Itinerario 12.12

12.12 Aisone - Grotte di Aisone - Aisone

Aisone (840 m) - Case Piron (1031 m) - Baile (1040 m) - [Castellar delle Vigne (1035 m)] - Grotte di Aisone (900 m) - Aisone (840 m)

+302 / -302

Dislivello [m]

1:45 - 2:00

Tempo [h:mm]

5091

Distanza [m]

Difficoltà

Tipologia

Questo breve percorso ad anello conduce dapprima attraverso piccole borgate dove si possono ancora ammirare i resti di alcuni tetti in paglia di segale, quindi tocca numerose grotte naturali utilizzate dall'uomo in epoca neolitica e, molto più di recente, dai pastori locali come ricovero per il bestiame. In questa descrizione si propone una discesa a La Comba su un sentierino non segnalato, ma decisamente più intrigante di quelli ufficiali.

Profilo altimetrico - Itinerario 12.12
A Da Aisone (840 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Case Piron (1031 m) +191 / -0 0:35 - 0:40 1339 T P64
C Baile (1040 m) +251 / -51 1:00 - 1:10 2659 E P64 » P67
[Castellar delle Vigne] (1035 m) +253 / -58 1:05 - 1:15 3083 E =
D La Comba (1) (900 m) +251 / -191 1:15 - 1:25 3338 E =
E Grotte di Aisone (1) (884 m) +282 / -238 1:30 - 1:45 4271 E =
F Aisone (1) (840 m) +302 / -302 1:45 - 2:00 5091 E =

(1) Esclusa la digressione a Castellar delle Vigne.

Dalla strada statale n.21, poco a monte dell'abitato di Aisone (840 m), si imbocca la strada sterrata che sale a Case Piron (che in questo tratto coincide con il segnavia P64 per le Punte Chiavardine). La strada sale ai piedi di pareti calcaree, attraversando per due volte consecutive lo stesso rio su ponticelli in cemento. Dopo il secondo ponte si lascia a sinistra il sentiero che scende alle Grotte di Aisone (non molto evidente, punto di rientro dell'anello) e si continua sulla strada, che alterna tratti asfaltati a tratti sterrati. La strada serpeggia a lungo assecondando l'orografia di assolati costoni punteggiati da rada vegetazione arborea e giunge alle Case Piron (1031 m, 0:35 - 0:40 ore da Aisone) 12.
Proprio all'altezza della chiesetta della borgata si ignora a destra la pista sterrata per Ciancamentes (segnavia P64C) e, poco dopo, oltre le case, si trascura anche il sentiero che si stacca sulla sinistra per scendere a La Comba.

La chiesetta che si trova a Case Piron pare sia stata edificata su un preesistente pilone votivo, "lou piloun"; da qui il passaggio a Piroun e poi Piron spiegherebbe l'origine del nome della borgata. L'italianizzazione del toponimo avrebbe poi portato alla denominazione che inizia a circolare ora di Pirone.
Diverso il discorso per la case abbandonate di Ciancamentes: l'ipotesi ne attribuisce l'origine all'occitano "giam entes", "chiedimi dov'è", a rimarcare la posizione particolarmente nascosta della borgata.

[Parco Naturale dell'Argentera, pp.135,137]

Qui la sterrata termina e si prosegue a mezzacosta su una vecchia mulattiera che si addentra nella Valletta del Rio Borbone 3. La vecchia mulattiera, ormai ridotta a sentiero, procede in leggera salita tra vegetazione di arbusti, latifoglie e qualche conifera. Poco prima dell'impluvio della valletta, si trascura a destra il sentiero per le Punte Chiavardine (segnavia P64) e si scende sulla sinistra verso Castellar delle Vigne (segnavia P67).
Attraversato il Rio Borbone su passerella in tronchi, si percorre un comodo mezzacosta pianeggiante ai margini del lariceto. Si esce dalla Valletta del Rio Borbone aggirando un costone, si attraversa un assolato pendio 4 punteggiato di ginestra e rada vegetazione ed infine, entrati in un boschetto di latifoglie (querce, noccioli e sorbi) si prosegue in leggera discesa fino alla borgata Baile (1040 m, 0:25 - 0:30 ore da Case Piron).

Un occhio attento noterà la sporadica presenza di qualche vite 5: assieme ai toponimi delle borgate, esse costituiscono la testimonianza di coltivazioni che, favorite da un clima più caldo e umido di quello attuale oltreché dall'ottima esposizione dei luoghi, erano abbastanza diffuse anche a queste quote fino a non molti decenni or sono.

[-]

Da Baile (un cartello artigianale in loco nomina questa borgata come Le Vigne) è possibile una breve, ma consigliata digressione: si prosegue in piano per qualche decina di metri fino ad incontrare una strada sterrata. Seguendola verso destra si giunge in pochi minuti a Castellar delle Vigne (1035 m) 7, graziosa borgata dove, a monte delle case ben ristrutturate, resiste ancora un tetto in paglia di segale (Dislivello: +2/-7 m; Dislivello A/R: +9/-9 m; Tempo: 0:05 ore; Tempo A/R: 0:15 ore; Difficoltà: T; Distanza: 424 m).
Chi è meno amante dell'avventura, e vuole completare l'anello solo su sentieri segnalati, nel tratto compreso tra Baile e Castellar delle Vigne troverà, sulla sinistra, un sentiero segnalato che conduce a La Comba ricongiungendosi così all'itinerario sotto descritto.

A Baile si abbandona il comodo sentiero per Castellar delle Vigne e si scende tra le case (allungate sul crinale in direzione sud) fino all'ultima abitazione della borgata 6. Un sentierino (non segnalato) volge a est e prosegue deciso la discesa nel bosco. Passata una risorgiva all'interno di una piccola cavità nella roccia, e superati i ruderi di quelle che erano alcune balme addossate a verticali pareti rocciose 8, si continua con vari ripidi tornanti, perdendo quota fino a raggiungere una piccola radura in località La Comba (900 m, 0:15 ore da Baile). In questa minuscola piana rinserrata tra le pareti rocciose, alcune costruzioni che ancora conservano la loro copertura del tetto in paglia di segale, si ergono ai piedi di caratteristici pinnacoli rocciosi appuntiti 913.
Dopo aver guadato un rio si incontra una sterrata che sale da valle. La si segue in discesa per un breve tratto, abbandonandola per un sentiero che si stacca sulla sinistra in piano nei pressi di un palo della linea elettrica. Trascurato un bivio a destra in discesa, si passa a monte di un roccione con ripida salita. Ridiscesi, si traversa l'assolato pendio con continui saliscendi ai piedi di verticali pareti calcaree nelle quali si aprono varie cavità. Lungo questo tratto di sentiero si incontra una prima grotta 10 facilmente accessibile; superata una breve ma assai ripida rampa tra curiose formazioni rocciose 11 si arriva ad una seconda grotta 12 e quindi, poco dopo, ad una terza. L'insieme di queste cavità è noto con il nome di Grotte di Aisone (884 m, 0:15 - 0:20 ore da La Comba all'ultima grotta).

La natura calcarea delle rocce ha di certo favorito la formazione delle numerose cavità toccate da questo itinerario. Numerosi reperti, portati alla luce durante le campagne di scavo e ora conservati al Museo Civico di Cuneo, portano ad affermare che le grotte, che si aprono con ottima esposizione al sole ai piedi di strapiombanti pareti rocciose, sono state frequentate già in epoca neolitica, approssimativamente tra il 4800 e il 3500 a.C. e fanno riferimento alla cultura dei vasi a bocca quadrata. In epoche più recenti sono state utilizzate come riparo e ricovero dai pastori.

[La Guida del Parco Alpi Marittime, p.152]

Un ultimo tratto di sentiero risale fino alla strada sterrata percorsa per salire a Case Piron. Seguendola verso destra si torna alla partenza dell'itinerario.

Carta schematica - Itinerario 12.12

Scarica la traccia GPS in formato GPX

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura fino ad Aisone. Appena fuori dal centro abitato, sulla destra, si trova la deviazione per Case Piron. Problematico il posteggio in zona, spesso si è costretti a percorrere a piedi un tratto della trafficata (e pericolosa) strada statale n.21.

Note

Itinerario da percorrere preferibilmente in autunno, quando l'erba nei prati è già stata tagliata, o in primavera allo sciogliersi delle nevi. Il clima assolato garantisce ottime temperature anche nelle mezze stagioni.

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.13] [Fra n.14] [IGC n.7]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Primavera 2013

QR code

Inquadra il QR code con l'apposita App del tuo telefonino per essere indirizzato a questa pagina web.

QR Code - Itinerario 12.12

anonimo

martedì 06 dicembre 2011

[ 93.66.*.*]

Buongiorno! Abbiamo percorso questo itinerario domenica scorsa, giornata di sole fantastica e molto bello anche il percorso! Il nostro tempo di percorrenza però è stato di 1 ora e 50 minuti, sulla base di cosa calcolate i vostri tempi di percorrenza? Grazie!

RP (alpicuneesi.it)

martedì 06 dicembre 2011

[ 80.104.*.*]

Problema risolto: si è trattato di un errore di battitura. Il tempo di percorrenza è stato corretto. Grazie per la segnalazione.

Corrado

giovedì 09 agosto 2012

[ 80.117.*.*]

Molto carino, fatto in Agosto si soffre un po nel rientro x l'esposizione al sole, si cosiglia di partire presto. Buona Passeggiata

Marti

venerdì 22 agosto 2014

[ 82.52.*.*]

Sono stata ieri su questo percorso, devo segnalare che da località Le Vigne il sentiero è praticamente inesistente, cosparso d'erba alta e difficilmente individuabile, per fortuna avevo stampato l'itinerario, ma comunque è stato molto difficile orientarsi. Solo una volta giunti alle grotte si ritrova finalmente il percorso

RP (alpicuneesi.it)

lunedì 25 agosto 2014

[ 80.104.*.*]

Cara Marti, viste le basse quote, in piena estate il sentiero può risultare invaso dall'erba, ma esiste. Nelle note alla descrizione si consiglia la percorrenza nelle mezze stagioni anche per questo motivo.

Elena73

domenica 03 gennaio 2016

[ 62.19.*.*]

Escursione fatta oggi, descrizione molto precisa, grazie. Percorso sempre molto ben segnalato. Da Le Vigne siamo scesi verso Castellar e più o meno a metà fra i due borghi abbiamo trovato il sentiero per La Comba che abbiamo percorso. Bella esposizione, in questa stagione fa piacere camminare al sole.

Commenta l'itinerario 12.12

3 - La Valletta del Rio Borbone dal sentiero per Castellar delle Vigne (2005)
3 - La Valletta del Rio Borbone dal sentiero per Castellar delle Vigne (2005)
13 - Tetti in paglia in località La Comba (2006)
13 - Tetti in paglia in località La Comba (2006)
8 - Caratteristica balma nella Valletta del Rio Borbone, con i resti di una volta a botte (2005)
8 - Caratteristica balma nella Valletta del Rio Borbone, con i resti di una volta a botte (2005)
12 - Una della varie grotte che si incontrano lungo il sentiero (2005)
12 - Una della varie grotte che si incontrano lungo il sentiero (2005)
1 - Case Piron (2005)
1 - Case Piron (2005)
5 - Borgata Baile: una vite resiste ancora a testimoniare antiche coltivazioni (2005)
5 - Borgata Baile: una vite resiste ancora a testimoniare antiche coltivazioni (2005)
7 - Fienile con tetto in paglia, rifatto negli anni '90, a Castellar delle Vigne (2005)
7 - Fienile con tetto in paglia, rifatto negli anni '90, a Castellar delle Vigne (2005)
11 - Caratteristico scorcio dal sentiero delle grotte (2005)
11 - Caratteristico scorcio dal sentiero delle grotte (2005)
2 - Case Piron, particolare (2005)
2 - Case Piron, particolare (2005)
4 - Panorama dal sentiero per Castellar delle Vigne (2005)
4 - Panorama dal sentiero per Castellar delle Vigne (2005)
6 - Tetti in paglia in borgata Baile (2005)
6 - Tetti in paglia in borgata Baile (2005)
9 - Costruzioni con tetti in paglia in località La Comba (2005)
9 - Costruzioni con tetti in paglia in località La Comba (2005)
10 - Una delle Grotte di Aisone, frequentate sin dal 4700 a.C. (2005)
10 - Una delle Grotte di Aisone, frequentate sin dal 4700 a.C. (2005)
×