffuso in zone boscate, ricche di sottobosco e, ove possibile, che non presentino eccessivo innevamento o versanti troppo scoscesi. Il peso varia dai 110kg medi di una femmina ai 180 dei maschi, con un'altezza al garrese compresa tra i 95 e i 130cm. Il mantello è rossiccio in estate e grigio-marrone in inverno. I maschi perdono il palco tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera, mentre la formazione del nuovo trofeo ricomincia quasi subito e si protrae per tre o quattro mesi. Pascolatore, si nutre prevalentemente di erbe in estate e di vegetali semi-legnosi in inverno. I cervi formano branchi di femmine con i piccoli e branchi di soli individui maschi. Nel periodo degli amori i maschi adulti raggruppano le femmine e le difendono da altri maschi, sia con vocalizzi (bramiti) che con scontri diretti. In questo periodo, un maschio può perdere fino a 20kg del proprio peso, a causa del poco tempo dedicato all'alimentazione e degli sforzi sostenuti per difendere il proprio harem.

[I Selvatici delle Alpi Piemontesi] [-]

La strada stacca quasi subito una diramazione a sinistra per il Vallone del Ciaval, quindi prosegue con un lungo traverso in diagonale fino a raggiungere una balza rocciosa che chiude la media valle, dove si trova anche un evidente canale di captazione in cemento a servizio della centrale idroelettrica di Pietraporzio.
Dopo aver superato il risalto roccioso con alcuni lunghi tornanti, ormai fuori dal bosco si raggiunge un bel pianoro pascolivo, caratterizzato da 1, sfasciumi e radi larici 2 sul versante sinistro orografico, e da un lariceto più fitto sul versante opposto.

All'ingresso del pianoro si trovano due opere del vallo alpino. Subito a monte della sterrata si vede il malloppo dell'Opera 156, con mascheratura in pietra, armato con una mitragliatrice. Sul lato opposto della valle, ormai seminascosto tra i larici, si vede il malloppo dell'Opera 155, anch'esso armato con una mitragliatrice.

[Valle Stura Fortificata]

Mantenendosi sempre sul versante sinistro orografico, la strada supera il piccolo Laghetto Lausarel, quindi passa ai piedi di un maestoso larice secolare 6.

Il larice, forse millenario, è noto semplicemente come "Lou Merze Gros" (il grosso larice) 3. Sotto la starada, nei pressi del larice, si notano i resti di un altare militare.

[-]

Proseguendo, si raggiunge prima il bivio a sinistra con lo sterrato per il vicino Gias del Piz, poi il bivio, sempre a sinistra, con il sentiero per il Passo di Rostagno (segnavia P27).

L'itinerario percorso, da Pian della Regina fino al bivio per il Passo di Rostagno ha seguito il tracciato della rotabile ex-militare 324, realizzata tra il 1936 e il 1938 per collegare Pietraporzio con il Passo sottano delle Scolettas.

[Le strade dei cannoni]

Qui si lascia la strada per imboccare il sentiero che, dopo una breve discesa, si biforca nuovamente: si lascia allora innanzi la prosecuzione per il Passo di Rostagno e si imbocca il ramo di destra per il Rifugio Zanotti (segnavia P27C).
Tra roccette, rododendri e larici, con percorso zigzagante e piuttosto ripido, il sentierino s'inerpica fino al ripiano ove sorge il Rifugio Zanotti (2144 m, 2:05 - 2:20 ore da Pian della Regina) 5.

Carta schematica - Itinerario 12.11

Scarica la traccia GPS in formato GPX

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura fino a Pietraporzio; si entra in paese e si prosegue su una stretta strada asfaltata fino a Pian della Regina, dove si lascia l'auto (posteggio). Nel periodo che va da metà ottobre a maggio è possibile che l'accesso a Pian della Regina sia vietato ai mezzi motorizzati sin dal paese di Pietraporzio.

Note

--

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.13] [AsF n.6] [IGC n.7]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Estate 2014

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luisa6

domenica 05 agosto 2012

[ 93.33.*.*]

Siamo andati domenica scorsa, giornata magnifica posto meraviglioso, sembrava un paesaggo dolomitico!!!! Mio figlio ha fatto il percorso in mountain bike esperienza maggnifica

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1 - Il tratto della strada ex militare 324, che attraversa il pianoro pascolivo nell'alto Vallone del Piz. Sullo sfondo il Becco Alto del Piz (2003)
1 - Il tratto della strada ex militare 324, che attraversa il pianoro pascolivo nell'alto Vallone del Piz. Sullo sfondo il Becco Alto del Piz (2003)
2 - Radi larici nel Vallone del Piz (2003)
2 - Radi larici nel Vallone del Piz (2003)
3 - Il larice, forse millenario, soprannominato 'Lou Merze Gros' (2003)
3 - Il larice, forse millenario, soprannominato 'Lou Merze Gros' (2003)
6 - 'Lou Merze Gros' con il Laghetto Lausarel sullo sfondo (2014)
6 - 'Lou Merze Gros' con il Laghetto Lausarel sullo sfondo (2014)
5 - Il Rifugio Zanotti (2014)
5 - Il Rifugio Zanotti (2014)
4 - Cervo (<i>Cervus elaphus</i>) maschio (fotografato in Valle Pesio) (2003)
4 - Cervo (Cervus elaphus) maschio (fotografato in Valle Pesio) (2003)
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