Itinerario 12.28

12.28 Bergemoletto, loc. Ciabot 'd Mario - Monte Bourel - Bivacco Groppo

Bergemoletto, loc. Ciabot 'd Mario (1399 m) - Colle di Marchiana (2284 m) - Monte Bourel (2461 m) - Bivacco Groppo (2461 m)

+1089 / -5

Dislivello [m]

3:00 - 3:25

Tempo [h:mm]

5358

Distanza [m]

E 

Difficoltà

Tipologia

123456789101112

Periodo consigliato [mese]

Un sentiero lungo e faticoso, con lunghi e ripidi tratti da superare. Può sussistere qualche problema di individuazione del percorso, per la scarsa segnaletica orizzontale e per la traccia non sempre evidente. Tutto è però ripagato dallo spettacolare panorama a 360 gradi che si ammira dalla vetta del Monte Bourel. Il Bivacco Groppo si trova proprio sulla vetta: la posizione è invidiabile, le comodità offerte molto meno...

Carta schematica - Itinerario 12.28

Mappa su base © OpenStreetMap contributors, SRTM; map style © OpenTopoMap - licenza CC-BY-SA

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Profilo altimetrico - Itinerario 12.28
A Da Ciabot 'd Mario (1399 m) a: Dislivello [m]
(andata e ritorno)
Tempo [h:mm]
(andata e ritorno)
Distanza [m]
(andata e ritorno)
Difficoltà Segnavia
B Colle di Marchiana (2284 m) +902 / -5
(+907 / -907)
2:35 - 3:00
(4:20 - 4:55)
4912
(9824)
E =
C Monte Bourel (2461 m) +1079 / -5
(+1084 / -1084)
3:00 - 3:25
(5:00 - 5:40)
5306
(10612)
E =
D Bivacco Groppo (2461 m) +1089 / -5
(+1084 / -1054)
3:00 - 3:25
(5:00 - 5:40)
5358
(10716)
E =

«Ragionamento sopra il fatto avvenuto in Bergemoletto» - è il titolo del saggio di Ignazio Somis, medico di Carlo Emanuele III, datato 1758 11 - «In cui tre Donne, sepolte tra le rovine della Stalla per la caduta d'una gran mole di neve, sono state trovate vive dopo trentasette giorni». Dedicato «A Sua Sacra Real Maestà», il testo racconta di un avvenimento prodigioso.
Era il 19 Marzo 1755, quando tre valanghe si staccano del Monte Bourel. Due non causano danni: «Il Sacerdote, che abitava in tal vicinanza, e voleva uscir di casa per andarsene alla Chiesa, e far radunar la gente a udir la Messa, sentendo romore verso la cima delle montagne, si voltò verso quella parte, donde gli pareva venire il romore, e vide rotolar due Valanche…». La terza, gigantesca (alta quasi 13 metri e larga 60), si abbatte invece sull'abitato di Bergemoletto.
Trenta case vengono rase al suolo, 22 persone, incluso il sacerdote ritrovato con il rosario tra le mani, sono uccise immediatamente. Restano in piedi la chiesa e la casa di tal Giovanni Arnaud. I soccorsi dai paesi vicini, che proseguono per cinque giorni, salvano una donna e le tre figlie piccole. Poi sono sopesi per l'indurimento della neve.
Sepolte in una stalla, all'insaputa di tutti, restano vive quattro persone: Anna di 24 anni, Anna Maria di 44 anni, e due dei suoi figli, Margherita di 11 e Antonio di 5. Con loro un'asina, 6 capre, una quindicina di galline e un po' di fieno.
Quando, al disgelo, ripartono le operazioni di ricerca dei dispersi, avviene il miracolo: vengono ritrovate vive, dopo 37 giorni, Anna, Anna Maria e Margherita; il piccolo Antonio sarà morto di stenti e febbre già pochi giorni dopo la valanga. Sopravvivono in un ambiente angusto, con pochissimo spazio per muoversi, circondate da cadaveri (oltre ad Antonio moriranno l'asina, quattro capre e molte galline), nutrendosi con latte di capra e uova, bevendo la poca acqua di fusione. Riescono tutte a riprendersi dalle privazioni fisiche, chi in pochi giorni, chi in qualche settimana, e a tornare alla loro vita.
Antonio, fratello di Anna Maria racconterà di aver sognato la sorella la notte precedente il salvataggio: lei diceva di essere ancora viva e lo implorava di andarla a salvare.
Il dottor Somis, venuto a conoscenza del fatto e dopo aver intervistato a lungo i protagonisti, cercherà a lungo una spiegazione scientifica per l'evento eccezionale, senza giungere mai ad alcuna conclusione certa.

[Scattolibero, La valanga di Bergemoletto]

Dal piccolo posteggio (1387 m) si trascura quasi subito una pista forestale sulla sinistra, e si continua sulla carrareccia che conduce in poche decine di metri al Ciabot 'd Mario (1399 m), vecchio ed isolato edificio rurale.

Attenzione al segnavia! In tutto il percorso, la seppur scarsa segnaletica verticale individua questo sentiero con la sigla P6, in contrasto con il vecchio catasto provinciale dei sentieri ed alcune carte, dove il P6 si dirigeva da Bergemoletto verso il Vallone della Valletta. Il nuovo catasto provinciale invece colloca il sentiero P6 nella zona di Vinadio. Non fatevi trarre in inganno da vecchie carte o guide.

Tenendo il ciabot sulla destra, si prosegue sull'ampia mulattiera che si addentra nella faggeta 1 con pendenze modeste. Si trascura una pista forestale sulla destra e, poco dopo, quando la mulattiera si biforca, si segue il ramo di destra. Si guada il Rio Bergemoletto e, subito oltre, si incrocia un'altra pista forestale, che si attraversa.
Iniziando a salire nel bosco, la mulattiera si divide ulteriormente, ma entrambi i rami, che possono essere percorsi indifferentemente, si ricongiungono in poche decine di metri. Quando il tracciato piega a sud-ovest e la salita si fa decisamente più faticosa: la mulattiera lascia il posto ad un ampio sentiero che risale nel bosco una modesta dorsale, dapprima sulla sinistra, quindi sulla destra.

Sebbene abbastanza largo, in questo tratto nella faggeta il sentiero può creare problemi di individuazione, a causa delle foglie e dei rami spezzati presenti sul terreno. È bene non abbandonare mai i radi e sbiaditi segnavia.

Giunti ad una radura, il sentiero compie una brusca svolta verso destra (nord-ovest) per poi svoltare nuovamente a sinistra e risalire ripido ad una selletta prativa, dove s'incontra l'unica palina segnavia. Ci si addentra ora nel lariceto 2, trascurando subito una traccia a sinistra in discesa e lasciando, sempre a sinistra, un abbeveratoio in metallo. Traversando in faticosa salita, il sentiero guada un piccolo rio, valica un costone 3 ed inizia un lungo mezzacosta su ripidi pendii in direzione sud.
Passato un piccolo affluente del Rio Bergemoletto, ci si trova in un'ampia conca prativa cosparsa di pietrame e punteggiata da rododendri. Si guada un ulteriore rio e si oltrepassa un tratto di fitta vegetazione nitrofila nei pressi dei ruderi del Gias Fontanile, poi si riprende la salita, ora con alcune svolte.
Si raggiungono i ruderi di un secondo gias oltre il quale il sentiero, qui ridotto a tratti a labile traccia, si sposta verso sinistra, sul dosso di erba e rocce al centro del valloncello. Senza farsi ingannare da una evidente traccia che si stacca a sinistra, ci si tiene sulla sinistra idrografica del Rio Bergemoletto (che tuttavia qui si apre in mille rivoli), finché non il sentiero non torna evidente.
Ci si sposta allora sul versante destro orografico: dapprima ci si innalza con alcuni tornanti 4 poi con un lungo e ripido traverso che conduce al Colle di Marchiana (2284 m, 2:35 - 3:00 ore dal Ciabot 'd Mario) 65, insellatura prativa che si affaccia sul Vallone della Meris.
Dal valico una esile traccia piega a sinistra (est nord-est) e s'inerpica ripidissima sulle pendici del Monte Bourel, tra radi ciuffi d'erba, roccette e detriti. Pochi segnavia e qualche ometto conducono infine, non senza fatica, alla piatta sommità del Monte Bourel (2461 m, 0:25 ore dal Colle di Marchiana) 109.
Sulla vetta si trovano il Bivacco Groppo (2461 m) 7 ed una piccola campana metallica in ricordo di Don Frank 8.

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura fino a Demonte. Appena usciti dal paese, un bivio segnalato sulla sinistra scende ad attraversare il Torrente Stura e raggiunge la SP337. Seguendola brevemente verso sinistra, si svolta poi subito a destra in località Fontan. Una piccola stradina asfaltata sale fino a Bergemolo, dove diventa sterrata ma in ottime condizioni. Proseguendo diritti per oltre 2km si giunge alla borgata Cappella di Bergemoletto: oltre le poche case la sterrata si biforca: si segue il ramo di sinistra per la borgata Mulet, fino al successivo trivio: lasciata a destra la diramazione per Mulet, si prende il ramo centrale (indicazioni per il Monte Bourel). Dopo circa 150 metri la sterrata termina presso un piccolo slargo ove è possibile lasciare l'auto.

Note

--

Pernottamento

--

Cartografia

[Fra n.14] [AsF n.5] [Blu n.1] [IGC n.113] [IGC n.8]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Ultimo aggiornamento

Ultimo sopralluogo: Primavera 2011

[Ultimo aggiornamento scheda: Primavera 2024]

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10 - In vetta al Monte Bourel (2011)
10 - In vetta al Monte Bourel (2011)
5 - Panorama sul Monte Matto e sul Massiccio dell'Argentera dal Colle di Marchiana (2011)
5 - Panorama sul Monte Matto e sul Massiccio dell'Argentera dal Colle di Marchiana (2011)
1 - Il tratto di mulattiera all'interno del lariceto (2011)
1 - Il tratto di mulattiera all'interno del lariceto (2011)
8 - La campana a fianco del Bivacco Groppo (2011)
8 - La campana a fianco del Bivacco Groppo (2011)
7 - Il Bivacco Groppo (2011)
7 - Il Bivacco Groppo (2011)
6 - Al Colle di Marchiana (2011)
6 - Al Colle di Marchiana (2011)
4 - La conca del Gias Fontanile salendo al Colle di Marchiana (2011)
4 - La conca del Gias Fontanile salendo al Colle di Marchiana (2011)
9 - Panorama sul Monviso dalla vetta del Monte Bourel (2011)
9 - Panorama sul Monviso dalla vetta del Monte Bourel (2011)
2 - Rododendri in fiore all'interno del lariceto (2011)
2 - Rododendri in fiore all'interno del lariceto (2011)
3 - Il Monte Bourel a sinistra, e il Colle di Marchiana al centro della foto (2011)
3 - Il Monte Bourel a sinistra, e il Colle di Marchiana al centro della foto (2011)
11 - Il saggio di Ignazio Somis [foto: archiviodistatotorino.beniculturali.it]
11 - Il saggio di Ignazio Somis [foto: archiviodistatotorino.beniculturali.it]