Itinerario 12.69 - Il Monte Nebius scendendo dal Monte Bersaio (© )

12.69 Colle della Bandia - Monte Bersaio - Colle della Bandia

Colle della Bandia (2408 m) - Gias Bandia (2295 m) - Gias Piconiera (2018 m) - Colle Piconiera (2260 m) - Monte Bersaio (2385 m) - Colle Piconiera (2260 m) - Pra d'Arbon (2057 m) - Gias Mure (1845 m) - Rifugio Don Martini (2068 m) - Colle della Bandia (2408 m)

È la via più breve e meno faticosa per salire sul Monte Bersaio, bella vetta che domina su Sambuco. Tuttavia è anche una via poco frequentata, forse per il lungo avvicinamento in auto per arrivare al Colle della Bandia. Questo itinerario propone un percorso ad anello, con il rientro per la Val Chiaffrea. Sia la parte iniziale dell'escursione, sia quella finale, sfruttano strade sterrate ad uso pastorale; diversamente dalla consuetudine, ci si trova a scendere alla partenza e a risalire all'arrivo.

+973 / -973

Dislivello [m]

4:55 - 5:35

Tempo [h:mm]

14199

Distanza [m]

E 

Difficoltà

Tipologia

123456789101112

Periodo consigliato [mese]

Carta schematica - Itinerario 12.69 Colle della Bandia - Monte Bersaio - Colle della Bandia

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Profilo altimetrico - Itinerario 12.69 Colle della Bandia - Monte Bersaio - Colle della Bandia
A Da Colle della Bandia (2408 m) a: Dislivello [m] Tempo [h:mm] Distanza [m] Difficoltà Segnavia
B Gias Piconiera (2018 m) +1 / -391 1:00 - 1:10 4139 T =
C Colle Piconiera (2260 m) +243 / -391 1:40 - 1:55 5333 E =
D Monte Bersaio (2385 m) +368 / -391 2:05 - 2:20 6281 E =
E Pra d'Arbon (2057 m) +368 / -719 2:40 - 3:05 8227 E =
F Gias Mure (1845 m) +408 / -971 3:15 - 3:40 9698 E = » P34
G Rifugio Don Martini (2068 m) +631 / -971 3:55 - 4:25 11390 E P34
H Colle della Bandia (2408 m) +973 / -973 4:55 - 5:35 14199 E P34 » =

Al Colle della Bandia (2408 m), proprio in corrispondenza dei vecchio complesso militare dei Baraccamenti della Bandia 1, si imbocca la strada sterrata si stacca a sinistra.

Il grosso complesso militare ottocentesco, intitolato al Colonnello Filippo Armand, era costituito da 8 edifici principali comprendenti la palazzina comando e la palazzina ufficiali, infermeria, cucine, cantine, scuderie, fucina e macello. Il tutto era completato da quattro gruppi di trune per un presidio che poteva contare fino a 330 uomini. Compito della guarnigione era impedire l'aggiramento dello sbarramento fortificato di Vinadio mediante una discesa su Demonte lungo il Vallone dell'Arma.

[Strade e sentieri del Vallo Alpino, p.73]
[Valle Stura fortificata, pp.68-70]

Tra i ruderi delle caserme si trovano le lapidi dedicate a Renato e Vincenzo Stasi, Marco Barge ed il margaro della Bandia Pietro Beltrando, uccisi il 21 agosto 1944 durante una operazione di rastrellamento e rappresaglia nazista.

[-]

La strada, tortuosa, scende adagio per pascoli 2, passa vicino al Gias Bandia (2295 m) 3 e prosegue a destra (il ramo di sinistra porta al gias), sempre in discesa.
Si passa un primo piccolo affluente del Rio Bandia e, dopo altri tornanti, la strada supera un secondo piccolo rio. Lasciato a destra il sentiero per Moriglione San Lorenzo, due tornanti ravvicinati preannunciano l'attraversamento del terzo impluvio con il consueto rio che lo solca; al successivo impluvio, la strada risulta parzialmente ostruita da una piccola frana, ma il passaggio a piedi non comporta alcun problema.
La rotabile, ora ridotta a pista agro-pastorale, termina poco dopo nei pressi dei ruderi del Gias Piconiera (2018 m, 1:00 - 1:10 ore dal Colle della Bandia).
Al gias termina anche la lunga discesa iniziale. Si continua sul sentiero che si stacca a sinistra e traversa in salita i versanti prativi 4.

I segnavia bianco-rossi non mancano, ma sono in numero inferiore alle molteplici tracce lasciate dalle mandrie al pascolo. Capire quale sia il sentiero non è semplice, anche se, con buona visibilità, si riesce sempre a ritrovare i segnavia. Molto più in alto, sul crinale tra il Colle Piconiera e il Monte Bersaio si staglia poi un grosso ometto in pietre, visibile da lontano, presso il quale transita il sentiero per la vetta. Anche se non vi si può puntare direttamente, può essere un punto di riferimento.

Giunto di fronte ad un impluvio più profondo, il sentiero piega a sinistra (est) e s'impenna. Con qualche svolta alternata a tratti ripidi lungo la linea di massima pendenza, si guadagna quota rapidamente. Tre lunghi traversi, in minor pendenza, conducono infine all'arrotondato e ampio crinale prativo del Colle Piconiera (2260 m, 0:40 - 0:45 ore dal Gias Piconera).
Si segue il crinale verso destra, con un percorso molto panoramico e per nulla faticoso 57, che conduce fino ai piedi della vetta del Monte Bersaio, individuabile da lontano per la caratteristica fenditura nella roccia che ne solca la sommità 6.
Senza alcuna difficoltà si rimonta la placconata di rocce inclinate e si arriva alla croce di vetta del Monte Bersaio (2385 m, 0:25 ore dal Colle Piconiera) 8.
Ridiscesi 9 in direzione del Colle Piconiera si rintraccia, con qualche fatica, il sentiero che si stacca a destra del crinale, in corrispondenza dell'unico punto dove affiorano roccette e qualche detrito.

A onor del vero, il sentiero che scende verso Sambuco origina al Colle Piconiera. Si tiene però per un lungo tratto pochi metri al di sotto del sentiero di crinale, sicché ormai quasi tutti gli escursionisti che salgono da Sambuco verso il Monte Bersaio "tagliano" dal sentiero più basso a quello sul crinale, per accorciare l'ascesa (e lo stesso vale durante la discesa).
Su questa scorciatoia, di fatto divenuta il percorso principale, sono adesso presenti anche alcune tacche segnavia.

In poche decine di metri ci si ricollega al sentiero proveniente dal Colle Piconiera, che si segue verso destra. Con un tracciato sinuoso ma intelligente, e con pendenze sempre contenute, il sentiero scende tra i pascoli al cospetto delle imponenti pareti rocciose del Monte Nebius 10.
Si attraversa il ripiano pascolivo, apparentemente abbandonato, del Pra d'Arbon (2057 m, 0:35 - 0:45 ore dal Monte Bersaio), dove si individuano ancora i resti sparsi di alcuni gias.
Alla fine del pianoro si lambiscono due trune, ancora integre, poi si riprende a scendere. Con svariati tornanti, stretti e ripidi, si perde quota tra due canaloni, solcati da piccoli rii. Segue un lungo traverso, sempre in ripida discesa su uno scivoloso brecciolino, che taglia altri due canaloni, il secondo dei quali in frana.
Giunti infine sul fondo idrico del Vallone della Madonna, si ignora un sentiero che si stacca a destra e si attraversa il bel Torrente della Madonna grazie a una passerella in legno a monte del sentiero, un po' nascosta dalla vegetazione.
Ci si immette (q.1802 circa) così sul più ampio sentiero proveniente da Sambuco 11, e lo si segue verso sinistra, in salita. Un paio di tornanti conducono all'isolato Gias Mure (1845 m, 0:35 ore dal Pra d'Arbon), riattato ad abitazione privata.
Ora in comune con l'Itinerario 12.30, si supera il Rifugio Don Martini (2068 m) 1213 e si rientra al Colle della Bandia (2408 m, 1:40 - 1:55 ore dal Gias Mure).

Informazioni, curiosità e notizie storiche, sono disponibili alla pagina del Rifugio Don Martini.

Accessi

Da Borgo San Dalmazzo si risale la Valle Stura fino a Demonte. Verso la fine del paese, si imbocca il bivio a destra per San Giacomo ed il Vallone dell'Arma. Si sale per circa 25km la stretta strada asfaltata che raggiunge i 2394 metri del Colle Valcavera. Al valico, si svolta a sinistra per il Colle della Bandia, lungo la rotabile di circa 1km che diventa quasi subito sterrata, con fondo stradale più che discreto. Alcuni posteggi disponibili nei pressi del Colle della Bandia.
La strada sterrata potrebbe essere soggetta a restrizioni del traffico veicolare.

Note

Chi non volesse percorrere in auto la strada sterrata, può raggiungere a piedi il Colle della Bandia con l'Itinerario 12.26.

Pernottamento

Le opportunità di pernottamento non sono indicate nelle escursioni giornaliere ma solo nelle tappe dei trekking.

Cartografia

[Fra n.13] [AsF n.6] [IGC n.7]
I riferimenti dettagliati alle carte sono disponibili nella sezione Bibliografia.

Aggiornamenti

Ultimo sopralluogo: Estate 2026
[Ultimo aggiornamento scheda: Estate 2026]

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8 - Panorama dalla vetta del Monte Bersaio (2026)
8 - Panorama dalla vetta del Monte Bersaio (2026)
10 - Panorama sul Monte Nebius scendendo verso il Pra d'Arbon (2026)
10 - Panorama sul Monte Nebius scendendo verso il Pra d'Arbon (2026)
13 - La Rocca di Salé si specchia in una pozza in Val Chiaffrea (2026)
13 - La Rocca di Salé si specchia in una pozza in Val Chiaffrea (2026)
4 - In salita verso il Colle Piconiea (2026)
4 - In salita verso il Colle Piconiea (2026)
11 - Il bivio nel Vallone della Madonna (2026)
11 - Il bivio nel Vallone della Madonna (2026)
7 - L'enorme ometto in pietre sulla displuviale tra Colle Piconiera e Monte Bersaio (2026)
7 - L'enorme ometto in pietre sulla displuviale tra Colle Piconiera e Monte Bersaio (2026)
1 - I ruderi dei Baraccamenti della Bandia (2026)
1 - I ruderi dei Baraccamenti della Bandia (2026)
3 - Il Gias Bandia (2026)
3 - Il Gias Bandia (2026)
12 - Il Rifugio Don Martini (2026)
12 - Il Rifugio Don Martini (2026)
5 - L'ampia displuviale prativa con il Colle Piconiera (2026)
5 - L'ampia displuviale prativa con il Colle Piconiera (2026)
6 - La vetta del Monte Bersaio, con l'inconfondibile spaccatura nella roccia (2026)
6 - La vetta del Monte Bersaio, con l'inconfondibile spaccatura nella roccia (2026)
2 - La strada sterrata che scende verso il Gias Bandia (2026)
2 - La strada sterrata che scende verso il Gias Bandia (2026)
9 - Sul crinale prativo in discesa dal Monte Bersaio (2026)
9 - Sul crinale prativo in discesa dal Monte Bersaio (2026)
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